LEGGE 15 marzo 2010, n. 38

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. (10G0056)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/04/2010 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/02/2020)
Testo in vigore dal: 3-4-2010
                               ART. 10

             (Semplificazione delle procedure di accesso
              ai medicinali impiegati nella terapia del
                              dolore).

    1.  Al  testo  unico  delle  leggi in materia di disciplina degli
stupefacenti    e    sostanze   psicotrope,   prevenzione,   cura   e
riabilitazione  dei  relativi  stati  di tossicodipendenza, di cui al
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a)  all'articolo  14,  comma  1, lettera e), dopo il numero 3) e'
aggiunto il seguente:

    "   3-bis)   in   considerazione   delle   prioritarie   esigenze
terapeutiche  nei  confronti  del  dolore severo, composti medicinali
utilizzati  in  terapia  del  dolore  elencati nell'allegato III-bis,
limitatamente  alle forme farmaceutiche diverse da quella parenterale
";

    b) nel titolo II, dopo l'articolo 25 e' aggiunto il seguente:

    " ART. 25-bis. - (Distruzione delle sostanze e delle composizioni
in  possesso dei soggetti di cui all'articolo 17 e delle farmacie). -
1.   Le   sostanze  e  le  composizioni  scadute  o  deteriorate  non
utilizzabili  farmacologicamente,  limitatamente  a  quelle  soggette
all'obbligo di registrazione, in possesso dei soggetti autorizzati ai
sensi  dell'articolo  17,  sono  distrutte  previa autorizzazione del
Ministero della salute.
    2. La distruzione delle sostanze e composizioni di cui al comma 1
in  possesso  delle  farmacie  e'  effettuata  dall'azienda sanitaria
locale  ovvero da un'azienda autorizzata allo smaltimento dei rifiuti
sanitari. Delle operazioni di distruzione di cui al presente comma e'
redatto  apposito  verbale  e, nel caso in cui la distruzione avvenga
per il tramite di un'azienda autorizzata allo smaltimento dei rifiuti
sanitari,  il  farmacista  trasmette  all'azienda sanitaria locale il
relativo  verbale.  Gli  oneri  di trasporto, distruzione e gli altri
eventuali  oneri connessi sono a carico delle farmacie richiedenti la
distruzione.
    3.  Le  Forze  di  polizia  assicurano, nell'ambito delle risorse
umane,  finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente,
adeguata assistenza alle operazioni di distruzione di cui al presente
articolo ";

    c)  all'articolo  38,  il  primo e il secondo periodo del comma 1
sono  sostituiti  dal  seguente: " La vendita o cessione, a qualsiasi
titolo,  anche  gratuito,  delle  sostanze  e dei medicinali compresi
nelle  tabelle  I  e  II, sezioni A, B e C, di cui all'articolo 14 e'
fatta  alle  persone autorizzate ai sensi del presente testo unico in
base  a richiesta scritta da staccarsi da apposito bollettario "buoni
acquisto"  conforme al modello predisposto dal Ministero della salute
";

    d) all'articolo 41, comma 1-bis, le parole: " di pazienti affetti
da  dolore  severo in corso di patologia neoplastica o degenerativa "
sono  sostituite  dalle  seguenti: " di malati che hanno accesso alle
cure  palliative  e  alla  terapia  del  dolore  secondo  le  vigenti
disposizioni ";

    e) all'articolo 43, dopo il comma 4 e' inserito il seguente:

    "  4-bis. Per la prescrizione, nell'ambito del Servizio sanitario
nazionale,   di   farmaci   previsti  dall'allegato  III-bis  per  il
trattamento  di  pazienti  affetti  da  dolore  severo,  in luogo del
ricettario  di cui al comma 1, contenente le ricette a ricalco di cui
al  comma  4,  puo'  essere  utilizzato  il  ricettario  del Servizio
sanitario   nazionale,   disciplinato   dal   decreto   del  Ministro
dell'economia   e   delle  finanze  17  marzo  2008,  pubblicato  nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11 aprile
2008.  Il  Ministro  della  salute, sentiti il Consiglio superiore di
sanita' e la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per
le   politiche  antidroga,  puo',  con  proprio  decreto,  aggiornare
l'elenco dei farmaci di cui all'allegato III-bis ";

    f) all'articolo 43, commi 7 e 8, le parole: " di pazienti affetti
da  dolore  severo in corso di patologia neoplastica o degenerativa "
sono  sostituite  dalle  seguenti: " di malati che hanno accesso alle
cure  palliative  e  alla  terapia  del  dolore  secondo  le  vigenti
disposizioni ";

    g)  all'articolo  45,  comma  1,  le  parole:  "  che  si accerta
dell'identita'  dell'acquirente  e  prende  nota  degli estremi di un
documento  di  riconoscimento  da  trascrivere  sulla  ricetta " sono
sostituite  dalle  seguenti:  "  che annota sulla ricetta il nome, il
cognome   e   gli   estremi   di   un   documento  di  riconoscimento
dell'acquirente ";

    h)  all'articolo 45, comma 2, le parole: " sulle ricette previste
dal  comma  1  "  sono  sostituite  dalle  seguenti:  " sulle ricette
previste dai commi 1 e 4-bis ";

    i) all'articolo 45, dopo il comma 3 e' inserito il seguente:

    "   3-bis.   Il  farmacista  spedisce  comunque  le  ricette  che
prescrivano   un   quantitativo  che,  in  relazione  alla  posologia
indicata,  superi teoricamente il limite massimo di terapia di trenta
giorni,  ove  l'eccedenza  sia dovuta al numero di unita' posologiche
contenute  nelle  confezioni  in  commercio.  In  caso di ricette che
prescrivano  una  cura  di  durata  superiore  a  trenta  giorni,  il
farmacista  consegna  un  numero  di confezioni sufficiente a coprire
trenta  giorni  di  terapia,  in  relazione  alla posologia indicata,
dandone comunicazione al medico prescrittore ";

    l) all'articolo 45, dopo il comma 6 e' inserito il seguente:

    "  6-bis.  All'atto  della  dispensazione dei medicinali inseriti
nella  sezione  D  della tabella II, successivamente alla data del 15
giugno  2009,  limitatamente alle ricette diverse da quella di cui al
decreto  del  Ministro  della  salute 10 marzo 2006, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale n. 76 del 31 marzo 2006, o da quella del Servizio
sanitario   nazionale,   disciplinata   dal   decreto   del  Ministro
dell'economia   e   delle  finanze  17  marzo  2008,  pubblicato  nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11 aprile
2008, il farmacista deve annotare sulla ricetta il nome, il cognome e
gli  estremi  di  un  documento di riconoscimento dell'acquirente. Il
farmacista  conserva  per  due anni, a partire dal giorno dell'ultima
registrazione,   copia  o  fotocopia  della  ricetta  ai  fini  della
dimostrazione  della  liceita'  del  possesso  dei farmaci consegnati
dallo stesso farmacista al paziente o alla persona che li ritira ";

    m) all'articolo 45, dopo il comma 10 e' aggiunto il seguente:

    "  10-bis.  Su  richiesta  del  cliente  e in caso di ricette che
prescrivono   piu'   confezioni,   il  farmacista,  previa  specifica
annotazione   sulla   ricetta,   puo'   spedirla  in  via  definitiva
consegnando  un  numero  di confezioni inferiore a quello prescritto,
dandone comunicazione al medico prescrittore, ovvero puo' consegnare,
in  modo  frazionato,  le  confezioni,  purche'  entro  il termine di
validita' della ricetta e previa annotazione del numero di confezioni
volta per volta consegnato ";

    n) all'articolo 60:

