LEGGE 7 aprile 2003, n. 80

Delega al Governo per la riforma del sistema fiscale statale.

note: Entrata in vigore della legge: 3-5-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 02/10/2003)
Testo in vigore dal: 3-5-2003
                               ART. 4.
                (Imposta sul reddito delle societa).
   1. Nel rispetto dei principi della codificazione, per incrementare
la  competitivita'  del  sistema  produttivo,  adottando  un  modello
fiscale  omogeneo a quelli piu' efficienti in essere nei Paesi membri
dell'Unione  europea,  la  riforma dell'imposizione sul reddito delle
societa'  si  articola,  per quanto riguarda l'imponibile, sulla base
dei seguenti principi e criteri direttivi:
   a)  determinazione  in  capo  alla societa' o ente controllante di
un'unica   base   imponibile  per  il  gruppo  d'imprese  su  opzione
facoltativa  delle  singole  societa' che vi partecipano ed in misura
corrispondente  alla  somma  algebrica  degli  imponibili di ciascuna
rettificati  come  specificamente previsto; esclusione dall'esercizio
dell'opzione delle controllate non residenti; eguale esclusione della
societa'   o   ente   controllante  non  residente  e  senza  stabile
organizzazione  nel territorio dello Stato; definizione della nozione
di  stabile  organizzazione  sulla  base dei criteri desumibili dagli
accordi   internazionali   contro   le  doppie  imposizioni;  per  la
definizione   del   requisito   del  controllo,  riferimento  ad  una
partecipazione  non inferiore a quella necessaria per il controllo di
diritto,  diretto  e  indiretto,  di cui all'articolo 2359 del codice
civile;  irrevocabilita'  dell'esercizio  dell'opzione per un periodo
non inferiore a tre anni, salvo il caso del venire meno del requisito
del  controllo;  regime  facoltativo  di  neutralita'  fiscale  per i
trasferimenti  di  beni diversi da quelli che producono ricavi fra le
societa'  e  gli enti che partecipano al consolidato fiscale; in caso
di  uscita dal consolidato fiscale, riallineamento dei valori fiscali
a quelli di libro dei beni trasferiti in neutralita', con conseguente
recupero   a   tassazione   delle   plusvalenze  realizzate,  fino  a
concorrenza  delle  differenze  ancora  esistenti,  e applicazione di
analoghi  principi per le fattispecie di cui alla lettera i), secondo
periodo,  con conseguente recupero a tassazione delle riserve e fondi
ancora  in  sospensione  di  imposta;  limite all'utilizzo di perdite
fiscali   anteriori   all'ingresso   nel  gruppo  e  regolamentazione
dell'attribuzione di quelle residue nel caso di scioglimento totale o
parziale dello stesso; totale esclusione dal concorso alla formazione
del  reddito  imponibile  per  i dividendi distribuiti dalle societa'
consolidate;  identita'  del periodo di imposta per ciascuna societa'
del  gruppo,  fatta  eccezione per i casi di operazioni straordinarie
relativamente   alle   quali  dovranno  prevedersi  apposite  regole;
eventuale   esclusione   dell'opzione   relativamente  alle  societa'
controllate  che  esercitino  determinate attivita' diverse da quella
della  controllante;  esclusione  dal  concorso  alla  formazione del
reddito  dei  compensi corrisposti alle e ricevuti dalle societa' con
imponibili  negativi;  nel  caso  in  cui per effetto di svalutazioni
dedotte  dalla societa' controllante o da altra societa' controllata,
anche  se  non  inclusa nella tassazione di gruppo, il valore fiscale
riconosciuto  della  partecipazione  nella  societa'  consolidata  e'
minore  del valore fiscale riconosciuto della corrispondente quota di
patrimonio  netto  contabile  di  tale  societa',  riallineamento del
secondo  valore al primo determinando i criteri per la determinazione
e  la  ripartizione di tale differenza tra gli elementi dell'attivo e
del  passivo  della  societa' partecipata; le societa' che esercitano
l'opzione  garantiscono  solidalmente  tra  loro  l'adempimento degli
obblighi tributari dell'ente o societa' controllante;
   b)  determinazione  in  capo  alla societa' o ente controllante di
un'unica  base  imponibile  per  il gruppo esteso anche alle societa'
controllate  non residenti sulla base degli stessi principi e criteri
previsti  per  il  consolidato nazionale di cui alla lettera a) salvo
quanto  di  seguito  previsto;  esercizio dell'opzione da parte della
societa'  o  ente  controllante  di  grado piu' elevato residente nel
territorio  dello  Stato  e  da  parte  di  tutte  le controllate non
residenti; irrevocabilita' dell'esercizio dell'opzione per un periodo
non  inferiore  a  cinque anni; mantenimento del principio del valore
normale  per  i  beni ed i servizi scambiati fra societa' residenti e
non  residenti  consolidate;  al  contrario di quanto previsto per il
consolidato domestico, calcolo della somma algebrica degli imponibili
solo  proporzionalmente  alla  quota  di  partecipazione  complessiva
direttamente  ed  indirettamente  posseduta;  esercizio  dell'opzione
