LEGGE 23 luglio 2009, n. 99

Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia. (09G0111)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/8/2009 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/08/2020)
Testo in vigore dal: 15-8-2009
al: 27-5-2011
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                              Art. 25. 
               (Delega al Governo in materia nucleare) 
 
  1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, nel rispetto delle  norme  in
tema di valutazione di impatto  ambientale  e  di  pubblicita'  delle
relative procedure, uno  o  piu'  decreti  legislativi  di  riassetto
normativo recanti la disciplina  della  localizzazione  nelterritorio
nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di
impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei  sistemi  di
stoccaggio del combustibile irraggiato  e  dei  rifiuti  radioattivi,
nonche' dei sistemi  per  il  deposito  definitivo  dei  materiali  e
rifiuti radioattivi e per la definizione delle misure compensative da
corrispondere  e  da   realizzare   in   favore   delle   popolazioni
interessate. I decreti  sono  adottati,  secondo  le  modalita'  e  i
principi direttivi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo  1997,
n. 59, e successive modificazioni, nonche' nel rispetto dei  principi
e criteri direttivi di cui al  comma  2  del  presente  articolo,  su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, di  concerto  con  il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione
del parere della Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni,  e  successivamente  delle  Commissioni   parlamentari
competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario.
I pareri delle Commissioni parlamentari sono espressi entro  sessanta
giorni  dalla  data  di  trasmissione  degli   schemi   dei   decreti
legislativi. Con  i  medesimi  decreti  sono  altresi'  stabiliti  le
procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per  lo  svolgimento
delle attivita' di costruzione,  di  esercizio  e  di  disattivazione
degli impianti di cui al primo periodo. 
  2. La delega di cui al comma  1  e'  esercitata  nel  rispetto  dei
seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) previsione della possibilita' di dichiarare  i  siti  aree  di
interesse  strategico  nazionale,  soggette  a  speciali   forme   di
vigilanza e di protezione; 
    b) definizione di elevati livelli  di  sicurezza  dei  siti,  che
soddisfino le esigenze di tutela della  salute  della  popolazione  e
dell' ambiente; 
    c) riconoscimento di benefici  diretti  alle  persone  residenti,
agli enti locali e alle imprese operanti nel  territorio  circostante
il sito, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione
o nell'esercizio degli impianti e  delle  strutture,  alle  quali  e'
fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali; 
    d) previsione delle modalita' che i titolari di autorizzazioni di
attivita' devono adottare per la sistemazione dei rifiuti radioattivi
e dei materiali nucleari irraggiati e  per  lo  smantellamento  degli
impianti a fine vita; 
    e) acquisizione di dati tecnico- scientifici predisposti da  enti
pubblici  di  ricerca,  ivi  incluso  l'Istituto  superiore  per   la
protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), e universita'; 
    f)  determinazione  delle  modalita'  di  esercizio  del   potere
sostitutivo del Governo  in  caso  di  mancato  raggiungimento  delle
necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, secondo quanto
previsto dall'articolo 120 della Costituzione; 
    g) previsione che la costruzione e l'esercizio di impianti per la
produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per  la  messa
in sicurezza dei rifiuti  radioattivi  o  per  lo  smantellamento  di
impianti nucleari a  fine  vita  e  tutte  le  opere  connesse  siano
considerati attivita' di preminente interesse statale e,  come  tali,
soggette ad autorizzazione unica rilasciata, su istanza del  soggetto
richiedente e previa  intesa  con  la  Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,  e
successive modificazioni, con decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e  della  tutela
del territorio e del mare e con il Ministro  delle  infrastrutture  e
dei trasporti; 
    h) previsione che l'autorizzazione unica sia rilasciata a seguito
di un procedimento unico  al  quale  partecipano  le  amministrazioni
interessate, svolto nel rispetto dei principi  di  semplificazione  e
con  le  modalita'  di  cui  alla  legge  7  agosto  1990,  n.   241;
l'autorizzazione  deve  comprendere  la  dichiarazione  di   pubblica
utilita',  indifferibilita'  e  urgenza  delle   opere,   l'eventuale
dichiarazione  di  inamovibilita'   e   l'apposizione   del   vincolo
preordinato all'esproprio dei beni in essa compresi; l'autorizzazione
unica sostituisce ogni provvedimento amministrativo,  autorizzazione,
concessione,  licenza,  nulla  osta,   atto   di   assenso   e   atto
amministrativo, comunque denominati, ad eccezione delle procedure  di
valutazione di impatto ambientale (VIA) e di  valutazione  ambientale