    1)  al  comma 1, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: " Lo
stesso  termine  e'  ridotto  a  due  anni  per le farmacie aperte al
pubblico  e  per  le  farmacie  ospedaliere. I direttori sanitari e i
titolari  di gabinetto di cui all'articolo 42, comma 1, conservano il
registro di cui al presente comma per due anni dal giorno dell'ultima
registrazione ";
    2) il comma 2 e' sostituito dal seguente:

    "  2.  I  responsabili  delle farmacie aperte al pubblico e delle
farmacie  ospedaliere  nonche' delle aziende autorizzate al commercio
all'ingrosso  riportano  sul  registro il movimento dei medicinali di
cui  alla tabella II, sezioni A, B e C, secondo le modalita' indicate
al comma 1 e nel termine di quarantotto ore dalla dispensazione ";

    3)  al  comma  4, dopo le parole: " Ministero della salute " sono
aggiunte  le  seguenti:  "  e possono essere composti da un numero di
pagine adeguato alla quantita' di stupefacenti normalmente detenuti e
movimentati ";

    o)  all'articolo  62, comma 1, le parole: " sezioni A e C, " sono
sostituite dalle seguenti: " sezioni A, B e C, ";

    p) all'articolo 63:

    1)  al comma 1, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: " Tale
registro  e'  conservato  per  dieci  anni  a  far  data  dall'ultima
registrazione ";

    2) il comma 2 e' abrogato;

    q) all'articolo 64, comma 1, le parole: " previsto dagli articoli
42,  46  e  47  "  sono  sostituite  dalle seguenti: " previsto dagli
articoli 46 e 47 ";

    r) all'articolo 68, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:

    "  1-bis.  Qualora  le irregolarita' riscontrate siano relative a
violazioni della normativa regolamentare sulla tenuta dei registri di
cui  al  comma 1, si applica la sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da euro 500 a euro 1.500 ";

    s)   all'articolo  73,  comma  4,  le  parole:  "  e  C,  di  cui
all'articolo  14  "  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "  ,  C e D,
limitatamente  a  quelli  indicati nel numero 3-bis) della lettera e)
del comma 1 dell'articolo 14 ";