condizionato  alla revisione dei bilanci della controllante residente
e  delle  controllate  estere  da parte di soggetti con le qualifiche
previste  ed  eventualmente  ad  altri adempimenti finalizzati ad una
maggiore  tutela  degli interessi erariali determinabili anche per il
singolo  contribuente;  metodo  di  consolidamento  analogo  a quello
previsto  dal  decreto  del Ministro dell'economia e delle finanze di
cui  all'articolo 127-bis, comma 8, del testo unico delle imposte sui
redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917,  e  successive modificazioni, prevedendo il
riconoscimento  di  imposte  pagate  all'estero  per  singola entita'
legale o stabile organizzazione con modalita' tali da evitare effetti
di  doppia  imposizione  economica e giuridica; al fine di consentire
l'utilizzo  del  credito  per  imposte  pagate  all'estero,  concorso
prioritario  dei  redditi  prodotti  all'estero  alla  formazione del
reddito  imponibile;  semplificazione della determinazione della base
imponibile   delle   controllate   non  residenti,  anche  escludendo
l'applicabilita' delle norme del titolo I, capo VI, e dei titoli II e
IV  del  citato  testo unico delle imposte sui redditi, concepite per
realta' produttive e regolamentazioni giuridiche nazionali;
   c)   esenzione   delle   plusvalenze  realizzate  relativamente  a
partecipazioni  in  societa'  con o senza personalita' giuridica, sia
residenti   sia   non   residenti,   al  verificarsi  delle  seguenti
condizioni:  1)  riconducibilita' della partecipazione alla categoria
delle  immobilizzazioni  finanziarie  prevedendo oltre al riferimento
alle  classificazioni di bilancio anche il requisito di un periodo di
ininterrotto possesso non inferiore ad un anno; 2) esercizio da parte
della  societa' partecipata di un'effettiva attivita' commerciale; 3)
residenza  della societa' partecipata in un Paese diverso da quello a
regime   fiscale   privilegiato   di  cui  ai  decreti  del  Ministro
dell'economia e delle finanze emanati ai sensi dell'articolo 127-bis,
comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del   Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  e
successive  modificazioni,  salvi  i casi di disapplicazione previsti
dal  comma  5  dello stesso articolo 127-bis; nel caso di realizzo di
plusvalenze  relative  alle  partecipazioni con i requisiti predetti,
recupero  a  tassazione  delle  svalutazioni  dedotte  negli esercizi
anteriori  alla  data  di  entrata  in  vigore della nuova disciplina
recata dalla riforma da determinare in numero non inferiore a due;
   d)  esclusione dal concorso alla formazione del reddito imponibile
del 95 per cento degli utili distribuiti da societa' con personalita'
giuridica sia residenti che non residenti nel territorio dello Stato,
anche    in    occasione    della   liquidazione,   ferma   rimanendo
l'applicabilita'  dell'articolo 127-bis del testo unico delle imposte
sui  redditi,  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917,  e  successive  modificazioni,  per  quelle
residenti  in  Paesi a regime fiscale privilegiato; deducibilita' dei
costi connessi alla gestione delle partecipazioni;
   e)   indeducibilita'  delle  minusvalenze  iscritte  e  simmetrica
indeducibilita'  di  quelle realizzate relativamente a partecipazioni
in societa' con o senza personalita' giuridica, sia residenti sia non
residenti, che si qualificano per l'esenzione di cui alla lettera c);
indeducibilita'  dei  costi  direttamente connessi con la cessione di
partecipazioni  che si qualificano per l'esenzione di cui alla stessa
lettera c);
   f)  riformulazione  dell'articolo 63 del testo unico delle imposte
sui  redditi,  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917,  e  successive  modificazioni,  al  fine di
escludere  il  pro-rata  di  indeducibilita'  di  cui  al comma 1 del
medesimo  articolo  nel  caso  di realizzo di plusvalenze esenti e di
percezione  di utili esclusi di cui rispettivamente alle lettere c) e
d);  previsione  di  un  nuovo pro-rata di indeducibilita' per i soli
oneri  finanziari  nel  caso  di  possesso  di  partecipazioni  con i
requisiti  per  l'esenzione di cui alla stessa lettera c), escludendo
quelle  relative  a  controllate  incluse  nel consolidato fiscale ed
eventualmente  anche quelle il cui reddito e' tassato in capo ai soci
anche  a  seguito  dell'opzione  di  cui  alla  lettera  h);  per  la
determinazione  del  pro-rata  riferimento ai valori risultanti dallo
stato  patrimoniale  della  partecipante,  considerando  il valore di
libro  delle  partecipazioni  con  i requisiti di cui alla lettera c)
innanzitutto finanziato dal patrimonio netto contabile da determinare
con  criteri  analoghi  a  quelli di cui alla lettera g); nel caso di
successiva cessione della partecipazione consolidata o nella societa'
il  cui  reddito  e'  tassato  in  capo  ai  soci,  anche per effetto
dell'opzione  di  cui  alla  lettera  h)  potra'  essere  previsto il