strategica (VAS) cui si deve obbligatoriamente ottemperare,  previsti
dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire  ed  esercire  le
infrastrutture in conformita' del progetto approvato; 
    i) previsione che le approvazioni relative ai  requisiti  e  alle
specifiche tecniche degli  impianti  nucleari,  gia'  concesse  negli
ultimi  dieci  anni  dalle  Autorita'  competenti  di  Paesi   membri
dell'Agenzia  per  l'energia  nucleare  dell'Organizzazione  per   la
cooperazione e lo sviluppo  economico  (AENOCSE)  o  dalle  autorita'
competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali  di
cooperazione tecnologica e industriale nel  settore  nucleare,  siano
considerate valide in Italia, previa approvazione dell'Agenzia per la
sicurezza nucleare; 
    l) previsione che gli oneri relativi ai controlli di sicurezza  e
di  radioprotezione,  che  devono  comunque  assicurare  la   massima
trasparenza nei  confronti  dei  cittadini  e  delle  amministrazioni
locali, siano a titolo oneroso a carico degli esercenti le  attivita'
nucleari e possano essere svolti, in tempi certi e compatibili con la
programmazione complessiva delle  attivita',  avvalendosi  anche  del
supporto e della consulenza di esperti di analoghe organizzazioni  di
sicurezza europee; 
    m) individuazione degli  strumenti  di  copertura  finanziaria  e
assicurativa  contro  il  rischio  di  prolungamento  dei  tempi   di
costruzione per motivi indipendenti dal titolare  dell'autorizzazione
unica; 
    n) previsione delle modalita' attraverso le quali i produttori di
energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla  costituzione  di
un fondo per il "decommissioning"; 
    o) previsione  di  opportune  forme  di  informazione  diffusa  e
capillare per le popolazioni, e in particolare per quelle  coinvolte,
al fine  di  creare  le  condizioni  idonee  per  l'esecuzione  degli
interventi e per la gestione degli impianti; 
    p)  previsione  di  sanzioni  per  la  violazione   delle   norme
prescrittive previste nei decreti legislativi; 
    q) previsione, nell'ambito delle risorse di bilancio  disponibili
allo  scopo,  di  una  opportuna  campagna   di   informazione   alla
popolazione   italiana   sull'energia   nucleare,   con   particolare
riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicita'. 
  3. Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa  che
comunque riguardino le procedure  di  progettazione,  approvazione  e
realizzazione delle opere, infrastrutture e  insediamenti  produttivi
concernenti il settore dell'energia nucleare e relative attivita'  di
espropriazione,  occupazione   e   asservimento   si   applicano   le
disposizioni  di  cui  all'articolo  246  del  codice  dei  contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di  cui  al  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
  4. Al comma 4 dell'articolo 11 del  decreto  legislativo  16  marzo
1999, n. 79, dopo le parole:  "fonti  energetiche  rinnovabili"  sono
inserite le seguenti: ", energia  nucleare  prodotta  sul  territorio
nazionale". 
  5. Disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi di
cui al comma 1 possono essere emanate, nel rispetto delle modalita' e
dei principi e criteri direttivi di cui ai commi 1 e 2, entro un anno
dalla data della loro entrata in vigore. 
  6. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori  oneri  a  carico  della  finanza  pubblica.  Ai  relativi
adempimenti  si  provvede  con  le  risorse  umane,   strumentali   e
finanziarie disponibili a legislazione vigente. 
  7. All'articolo 3 del decreto legislativo 6 febbraio 2007,  n.  52,
dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  "2-bis. Con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  sentito  il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  e'
regolamentata la garanzia finanziaria  di  cui  al  numero  1)  della
lettera d) del comma 2". 
          Note all'art. 25: 
             - Si riporta il testo dell'art. 20 della legge 15  marzo
          1997, n. 59: 
             «Art. 20. - 1. Il Governo, sulla base di un programma di
          priorita' di interventi, definito,  con  deliberazione  del
          Consiglio  dei  Ministri,  in   relazione   alle   proposte
          formulate dai Ministri competenti,  sentita  la  Conferenza
          unificata di cui all'art.  8  del  decreto  legislativo  28
          agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile,  presenta
          al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, un  disegno
          di legge per la semplificazione e il  riassetto  normativo,
          volto a definire, per l'anno successivo, gli  indirizzi,  i
          criteri, le modalita' e le materie di intervento, anche  ai
          fini  della  ridefinizione  dell'area  di  incidenza  delle
          pubbliche funzioni  con  particolare  riguardo  all'assetto
          delle competenze dello Stato, delle regioni  e  degli  enti
          locali. In allegato al disegno di legge e'  presentata  una
          relazione sullo stato di attuazione della semplificazione e
          del riassetto. 