    t)  all'articolo  75, comma 1, le parole: " e C " sono sostituite
dalle seguenti: " , C e D, limitatamente a quelli indicati nel numero
3-bis) della lettera e) del comma 1 dell'articolo 14 ".
          Nota all'art. 10: 
              - Si riporta il testo degli articoli 14,  38,  41,  43,
          45, 60, 62, 63, 64, 68, 73 e 75 comma  1,  lettera  e)  del
          decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990,  n.
          309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli
          stupefacenti e sostanze  psicotrope,  prevenzione,  cura  e
          riabilitazione dei relativi  stati  di  tossicodipendenza),
          come modificati dalla presente legge: 
              «Art. 14 (Criteri per la formazione delle  tabelle).  -
          1. La inclusione delle sostanze stupefacenti  o  psicotrope
          nelle tabelle di cui all'art. 13 e' effettuata in  base  ai
          seguenti criteri: 
                a) nella tabella I sono indicati: 
              1) l'oppio e i materiali da cui possono essere ottenute
          le sostanze  oppiacee  naturali,  estraibili  dal  papavero
          sonnifero; gli alcaloidi ad azione narcotico-analgesica  da
          esso estraibili; le sostanze  ottenute  per  trasformazione
          chimica di quelle prima indicate;  le  sostanze  ottenibili
          per sintesi che siano riconducibili, per struttura  chimica
          o per effetti, a quelle oppiacee precedentemente  indicate;
          eventuali intermedi per la loro sintesi; 
              2)  le  foglie  di  coca  e  gli  alcaloidi  ad  azione
          eccitante  sul   sistema   nervoso   centrale   da   queste
          estraibili; le sostanze  ad  azione  analoga  ottenute  per
          trasformazione  chimica  degli  alcaloidi  sopra   indicati
          oppure per sintesi; 
              3) le sostanze di tipo amfetaminico ad azione eccitante
          sul sistema nervoso centrale; 
              4) ogni altra sostanza che produca effetti sul  sistema
          nervoso  centrale  ed  abbia   capacita'   di   determinare
          dipendenza fisica o  psichica  dello  stesso  ordine  o  di
          ordine superiore a quelle precedentemente indicate; 
              5) gli indolici, siano essi derivati  triptaminici  che
          lisergici, e  i  derivati  feniletilamminici,  che  abbiano
          effetti allucinogeni o che  possano  provocare  distorsioni
          sensoriali; 
              6) la cannabis indica, i prodotti da essa  ottenuti;  i
          tetraidrocannabinoli, i loro analoghi naturali, le sostanze
          ottenute per  sintesi  o  semisintesi  che  siano  ad  essi
          riconducibili  per  struttura   chimica   o   per   effetto
          farmaco-tossicologico; 
              7) ogni altra pianta  i  cui  principi  attivi  possono
          provocare allucinazioni o gravi  distorsioni  sensoriali  e
          tutte le sostanze ottenute per  estrazione  o  per  sintesi
          chimica che provocano la  stessa  tipologia  di  effetti  a
          carico del sistema nervoso centrale; 
                b) nella sezione A della tabella II sono indicati: 
              1) i  medicinali  contenenti  le  sostanze  analgesiche
          oppiacee naturali, di semisintesi e di sintesi; 
              2) i medicinali di cui all'allegato III-bis al presente
          testo unico; 
              3) i medicinali contenenti sostanze di corrente impiego
          terapeutico per le  quali  sono  stati  accertati  concreti
          pericoli  di  induzione  di  grave  dipendenza   fisica   o
          psichica; 
              4)  i  barbiturici  che  hanno  notevole  capacita'  di
          indurre dipendenza fisica o psichica  o  entrambe,  nonche'
          altre  sostanze  ad  effetto  ipnotico-sedativo   ad   essi
          assimilabili ed i medicinali che li contengono; 
                c) nella sezione B della tabella II sono indicati: 
              1) i medicinali che  contengono  sostanze  di  corrente
          impiego terapeutico  per  le  quali  sono  stati  accertati
          concreti pericoli  di  induzione  di  dipendenza  fisica  o
          psichica di intensita' e gravita' minori di quelli prodotti
          dai medicinali elencati nella sezione A; 
              2)  i  barbiturici  ad  azione   antiepilettica   e   i
          barbiturici con breve durata d'azione; 
              3) le benzodiazepine, i  derivati  pirazolopirimidinici
          ed i loro analoghi ad azione ansiolitica o  psicostimolante
          che possono dar luogo  al  pericolo  di  abuso  e  generare
          farmacodipendenza; 
                d) nella sezione C della tabella II sono indicati: 
                  1)  le  composizioni   medicinali   contenenti   le
          sostanze elencate nella tabella II, sezione B, da sole o in
          associazione con altri principi attivi, per  i  quali  sono
          stati  accertati  concreti   pericoli   di   induzione   di
          dipendenza fisica o psichica; 
                e) nella sezione D della tabella II sono indicati: 
              1) le composizioni medicinali  contenenti  le  sostanze
          elencate nella tabella II, sezioni A o  B,  da  sole  o  in
          associazione con altri principi attivi quando per  la  loro
          composizione qualitativa e quantitativa e per le  modalita'
          del   loro   uso,   presentano   rischi    di    abuso    o
          farmacodipendenza  di  grado  inferiore  a   quello   delle
          composizioni medicinali comprese nella tabella II,  sezioni
          A e C, e pertanto non  sono  assoggettate  alla  disciplina
          delle  sostanze  che  entrano  a  far  parte   della   loro
          composizione; 
              2) le composizioni medicinali ad uso parenterale a base
          di benzodiazepine; 
              3) le composizioni medicinali per uso diverso da quello
          iniettabile, le quali, in associazione con  altri  principi
          attivi  non  stupefacenti   contengono   alcaloidi   totali
          dell'oppio  con  equivalente  ponderale  in   morfina   non
          superiore allo 0,05 per cento in peso  espresso  come  base
          anidra; le suddette composizioni medicinali  devono  essere
          tali   da   impedire   praticamente   il   recupero   dello
          stupefacente  con  facili  ed   estemporanei   procedimenti
          estrattivi; 
              3-bis) in  considerazione  delle  prioritarie  esigenze
          terapeutiche nei  confronti  del  dolore  severo,  composti
          medicinali  utilizzati  in  terapia  del  dolore   elencati
          nell'allegato    III-bis,    limitatamente    alle    forme
          farmaceutiche diverse da quella parenterale; 
                f) nella sezione E della tabella II sono indicati: 
                  1)  le  composizioni   medicinali   contenenti   le
          sostanze elencate nella tabella II, sezioni A o B, da  sole
          o in associazione con altri principi attivi, quando per  la
          loro composizione  qualitativa  e  quantitativa  o  per  le
          modalita' del loro uso, possono dar  luogo  a  pericolo  di
          abuso o generare farmacodipendenza  di  grado  inferiore  a
          quello delle composizioni medicinali elencate nella tabella
          II, sezioni A, C o D. 
              2. Nelle tabelle I e II sono compresi,  ai  fini  della
          applicazione del presente testo unico, tutti  gli  isomeri,
          gli esteri, gli  eteri,  ed  i  sali  anche  relativi  agli
          isomeri, esteri ed eteri,  nonche'  gli  stereoisomeri  nei
          casi in cui possono essere prodotti, relativi alle sostanze
          ed ai preparati inclusi  nelle  tabelle,  salvo  sia  fatta
          espressa eccezione. 
              3. Le sostanze incluse nelle tabelle sono indicate  con
          la denominazione comune internazionale, il nome chimico, la
          denominazione comune italiana o l'acronimo, se esiste.  E',
          tuttavia, ritenuto sufficiente, ai fini della  applicazione
          del presente testo unico, che nelle tabelle la sostanza sia
          indicata con almeno una delle denominazioni sopra indicate,
          purche' idonea ad identificarla. 
              4. Le sostanze e le piante di cui al comma  1,  lettera
          a), sono soggette alla disciplina del presente testo  unico
          anche quando si presentano sotto ogni  forma  di  prodotto,
          miscuglio o miscela.». 
              «Art. 38 (Vendita o cessione di sostanze stupefacenti o
          psicotrope). -  1.  La  vendita  o  cessione,  a  qualsiasi
          titolo, anche gratuito, delle  sostanze  e  dei  medicinali
          compresi nelle tabelle I e II, sezioni A, B  e  C,  di  cui
