DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 121

Attuazione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell'ambiente, nonche' della direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni. (11G0163)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 16/08/2011
Testo in vigore dal: 16-8-2011
attiva riferimenti normativi
                               Art. 3 
 
 
       Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 
 
  1. Al comma 17 dell'articolo 6 del  decreto  legislativo  3  aprile
2006, n. 152, dopo il secondo periodo e' inserito il  seguente:  «Per
la baia storica del Golfo  di  Taranto  di  cui  all'articolo  1  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1977,  n.  816,  il
divieto relativo agli  idrocarburi  liquidi  e'  stabilito  entro  le
cinque miglia dalla linea di costa.». 
  2. All'articolo 260-bis del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.
152, dopo il comma 9 sono aggiunti, in fine, i seguenti: 
    «9-bis. Chi con un'azione od omissione viola diverse disposizioni
di cui al presente articolo ovvero  commette  piu'  violazioni  della
stessa disposizione soggiace alla  sanzione  amministrativa  prevista
per la violazione piu' grave, aumentata sino  al  doppio.  La  stessa
sanzione si applica a chi con piu' azioni od omissioni, esecutive  di
un medesimo disegno, commette anche in tempi diversi piu'  violazioni
della stessa o di diverse disposizioni di cui al presente articolo. 
    9-ter. Non risponde delle violazioni  amministrative  di  cui  al
presente articolo chi, entro  trenta  giorni  dalla  commissione  del
fatto, adempie agli obblighi previsti  dalla  normativa  relativa  al
sistema informatico di controllo di cui al comma 1.  Nel  termine  di
sessanta giorni dalla contestazione immediata o  dalla  notificazione
della violazione, il  trasgressore  puo'  definire  la  controversia,
previo adempimento degli obblighi di cui sopra, con il  pagamento  di
un quarto della sanzione prevista. La definizione agevolata impedisce
l'irrogazione delle sanzioni accessorie.». 
  3. Al comma 1  dell'articolo  260-ter  del  decreto  legislativo  3
aprile  2006,  n.  152,  dopo  le  parole:  «All'accertamento   delle
violazioni di cui ai commi» le parole: «8 e 9» sono sostituite  dalle
seguenti: «7 e 8». 
          Note all'art. 3: 
              - Il testo dell'articolo 6 del  decreto  legislativo  3
          aprile  2006,  n  152,  (Norme  in   materia   ambientale),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 aprile 2006, n.  88,
          come modificato dal presente decreto cosi' recita: 
              «Art.  6.  (Oggetto  della   disciplina).   -   1.   La
          valutazione ambientale strategica  riguarda  i  piani  e  i
          programmi   che   possono   avere   impatti   significativi
          sull'ambiente e sul patrimonio culturale. 
              2. Fatto  salvo  quanto  disposto  al  comma  3,  viene
          effettuata una valutazione per tutti i piani e i programmi: 
                a) che sono elaborati per la valutazione  e  gestione
          della qualita' dell'aria ambiente, per i settori  agricolo,
          forestale,  della  pesca,  energetico,   industriale,   dei
          trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque,  delle
          telecomunicazioni,    turistico,    della    pianificazione
          territoriale  o  della  destinazione  dei  suoli,   e   che
          definiscono il quadro di  riferimento  per  l'approvazione,
          l'autorizzazione, l'area di localizzazione  o  comunque  la
          realizzazione dei progetti elencati negli allegati II,  III
          e IV del presente decreto; 
                b) per  i  quali,  in  considerazione  dei  possibili
          impatti sulle finalita' di conservazione dei siti designati
          come zone di protezione speciale per la conservazione degli
          uccelli  selvatici  e  quelli  classificati  come  siti  di
          importanza comunitaria  per  la  protezione  degli  habitat
          naturali e della flora e della fauna selvatica, si  ritiene
          necessaria   una   valutazione   d'incidenza    ai    sensi
          dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica
          8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni. 
              3. Per i piani e i programmi di  cui  al  comma  2  che
          determinano l'uso di piccole aree a livello locale e per le
          modifiche minori dei piani e dei programmi di cui al  comma
          2,  la  valutazione  ambientale   e'   necessaria   qualora
          l'autorita'  competente  valuti   che   producano   impatti
          significativi sull'ambiente, secondo le disposizioni di cui
          all'articolo 12 e  tenuto  conto  del  diverso  livello  di
          sensibilita' ambientale  dell'area  oggetto  di  intervento
          (48). 
