LEGGE 3 maggio 2004, n. 112

Norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonche' delega al Governo per l'emanazione del testo unico della radiotelevisione.

note: Entrata in vigore della legge: 6-5-2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/01/2016)
Testo in vigore dal: 8-6-2008
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 25.
(Accelerazione e agevolazione della conversione alla trasmissione in
                          tecnica digitale)

  1.  Ai  fini dello sviluppo del pluralismo sono rese attive, dal 31
dicembre  2003, reti televisive digitali terrestri, con un'offerta di
programmi   in  chiaro  accessibili  mediante  decoder  o  ricevitori
digitali.
  2.  La  societa'  concessionaria  del  servizio  pubblico  generale
radiotelevisivo,  avvalendosi  anche  della  riserva  di  blocchi  di
diffusione   prevista  dal  decreto-legge  23  gennaio  2001,  n.  5,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e'
tenuta  a  realizzare  almeno  due blocchi di diffusione su frequenze
terrestri con una copertura del territorio nazionale che raggiunga:
    a) dal 1° gennaio 2004, il 50 per cento della popolazione;
    b) entro il 1° gennaio 2005, il 70 per cento della popolazione.
  3.  L'Autorita'  per  le  garanzie nelle comunicazioni, entro il 30
aprile  2004, svolge un esame della complessiva offerta dei programmi
televisivi    digitali    terrestri    allo    scopo   di   accertare
contestualmente,  anche  tenendo  conto  delle  tendenze  in atto nel
mercato:
    a)  la  quota  di  popolazione  coperta dalle nuove reti digitali
terrestri che non deve comunque essere inferiore al 50 per cento;
    b)  la  presenza  sul  mercato  nazionale  di  decoder  a  prezzi
accessibili; c) l'effettiva offerta al pubblico su tali reti anche di
programmi diversi da quelli diffusi dalle reti analogiche.
  4.  Entro  trenta giorni dal completamento dell'accertamento di cui
al  comma  3,  l'Autorita'  invia  una  relazione  al  Governo e alle
competenti  Commissioni  parlamentari della Camera dei deputati e del
Senato  della  Repubblica  nella  quale  da'  conto dell'accertamento
effettuato.  Ove  l'Autorita'  accerti che non si siano verificate le
predette  condizioni,  adotta  i  provvedimenti  indicati dal comma 7
dell'articolo 2 della legge 31 luglio 1997, n. 249.
  5. La societa' concessionaria di cui al comma 2, di concerto con il
Ministero  delle  comunicazioni,  individua  uno  o  piu'  bacini  di
diffusione,  di  norma  coincidenti  con uno o piu' comuni situati in
aree  con  difficolta'  di ricezione del segnale analogico, nei quali
avviare entro il 1° gennaio 2005 la completa conversione alla tecnica
digitale.
  6.  Nella fase di transizione alla trasmissione in tecnica digitale
la societa' concessionaria assicura, comunque, la trasmissione di tre
programmi  televisivi  in  tecnica analogica in chiaro e, nei tempi e
nei  modi  di  cui al comma 2, di tre programmi televisivi in tecnica
digitale  in  chiaro,  attuando condizioni di effettivo policentrismo
territoriale,  in  particolare  ripartendo in modo equilibrato, anche
valutando    la   proporzione   degli   abbonati,   l'ideazione,   la
realizzazione  e  la produzione di programmi con diffusione in ambito
nazionale  tra  i  centri di produzione e le sedi regionali esistenti
alla  data  di  entrata in vigore della presente legge. Nella fase di
transizione  alla  trasmissione  in  tecnica  digitale devono inoltre
risultare  complessivamente  impegnate,  sulla  competenza di ciascun
esercizio  finanziario,  per  almeno  il  60  per  cento a favore dei
giornali  quotidiani  e  periodici,  le  somme che le amministrazioni
pubbliche   o   gli   enti   pubblici   anche   economici   destinano
singolarmente,  per fini di comunicazione istituzionale, all'acquisto
di spazi sui mezzi di comunicazione di massa.
  7.  Con  regolamento,  da  emanare  su  proposta del Ministro delle
comunicazioni,  di  concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle
finanze,  entro  tre  mesi  dalla  data  di  entrata  in vigore della
presente legge ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23
agosto  1988,  n.  400,  sono  definiti,  nei  limiti della copertura
finanziaria  di  cui al comma 7 dell'articolo 21 della presente legge
conseguita  anche  mediante cessione dei relativi crediti futuri, gli
incentivi  all'acquisto  e  alla  locazione finanziaria necessari per
favorire   la   diffusione  nelle  famiglie  italiane  di  apparecchi
utilizzabili  per  la  ricezione  di  segnali  televisivi  in tecnica
digitale, in modo tale da consentire l'effettivo accesso ai programmi
trasmessi  in  tecnica  digitale.  Il  regolamento di cui al presente
comma   puo'  essere  attuato  ovvero  modificato  o  integrato  solo
successivamente    alla    riscossione    dei    proventi   derivanti
dall'attuazione  dell'articolo 21, comma 3, conseguita anche mediante
cessione di crediti futuri.
  8.  Ove,  in  base  all'accertamento  svolto  dall'Autorita' per le