          all'art. 14 e' fatta alle persone autorizzate ai sensi  del
          presente  testo  unico  in  base  a  richiesta  scritta  da
          staccarsi da apposito bollettario 'buoni acquisto' conforme
          al modello  predisposto  dal  Ministero  della  salute.  La
          richiesta scritta  non  e'  necessaria  per  la  vendita  o
          cessione a qualsiasi titolo  ai  titolari  o  direttori  di
          farmacie  aperte  al  pubblico  o  ospedaliere  per  quanto
          attiene ai medicinali compresi nella tabella II, sezioni  D
          ed E, acquistati presso le imprese autorizzate al commercio
          all'ingrosso. I titolari o i direttori di  farmacie  aperte
          al pubblico o ospedaliere possono utilizzare il bollettario
          "buoni acquisto" anche per richiedere, a titolo gratuito, i
          medicinali compresi nella tabella II, sezioni A, B e C,  ad
          altre farmacie aperte al pubblico o ospedaliere, qualora si
          configuri il carattere di urgenza terapeutica. 
              1-bis. Il Ministero della salute dispone,  con  proprio
          decreto, il modello di bollettario 'buoni acquisto'  adatto
          alle richieste cumulative. 
              2. In caso di perdita, anche parziale, del  bollettario
          "buoni acquisto", deve essere fatta, entro ventiquattro ore
          dalla scoperta, denuncia scritta all'autorita' di  pubblica
          sicurezza. Chiunque viola tale disposizione e'  punito  con
          la sanzione amministrativa del  pagamento  della  somma  da
          euro 103 a euro 2.065. 
              3. I produttori di  specialita'  medicinali  contenenti
          sostanze stupefacenti o psicotrope  sono  autorizzati,  nei
          limiti e secondo le norme  stabilite  dal  Ministero  della
          sanita',  a  spedire  ai  medici  chirurghi  e  ai   medici
          veterinari campioni di tali specialita'. 
              4. E' vietata comunque la fornitura ai medici chirurghi
          e  ai  medici  veterinari  di   campioni   delle   sostanze
          stupefacenti o psicotrope elencate nelle tabelle  I,  II  e
          III di cui all'art. 14. 
              5. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola
          la disposizione di cui al comma 4 e' punito con la sanzione
          amministrativa del pagamento della somma da euro 103 a euro
          516. 
              6. L'invio delle specialita' medicinali di cui al comma
          4 e'  subordinato  alla  richiesta  datata  e  firmata  dal
          sanitario, che si impegna alla  somministrazione  sotto  la
          propria responsabilita'. 
              7. Chiunque cede buoni acquisto a qualsiasi  titolo  e'
          punito salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, con
          la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro
          2.582 a euro 15.493.». 
              «Art. 41 (Modalita' di consegna). - 1. La  consegna  di
          sostanze sottoposte a controllo,  da  parte  degli  enti  o
          delle  imprese  autorizzati  a  commerciarle,  deve  essere
          fatta: 
              a) personalmente  all'intestatario  dell'autorizzazione
          al commercio o al farmacista, previo accertamento della sua
          identita', qualora la consegna  sia  effettuata  presso  la
          sede dell'ente o  dell'impresa,  e  annotando  i  dati  del
          documento di riconoscimento in calce al buono acquisto; 
              b) a mezzo  di  un  qualunque  dipendente  dell'ente  o
          dell'impresa,  debitamente  autorizzato,  direttamente   al
          domicilio  dell'acquirente,   previo   accertamento   della
          identita' di quest'ultimo e annotando i dati del  documento
          di riconoscimento in calce al buono acquisto; 
              c) a mezzo pacco postale assicurato; 
              d) mediante agenzia di trasporto o corriere privato. In
          questo caso, ove  si  tratti  di  sostanze  stupefacenti  o
          psicotrope indicate nelle tabelle I e II, sezione A, di cui
          all'art. 14 e il cui quantitativo sia  superiore  ai  cento
          grammi,  il  trasporto  deve   essere   effettuato   previa
          comunicazione, a cura del mittente, al piu' vicino  ufficio
          di Polizia di Stato  o  Comando  dei  carabinieri  o  della
          Guardia di finanza. 
              1-bis. In deroga alle disposizioni di cui al  comma  1,
          la consegna di sostanze sottoposte a controllo puo'  essere
          fatta anche da parte di operatori sanitari,  per  quantita'
          terapeutiche di medicinali  di  cui  all'allegato  III-bis,
          accompagnate da dichiarazione sottoscritta  dal  medico  di
          medicina  generale,  di  continuita'  assistenziale  o  dal
          medico ospedaliero che ha  in  cura  il  paziente,  che  ne
          prescriva l'utilizzazione anche nell'assistenza domiciliare
          di malati che hanno accesso alle  cure  palliative  e  alla
          terapia del dolore  secondo  le  vigenti  disposizioni,  ad
          esclusione  del  trattamento  domiciliare  degli  stati  di
          tossicodipendenza da oppiacei. 
              2. La comunicazione, di cui al  comma  1,  lettera  d),
          compilata in triplice copia, deve indicare il  mittente  ed
          il destinatario, il giorno in cui si effettua il trasporto,
          la natura e la quantita'  degli  stupefacenti  trasportati.
          Una  delle  copie  e'  trattenuta  dall'ufficio  o  comando
          predetti; la seconda e' da questo inviata al corrispondente
          ufficio o comando della giurisdizione del destinatario, per
          la opportuna azione di  vigilanza;  la  terza,  timbrata  e
          vistata  dall'ufficio  o  comando  di   cui   sopra,   deve
          accompagnare la merce ed essere restituita dal destinatario
          al mittente. 
              3. Chiunque consegni o trasporti sostanze  stupefacenti
          o  psicotrope  non  ottemperando  alle   disposizioni   del
          presente articolo e' punito con l'arresto fino ad un anno e
          con l'ammenda da euro 516 a euro 10.329. 
              4. Chi vende o cede sostanze  sottoposte  a  controllo,
          deve conservare la copia della fattura, il  relativo  buono
          acquisto, nonche', ove la consegna avvenga a mezzo posta  o
          corriere, la ricevuta postale o dell'agenzia di trasporto o
          del corriere privato, relativa alla spedizione della merce.
          La inosservanza delle disposizioni del  presente  comma  e'
          punita con la sanzione amministrativa del pagamento di  una
          somma fino a euro 516.». 
              «Art. 43 (Obblighi dei medici chirurghi  e  dei  medici
          veterinari). - 1. I medici chirurghi e i medici  veterinari
          prescrivono i medicinali compresi nella tabella II, sezione
          A, di cui all'art. 14, su apposito ricettario approvato con
          decreto del Ministero della salute. 
              2.  La  prescrizione  dei  medicinali  indicati   nella
          tabella II, sezione A, di cui all'art. 14 puo'  comprendere
          un solo medicinale per una cura di durata non  superiore  a
          trenta  giorni,  ad  eccezione   della   prescrizione   dei
          medicinali di cui  all'allegato  III-bis  per  i  quali  la
          ricetta puo' comprendere fino a due medicinali diversi  tra
          loro o uno stesso medicinale con due dosaggi differenti per
          una cura di durata non superiore a trenta giorni. 
              3. Nella ricetta devono essere indicati: 
              a)   cognome   e   nome   dell'assistito   ovvero   del
          proprietario dell'animale ammalato; 
              b) la dose prescritta,  la  posologia  ed  il  modo  di
          somministrazione; 
              c) l'indirizzo e il numero telefonico professionali del
          medico chirurgo o del medico veterinario da cui la  ricetta
          e' rilasciata; 
              d) la data e la firma del medico chirurgo o del  medico
          veterinario da cui la ricetta e' rilasciata; 
              e) il timbro personale del medico chirurgo o del medico
          veterinario da cui la ricetta e' rilasciata. 
              4. Le ricette di cui  al  comma  1  sono  compilate  in
          duplice copia a ricalco per i medicinali  non  forniti  dal
          Servizio  sanitario  nazionale,  ed  in  triplice  copia  a
          ricalco per i medicinali  forniti  dal  Servizio  sanitario
          nazionale. Una copia della ricetta e'  comunque  conservata
          dall'assistito o dal proprietario dell'animale ammalato. Il
          Ministero della salute stabilisce con  proprio  decreto  la
          forma ed il contenuto del ricettario di cui al comma 1. 