              3-bis.  L'autorita'  competente  valuta,   secondo   le
          disposizioni di  cui  all'articolo  12,  se  i  piani  e  i
          programmi, diversi  da  quelli  di  cui  al  comma  2,  che
          definiscono il quadro di riferimento  per  l'autorizzazione
          dei    progetti,    producano     impatti     significativi
          sull'ambiente. 
              3-ter.  Per  progetti  di   opere   e   interventi   da
          realizzarsi nell'ambito del Piano regolatore portuale, gia'
          sottoposti ad una valutazione ambientale strategica, e  che
          rientrano tra le categorie per  le  quali  e'  prevista  la
          Valutazione  di  impatto  ambientale,  costituiscono   dati
          acquisiti tutti gli elementi valutati  in  sede  di  VAS  o
          comunque desumibili dal Piano regolatore portuale.  Qualora
          il Piano regolatore Portuale ovvero le rispettive  varianti
          abbiano contenuti tali da essere sottoposti  a  valutazione
          di impatto ambientale nella loro interezza secondo le norme
          comunitarie, tale  valutazione  e'  effettuata  secondo  le
          modalita' e le competenze previste dalla Parte Seconda  del
          presente  decreto  ed  e'   integrata   dalla   valutazione
          ambientale  strategica  per  gli  eventuali  contenuti   di
          pianificazione  del  Piano  e  si  conclude  con  un  unico
          provvedimento. 
              4. Sono comunque esclusi dal campo di applicazione  del
          presente decreto: 
                a) i piani e i programmi destinati  esclusivamente  a
          scopi di difesa nazionale caratterizzati da somma urgenza o
          ricadenti nella  disciplina  di  cui  all'articolo  17  del
          decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  e  successive
          modificazioni; 
                b) i piani e i programmi finanziari o di bilancio; 
                c) i piani di protezione civile in caso  di  pericolo
          per l'incolumita' pubblica; 
                c-bis) i piani  di  gestione  forestale  o  strumenti
          equivalenti,   riferiti   ad   un   ambito   aziendale    o
          sovraziendale di livello locale, redatti secondo i  criteri
          della gestione  forestale  sostenibile  e  approvati  dalle
          regioni o dagli organismi dalle stesse individuati . 
              5. La  valutazione  d'impatto  ambientale,  riguarda  i
          progetti che possono avere impatti significativi e negativi
          sull'ambiente e sul patrimonio culturale. 
              6. Fatto  salvo  quanto  disposto  al  comma  7,  viene
          effettuata altresi' una valutazione per: 
                a) i progetti di  cui  agli  allegati  II  e  III  al
          presente decreto; 
                b) i progetti di  cui  all'allegato  IV  al  presente
          decreto,  relativi  ad  opere   o   interventi   di   nuova
          realizzazione,   che    ricadono,    anche    parzialmente,
          all'interno di aree naturali protette come  definite  dalla
          legge 6 dicembre 1991, n. 394. 
              7. La valutazione e' inoltre  necessaria,  qualora,  in
          base alle disposizioni di cui al successivo articolo 20, si
          ritenga  che  possano  produrre  impatti  significativi   e
          negativi sull'ambiente, per: 
                a) i progetti elencati nell'allegato II  che  servono
          esclusivamente o  essenzialmente  per  lo  sviluppo  ed  il
          collaudo di nuovi metodi o prodotti e non  sono  utilizzati
          per piu' di due anni; 
                b) le modifiche o estensioni  dei  progetti  elencati
          nell'allegato II che possono avere impatti significativi  e
          negativi sull'ambiente; 
                c) i progetti elencati nell'allegato IV. 
              8. Per i progetti  di  cui  agli  allegati  III  e  IV,
          ricadenti all'interno di aree naturali protette, le  soglie
          dimensionali, ove previste, sono ridotte del cinquanta  per
          cento. 
              9. Le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di
          Bolzano  possono  definire,   per   determinate   tipologie
          progettuali  o  aree  predeterminate,  sulla   base   degli
          elementi indicati  nell'allegato  V,  un  incremento  nella
          misura massima del trenta  per  cento  o  decremento  delle
          soglie di cui all'allegato IV. Con riferimento ai  progetti
          di cui  all'allegato  IV,  qualora  non  ricadenti  neppure
          parzialmente in aree naturali protette,  le  regioni  e  le
          province  autonome  di  Trento   e   di   Bolzano   possono
          determinare, per  specifiche  categorie  progettuali  o  in
          particolari situazioni  ambientali  e  territoriali,  sulla
          base degli  elementi  di  cui  all'allegato  V,  criteri  o
          condizioni    di    esclusione    dalla     verifica     di
          assoggettabilita'. 