             2. Il disegno  di  legge  di  cui  al  comma  1  prevede
          l'emanazione di  decreti  legislativi,  relativamente  alle
          norme legislative sostanziali e procedimentali, nonche'  di
          regolamenti ai sensi dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge
          23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, per  le
          norme regolamentari di competenza dello Stato. 
             3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici  per
          le singole materie,  stabiliti  con  la  legge  annuale  di
          semplificazione e riassetto  normativo,  l'esercizio  delle
          deleghe legislative di cui ai commi 1 e  2  si  attiene  ai
          seguenti principi e criteri direttivi: 
              a) definizione del riassetto normativo e  codificazione
          della  normativa  primaria  regolante  la  materia,  previa
          acquisizione del parere del Consiglio di  Stato,  reso  nel
          termine di novanta giorni dal ricevimento della  richiesta,
          con determinazione dei principi fondamentali nelle  materie
          di legislazione concorrente; 
              a-bis) coordinamento formale e  sostanziale  del  testo
          delle  disposizioni  vigenti,   apportando   le   modifiche
          necessarie per garantire la coerenza  giuridica,  logica  e
          sistematica della normativa e per  adeguare,  aggiornare  e
          semplificare il linguaggio normativo (1); 
              b) indicazione esplicita delle  norme  abrogate,  fatta
          salva l'applicazione dell'art. 15 delle disposizioni  sulla
          legge in generale premesse al codice civile; 
              c) indicazione dei principi  generali,  in  particolare
          per quanto attiene alla informazione, alla  partecipazione,
          al contraddittorio,  alla  trasparenza  e  pubblicita'  che
          regolano  i  procedimenti  amministrativi   ai   quali   si
          attengono i regolamenti previsti dal comma 2  del  presente
          art., nell'ambito dei  principi  stabiliti  dalla  legge  7
          agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni; 
              d)   eliminazione   degli   interventi   amministrativi
          autorizzatori  e  delle  misure  di  condizionamento  della
          liberta' contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi
          pubblici alla difesa nazionale, all'ordine e alla sicurezza
          pubblica,   all'amministrazione   della   giustizia,   alla
          regolazione dei mercati e alla  tutela  della  concorrenza,
          alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell'ambiente,
          all'ordinato   assetto   del   territorio,   alla    tutela
          dell'igiene e della salute pubblica; 
              e) sostituzione degli atti di autorizzazione,  licenza,
          concessione, nulla osta, permesso e  di  consenso  comunque
          denominati che non implichino esercizio di discrezionalita'
          amministrativa e il cui rilascio dipenda  dall'accertamento
          dei requisiti e presupposti di legge, con una  denuncia  di
          inizio di attivita' da presentare da parte dell'interessato
          all'amministrazione competente corredata dalle attestazioni
          e dalle certificazioni eventualmente richieste; 
              f)  determinazione  dei  casi  in  cui  le  domande  di
          rilascio di un atto di consenso, comunque  denominato,  che
          non implichi esercizio di discrezionalita'  amministrativa,
          corredate  dalla  documentazione  e  dalle   certificazioni
          relative  alle  caratteristiche   tecniche   o   produttive
          dell'attivita' da  svolgere,  eventualmente  richieste,  si
          considerano accolte qualora non venga  comunicato  apposito
          provvedimento di  diniego  entro  il  termine  fissato  per
          categorie  di  atti  in  relazione  alla  complessita'  del
          procedimento,    con    esclusione,    in    ogni     caso,
          dell'equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto; 
              g) revisione e riduzione delle funzioni  amministrative
          non direttamente rivolte: 
               1) alla regolazione ai fini dell'incentivazione  della
          concorrenza; 
               2) alla eliminazione delle rendite e  dei  diritti  di
          esclusivita', anche alla luce della normativa comunitaria; 
               3)  alla  eliminazione  dei   limiti   all'accesso   e
          all'esercizio delle attivita' economiche e lavorative; 
               4)   alla    protezione    di    interessi    primari,
          costituzionalmente rilevanti, per  la  realizzazione  della
          solidarieta' sociale; 
               5) alla tutela dell'identita' e della  qualita'  della
          produzione tipica e tradizionale e della professionalita'; 
              h) promozione degli interventi di  autoregolazione  per
          standard qualitativi e delle certificazioni di  conformita'
          da parte delle categorie  produttive,  sotto  la  vigilanza
          pubblica o di organismi indipendenti,  anche  privati,  che
          accertino e  garantiscano  la  qualita'  delle  fasi  delle
          attivita' economiche e professionali, nonche' dei  processi
          produttivi e dei prodotti o dei servizi; 
              i) per le ipotesi per le quali sono soppressi i  poteri
          amministrativi  autorizzatori   o   ridotte   le   funzioni
          pubbliche   condizionanti   l'esercizio   delle   attivita'
          private,    previsione     dell'autoconformazione     degli
          interessati a modelli di regolazione, nonche'  di  adeguati
          strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli  di
          regolazione   vengono   definiti   dalle    amministrazioni
          competenti   in    relazione    all'incentivazione    della