              4-bis. Per la prescrizione,  nell'ambito  del  Servizio
          sanitario  nazionale,  di  farmaci  previsti  dall'allegato
          III-bis per il trattamento di pazienti  affetti  da  dolore
          severo,  in  luogo  del  ricettario  di  cui  al  comma  1,
          contenente le ricette a ricalco di cui  al  comma  4,  puo'
          essere utilizzato  il  ricettario  del  Servizio  sanitario
          nazionale,   disciplinato   dal   decreto   del    Ministro
          dell'economia e delle finanze 17 marzo 2008, pubblicato nel
          supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11
          aprile 2008. Il Ministro della salute, sentiti il Consiglio
          superiore di sanita' e  la  Presidenza  del  Consiglio  dei
          Ministri - Dipartimento per le politiche  antidroga,  puo',
          con proprio decreto, aggiornare l'elenco dei farmaci di cui
          all'allegato III-bis. 
              5.  La  prescrizione  dei  medicinali  compresi   nella
          tabella  II,  sezione  A,  di  cui  all'art.  14,   qualora
          utilizzati per  il  trattamento  di  disassuefazione  dagli
          stati   di   tossicodipendenza    da    oppiacei    o    di
          alcooldipendenza, e' effettuata utilizzando  il  ricettario
          di cui al  comma  1  nel  rispetto  del  piano  terapeutico
          predisposto da una struttura sanitaria pubblica  o  da  una
          struttura privata autorizzata  ai  sensi  dell'art.  116  e
          specificamente per l'attivita' di diagnosi di cui al  comma
          2, lettera d), del medesimo articolo. La persona alla quale
          sono consegnati in  affidamento  i  medicinali  di  cui  al
          presente  comma  e'  tenuta  ad  esibire  a  richiesta   la
          prescrizione medica o il piano terapeutico in suo possesso. 
              6. I  medici  chirurghi  e  i  medici  veterinari  sono
          autorizzati      ad       approvvigionarsi       attraverso
          autoricettazione, a trasportare e a detenere  i  medicinali
          compresi  nell'allegato  III-bis  per   uso   professionale
          urgente, utilizzando il ricettario di cui al comma  1.  Una
          copia della ricetta e' conservata dal medico chirurgo o dal
          medico veterinario che tiene un registro delle  prestazioni
          effettuate, annotandovi le movimentazioni,  in  entrata  ed
          uscita, dei medicinali di cui si e' approvvigionato  e  che
          successivamente  ha  somministrato.   Il   registro   delle
          prestazioni non e'  di  modello  ufficiale  e  deve  essere
          conservato  per   due   anni   a   far   data   dall'ultima
          registrazione effettuata; le copie  delle  autoricettazioni
          sono conservate, come giustificativo dell'entrata,  per  lo
          stesso periodo del registro. 
              7. Il personale che opera  nei  distretti  sanitari  di
          base o nei servizi territoriali o negli ospedali pubblici o
          accreditati delle aziende sanitarie locali e' autorizzato a
          consegnare al domicilio di malati che  hanno  accesso  alle
          cure palliative  e  alla  terapia  del  dolore  secondo  le
          vigenti  disposizioni,  ad   esclusione   del   trattamento
          domiciliare degli stati di tossicodipendenza  da  oppiacei,
          le   quantita'   terapeutiche   dei   medicinali   compresi
          nell'allegato  III-bis  accompagnate  dalla  certificazione
          medica che ne  prescrive  la  posologia  e  l'utilizzazione
          nell'assistenza domiciliare. 
              8. Gli infermieri professionali che effettuano  servizi
          di  assistenza  domiciliare   nell'ambito   dei   distretti
          sanitari di base o nei servizi territoriali  delle  aziende
          sanitarie locali e i familiari dei pazienti, opportunamente
          identificati dal medico o dal farmacista che ivi effettuano
          servizio,  sono  autorizzati  a  trasportare  le  quantita'
          terapeutiche dei medicinali compresi nell'allegato  III-bis
          accompagnate dalla certificazione medica che  ne  prescrive
          la posologia e l'utilizzazione a domicilio  di  malati  che
          hanno accesso alle  cure  palliative  e  alla  terapia  del
          dolore secondo le vigenti disposizioni, ad  esclusione  del
          trattamento domiciliare degli stati di tossicodipendenza da
          oppiacei. 
              9.  La  prescrizione  dei  medicinali  compresi   nella
          tabella II, sezioni B,  C  e  D,  di  cui  all'art.  14  e'
          effettuata con ricetta da rinnovarsi volta per volta  e  da
          trattenersi da parte del farmacista. 
              10.  La  prescrizione  dei  medicinali  compresi  nella
          tabella II, sezione E, di cui all'art. 14 e' effettuata con
          ricetta medica.». 
              «Art.  45  (Dispensazione  dei  medicinali).  -  1.  La
          dispensazione dei medicinali  compresi  nella  tabella  II,
          sezione A, di cui all'art. 14 e' effettuata dal  farmacista
          che annota sulla ricetta il nome, il cognome e gli  estremi
          di un documento di riconoscimento dell'acquirente. 
              2. Il farmacista dispensa i medicinali di cui al  comma
          1 dietro presentazione  di  prescrizione  medica  compilata
          sulle ricette previste dal comma 1  e  4-bis  dell'art.  43
          nella quantita' e nella forma farmaceutica prescritta. 
              3. Il farmacista  ha  l'obbligo  di  accertare  che  la
          ricetta sia stata redatta secondo le disposizioni stabilite
          nell'art. 43, di annotarvi  la  data  di  spedizione  e  di
          apporvi il timbro della farmacia e di conservarla tenendone
          conto ai fini del discarico dei medicinali sul registro  di
          entrata e uscita di cui al comma 1 dell'art. 60. 
              3-bis. Il farmacista spedisce comunque le  ricette  che
          prescrivano  un  quantitativo  che,   in   relazione   alla
          posologia indicata, superi teoricamente il  limite  massimo
          di terapia di trenta giorni, ove l'eccedenza sia dovuta  al
          numero di unita' posologiche contenute nelle confezioni  in
          commercio. In caso di ricette che prescrivano una  cura  di
          durata superiore a trenta giorni, il farmacista consegna un
          numero di confezioni sufficiente a coprire trenta giorni di
          terapia, in  relazione  alla  posologia  indicata,  dandone
          comunicazione al medico prescrittore. 
              4. La dispensazione dei medicinali di cui alla  tabella
          II, sezioni B e C,  e'  effettuata  dal  farmacista  dietro
          presentazione di ricetta medica  da  rinnovarsi  volta  per
          volta. Il  farmacista  appone  sulla  ricetta  la  data  di
          spedizione  e  il  timbro  della  farmacia  e  la  conserva
          tenendone conto ai fini del discarico  dei  medicinali  sul
          registro di entrata e di uscita di cui all'art.  60,  comma
          1. 
              5. Il farmacista conserva per due anni, a  partire  dal
          giorno  dell'ultima  registrazione  nel  registro  di   cui
          all'art. 60, comma 1, le ricette che prescrivono medicinali
          compresi nella tabella II, sezioni A, B e C.  Nel  caso  di
          fornitura di medicinali a  carico  del  Servizio  sanitario
          nazionale, il farmacista e' tenuto a conservare  una  copia
          della  ricetta  originale   o   fotocopia   della   ricetta
          originale, recante la data di spedizione. 
              6. La dispensazione dei medicinali di cui alla  tabella
          II,  sezione  D,  e'  effettuata  dal   farmacista   dietro
          presentazione di ricetta medica  da  rinnovarsi  volta  per
          volta. 
              6-bis.  All'atto  della  dispensazione  dei  medicinali
          inseriti nella sezione D della tabella II,  successivamente
          alla data del 15 giugno 2009,  limitatamente  alle  ricette
          diverse da quella di cui  al  decreto  del  Ministro  della
          salute 10 marzo 2006, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
          n. 76 del 31 marzo 2006, o da quella del Servizio sanitario
          nazionale,   disciplinata   dal   decreto   del    Ministro
          dell'economia e delle finanze 17 marzo 2008, pubblicato nel
          supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11
          aprile 2008, il farmacista deve annotare sulla  ricetta  il
          nome,  il  cognome  e  gli  estremi  di  un  documento   di
          riconoscimento dell'acquirente. Il farmacista conserva  per
          due anni, a partire dal giorno  dell'ultima  registrazione,
          copia o fotocopia della ricetta ai fini della dimostrazione
