LEGGE 4 marzo 2009, n. 15

Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonche' disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/3/2009. L'art. 11 entra in vigore il 6/03/2009. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/07/2012)
Testo in vigore dal: 15-8-2012
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
(Principi e criteri in materia di valutazione delle strutture  e  del
personale delle amministrazioni pubbliche  e  di  azione  collettiva.
Disposizioni  sul  principio  di  trasparenza  nelle  amministrazioni
                             pubbliche) 
 
  1. L'esercizio della  delega  nella  materia  di  cui  al  presente
articolo e' finalizzato a modificare ed integrare la  disciplina  del
sistema  di  valutazione  delle  strutture  e  dei  dipendenti  delle
amministrazioni pubbliche, al fine  di  assicurare  elevati  standard
qualitativi ed economici dell'intero procedimento di  produzione  del
servizio reso all'utenza  tramite  la  valorizzazione  del  risultato
ottenuto  dalle  singole  strutture,  a  prevedere  mezzi  di  tutela
giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni
e dei concessionari di  servizi  pubblici  che  si  discostano  dagli
standard qualitativi ed economici fissati  o  che  violano  le  norme
preposte al loro  operato,  nonche'  a  prevedere  l'obbligo  per  le
amministrazioni, i cui indicatori di efficienza  o  produttivita'  si
discostino in  misura  significativa,  secondo  parametri  deliberati
dall'organismo centrale di cui al comma 2,  lettera  f),  dai  valori
medi dei medesimi indicatori rilevati tra le amministrazioni omologhe
rientranti nel 25 per cento delle amministrazioni  con  i  rendimenti
piu' alti, di fissare ai propri dirigenti, tra gli obiettivi  di  cui
alla lettera b) del medesimo comma  2,  l'obiettivo  di  allineamento
entro un termine  ragionevole  ai  parametri  deliberati  dal  citato
organismo centrale e, infine, a prevedere l'attivazione di canali  di
comunicazione diretta utilizzabili dai cittadini per la  segnalazione
di disfunzioni di qualsiasi natura nelle amministrazioni pubbliche. 
  2. Nell'esercizio della delega nella materia  di  cui  al  presente
articolo il  Governo  si  attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
   a)  individuare  sistemi  di  valutazione  delle   amministrazioni
pubbliche diretti a rilevare, anche mediante ricognizione e  utilizzo
delle fonti  informative  anche  interattive  esistenti  in  materia,
nonche' con il coinvolgimento degli  utenti,  la  corrispondenza  dei
servizi e dei  prodotti  resi  ad  oggettivi  standard  di  qualita',
rilevati anche a livello internazionale; 
   b)  prevedere  l'obbligo  per  le  pubbliche  amministrazioni   di
predisporre, in via preventiva, gli obiettivi  che  l'amministrazione
si pone per ciascun anno e di rilevare,  in  via  consuntiva,  quanta
parte degli obiettivi dell'anno precedente  e'  stata  effettivamente
conseguita, assicurandone la pubblicita' per i  cittadini,  anche  al
fine di realizzare un sistema di indicatori  di  produttivita'  e  di
misuratori della qualita' del rendimento del personale, correlato  al
rendimento individuale ed al risultato conseguito dalla struttura; 
   c) prevedere l'organizzazione di confronti  pubblici  annuali  sul
funzionamento  e  sugli  obiettivi  di  miglioramento   di   ciascuna
amministrazione, con la partecipazione di associazioni di consumatori
e  utenti,   organizzazioni   sindacali,   studiosi   e   organi   di
informazione,  e  la  diffusione  dei  relativi  contenuti   mediante
adeguate forme di pubblicita', anche in modalita' telematica; 
   d) promuovere la  confrontabilita'  tra  le  prestazioni  omogenee
delle pubbliche  amministrazioni  anche  al  fine  di  consentire  la
comparazione  delle  attivita'  e  dell'andamento  gestionale   nelle
diverse sedi territoriali  ove  si  esercita  la  pubblica  funzione,
stabilendo annualmente a tal fine indicatori di andamento gestionale,
comuni alle diverse amministrazioni pubbliche o stabiliti per  gruppi
omogenei  di  esse,  da  adottare  all'interno  degli  strumenti   di
programmazione, gestione e controllo e negli strumenti di valutazione
dei risultati; 
   e) riordinare gli organismi che svolgono funzioni di  controllo  e
valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche  secondo  i
seguenti criteri: 
    1) estensione della valutazione a tutto il personale dipendente; 
    2)  estensione   della   valutazione   anche   ai   comportamenti
organizzativi dei dirigenti; 
    3)  definizione  di  requisiti  di  elevata  professionalita'  ed
esperienza dei componenti degli organismi di valutazione; 
    4)  assicurazione  della  piena  indipendenza  e  autonomia   del
processo di valutazione,  nel  rispetto  delle  metodologie  e  degli
standard definiti dall'organismo di cui alla lettera f); 
    5) assicurazione della piena autonomia della valutazione,  svolta
dal   dirigente   nell'esercizio    delle    proprie    funzioni    e
responsabilita'; 
   f)  prevedere,  nell'ambito  del  riordino  dell'  ARAN   di   cui
all'articolo 3, l'istituzione, in posizione autonoma e  indipendente,
di un organismo centrale che opera in collaborazione con il Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  -  Dipartimento  della   Ragioneria
generale dello Stato e con la Presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento della funzione pubblica ed eventualmente in raccordo con
altri enti o istituzioni pubbliche, con il  compito  di  indirizzare,
coordinare e sovrintendere all'esercizio indipendente delle  funzioni