          concorrenzialita', alla riduzione dei costi privati per  il
          rispetto  dei  parametri  di   pubblico   interesse,   alla
          flessibilita' dell'adeguamento dei  parametri  stessi  alle
          esigenze manifestatesi nel settore regolato; 
              l)  attribuzione  delle  funzioni   amministrative   ai
          comuni, salvo  il  conferimento  di  funzioni  a  province,
          citta'  metropolitane,  regioni  e   Stato   al   fine   di
          assicurarne l'esercizio unitario in  base  ai  principi  di
          sussidiarieta',     differenziazione     e     adeguatezza;
          determinazione dei principi  fondamentali  di  attribuzione
          delle funzioni secondo gli stessi criteri  da  parte  delle
          regioni   nelle   materie   di    competenza    legislativa
          concorrente; 
              m)   definizione    dei    criteri    di    adeguamento
          dell'organizzazione  amministrativa   alle   modalita'   di
          esercizio delle funzioni di cui al presente comma; 
              n) indicazione esplicita  dell'autorita'  competente  a
          ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative,
          ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 
             3-bis. Il Governo, nelle materie di competenza esclusiva
          dello Stato,  completa  il  processo  di  codificazione  di
          ciascuna materia emanando, anche contestualmente al decreto
          legislativo di riassetto, una raccolta organica delle norme
          regolamentari regolanti la medesima materia,  se  del  caso
          adeguandole alla nuova disciplina  di  livello  primario  e
          semplificandole secondo i  criteri  di  cui  ai  successivi
          commi (2). 
             4. I decreti legislativi e i regolamenti di cui al comma
          2, emanati sulla base  della  legge  di  semplificazione  e
          riassetto  normativo  annuale,  per  quanto   concerne   le
          funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti
          principi: 
              a) semplificazione dei procedimenti  amministrativi,  e
          di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
          strumentali, in  modo  da  ridurre  il  numero  delle  fasi
          procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
          riordinando  le  competenze  degli  uffici,  accorpando  le
          funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli  organi  che
          risultino superflui e costituendo centri interservizi  dove
          ricollocare  il  personale   degli   organi   soppressi   e
          raggruppare competenze diverse ma  confluenti  in  un'unica
          procedura, nel rispetto dei principi generali  indicati  ai
          sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate
          alle regioni; 
              b)  riduzione  dei  termini  per  la  conclusione   dei
          procedimenti  e  uniformazione  dei  tempi  di  conclusione
          previsti per procedimenti tra loro analoghi; 
              c) regolazione uniforme dei procedimenti  dello  stesso
          tipo che  si  svolgono  presso  diverse  amministrazioni  o
          presso diversi uffici della medesima amministrazione; 
              d) riduzione del numero di procedimenti  amministrativi
          e accorpamento dei procedimenti  che  si  riferiscono  alla
          medesima attivita'; 
              e) semplificazione e accelerazione delle  procedure  di
          spesa   e   contabili,   anche   mediante   l'adozione   di
          disposizioni che prevedano termini  perentori,  prorogabili
          per  una  sola  volta,  per   le   fasi   di   integrazione
          dell'efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i
          provvedimenti si intendono adottati; 
              f) aggiornamento delle procedure,  prevedendo  la  piu'
          estesa   e   ottimale   utilizzazione   delle    tecnologie
          dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti
          con i destinatari dell'azione amministrativa (3); 
              f-bis) generale possibilita' di  utilizzare,  da  parte
          delle amministrazioni e dei soggetti a  queste  equiparati,
          strumenti di diritto privato, salvo  che  nelle  materie  o
          nelle fattispecie nelle quali l'interesse pubblico non puo'
          essere perseguito senza l'esercizio di poteri  autoritativi
          (4); 
              f-ter) conformazione  ai  principi  di  sussidiarieta',
          differenziazione e adeguatezza,  nella  ripartizione  delle
          attribuzioni  e   competenze   tra   i   diversi   soggetti
          istituzionali,  nella  istituzione  di  sedi   stabili   di
          concertazione e nei rapporti tra i  soggetti  istituzionali
          ed   i   soggetti   interessati,    secondo    i    criteri
          dell'autonomia,   della   leale    collaborazione,    della
          responsabilita' e della tutela dell'affidamento (5); 
              f-quater) riconduzione delle intese,  degli  accordi  e
          degli atti equiparabili comunque denominati, nonche'  delle
          conferenze di servizi, previste  dalle  normative  vigenti,
          aventi il carattere della  ripetitivita',  ad  uno  o  piu'
          schemi base o modelli di riferimento nei  quali,  ai  sensi
          degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990,
          n. 241, e  successive  modificazioni,  siano  stabilite  le
          responsabilita',  le   modalita'   di   attuazione   e   le
          conseguenze degli eventuali inadempimenti (6); 
              f-quinquies) avvalimento di uffici e strutture tecniche
          e amministrative pubbliche  da  parte  di  altre  pubbliche
          amministrazioni, sulla base di accordi  conclusi  ai  sensi
          dell'art.  15  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,   e
          successive modificazioni (7). 