              10. L'autorita' competente in sede statale valuta  caso
          per  caso  i  progetti  relativi  ad  opere  ed  interventi
          destinati esclusivamente a scopo di  difesa  nazionale  non
          aventi i requisiti di  cui  al  comma  4,  lettera  a).  La
          esclusione di tali progetti dal campo di  applicazione  del
          decreto, se cio' possa pregiudicare gli scopi della  difesa
          nazionale, e' determinata con decreto interministeriale del
          Ministro della difesa e del Ministro dell'ambiente e  della
          tutela del territorio e del mare . 
              11. Sono  esclusi  in  tutto  in  parte  dal  campo  di
          applicazione del presente decreto, quando non sia possibile
          in  alcun  modo  svolgere   la   valutazione   di   impatto
          ambientale, singoli interventi disposti in  via  d'urgenza,
          ai sensi dell'articolo 5,  commi  2  e  5  della  legge  24
          febbraio 1992, n.  225,  al  solo  scopo  di  salvaguardare
          l'incolumita' delle persone e di mettere in  sicurezza  gli
          immobili da un pericolo imminente o a seguito di calamita'.
          In tale  caso  l'autorita'  competente,  sulla  base  della
          documentazione immediatamente trasmessa dalle autorita' che
          dispongono tali interventi: 
                a)  esamina  se  sia  opportuna  un'altra  forma   di
          valutazione; 
                b) mette a disposizione  del  pubblico  coinvolto  le
          informazioni raccolte con le altre forme di valutazione  di
          cui  alla  lettera  a),  le  informazioni   relative   alla
          decisione di esenzione  e  le  ragioni  per  cui  e'  stata
          concessa; 
                c)  informa  la  Commissione  europea,   tramite   il
          Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
          mare nel caso di interventi di competenza regionale,  prima
          di  consentire  il  rilascio   dell'autorizzazione,   delle
          motivazioni  dell'esclusione  accludendo  le   informazioni
          messe a disposizione del pubblico. 
              12.  Per  le  modifiche  dei  piani  e  dei   programmi
          elaborati  per  la  pianificazione  territoriale  o   della
          destinazione  dei  suoli  conseguenti  a  provvedimenti  di
          autorizzazione  di  opere  singole  che  hanno  per   legge
          l'effetto di variante ai suddetti piani e programmi,  ferma
          restando l'applicazione della disciplina in materia di VIA,
          la valutazione ambientale strategica non e' necessaria  per
          la localizzazione delle singole opere. 
              13. L'autorizzazione integrata ambientale e' necessaria
          per: 
                a) i progetti di cui all'allegato VIII  del  presente
          decreto; 
                b) le modifiche sostanziali  degli  impianti  di  cui
          alla lettera a) del presente comma. 
              14. Per gli impianti ove e' svolta una attivita' di cui
          all'allegato VIII del presente decreto, nonche' per le loro
          modifiche sostanziali l'autorizzazione integrata ambientale
          e' rilasciata nel rispetto di quanto previsto dall'articolo
          208, commi 6 e 7, del presente decreto. 
              15. Per gli impianti di cui alla lettera a)  del  comma
          12 del presente articolo, nonche'  per  le  loro  modifiche
          sostanziali,  l'autorizzazione  integrata   ambientale   e'
          rilasciata nel rispetto della disciplina di cui al presente
          decreto e dei termini di cui all'articolo 29-quater,  comma
          10. 
              16.  L'autorita'   competente,   nel   determinare   le
          condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo
          restando il rispetto delle norme  di  qualita'  ambientale,
          tiene conto dei seguenti principi generali: 
                a)  devono  essere  prese  le  opportune  misure   di
          prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le
          migliori tecniche disponibili;9 
                b) non si devono verificare fenomeni di  inquinamento
          significativi; 
                c) deve essere evitata la produzione  di  rifiuti,  a
          norma della quarta parte  del  presente  decreto;  in  caso
          contrario  i  rifiuti  sono  recuperati  o,  ove  cio'  sia
          tecnicamente ed economicamente impossibile, sono  eliminati
          evitandone e riducendone l'impatto  sull'ambiente,  secondo
          le disposizioni della medesima quarta  parte  del  presente
          decreto; 
                d) l'energia deve essere utilizzata in modo  efficace
          ed efficiente; 
                e) devono  essere  prese  le  misure  necessarie  per
          prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze; 
                f)  deve  essere   evitato   qualsiasi   rischio   di
          inquinamento al momento della cessazione  definitiva  delle
          attivita' e il sito  stesso  deve  essere  ripristinato  ai
          sensi della normativa vigente in  materia  di  bonifiche  e
          ripristino ambientale. 
