REGIO DECRETO-LEGGE 20 febbraio 1927, n. 222

Incarico all'Istituto centrale di statistica di promuovere la formazione di indici del costo della vita in taluni Comuni del Regno. (027U0222)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/03/1927
Regio Decreto-Legge convertito dalla L. 18 dicembre 1927, n. 2421 (in G.U. 31/12/1927, n. 303).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/12/1975)
Testo in vigore dal: 28-12-1975
aggiornamenti all'articolo
 
                        VITTORIO EMANUELE III 
 
           PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE 
 
                             RE D'ITALIA 
 
  Vista la legge 9  luglio  1926,  n.  1162,  sul  riordinamento  del
servizio statistico; 
 
  Visto l'art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926, n. 100; 
 
  Riconosciuta  la  necessita'  e  l'urgenza   di   disciplinare   la
formazione  degli  indici  del  costo  della  vita,  i  quali   vanno
acquistando sempre maggiore importanza nell'economia della Nazione; 
 
  Udito il Consiglio dei Ministri; 
 
  Sulla proposta del Capo del Governo, Primo Ministro  Segretario  di
Stato, di concerto con il Ministro per l'interno, con il Ministro per
l'economia nazionale e con il Ministro per le corporazioni; 
 
  Abbiamo decretato e decretiamo: 
 
                               Art. 1. 
 
  L'Istituto centrale di statistica e' incaricato  di  promuovere  la
formazione di indici del costo della vita in tutti i Comuni con  piu'
di 100,000  abitanti  ed  in  altri,  preferibilmente  scelti  tra  i
capoluoghi di Provincia, o tra quelli con piu'  di  50,000  abitanti,
che abbiano uffici di statistica idonei.((1)) 
 
  Nulla e' innovato, anche per quanto  riguarda  l'istituzione  e  il
funzionamento di detti uffici, al R. decreto-legge 16 agosto 1926, n.
1387. 
 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  La L. 26 novembre 1975, n. 621 ha disposto (con l'art. 1, comma  1)
che "Tra i comuni di cui  all'articolo  1,  primo  comma,  del  regio
decreto-legge 20 febbraio 1927, n. 222,  convertito  nella  legge  18
dicembre 1927, n. 2421, devono intendersi  compresi  tutti  i  comuni
capoluoghi di provincia  e  quelli  con  oltre  30.000  abitanti  che
abbiano un ufficio di statistica idoneo".