di valutazione, di garantire la trasparenza dei sistemi di  cui  alle
lettere a) e b), di assicurare la  comparabilita'  e  la  visibilita'
degli indici  di  andamento  gestionale,  informando  annualmente  il
Ministro per l'attuazione del  programma  di  Governo  sull'attivita'
svolta. I componenti, in numero non superiore a cinque,  sono  scelti
tra   persone   di   elevata   professionalita',    anche    estranee
all'amministrazione, che non abbiano interessi di qualsiasi natura in
conflitto con le funzioni dell'organismo, con  comprovate  competenze
in Italia o all'estero nelle materie  attinenti  la  definizione  dei
sistemi di cui alle lettere a) e b), e sono  nominati,  nel  rispetto
del  principio  della  rappresentanza  di  genere,  con  decreto  del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del  Consiglio  dei
ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione  e
l'innovazione, di concerto  con  il  Ministro  per  l'attuazione  del
programma di Governo, per un periodo di  sei  anni  e  previo  parere
favorevole delle  competenti  Commissioni  parlamentari,  espresso  a
maggioranza dei due terzi dei componenti; 
   g) prevedere che i sindaci e i presidenti delle province  nominino
i componenti dei nuclei di valutazione cui e' affidato il compito  di
effettuare la valutazione dei  dirigenti,  secondo  i  criteri  e  le
metodologie stabiliti dall'organismo di cui alla lettera  f),  e  che
provvedano  a  confermare  o  revocare  gli  incarichi   dirigenziali
conformemente all'esito della valutazione; 
   h) assicurare  la  totale  accessibilita'  dei  dati  relativi  ai
servizi resi dalla pubblica amministrazione tramite la pubblicita'  e
la trasparenza  degli  indicatori  e  delle  valutazioni  operate  da
ciascuna pubblica amministrazione anche attraverso: 
  1) la disponibilita' immediata mediante la rete internet di tutti i
dati sui quali si basano le  valutazioni,  affinche'  possano  essere
oggetto di autonoma analisi ed elaborazione; 
  2) il confronto  periodico  tra  valutazioni  operate  dall'interno
delle amministrazioni e valutazioni operate  dall'esterno,  ad  opera
delle associazioni di consumatori o utenti, dei centri di  ricerca  e
di ogni altro osservatore qualificato; 
  3) l'adozione da parte delle pubbliche amministrazioni, sentite  le
associazioni di cittadini, consumatori  e  utenti  rappresentate  nel
Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, di  un  programma
per la trasparenza, di durata triennale, da  rendere  pubblico  anche
attraverso i siti web delle pubbliche  amministrazioni,  definito  in
conformita' agli obiettivi di cui al comma 1; 
   i) prevedere l'ampliamento dei poteri  ispettivi  con  riferimento
alle verifiche ispettive integrate di cui all'articolo 60, commi 5  e
6, del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive
modificazioni; 
   l)  consentire  a  ogni  interessato  di  agire  in  giudizio  nei
confronti delle amministrazioni, nonche' dei concessionari di servizi
pubblici, fatte salve le competenze degli organismi con  funzioni  di
regolazione e controllo istituiti con legge dello Stato e preposti ai
relativi settori, se dalla  violazione  di  standard  qualitativi  ed
economici  o  degli  obblighi  contenuti  nelle  Carte  dei  servizi,
dall'omesso  esercizio  di  poteri  di  vigilanza,  di  controllo   o
sanzionatori, dalla violazione dei termini o dalla mancata emanazione
di atti  amministrativi  generali  derivi  la  lesione  di  interessi
giuridicamente rilevanti per una pluralita' di utenti o  consumatori,
nel rispetto dei seguenti criteri: 
  1) consentire la proposizione dell'azione anche ad  associazioni  o
comitati a tutela degli interessi dei propri associati; 
  2) devolvere il giudizio alla giurisdizione esclusiva e  di  merito
del giudice amministrativo; 
  3) prevedere come condizione di ammissibilita' che il  ricorso  sia
preceduto da una diffida all'amministrazione o al  concessionario  ad
assumere, entro  un  termine  fissato  dai  decreti  legislativi,  le
iniziative   utili   alla   soddisfazione   degli   interessati;   in
particolare, prevedere che, a seguito della diffida, si  instauri  un
procedimento volto a responsabilizzare progressivamente il  dirigente
competente e, in relazione alla tipologia  degli  enti,  l'organo  di
indirizzo, l'organo esecutivo o l'organo di vertice, a che le  misure
idonee siano assunte nel termine predetto; 
  4)  prevedere  che,  all'esito  del  giudizio,  il  giudice  ordini
all'amministrazione o al concessionario di porre in essere le  misure
idonee a porre rimedio alle violazioni, alle omissioni o  ai  mancati
adempimenti di cui all'alinea della presente lettera e, nei  casi  di
perdurante inadempimento, disponga la nomina di un  commissario,  con
esclusione del risarcimento del danno, per il quale  resta  ferma  la
disciplina vigente; 
  5) prevedere che  la  sentenza  definitiva  comporti  l'obbligo  di
attivare  le  procedure  relative   all'accertamento   di   eventuali
responsabilita' disciplinari o dirigenziali; 
  6)  prevedere  forme  di  idonea   pubblicita'   del   procedimento
giurisdizionale e della sua conclusione; 
  7) prevedere strumenti e procedure idonei ad evitare  che  l'azione
di  cui  all'alinea  della  presente  lettera   nei   confronti   dei
concessionari di servizi pubblici possa essere Proposta o proseguita,
nel caso in cui un'autorita' indipendente o comunque un organismo con
funzioni di vigilanza e controllo nel relativo settore abbia  avviato
sul medesimo oggetto il procedimento di propria competenza. 