garanzie  nelle  comunicazioni, secondo quanto disposto dai commi 3 e
4,  risultino rispettate le condizioni di cui al comma 3, lettere a),
b)  e  c),  e fino alla completa attuazione del piano di assegnazione
delle  frequenze  televisive in tecnica digitale, il limite al numero
complessivo  di programmi per ogni soggetto e' del 20 per cento ed e'
calcolato  sul numero complessivo dei programmi televisivi concessi o
irradiati  anche  ai  sensi  dell'articolo  23,  comma  1,  in ambito
nazionale   su   frequenze  terrestri  indifferentemente  in  tecnica
analogica  o in tecnica digitale. I programmi televisivi irradiati in
tecnica  digitale possono concorrere a formare la base di calcolo ove
raggiungano  una copertura pari al 50 per cento della popolazione. Al
fine  del  rispetto  del limite del 20 per cento non sono computati i
programmi  che  costituiscono  la  replica  simultanea  di  programmi
irradiati in tecnica analogica.
  9.  Il  criterio  di  calcolo  di cui al comma 8 si applica solo ai
soggetti  i  quali  trasmettono  in  tecnica  digitale  programmi che
raggiungano  una  copertura  pari  al  50 per cento della popolazione
nazionale.
  10.  Per  la societa' concessionaria del servizio pubblico generale
radiotelevisivo i programmi irradiati in tecnica digitale avvalendosi
della  riserva di blocchi di diffusione prevista dal decreto-legge 23
gennaio  2001,  n.  5,  convertito, con modificazioni, dalla legge 20
marzo 2001, n. 66, non concorrono al raggiungimento del limite di cui
al comma 8.
  11.  Subordinatamente  al  verificarsi  delle  condizioni di cui ai
commi  1  e  3  e  al conseguente effettivo ampliamento delle offerte
disponibili  e  del  pluralismo nel settore televisivo previsti dalla
Corte  costituzionale,  il  periodo  di validita' delle concessioni e
delle  autorizzazioni  per  le  trasmissioni  in tecnica analogica in
ambito  nazionale,  che  siano  consentite ai sensi del comma 8, e in
ambito  locale  e'  prolungato  dal Ministero delle comunicazioni, su
domanda  dei  soggetti  interessati,  fino  alla scadenza del termine
previsto dalla legge per la conversione definitiva delle trasmissioni
in  tecnica digitale; tale domanda puo' essere presentata entro il 25
luglio  2005  dai soggetti che gia' trasmettano contemporaneamente in
tecnica  digitale  e,  se  emittenti  nazionali, con una copertura in
tecnica  digitale  di  almeno  il  50  per  cento  della  popolazione
nazionale.  In deroga a quanto previsto dal comma 5 dell'articolo 23,
fino  alla  completa  attuazione  del  piano  di  assegnazione  delle
frequenze   in   tecnica   digitale,   non   appena   le  imprese  di
radiodiffusione  televisiva  in  ambito locale dimostreranno di avere
raggiunto  una copertura in tecnica digitale pari ad almeno il 20 per
cento   della  effettiva  copertura  in  tecnica  analogica  potranno
presentare  domanda  per  ottenere  la licenza di operatore in ambito
locale.  Allo  scopo  di  ottenere  la licenza di operatore in ambito
locale  occorre, oltre agli impegni previsti alle lettere a) e c) del
comma  2  dell'articolo  35 della deliberazione dell'Autorita' per le
garanzie  nelle  comunicazioni  15  novembre  2001,  n.  435/01/CONS,
pubblicata  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 284
del  6  dicembre  2001,  e  successive  modificazioni,  impegnarsi  a
investire in infrastrutture entro cinque anni dal conseguimento della
licenza  un importo non inferiore ad un milione di euro per bacino di
diffusione  per ciascuna regione oggetto di licenza in ambito locale.
Tale  importo  minimo  e'  ridotto  a  500.000  euro  per una licenza
limitata  a  un bacino di estensione inferiore a quello regionale e a
250.000  euro  per  ogni  licenza aggiuntiva alla prima per ulteriori
bacini  di  diffusione  in  ambito  regionale.  Ai  fini dell'impegno
suddetto  sono  comunque considerati gli importi per gli investimenti
operati  ai  sensi  della  legge  5  marzo  2001,  n.  57,  e  per la
sperimentazione delle trasmissioni televisive in tecnica digitale.
  12.  ((COMMA  ABROGATO DAL D.L. 8 APRILE 2008, N. 59 CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 6 GIUGNO 2008, N. 101)).
  13.  Al  fine  di  consentire la riconversione delle tecnologie, la
societa'  concessionaria  del  servizio  pubblico  radiotelevisivo e'
autorizzata  a  ridefinire,  entro  tre mesi dalla data di entrata in
vigore  della  presente  legge,  la convenzione con la Presidenza del
Consiglio  dei  ministri  per la diffusione dei programmi all'estero,
anche  con  riferimento  alla  diffusione in onde medie e corte. Alla
legge   14   aprile   1975,   n.  103,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni:
    a)  all'articolo  19,  primo comma, lettera b), sono soppresse le
parole: "ad onde corte per l'estero, ai sensi del decreto legislativo
7 maggio 1948, n. 1132, e del decreto del Presidente della Repubblica
5 agosto 1962, n. 1703";
    b)  all'articolo  20,  terzo  comma, sono soppresse le parole da:
"mentre le trasmissioni" fino alla fine del comma.