LEGGE 15 dicembre 2011, n. 217

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2010. (12G0001)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/01/2012 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/10/2012)
Testo in vigore dal: 19-12-2012
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                               Art. 11 
 
Modifiche al decreto-legge 5 ottobre 1993, n.  400,  convertito,  con
  modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.  494.  Procedura  di
  infrazione  n.  2008/4908.  Delega  al  Governo   in   materia   di
  concessioni demaniali marittime 
 
  1. Al fine di chiudere la  procedura  di  infrazione  n.  2008/4908
avviata ai sensi dell'articolo 258  del  Trattato  sul  funzionamento
dell'Unione europea, nonche' al fine di rispondere all'esigenza degli
operatori del mercato di usufruire di  un  quadro  normativo  stabile
che, conformemente ai principi comunitari,  consenta  lo  sviluppo  e
l'innovazione dell'impresa turistico-balneare-ricreativa: 
    a) il comma 2 dell'articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre  1993,
n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4  dicembre  1993,
n. 494, e successive modificazioni, e' abrogato; 
    b) al comma 2-bis dell'articolo 01 del  decreto-legge  5  ottobre
1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre
1993, n. 494, e successive modificazioni, le parole: «di cui al comma
2» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 1»; 
    c) all'articolo 03, comma  4-bis,  del  decreto-legge  5  ottobre
1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre
1993, n. 494, le parole:  «Ferme  restando  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 01, comma 2,» sono soppresse ed e' aggiunto, in fine, il
seguente  periodo:  «Le  disposizioni  del  presente  comma  non   si
applicano alle concessioni rilasciate  nell'ambito  delle  rispettive
circoscrizioni territoriali dalle  autorita'  portuali  di  cui  alla
legge 28 gennaio 1994, n. 84». 
  2. Il Governo e' delegato ad adottare, entro  quindici  mesi  dalla
data di entrata in vigore  della  presente  legge,  su  proposta  del
Ministro  per  i  rapporti  con  le  regioni  e   per   la   coesione
territoriale, di concerto con i Ministri delle infrastrutture  e  dei
trasporti, dell'economia e delle finanze, dello  sviluppo  economico,
per la semplificazione normativa, per le politiche europee e  per  il
turismo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata  di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  e
successive modificazioni, un decreto legislativo avente ad oggetto la
revisione e il riordino della legislazione relativa alle  concessioni
demaniali marittime secondo i seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) stabilire limiti minimi e massimi di durata delle concessioni,
entro i quali le regioni fissano la durata delle stesse  in  modo  da
assicurare  un  uso  rispondente   all'interesse   pubblico   nonche'
proporzionato all'entita' degli investimenti; 
    b) prevedere criteri e modalita' di affidamento nel rispetto  dei
principi di concorrenza, di liberta'  di  stabilimento,  di  garanzia
dell'esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle  attivita'
imprenditoriali e di tutela degli investimenti; 
    c) individuare modalita' per la riscossione e per la suddivisione
dei proventi derivanti dai canoni tra comuni, province e regioni; 
    d) fermo restando, in assoluto, il diritto libero e  gratuito  di
accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di  balneazione,
disciplinare le ipotesi di  costituzione  del  titolo  di  uso  o  di
utilizzo delle aree del demanio marittimo; 
    e) individuare i casi in cui le  concessioni  nuove,  decadute  o
revocate sono assegnate nell'ambito dei piani di utilizzazione  delle
aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni; 
    f) prevedere criteri per l'equo indennizzo del concessionario nei
casi  di  revoca  della  concessione  demaniale,  nei  casi  previsti
dall'articolo 42 del codice della navigazione; 
    g) stabilire criteri per l'eventuale dichiarazione  di  decadenza
delle concessioni, nonche' criteri e modalita' per il subingresso  in
caso di vendita o di affitto delle aziende. 
  3. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 2 e' trasmesso
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinche' siano
espressi, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, i  pareri
delle Commissioni parlamentari competenti per materia.  Decorso  tale
termine, il decreto legislativo puo' essere comunque adottato. 
  4. Dall'attuazione del decreto legislativo di cui al  comma  2  non
devono derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica. 
  5. Entro due anni dalla data  di  entrata  in  vigore  del  decreto
legislativo di cui  al  comma  2,  il  Governo,  nel  rispetto  delle
disposizioni di cui ai commi 2, 3  e  4,  puo'  emanare  disposizioni
correttive e integrative del medesimo decreto legislativo. 
  ((6. Si intendono quali  imprese  turistico-balneari  le  attivita'
classificate all'articolo 01, comma 1, lettere b), c), d) ed e),  del
decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, che  si  svolgono  su  beni  del
demanio marittimo, ovvero  le  attivita'  di  stabilimento  balneare,
anche quando le strutture sono ubicate su beni  diversi  dal  demanio
marittimo.  Al  fine  di  promuovere  il  rilancio  delle   attivita'
turistico-balneari e la tutela della concorrenza, e'  demandata  alle
regioni la  fissazione  degli  indirizzi  per  lo  svolgimento  delle
attivita' accessorie degli stabilimenti balneari,  quali  l'esercizio
di somministrazione di  alimenti  e  bevande  e  gli  intrattenimenti
musicali e  danzanti,  da  fissare  nel  rispetto  delle  particolari
condizioni di tutela dell'ambiente, ivi  incluso  l'ambiente  urbano,
nonche' dell'ordine  pubblico,  dell'incolumita'  e  della  sicurezza
pubblica. Tali attivita' accessorie devono  essere  effettuate  entro
gli orari di  esercizio  cui  sono  funzionalmente  e  logisticamente
collegate e  devono  svolgersi  nel  rispetto  delle  vigenti  norme,
prescrizioni  e  autorizzazioni  in  materia  edilizia,  urbanistica,
igienico-sanitaria  e  di  inquinamento   acustico.   Gli   indirizzi
regionali sono recepiti a livello comunale con apposita ordinanza del
sindaco,  nel  rispetto  del  principio  di   sussidiarieta'   e   di
proporzionalita')). 
  ((6-bis.  In  caso  di  intrattenimenti  danzanti  da  svolgere  in
stabilimenti  balneari,  i  progetti   sottoposti   all'esame   delle
commissioni di cui all'articolo 141 del regio decreto 6 maggio  1940,
n. 635, devono individuare espressamente i luoghi in  cui  si  svolge
l'attivita' di pubblico spettacolo o intrattenimento. 
  6-ter. La disciplina di cui all'articolo 80 del testo unico, di cui
al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si applica esclusivamente ai
soli luoghi di pubblico spettacolo individuati nei progetti di cui al
comma 6-bis. 
  6-quater. In coerenza con quanto disposto dal decreto del  Ministro
dell'interno 30 novembre 1983, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
339 del  12  dicembre  1983,  non  fanno  parte  dell'intrattenimento
danzante e sono quindi sottratte alla disciplina dell'articolo 80 del
citato testo unico, le aree della concessione demaniale circostanti i
locali di pubblico spettacolo individuati  nei  progetti  di  cui  al
comma 6-bis, purche' prive di  recinzioni  di  qualsiasi  tipo  e  di
strutture specificatamente destinate allo stazionamento del  pubblico
per assistere a  spettacoli,  in  quanto  aventi  caratteristiche  di
locale all'aperto, come descritto all'articolo 1,  comma  2,  lettera
a), del citato decreto ministeriale 30 novembre 1983.))