          della liceita' del possesso dei  farmaci  consegnati  dallo
          stesso farmacista al paziente o alla persona che li ritira. 
              7. La dispensazione dei medicinali di cui alla  tabella
          II,  sezione  E,  e'  effettuata  dal   farmacista   dietro
          presentazione di ricetta medica. 
              8. Decorsi trenta giorni dalla data  del  rilascio,  la
          prescrizione medica non puo' essere piu' spedita. 
              9.  Salvo  che   il   fatto   costituisca   reato,   il
          contravventore alle disposizioni del presente  articolo  e'
          soggetto  alla  sanzione  amministrativa   pecuniaria   del
          pagamento di una somma da euro 100 ad euro 600. 
              10. Il Ministro della salute provvede a stabilire,  con
          proprio  decreto,  tenuto  conto  di  quanto  previsto  dal
          decreto  ministeriale  15  luglio  2004   in   materia   di
          tracciabilita' di medicinali, la forma ed il contenuto  dei
          moduli idonei al controllo del movimento dei  medicinali  a
          base di sostanze stupefacenti o psicotrope tra le  farmacie
          interne degli ospedali e singoli reparti. 
              10-bis. Su richiesta del cliente e in caso  di  ricette
          che prescrivono  piu'  confezioni,  il  farmacista,  previa
          specifica annotazione sulla ricetta, puo' spedirla  in  via
          definitiva consegnando un numero di confezioni inferiore  a
          quello  prescritto,   dandone   comunicazione   al   medico
          prescrittore, ovvero puo' consegnare, in  modo  frazionato,
          le confezioni, purche' entro il termine di validita'  della
          ricetta e previa annotazione del numero di confezioni volta
          per volta consegnato.». 
              «Art. 60 (Registro di entrata  e  uscita).  -  1.  Ogni
          acquisto o cessione, anche a titolo gratuito, di sostanze e
          di medicinali di cui alle tabelle previste dall'art. 14, e'
          iscritto in un registro speciale nel  quale,  senza  alcuna
          lacuna,  abrasione  o  aggiunta,  in  ordine   cronologico,
          secondo una progressione numerica unica per ogni sostanza o
          medicinale, e' tenuto in evidenza il movimento di entrata e
          di uscita delle stesse sostanze o medicinali. Tale registro
          e' numerato e  firmato  in  ogni  pagina  dal  responsabile
          dell'azienda unita' sanitaria locale o da un  suo  delegato
          che  riporta  nella  prima   pagina   gli   estremi   della
          autorizzazione  ministeriale  e  dichiara  nell'ultima   il
          numero delle pagine di cui il registro  e'  costituito.  Il
          registro e' conservato da parte degli enti e delle  imprese
          autorizzati alla fabbricazione, per la durata di dieci anni
          dal giorno  dell'ultima  registrazione.  Detto  termine  e'
          ridotto  a  cinque  anni  per   le   officine   autorizzate
          all'impiego e  per  le  imprese  autorizzate  al  commercio
          all'ingrosso. Lo stesso termine e' ridotto a due  anni  per
          le  farmacie  aperte  al  pubblico  e   per   le   farmacie
          ospedaliere. I direttori sanitari e i titolari di gabinetto
          di cui all'art. 42, comma 1, conservano il registro di  cui
          al presente comma  per  due  anni  dal  giorno  dell'ultima
          registrazione. 
              2. I responsabili delle farmacie aperte al  pubblico  e
          delle   farmacie   ospedaliere   nonche'   delle    aziende
          autorizzate  al  commercio   all'ingrosso   riportano   sul
          registro il movimento dei medicinali di  cui  alla  tabella
          II, sezioni A, B e C,  secondo  le  modalita'  indicate  al
          comma  1  e  nel   termine   di   quarantotto   ore   dalla
          dispensazione. 
              3.  Le  unita'  operative  delle  strutture   sanitarie
          pubbliche  e  private,  nonche'  le  unita'  operative  dei
          servizi territoriali delle aziende  sanitarie  locali  sono
          dotate di registro di carico e scarico  dei  medicinali  di
          cui alla tabella II, sezioni A, B e C,  prevista  dall'art.
          14. 
              4. I registri di cui ai commi 1 e 3  sono  conformi  ai
          modelli predisposti dal Ministero della  salute  e  possono
          essere composti  da  un  numero  di  pagine  adeguato  alla
          quantita'   di   stupefacenti   normalmente   detenuti    e
          movimentati. 
              5. In alternativa ai registri di cui ai commi 1 e 3, il
          Ministero della salute stabilisce con  proprio  decreto  le
          modalita' di registrazione su  supporto  informatico  della
          movimentazione delle sostanze e dei medicinali di cui  alle
          tabelle previste dall'art. 14. 
              6. Il registro di  cui  al  comma  3  e'  vidimato  dal
          direttore sanitario, o da un  suo  delegato,  che  provvede
          alla sua  distribuzione.  Il  registro  e'  conservato,  in
          ciascuna unita' operativa, dal responsabile dell'assistenza
          infermieristica  per  due  anni  dalla   data   dell'ultima
          registrazione. 
              7. Il dirigente medico preposto all'unita' operativa e'
          responsabile della effettiva corrispondenza tra la giacenza
          contabile e quella reale dei medicinali di cui alla tabella
          II, sezioni A, B e C, prevista dall'art. 14. 
              8. Il direttore responsabile del servizio  farmaceutico
          compie  periodiche  ispezioni  per  accertare  la  corretta
          tenuta dei registri di reparto di cui al comma 3  e  redige
          apposito verbale da trasmettere alla direzione sanitaria.». 
              «Art. 62 (Registro di entrata e uscita per gli  enti  o
          le  imprese  autorizzati  all'impiego  o  al  commercio  di
          sostanze stupefacenti o psicotrope e per le farmacie). - 1.
          Il registro di cui all'art. 60, comma 1, tenuto dagli  enti
          e  imprese  autorizzati  all'impiego  ed  al  commercio  di
          sostanze stupefacenti o psicotrope nonche'  dei  medicinali
          di cui alle tabelle previste dall'art. 14  ed  il  registro
          delle farmacie per quanto concerne i medicinali di cui alla
          tabella II, sezioni A, B e C, dell'art. 14, sono chiusi  al
          31 dicembre di ogni anno. La chiusura  si  compie  mediante
          scritturazione riassuntiva di tutti i  dati  comprovanti  i
          totali delle qualita' e quantita'  dei  prodotti  avuti  in
          carico e delle quantita' e qualita' dei prodotti  impiegati
          o commercializzati durante  l'anno,  con  l'indicazione  di
          ogni eventuale differenza o residuo.». 
              «Art. 63 (Registro di lavorazione per  gli  enti  e  le
          imprese  autorizzati   alla   fabbricazione   di   sostanze
          stupefacenti o psicotrope). - 1.  Gli  enti  o  le  imprese
          autorizzati alla fabbricazione di sostanze  stupefacenti  o
          psicotrope nonche' dei medicinali compresi nelle tabelle di
          cui all'art. 14 tengono anche un registro  di  lavorazione,
          numerato e firmato in ogni pagina  da  un  funzionario  del
          Ministero della salute all'uopo delegato,  nel  quale  sono
          iscritte  le  quantita'   di   materie   prime   poste   in
          lavorazione,   con   indicazione    della    loro    esatta
          denominazione e  della  data  di  entrata  nel  reparto  di
          lavorazione,  nonche'  i  prodotti  ottenuti  da   ciascuna
          lavorazione. Tale registro e' conservato per dieci  anni  a
          far data dall'ultima registrazione. 
              2. (abrogato). 
              3. Il registro di lavorazione deve essere  conforme  al
          modello  predisposto  dal  Ministero   della   sanita'   ed
          approvato con decreto del Ministro.». 
              «Art. 64 (Registro di carico e  scarico  per  i  medici
          chirurghi e i medici veterinari, le  navi  mercantili  e  i
          cantieri di lavoro, i trasporti terrestri  ed  aerei  e  le
          comunita' temporanee).  -  1.  Nel  registro  di  carico  e
          scarico previsto dagli  articoli  46  e  47  devono  essere
          annotati per ogni somministrazione, oltre  il  cognome,  il
          nome e la residenza del richiedente, salvo quanto stabilito
          nell'art. 120, comma 5, la data della somministrazione,  la
          denominazione   e   la   quantita'    della    preparazione
          somministrata, la diagnosi o  la  sintomatologia.  Ciascuna
          pagina del registro e' intestata ad una sola preparazione e
          deve essere osservato un ordine progressivo numerico  unico