              17. Ai fini di tutela dell'ambiente e  dell'ecosistema,
          all'interno del perimetro delle aree marine  e  costiere  a
          qualsiasi titolo protette per scopi di  tutela  ambientale,
          in virtu' di leggi nazionali, regionali o in attuazione  di
          atti e convenzioni internazionali sono vietate le attivita'
          di ricerca,  di  prospezione  nonche'  di  coltivazione  di
          idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli
          4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9.  Il  divieto  e'
          altresi' stabilito nelle zone di mare  poste  entro  dodici
          miglia marine dal perimetro  esterno  delle  suddette  aree
          marine  e  costiere  protette,  oltre  che   per   i   soli
          idrocarburi liquidi  nella  fascia  marina  compresa  entro
          cinque miglia dalle linee di base delle acque  territoriali
          lungo l'intero perimetro costiero nazionale.  Per  la  baia
          storica del Golfo di Taranto  di  cui  all'articolo  1  del
          decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1977,  n.
          816,  il  divieto  relativo  agli  idrocarburi  liquidi  e'
          stabilito entro le cinque miglia dalla linea di  costa.  Al
          di fuori delle medesime aree, le  predette  attivita'  sono
          autorizzate  previa  sottoposizione   alla   procedura   di
          valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e
          seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti
          locali posti in un  raggio  di  dodici  miglia  dalle  aree
          marine e costiere interessate dalle  attivita'  di  cui  al
          primo periodo. Le disposizioni di cui al presente comma  si
          applicano ai procedimenti autorizzatori in corso alla  data
          di entrata  in  vigore  del  presente  comma.  Resta  ferma
          l'efficacia dei titoli  abilitativi  gia'  rilasciati  alla
          stessa data. Dall'entrata in vigore delle  disposizioni  di
          cui al presente comma e' abrogato il comma 81 dell'articolo
          1 della legge 23 agosto 2004, n. 239.». 
              Il  testo  dell'articolo  260-bis  del  citato  decreto
          legislativo n 152 del 2006, come  modificato  dal  presente
          decreto cosi' recita: 
              «260-bis.  Sistema  informatico  di   controllo   della
          tracciabilita' dei rifiuti 
              1. I soggetti obbligati che  omettono  l'iscrizione  al
          sistema  di  controllo  della  tracciabilita'  dei  rifiuti
          (SISTRI) di cui all'articolo 188-bis, comma  2,  lett.  a),
          nei  termini  previsti,  sono  puniti  con   una   sanzione
          amministrativa  pecuniaria  da   duemilaseicento   euro   a
          quindicimilacinquecento   euro.   In   caso   di    rifiuti
          pericolosi,  si   applica   una   sanzione   amministrativa
          pecuniaria da quindicimilacinquecento euro a novantatremila
          euro. 
              2. I  soggetti  obbligati  che  omettono,  nei  termini
          previsti, il pagamento del contributo per  l'iscrizione  al
          sistema  di  controllo  della  tracciabilita'  dei  rifiuti
          (SISTRI) di cui all'articolo 188-bis, comma  2,  lett.  a),
          sono puniti con una sanzione amministrativa  pecuniaria  da
          duemilaseicento euro  a  quindicimilacinquecento  euro.  In
          caso  di  rifiuti  pericolosi,  si  applica  una   sanzione
          amministrativa pecuniaria da quindicimilacinquecento euro a
          novantatremila euro.  All'accertamento  dell'omissione  del
          pagamento  consegue   obbligatoriamente,   la   sospensione
          immediata dal servizio  fornito  dal  predetto  sistema  di
          controllo   della   tracciabilita'   nei   confronti    del
          trasgressore. In sede di  rideterminazione  del  contributo
          annuale di iscrizione al predetto sistema di tracciabilita'
          occorre  tenere  conto  dei  casi  di   mancato   pagamento
          disciplinati dal presente comma. 