             5. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono  emanati
          su proposta del Ministro competente,  di  concerto  con  il
          Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per  la
          funzione pubblica, con i  Ministri  interessati  e  con  il
          Ministro dell'economia e delle finanze, previa acquisizione
          del parere della Conferenza unificata di cui all'art. 8 del
          decreto  legislativo   28   agosto   1997,   n.   281,   e,
          successivamente, dei pareri delle Commissioni  parlamentari
          competenti che sono  resi  entro  il  termine  di  sessanta
          giorni dal ricevimento della richiesta. 
             6. I regolamenti di cui al  comma  2  sono  emanati  con
          decreto   del   Presidente   della    Repubblica,    previa
          deliberazione del Consiglio dei Ministri, su  proposta  del
          Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la
          funzione pubblica, di concerto con il Ministro  competente,
          previa acquisizione del parere della  Conferenza  unificata
          di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,
          n. 281, quando siano coinvolti interessi  delle  regioni  e
          delle autonomie locali, del parere del Consiglio  di  Stato
          nonche' delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri
          della Conferenza unificata e del Consiglio  di  Stato  sono
          resi entro novanta giorni  dalla  richiesta;  quello  delle
          Commissioni  parlamentari  e'  reso,   successivamente   ai
          precedenti, entro sessanta giorni dalla richiesta.  Per  la
          predisposizione degli schemi di regolamento  la  Presidenza
          del Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche
          su richiesta  del  Ministro  competente,  riunioni  tra  le
          amministrazioni interessate. Decorsi sessanta giorni  dalla
          richiesta  di  parere  alle  Commissioni  parlamentari,   i
          regolamenti possono essere comunque emanati. 
             7. I regolamenti di cui al comma 2, ove non diversamente
          previsto dai decreti  legislativi,  entrano  in  vigore  il
          quindicesimo  giorno  successivo  alla  data   della   loro
          pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Con  effetto  dalla
          stessa  data  sono  abrogate  le  norme,  anche  di  legge,
          regolatrici dei procedimenti. 
             8. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano,  oltre
          ai principi di cui  al  comma  4,  ai  seguenti  criteri  e
          principi: 
              a) trasferimento ad organi monocratici o  ai  dirigenti
          amministrativi  di  funzioni  anche  decisionali,  che  non
          richiedono, in ragione della loro specificita', l'esercizio
          in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali
          con conferenze di servizi o con  interventi,  nei  relativi
          procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi; 
              b)  individuazione  delle   responsabilita'   e   delle
          procedure di verifica e controllo; 
              c) soppressione dei procedimenti che risultino non piu'
          rispondenti alle finalita' e  agli  obiettivi  fondamentali
          definiti dalla legislazione di settore o che  risultino  in
          contrasto  con   i   principi   generali   dell'ordinamento
          giuridico nazionale o comunitario; 
              d) soppressione dei procedimenti  che  comportino,  per
          l'amministrazione e per i cittadini, costi piu' elevati dei
          benefici conseguibili,  anche  attraverso  la  sostituzione
          dell'attivita'  amministrativa   diretta   con   forme   di
          autoregolamentazione   da    parte    degli    interessati,
          prevedendone comunque forme di controllo; 
              e)   adeguamento   della   disciplina   sostanziale   e
          procedimentale dell'attivita' e degli  atti  amministrativi
          ai principi della normativa comunitaria, anche  sostituendo
          al regime concessorio quello autorizzatorio; 
              f) soppressione  dei  procedimenti  che  derogano  alla
          normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
          sussistano piu' le ragioni che giustifichino  una  difforme
          disciplina settoriale; 
              g) regolazione, ove possibile,  di  tutti  gli  aspetti
          organizzativi e di tutte le fasi del procedimento. 