          delle operazioni di carico e scarico. 
              2. Detti registri ogni  anno  dalla  data  di  rilascio
          devono essere sottoposti al controllo  e  alla  vidimazione
          dell'autorita' sanitaria locale o del medico di  porto  che
          ne ha effettuato la prima vidimazione.». 
              «Art. 68 (Registri di entrata e uscita, di lavorazione,
          di carico e scarico. Trasmissione di dati). - 1. Salvo  che
          il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  chiunque   non
          ottempera alle norme sulla tenuta dei registri di entrata e
          uscita, di carico  e  scarico  e  di  lavorazione,  nonche'
          all'obbligo di trasmissione dei dati e di denunzia  di  cui
          agli articoli da 60 a 67 e' punito con l'arresto sino a due
          anni o con l'ammenda da euro 1.549 a euro 25.822. 
              1-bis.  Qualora  le  irregolarita'  riscontrate   siano
          relative a violazioni della normativa  regolamentare  sulla
          tenuta dei registri di  cui  al  comma  1,  si  applica  la
          sanzione amministrativa del pagamento di una somma da  euro
          500 a euro 1.500». 
              «Art. 73 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di
          sostanze stupefacenti o psicotrope). - 1.  Chiunque,  senza
          l'autorizzazione di  cui  all'art.  17,  coltiva,  produce,
          fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita,
          cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri,
          invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque
          scopo  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope  di  cui  alla
          tabella  I  prevista  dall'art.  14,  e'  punito   con   la
          reclusione da sei a venti anni  e  con  la  multa  da  euro
          26.000 a euro 260.000. 
              1-bis. Con le medesime pene di cui al comma 1 e' punito
          chiunque,  senza  l'autorizzazione  di  cui  all'art.   17,
          importa, esporta, acquista, riceve  a  qualsiasi  titolo  o
          comunque illecitamente detiene: 
              a)  sostanze  stupefacenti   o   psicotrope   che   per
          quantita', in particolare se superiore  ai  limiti  massimi
          indicati con decreto del Ministro della salute  emanato  di
          concerto  con  il  Ministro  della  giustizia  sentita   la
          Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -   Dipartimento
          nazionale per le politiche antidroga, ovvero per  modalita'
          di presentazione, avuto riguardo al peso lordo  complessivo
          o  al  confezionamento   frazionato,   ovvero   per   altre
          circostanze dell'azione, appaiono destinate ad un  uso  non
          esclusivamente personale; 
              b)  medicinali  contenenti  sostanze   stupefacenti   o
          psicotrope  elencate  nella  tabella  II,  sezione  A,  che
          eccedono  il  quantitativo  prescritto.  In  questa  ultima
          ipotesi, le pene suddette sono diminuite da un  terzo  alla
          meta'. 
              2. Chiunque, essendo munito dell'autorizzazione di  cui
          all'art. 17, illecitamente cede, mette o procura che  altri
          metta in commercio le sostanze o le  preparazioni  indicate
          nelle tabelle I e II di cui all'art. 14, e' punito  con  la
          reclusione da sei a ventidue anni e con la  multa  da  euro
          26.000 a euro 300.000. 
              2-bis. Le pene di cui al comma 2 si applicano anche nel
          caso di illecita  produzione  o  commercializzazione  delle
          sostanze chimiche di base e  dei  precursori  di  cui  alle
          categorie 1, 2 e 3 dell'allegato I al presente testo unico,
          utilizzabili nella produzione  clandestina  delle  sostanze
          stupefacenti o psicotrope previste  nelle  tabelle  di  cui
          all'art. 14. 
              3. Le stesse pene  si  applicano  a  chiunque  coltiva,
          produce  o  fabbrica  sostanze  stupefacenti  o  psicotrope
          diverse da quelle stabilite nel decreto di autorizzazione. 
              4. Quando le condotte di cui al comma  1  riguardano  i
          medicinali ricompresi nella tabella II, sezioni A, B,  C  e
          D, limitatamente a quelli indicati nel numero 3-bis)  della
          lettera e) del comma 1 dell'art.  14  e  non  ricorrono  le
          condizioni di cui all'art. 17, si  applicano  le  pene  ivi
          stabilite, diminuite da un terzo alla meta'. 
              5.  Quando,  per  i  mezzi,  per  la  modalita'  o   le
          circostanze dell'azione ovvero per la qualita' e  quantita'
          delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono
          di lieve entita', si applicano le pene della reclusione  da
          uno a sei anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000. 
              5-bis. Nell'ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai
          reati di cui  al  presente  articolo  commessi  da  persona
          tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o
          psicotrope, il giudice, con la sentenza di  condanna  o  di
          applicazione della pena su richiesta delle  parti  a  norma
          dell'art. 444 del codice di procedura penale, su  richiesta
          dell'imputato e sentito il pubblico ministero, qualora  non
          debba   concedersi   il   beneficio    della    sospensione
          condizionale della pena, puo' applicare, anziche'  le  pene
          detentive e  pecuniarie,  quella  del  lavoro  di  pubblica
          utilita' di cui all'art.  54  del  decreto  legislativo  28
          agosto 2000, n. 274, secondo le modalita' ivi previste. Con
          la  sentenza  il  giudice  incarica  l'Ufficio  locale   di
          esecuzione  penale  esterna   di   verificare   l'effettivo
          svolgimento del  lavoro  di  pubblica  utilita'.  L'Ufficio
          riferisce periodicamente al giudice.  In  deroga  a  quanto
          disposto dall'art. 54 del  decreto  legislativo  28  agosto
          2000, n. 274, il lavoro di pubblica utilita' ha una  durata
          corrispondente a quella della sanzione detentiva  irrogata.
          Esso puo' essere disposto  anche  nelle  strutture  private
          autorizzate ai sensi dell'art. 116, previo  consenso  delle
          stesse. In caso di violazione degli obblighi connessi  allo
          svolgimento del lavoro di pubblica utilita',  in  deroga  a
          quanto previsto dall'art. 54  del  decreto  legislativo  28
          agosto 2000, n. 274, su richiesta del pubblico ministero  o
          d'ufficio,   il   giudice    che    procede,    o    quello
          dell'esecuzione, con le formalita' di cui all'art. 666  del
          codice di procedura penale, tenuto conto  dell'entita'  dei
          motivi e delle circostanze  della  violazione,  dispone  la
          revoca della pena  con  conseguente  ripristino  di  quella
          sostituita. Avverso tale provvedimento di revoca e' ammesso
          ricorso per cassazione, che non ha effetto  sospensivo.  Il
          lavoro di pubblica utilita' puo' sostituire la pena per non
          piu' di due volte. 
              6. Se il fatto e' commesso da tre  o  piu'  persone  in
          concorso tra loro, la pena e' aumentata. 
              7. Le pene previste dai commi da 1 a 6  sono  diminuite
          dalla meta' a due terzi per chi si adopera per evitare  che
          l'attivita' delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori,
          anche  aiutando  concretamente  l'autorita'  di  polizia  o
          l'autorita'  giudiziaria  nella  sottrazione   di   risorse
          rilevanti per la commissione dei delitti.». 
              «Art. 75 (Condotte integranti illeciti amministrativi).
          - 1. Chiunque  illecitamente  importa,  esporta,  acquista,
          riceve a  qualsiasi  titolo  o  comunque  detiene  sostanze
          stupefacenti  o  psicotrope  fuori  dalle  ipotesi  di  cui
          all'art. 73, comma 1-bis, o medicinali contenenti  sostanze
          stupefacenti  o  psicotrope  elencate  nella  tabella   II,
          sezioni B, C e  D,  limitatamente  a  quelli  indicati  nel
          numero 3-bis) della lettera e) del  comma  1  dell'art.  14
          fuori delle condizioni di cui  all'art.  72,  comma  2,  e'
          sottoposto, per un periodo non inferiore a un  mese  e  non
          superiore a un anno, salvo quanto  previsto  dalla  lettera
          a), a una o piu' delle seguenti sanzioni amministrative: 
              a) sospensione della patente di guida, del  certificato
          di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e
          del certificato di idoneita' alla guida  di  ciclomotori  o
          divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni; 
              b) sospensione della licenza di porto d'armi o  divieto
          di conseguirla; 
              c) sospensione del passaporto e di ogni altro documento
          equipollente o divieto di conseguirli; 
              d) sospensione del permesso di soggiorno per motivi  di
          turismo   o   divieto   di   conseguirlo    se    cittadino
          extracomunitario. 
              2. L'interessato, inoltre, ricorrendone i  presupposti,
          e'  invitato  a  seguire   il   programma   terapeutico   e
          socio-riabilitativo di cui all'art. 122 o  altro  programma
          educativo e informativo personalizzato  in  relazione  alle
          proprie  specifiche  esigenze,  predisposto  dal   servizio
          pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio
          analogamente a  quanto  disposto  al  comma  13  o  da  una
          struttura privata autorizzata ai sensi dell'art. 116. 
              3. Accertati i fatti di cui al comma 1, gli  organi  di
          polizia  procedono   alla   contestazione   immediata,   se
          possibile, e riferiscono senza  ritardo  e  comunque  entro
          dieci giorni, con gli esiti degli esami tossicologici sulle
          sostanze  sequestrate  effettuati   presso   le   strutture
          pubbliche di cui al comma 10,  al  prefetto  competente  ai
          sensi del comma  13.  Ove,  al  momento  dell'accertamento,
          l'interessato abbia la diretta e  immediata  disponibilita'
          di veicoli  a  motore,  gli  organi  di  polizia  procedono
          altresi'  all'immediato  ritiro  della  patente  di  guida.
          Qualora la disponibilita' sia riferita ad  un  ciclomotore,
          gli organi accertatori ritirano  anche  il  certificato  di
          idoneita'  tecnica,  sottoponendo  il   veicolo   a   fermo
          amministrativo. Il ritiro della patente di  guida,  nonche'
          del  certificato  di   idoneita'   tecnica   e   il   fermo
          amministrativo  del  ciclomotore  hanno  durata  di  trenta
          giorni e  ad  essi  si  estendono  gli  effetti  di  quanto
          previsto al comma 4. Si applicano, in  quanto  compatibili,
          le disposizioni  degli  articoli  214  e  216  del  decreto
          legislativo  30  aprile  1992,   n.   285,   e   successive
          modificazioni. La patente di  guida  e  il  certificato  di
          idoneita' tecnica sono trasmessi al prefetto competente  ai
          sensi del comma 13. In caso di guida di un veicolo  durante
          il periodo in cui la patente sia stata ritirata  ovvero  di
          circolazione   con   il   veicolo   sottoposto   a    fermo
          amministrativo, si applicano  rispettivamente  le  sanzioni
          previste dagli articoli 216 e 214 del  decreto  legislativo
          30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni. 
              4. Entro il termine di quaranta giorni dalla  ricezione
          della  segnalazione,  il  prefetto,  se   ritiene   fondato
          l'accertamento, adotta apposita ordinanza convocando, anche
          a mezzo degli organi di polizia, dinanzi a se' o a  un  suo
          delegato, la persona segnalata per valutare, a  seguito  di
          colloquio, le sanzioni amministrative da irrogare e la loro
          durata nonche', eventualmente, per  formulare  l'invito  di
          cui al comma 2. In tale attivita' il prefetto e'  assistito
          dal personale del nucleo operativo costituito  presso  ogni
          prefettura-ufficio territoriale del Governo.  Nel  caso  in
          cui  l'interessato  si  avvalga  delle  facolta'   previste
          dall'art. 18 della  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  e
          successive modificazioni,  e  non  venga  emessa  ordinanza
          motivata  di  archiviazione  degli  atti,   da   comunicare
          integralmente all'organo che ha effettuato la segnalazione,
          contestualmente  all'ordinanza  con  cui   viene   ritenuto
          fondato l'accertamento, da  adottare  entro  centocinquanta
          giorni dalla ricezione degli scritti difensivi ovvero dallo
          svolgimento  dell'audizione  ove  richiesta,  il   prefetto
          convoca la persona segnalata ai fini  e  con  le  modalita'
          indicate nel presente comma. La  mancata  presentazione  al
          colloquio comporta l'irrogazione delle sanzioni di  cui  al
          comma 1. Avverso l'ordinanza con cui  il  prefetto  ritiene
          fondato l'accertamento e convoca la persona segnalata  puo'
          essere proposta opposizione al giudice di  pace,  entro  il
          termine di dieci giorni dalla notifica all'interessato. Nel
          caso di minore l'opposizione viene  proposta  al  tribunale
          per i minorenni. Valgono per la competenza territoriale  in
          merito all'opposizione gli stessi criteri indicati al comma
          13. 
              5. Se l'interessato  e'  persona  minore  di  eta',  il
          prefetto,  qualora  cio'  non  contrasti  con  le  esigenze
          educative  del  medesimo,  convoca  i  genitori  o  chi  ne
          esercita la potesta', li rende edotti delle circostanze  di
          fatto e da' loro notizia circa le strutture di cui al comma
          2. 
              6. Degli accertamenti e degli atti di cui ai commi da 1
          a   5   puo'   essere   fatto   uso   soltanto   ai    fini
          dell'applicazione delle misure e  delle  sanzioni  previste
          nel presente articolo e nell'art. 75-bis. 
              7. L'interessato puo' chiedere di prendere visione e di
          ottenere copia degli atti di cui al presente  articolo  che
          riguardino esclusivamente la sua persona. Nel caso  in  cui
          gli  atti  riguardino  piu'  persone,  l'interessato   puo'
          ottenere il rilascio di estratti delle parti relative  alla
          sua situazione. 
              8. Qualora la condotta di cui  al  comma  1  sia  stata
          posta in essere da straniero  maggiorenne,  gli  organi  di
          polizia ne riferiscono altresi' al questore competente  per
          territorio in relazione al luogo, come determinato al comma
          13, per le valutazioni di competenza in sede di rinnovo del
          permesso di soggiorno. 
              9. Al decreto  con  il  quale  il  prefetto  irroga  le
          sanzioni di cui al comma 1 e eventualmente formula l'invito
          di cui al  comma  2,  che  ha  effetto  dal  momento  della
          notifica all'interessato,  puo'  essere  fatta  opposizione
          entro il termine di dieci  giorni  dalla  notifica  stessa,
          davanti al giudice di pace, e  nel  caso  di  minorenne  al
          tribunale per i minorenni, competente in relazione al luogo
          come  determinato  al  comma  13.  Copia  del  decreto   e'
          contestualmente inviata al questore di cui al comma 8. 
              10.     Gli      accertamenti      medico-legali      e
          tossicologico-forensi sono effettuati presso  gli  istituti
          di  medicina   legale,   i   laboratori   universitari   di
          tossicologia forense, le strutture delle Forze  di  polizia
          ovvero presso le strutture pubbliche di base da individuare
          con decreto del Ministero della salute. 
              11. Se risulta che l'interessato si sia sottoposto, con
          esito positivo, al programma di cui al comma 2, il prefetto
          adotta il provvedimento di revoca delle  sanzioni,  dandone
          comunicazione al questore e al giudice di pace competente. 
              12. Si applicano, in quanto compatibili, le norme della
          sezione II del capo I e il secondo comma dell'art. 62 della
          legge 24 novembre 1981, n. 689. 
              13. Il prefetto competente per territorio in  relazione
          al  luogo  di  residenza  o,  in  mancanza,  di   domicilio
          dell'interessato  e,  ove  questi  siano  sconosciuti,   in
          relazione al luogo ove e' stato commesso il fatto,  applica
          le sanzioni di cui al comma 1 e formula l'invito di cui  al
          comma 2. 
              14. Se per i fatti previsti dal comma 1,  nel  caso  di
          particolare tenuita' della violazione,  ricorrono  elementi
          tali da far presumere che la persona si  asterra',  per  il
          futuro,  dal  commetterli  nuovamente,   in   luogo   della
          sanzione, e limitatamente alla  prima  volta,  il  prefetto
          puo' definire il procedimento con il formale invito  a  non
          fare piu' uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto
          delle conseguenze a suo danno.».