              3. Chiunque omette di compilare il registro cronologico
          o la scheda SISTRI - AREA MOVIMENTAZIONE, secondo i  tempi,
          le  procedure  e  le  modalita'   stabilite   dal   sistema
          informatico di controllo di cui al comma 1, ovvero fornisce
          al suddetto sistema informazioni  incomplete,  o  inesatte,
          altera  fraudolentemente  uno  qualunque  dei   dispositivi
          tecnologici accessori al predetto  sistema  informatico  di
          controllo, o comunque ne impedisce  in  qualsiasi  modo  il
          corretto  funzionamento,  e'   punito   con   la   sanzione
          amministrativa  pecuniaria  da   duemilaseicento   euro   a
          quindicimilacinquecento  euro.  Nel  caso  di  imprese  che
          occupino  un  numero  di  unita'  lavorative  inferiore   a
          quindici dipendenti, si applica la sanzione  amministrativa
          pecuniaria da  millequaranta  euro  a  seimiladuecento.  Il
          numero di unita' lavorative e' calcolato con riferimento al
          numero di dipendenti  occupati  mediamente  a  tempo  pieno
          durante un anno, mentre i lavoratori  a  tempo  parziale  e
          quelli  stagionali   rappresentano   frazioni   di   unita'
          lavorative annue; ai predetti fini l'anno  da  prendere  in
          considerazione e' quello  dell'ultimo  esercizio  contabile
          approvato,   precedente   il   momento   di    accertamento
          dell'infrazione. Se le indicazioni riportate pur incomplete
          o inesatte non pregiudicano la tracciabilita' dei  rifiuti,
          si applica la sanzione amministrativa  pecuniaria  da  euro
          duecentosessanta ad euro millecinquecentocinquanta. 
              4.  Qualora  le  condotte  di  cui  al  comma  3  siano
          riferibili a rifiuti  pericolosi  si  applica  la  sanzione
          amministrativa pecuniaria da  euro  quindicimilacinquecento
          ad euro novantatremila, nonche' la sanzione  amministrativa
          accessoria della sospensione da un mese  a  un  anno  dalla
          carica  rivestita  dal   soggetto   cui   l'infrazione   e'
          imputabile ivi compresa  la  sospensione  dalla  carica  di
          amministratore. Nel caso di imprese che occupino un  numero
          di unita' lavorative inferiore a  quindici  dipendenti,  le
          misure minime e massime di cui al periodo  precedente  sono
          ridotte   rispettivamente   da   duemilasettanta   euro   a
          dodicimilaquattrocento euro per i  rifiuti  pericolosi.  Le
          modalita' di calcolo dei numeri di dipendenti avviene nelle
          modalita' di cui al comma 3. Se  le  indicazioni  riportate
          pur   incomplete   o   inesatte   non    pregiudicano    la
          tracciabilita'  dei  rifiuti,  si   applica   la   sanzione
          amministrativa pecuniaria da euro cinquecentoventi ad  euro
          tremilacento. 
              5. Al di fuori di quanto previsto nei commi da 1 a 4, i
          soggetti  che  si  rendono  inadempienti   agli   ulteriori
          obblighi su  di  loro  incombenti  ai  sensi  del  predetto
          sistema  di  controllo  della  tracciabilita'  dei  rifiuti
          (SISTRI)  sono  puniti,   per   ciascuna   delle   suddette
          violazioni, con la sanzione  amministrativa  pecuniaria  da
          euro duemilaseicento ad  euro  quindicimilacinquecento.  In
          caso  di  rifiuti  pericolosi  si   applica   la   sanzione
          amministrativa pecuniaria da  euro  quindicimilacinquecento
          ad euro novantatremila. 
              6. Si applica la pena di cui all'articolo  483  c.p.  a
          colui che,  nella  predisposizione  di  un  certificato  di
          analisi di rifiuti, utilizzato nell'ambito del  sistema  di
          controllo della tracciabilita' dei rifiuti  fornisce  false
          indicazioni  sulla  natura,  sulla  composizione  e   sulle
          caratteristiche  chimico-fisiche  dei  rifiuti  e   a   chi
          inserisce un certificato falso nei dati da fornire ai  fini
          della tracciabilita' dei rifiuti. 
              7. Il  trasportatore  che  omette  di  accompagnare  il
          trasporto dei rifiuti con la copia  cartacea  della  scheda
          SISTRI - AREA MOVIMENTAZIONE e, ove necessario  sulla  base
          della normativa  vigente,  con  la  copia  del  certificato
          analitico che identifica le caratteristiche dei rifiuti  e'
          punito con la sanzione amministrativa pecuniaria  da  1.600
          euro a 9.300 euro. Si applica la pena di cui  all'art.  483
          del  codice  penale  in  caso  di  trasporto   di   rifiuti
          pericolosi. Tale ultima pena si applica anche a colui  che,
          durante il trasporto fa uso di un certificato di analisi di
          rifiuti contenente false indicazioni  sulla  natura,  sulla
          composizione e sulle  caratteristiche  chimico-fisiche  dei
          rifiuti trasportati. 