             8-bis. Il Governo verifica la coerenza  degli  obiettivi
          di semplificazione e di qualita' della regolazione  con  la
          definizione della posizione italiana da sostenere  in  sede
          di Unione  europea  nella  fase  di  predisposizione  della
          normativa comunitaria, ai sensi  dell'art.  3  del  decreto
          legislativo  30  luglio   1999,   n.   303.   Assicura   la
          partecipazione italiana ai programmi di  semplificazione  e
          di miglioramento della qualita' della regolazione interna e
          a livello europeo (8). 
             9. I Ministeri sono titolari del  potere  di  iniziativa
          della  semplificazione  e  del  riassetto  normativo  nelle
          materie  di  loro  competenza,  fatti  salvi  i  poteri  di
          indirizzo e coordinamento della  Presidenza  del  Consiglio
          dei  Ministri,  che  garantisce   anche   l'uniformita'   e
          l'omogeneita'   degli    interventi    di    riassetto    e
          semplificazione. La Presidenza del Consiglio  dei  Ministri
          garantisce,  in  caso  di  inerzia  delle   amministrazioni
          competenti,  l'attivazione  di  specifiche  iniziative   di
          semplificazione e di riassetto normativo. 
             10. Gli organi responsabili di direzione politica  e  di
          amministrazione  attiva  individuano   forme   stabili   di
          consultazione e di partecipazione delle  organizzazioni  di
          rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di
          rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e
          di semplificazione. 
             11. I servizi di controllo interno compiono accertamenti
          sugli  effetti   prodotti   dalle   norme   contenute   nei
          regolamenti  di  semplificazione  e  di  accelerazione  dei
          procedimenti    amministrativi    e    possono    formulare
          osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica  delle
          norme   stesse   e   per   il   miglioramento   dell'azione
          amministrativa (9).». 
             (1) Lettera aggiunta dall'art. 1, L. 28  novembre  2005,
          n. 246. 
             (2) Comma aggiunto dall'art. 1, L. 28 novembre 2005,  n.
          246. 
             (3) Le  attuali  lettere  da  f)  a  f-quinquies)  cosi'
          sostituiscono l'originaria lettera f) ai  sensi  di  quanto
          disposto dall'art. 1, L. 28 novembre 2005, n. 246. 
             (4) Le  attuali  lettere  da  f)  a  f-quinquies)  cosi'
          sostituiscono l'originaria lettera f) ai  sensi  di  quanto
          disposto dall'art. 1, L. 28 novembre 2005, n. 246. 
             (5) Le  attuali  lettere  da  f)  a  f-quinquies)  cosi'
          sostituiscono l'originaria lettera f) ai  sensi  di  quanto
          disposto dall'art. 1, L. 28 novembre 2005, n. 246. 
             (6) Le  attuali  lettere  da  f)  a  f-quinquies)  cosi'
          sostituiscono l'originaria lettera f) ai  sensi  di  quanto
          disposto dall'art. 1, L. 28 novembre 2005, n. 246. 
             (7) Le  attuali  lettere  da  f)  a  f-quinquies)  cosi'
          sostituiscono l'originaria lettera f) ai  sensi  di  quanto
          disposto dall'art. 1, L. 28 novembre 2005, n. 246. 
             (8) Comma aggiunto dall'art. 1, L. 28 novembre 2005,  n.
          246. 
             (9) Art. prima modificato  dall'art.  7,  L.  15  maggio
          1997, n. 127, dall'art. 1, L. 16 giugno 1998, n. 191, dagli
          artt. 2 e 9, L. 8 marzo 1999, n. 50,  dall'art.  1,  L.  24
          novembre 2000, n. 340 e poi cosi' sostituito  dall'art.  1,
          L. 29  luglio  2003,  n.  229.  Vedi,  anche,  il  comma  2
          dell'art. 1, gli articoli 2 e 20 della citata legge n.  229
          del 2003 e l'art. 43, comma 5,  D.L.  25  giugno  2008,  n.
          112.». 
             - Per il richiamo all'art. 8 del decreto legislativo  28
          agosto 1997, n. 281 si rinvia alla nota all'art. 3. 
             - Si riporta il testo dell'art. 120  della  Costituzione
          della Repubblica italiana: 
             «Art. 120 - 1. La regione non  puo'  istituire  dazi  di
          importazione o esportazione o transito tra le Regioni,  ne'
          adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo  la
          libera circolazione delle  persone  e  delle  cose  tra  le
          Regioni, ne' limitare l'esercizio del diritto al lavoro  in
          qualunque parte del territorio nazionale. 