  3. Per il funzionamento dell'organismo di cui al comma  2,  lettera
f), e' autorizzata la spesa massima di 2 milioni di euro  per  l'anno
2009 e di 4 milioni di euro a decorrere dall'anno  2010,  compresi  i
compensi ai componenti. E' altresi' autorizzata la spesa massima di 4
milioni di euro  a  decorrere  dall'anno  2010  per  finanziare,  con
decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze,  progetti
sperimentali e innovativi volti a: 
   a) diffondere e uniformare le metodologie della valutazione tra le
amministrazioni centrali e gli enti territoriali,  anche  tramite  la
definizione di modelli da pubblicare sulla rete internet: 
   b) sviluppare i processi di formazione del personale preposto alle
funzioni di controllo e valutazione; 
   c)  sviluppare  metodologie  di  valutazione  della  funzione   di
controllo della soddisfazione dei cittadini; 
   d)  migliorare  la  trasparenza  delle  procedure  di  valutazione
mediante la realizzazione e lo sviluppo di un apposito sito internet. 
  ((3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, tutti gli stanziamenti autorizzati ai sensi del comma 3
sono destinati, nei limiti  delle  risorse  iscritte  in  bilancio  a
legislazione  vigente,  alla  copertura  degli  oneri   relativi   al
funzionamento della Commissione per la valutazione, la trasparenza  e
l'integrita' delle amministrazioni pubbliche (CIVIT), ivi compresi  i
compensi per i componenti della Commissione medesima)). 
  4. Agli oneri derivanti dall'attuazione  del  comma  3,  pari  a  2
milioni di euro per l'anno 2009 e a 8 milioni  di  euro  a  decorrere
dall'anno  2010,  si  provvede  mediante   corrispondente   riduzione
dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 1, comma 227, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266.  Con  decreto  del  Ministro  per  la
pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  sono  stabilite  le  modalita'  di
organizzazione dell'organismo di cui al comma  2,  lettera  ,  f),  e
fissati i compensi per i  componenti.  Il  Ministro  dell'economia  e
delle finanze e' autorizzato ad apportare,  con  propri  decreti,  le
occorrenti variazioni di bilancio. 
  5.  Dall'attuazione  delle  disposizioni  contenute  nel   presente
articolo, ad eccezione del comma  2,  lettera  f),  e  del  comma  3,
secondo periodo, non devono derivare nuovi o maggiori  oneri  per  la
finanza pubblica. 
  6. La trasparenza costituisce livello essenziale delle  prestazioni
erogate dalle amministrazioni pubbliche a  norma  dell'articolo  117,
secondo comma, lettera m), della Costituzione. 
  7. Ai fini del comma 6 la trasparenza e' intesa come accessibilita'
totale, anche attraverso lo strumento della  pubblicazione  sui  siti
internet  delle   pubbliche   amministrazioni,   delle   informazioni
concernenti  ogni   aspetto   dell'organizzazione   delle   pubbliche
amministrazioni, degli indicatori relativi agli andamenti  gestionali
e all'utilizzo delle risorse  per  il  perseguimento  delle  funzioni
istituzionali,  dei  risultati  dell'attivita'   di   misurazione   e
valutazione svolta in proposito dagli organi competenti,  allo  scopo
di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei  principi  di
buon andamento e imparzialita'. 
  8. Le amministrazioni pubbliche adottano ogni  iniziativa  utile  a
promuovere la massima  trasparenza  nella  propria  organizzazione  e
nella propria attivita'. 
  9. All'articolo 1, comma 1, del codice in materia di protezione dei
dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le notizie concernenti lo
svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione
pubblica e la relativa valutazione non  sono  oggetto  di  protezione
della riservatezza personale".