              8. Il trasportatore  che  accompagna  il  trasporto  di
          rifiuti con una copia cartacea della scheda SISTRI  -  AREA
          Movimentazione fraudolentemente alterata e' punito  con  la
          pena prevista dal combinato disposto degli articoli  477  e
          482 del codice penale. La pena  e'  aumentata  fino  ad  un
          terzo nel caso di rifiuti pericolosi. 
              9. Se le condotte di cui al comma 7 non pregiudicano la
          tracciabilita'  dei  rifiuti,  si   applica   la   sanzione
          amministrativa pecuniaria da euro duecentosessanta ad  euro
          millecinquecentocinquanta 
              «9-bis. Chi con un'azione od  omissione  viola  diverse
          disposizioni di cui al presente  articolo  ovvero  commette
          piu' violazioni della  stessa  disposizione  soggiace  alla
          sanzione amministrativa prevista  per  la  violazione  piu'
          grave, aumentata sino al  doppio.  La  stessa  sanzione  si
          applica a chi con piu' azioni od omissioni, esecutive di un
          medesimo disegno, commette  anche  in  tempi  diversi  piu'
          violazioni della stessa o di diverse disposizioni di cui al
          presente articolo. 
              9-ter. Non risponde delle violazioni amministrative  di
          cui al presente articolo chi,  entro  trenta  giorni  dalla
          commissione del fatto, adempie agli obblighi previsti dalla
          normativa relativa al sistema informatico di  controllo  di
          cui al comma  1.  Nel  termine  di  sessanta  giorni  dalla
          contestazione  immediata  o   dalla   notificazione   della
          violazione, il trasgressore puo' definire la  controversia,
          previo adempimento degli obblighi  di  cui  sopra,  con  il
          pagamento  di  un  quarto  della  sanzione   prevista.   La
          definizione   agevolata   impedisce   l'irrogazione   delle
          sanzioni accessorie.». 
              Il testo dell'articolo 260-ter del decreto  legislativo
          3 aprile 2006, n 152, citato nelle note  all'articolo  3  ,
          cosi' come modificato dal presente decreto cosi' recita: 
              «Art.  260-ter.(Sanzioni   amministrative   accessorie.
          Confisca). - 1. All'accertamento delle violazioni di cui ai
          commi   7   e    8    dell'articolo    260-bis,    consegue
          obbligatoriamente  la   sanzione   accessoria   del   fermo
          amministrativo del veicolo utilizzato  per  l'attivita'  di
          trasporto dei rifiuti di  mesi  12,  nel  caso  in  cui  il
          responsabile si trovi nelle situazioni di cui  all'art.  99
          c.p. o all'articolo 8-bis della legge 24 novembre 1981,  n.
          689, o abbia commesso in precedenza illeciti amministrativi
          con violazioni della stessa indole o comunque abbia violato
          norme in materia di rifiuti. 
              2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni
          di cui agli articoli  213,  214,  214  bis  e  224-ter  del
          decreto legislativo 30 aprile  1992,  n.  285,  e  relative
          norme di attuazione. 
              3. All'accertamento delle violazioni di cui al comma  1
          dell'articolo 260-bis, consegue la sanzione accessoria  del
          fermo amministrativo di mesi 12 del veicolo utilizzato  dal
          trasportatore.  In  ogni  caso  restituzione  del   veicolo
          sottoposto al fermo amministrativo non puo' essere disposta
          in mancanza dell'iscrizione e  del  correlativo  versamento
          del contributo. 
              4. In caso di  trasporto  non  autorizzato  di  rifiuti
          pericolosi, e' sempre disposta la confisca del veicolo e di
          qualunque altro  mezzo  utilizzato  per  il  trasporto  del
          rifiuto, ai sensi dell'articolo  240,  secondo  comma,  del
          codice penale, salvo che gli stessi che  appartengano,  non
          fittiziamente a persona estranea al reato. 
              5. Il fermo di cui al comma 1 e la confisca di  cui  al
          comma 4 conseguono obbligatoriamente anche all'accertamento
          delle violazioni di cui al comma 1 dell'articolo 256 .».