             2. Il Governo puo' sostituirsi a organi  delle  Regioni,
          delle Citta' metropolitane, delle Province e dei Comuni nel
          caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali
          o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave  per
          l'incolumita' e la sicurezza  pubblica,  ovvero  quando  lo
          richiedono la tutela dell'unita'  giuridica  o  dell'unita'
          economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali
          delle prestazioni concernenti i diritti civili  e  sociali,
          prescindendo dai confini territoriali dei  governi  locali.
          La legge definisce le procedure  atte  a  garantire  che  i
          poteri  sostitutivi  siano  esercitati  nel  rispetto   del
          principio  di  sussidiarieta'  e  del  principio  di  leale
          collaborazione.». 
             - Si riporta il  testo  dell'art.  246  del  codice  dei
          contratti pubblici relativi a lavori, servizi e  forniture,
          di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163: 
             «Art. 246 -  1.  Nei  giudizi  davanti  agli  organi  di
          giustizia  amministrativa  che   comunque   riguardino   le
          procedure di progettazione, approvazione,  e  realizzazione
          delle infrastrutture  e  degli  insediamenti  produttivi  e
          relative  attivita'  di   espropriazione,   occupazione   e
          asservimento, di cui alla parte II, titolo III, capo IV, le
          disposizioni di cui all'art. 23-bis, legge 6 dicembre 1971,
          n. 1034 si applicano per quanto non espressamente  previsto
          dai commi 2, 3, 4, del presente articolo. 
             2. Non occorre domanda  di  fissazione  dell'udienza  di
          merito, che ha luogo entro quarantacinque giorni dalla data
          di deposito del ricorso. 
             3. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare,  si
          tiene conto delle probabili conseguenze  del  provvedimento
          stesso per tutti gli interessi  che  possono  essere  lesi,
          nonche' del preminente interesse nazionale  alla  sollecita
          realizzazione  dell'opera,  e,  ai  fini  dell'accoglimento
          della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilita'
          del pregiudizio per il  ricorrente,  il  cui  interesse  va
          comunque comparato con quello  del  soggetto  aggiudicatore
          alla celere prosecuzione delle procedure. 
             4. La sospensione o l'annullamento dell'affidamento  non
          comporta la caducazione del contratto gia' stipulato, e  il
          risarcimento del danno eventualmente  dovuto  avviene  solo
          per equivalente. 
             5. Le disposizioni del comma 4 si applicano  anche  alle
          controversie relative alle procedure di cui all'art. 140.». 
             - Si riporta il testo  del  comma  4  dell'art.  11  del
          decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79: 
             «4. Il gestore  della  rete  di  trasmissione  nazionale
          assicura la precedenza all'energia  elettrica  prodotta  da
          impianti che  utilizzano,  nell'ordine,  fonti  energetiche
          rinnovabili,  sistemi  di  cogenerazione,  sulla  base   di
          specifici criteri  definiti  dall'Autorita'  per  l'energia
          elettrica  e  il  gas,  e  fonti   nazionali   di   energia
          combustibile primaria, queste ultime per una quota  massima
          annuale non  superiore  al  quindici  per  cento  di  tutta
          l'energia  primaria  necessaria  per   generare   l'energia
          elettrica consumata.». 
             -  Si  riporta  il  testo  dell'art.   3   del   decreto
          legislativo 6 febbraio 2007, n. 52: 
             «Art. 3 (Autorizzazioni). - 1. Ogni pratica  concernente
          una  sorgente  e'  comunque   soggetta   ai   provvedimenti
          autorizzativi di cui agli articoli 4 e 5 della citata legge
          n. 1860 del 1962, all'art. 21, comma 1, e agli articoli  da
          27 a 31 del citato decreto legislativo  n.  230  del  1995,
          indipendentemente   dalle    specifiche    condizioni    di
          applicazione  ivi  previste.  Non  trova   in   ogni   caso
          applicazione  l'istituto  del  silenzio  assenso   previsto
          nell'art. 4 della citata legge n. 1860 del 1962. 
             2. Ferme restando le disposizioni previste dalla  citata
          legge n. 1860 del 1962, e dal citato decreto legislativo n. 
          230 del 1995, il richiedente il nulla osta all'impiego,  di
          una nuova sorgente e ove possibile, delle sorgenti  immesse
          sul mercato anteriormente alla data di  entrata  in  vigore
          del presente decreto, deve documentare che: 
              a)  la  sorgente  e'  stata  prodotta  da  un  soggetto
          autorizzato, se la fabbricazione e' effettuata in uno Stato
          appartenente all'Unione europea, oppure da un soggetto  che
          si e' conformato alle disposizioni vigenti nello Stato, non
          appartenente  all'Unione  stessa,  nel  quale  avviene   la
          produzione della sorgente; 
              b) le caratteristiche tecniche e  le  prove  di  tenuta
          della sorgente sono state verificate in conformita' a norme
          di buona tecnica di settore nazionali o  internazionali,  o
          comunque  a  queste  equivalenti  sotto  il  profilo  della
          sicurezza e della protezione dalle radiazioni ionizzanti; 
              c) dispone di appositi locali, con  adeguato  grado  di
          resistenza al fuoco e di adeguato controllo degli  accessi,
          ove immagazzinare le sorgenti; 
              d) e'  in  possesso  di  misure  atte  a  garantire  la
          gestione in sicurezza della sorgente al termine  della  sua
          utilizzazione anche nel caso in cui  il  detentore  diventi
          insolvente o cessi l'attivita'; tali misure  consistono  in
          una delle seguenti possibilita': 
               1) prestare una garanzia finanziaria per assicurare  i
          fondi necessari alla  gestione  della  sorgente  fino  allo
          smaltimento, compreso il relativo condizionamento  mediante
          fideiussione  bancaria  o  assicurativa  con  clausola   di
          pagamento a semplice richiesta, prestata oltre che  da  una
          compagnia di assicurazione o da  un  istituto  finanziario,
          anche  da  intermediari  finanziari   iscritti   all'elenco
          speciale di cui al decreto legislativo 1°  settembre  1993,
          n. 385, a cio' autorizzati dal  Ministero  dell'economia  e
          delle finanze, a condizione  che  tali  intermediari  siano
          sottoposti  a  revisione  contabile  di  una  societa'   di
          revisione iscritta nell'albo  previsto  dall'art.  161  del
          decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; 
               2) stipulare accordo  scritto  per  la  riconsegna  al
          fabbricante della sorgente non piu' utilizzata; 
               3)  stipulare  accordo  scritto  con  il  Gestore  del
          Servizio  integrato  o  con  l'Operatore  nazionale;   tale
          accordo  dovra'  prevedere,  oltre  al   trasferimento   di
          proprieta'  della  sorgente,  il  trasferimento  dei  fondi
          necessari per il condizionamento, lo  stoccaggio  di  lungo
          periodo e lo smaltimento ad un deposito finale. 
             3. Il richiedente l'autorizzazione e' tenuto a: 
              a) nominare, sentito l'esperto  qualificato  incaricato
          della sorveglianza fisica della sorgente,  un  responsabile
          della  gestione  della   sorgente   fornito   di   adeguata
          competenza tecnica; 
              b) organizzare specifiche iniziative di informazione  e
          formazione rivolte, ai sensi dell'art. 61, comma 3, lettera
          e), del citato decreto legislativo  n.  230  del  1995,  al
          responsabile della gestione della sorgente e  al  personale
          addetto all'utilizzo della sorgente, sulle  caratteristiche
          tecniche della stessa e sugli aspetti  di  radioprotezione;
          la formazione e l'informazione: 
               1) comprendono specifiche indicazioni sulle azioni  da
          adottare  ed  i  comportamenti  da  tenere  ai  fini  della
          gestione in sicurezza della sorgente; 
               2) dettano accorgimenti al fine  di  prevenire  eventi
          anomali, malfunzionamenti ed incidenti dovuti alla mancanza
          di controlli adeguati sulla sorgente; 
               3) sono ripetute ad intervalli regolari e  documentate
          in modo che i lavoratori  interessati  siano  adeguatamente
          preparati per gli eventi di cui al numero 2); 
              c)  avere  la   disponibilita',   ferme   restando   le
          disposizioni  di  cui  al  Capo  X   del   citato   decreto
          legislativo n.  230  del  1995,  di  personale  addestrato,
          procedure  e  mezzi  di  intervento  per  fare  fronte   ad
          eventuali  emergenze  radiologiche  nell'installazione,  in
          relazione alla tipologia delle sorgenti  nell'installazione
          stessa; 
              d) predisporre un programma di prove  periodiche  e  di
          manutenzione  della  sorgente   e   delle   apparecchiature
          necessarie  per  l'utilizzo  della  sorgente  stessa,   ivi
          comprese le  prove  di  tenuta,  dirette  o  indirette,  da
          effettuare secondo le norme di buona tecnica,  da  compiere
          nell'arco di tempo di utilizzo  della  stessa,  sulla  base
          delle indicazioni fornite dal fabbricante; 
              e) prevedere specifiche  procedure  gestionali  per  il
          trasporto,  la  detenzione  e  l'utilizzo  della   sorgente
          finalizzate ad impedire, in relazione alle  caratteristiche
          della sorgente, l'accesso non autorizzato, lo  smarrimento,
          il furto o il danneggiamento della sorgente anche a seguito
          di incendi; 
              f) attuare quanto previsto nel comma 2,  lettere  c)  e
          d).».