recupero  a  tassazione anche parziale degli oneri finanziari dedotti
per effetto della esclusione di cui al secondo periodo della presente
lettera; coordinamento con le disposizioni di cui alla lettera g);
   g)  in  conformita' a quanto disposto in altri ordinamenti fiscali
europei,  limite alla deducibilita' degli oneri finanziari relativi a
finanziamenti, erogati o garantiti dal socio che detiene direttamente
o indirettamente una partecipazione non inferiore al 10 per cento del
capitale sociale e da sue parti correlate, da identificare sulla base
dei criteri di cui all'articolo 2359 del codice civile, verificandosi
un  rapporto  tra tali finanziamenti ed il patrimonio netto contabile
riferibile  allo  stesso  socio  eccedente  quello  consentito  ed  a
condizione  che  gli  oneri finanziari non confluiscano in un reddito
imponibile  ai  fini  dell'imposta  sul  reddito  e  dell'imposta sul
reddito  delle  societa';  previsione  di un rapporto tra la quota di
patrimonio  netto  e l'indebitamento dell'impresa riferibili al socio
qualificato sterilizzando gli effetti delle partecipazioni societarie
a  catena  e  eventualmente  differenziandolo  per le societa' la cui
attivita'  consiste  in via esclusiva o prevalente nell'assunzione di
partecipazioni;   verificandosi   un   rapporto  superiore  a  quello
consentito, attribuzione al contribuente dell'onere di dimostrare che
i finanziamenti eccedenti derivano dalla capacita' di credito propria
e  non  da  quella  del  socio;  in  assenza  di  tale dimostrazione,
assimilazione  degli  oneri  finanziari dovuti ad utili distribuiti e
conseguente  indeducibilita'  degli  stessi  nella determinazione del
reddito   d'impresa;  rilevanza  ai  fini  della  determinazione  del
predetto  rapporto:  1)  della  quota  di  patrimonio netto contabile
corrispondente  alla  partecipazione  del socio al netto del capitale
sociale    sottoscritto   e   non   versato,   aumentato   dell'utile
dell'esercizio   e  diminuito  della  perdita  nel  caso  di  mancata
ricopertura della stessa entro un periodo non inferiore alla fine del
secondo   esercizio   successivo;  2)  dell'indebitamento  erogato  o
garantito  dal  socio  o  da sue parti correlate, intendendo per tale
quello  derivante  da  mutui  e  depositi  di  denaro e da ogni altro
rapporto   qualificabile  economicamente  fra  i  debiti  finanziari;
rilevanza  delle  garanzie  reali, personali e di fatto, quindi anche
dei comportamenti e degli atti giuridici che, seppure non formalmente
qualificandosi  quali  prestazioni  di  garanzie, ottengono lo stesso
risultato  economico;  computo ad incremento dell'indebitamento degli
apporti   di  capitale  effettuati  in  esecuzione  di  contratti  di
associazione  in  partecipazione e di quelli indicati nel primo comma
dell'articolo 2554 del codice civile o alternativamente assimilazione
della  remunerazione  di  tali  apporti  agli  utili  derivanti dalla
partecipazione  in societa' di capitali e dei redditi derivanti dalla
cessione  dei  relativi  contratti  alla  cessione  di partecipazioni
societarie  qualificate;  irrilevanza  dei  finanziamenti assunti dai
soggetti  indicati nell'articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio
1992, n. 87; eventuale esclusione dal limite alla deducibilita' degli
oneri  finanziari  per  i contribuenti il cui fatturato non supera le
soglie previste per l'applicazione degli studi di settore;
   h)  facolta'  delle  societa'  di capitali i cui soci siano a loro
volta societa' di capitali residenti, ciascuna con una percentuale di
partecipazione non inferiore al 10 per cento, di optare per il regime
di  trasparenza  fiscale delle societa' di persone. La stessa opzione
potra'  eventualmente  essere  consentita  in  presenza  di  soci non
residenti  solo  nel  caso  in cui nei loro confronti non si applichi
alcun  prelievo  sugli  utili  distribuiti.  La societa' che esercita
l'opzione  garantisce  con  il proprio patrimonio l'adempimento degli
obblighi  tributari  da  parte  dei  soci;  previsione  di un'opzione
analoga  a  quella  di  cui  alla  presente lettera per le societa' a
responsabilita' limitata a ristretta base proprietaria esclusivamente
composta  da persone fisiche e rientranti nell'ambito di applicazione
degli  studi di settore; esclusione dell'opzione di cui alla presente
lettera  o,  se gia' esercitata, cessazione dei suoi effetti nel caso
di  detenzione  da parte della societa' a responsabilita' limitata di
partecipazione  in  societa'  con  i requisiti per l'esenzione di cui
alla  lettera  c);  equiparazione ai fini delle imposte dirette della
societa'  a  responsabilita'  limitata  che esercita l'opzione ad una
societa' di persone;
   i)    deducibilita'   delle   componenti   negative   di   reddito
forfetariamente  determinate,  quali  le rettifiche dell'attivo e gli
accantonamenti  a  fondi,  indipendentemente  dal  transito dal conto
economico  al  fine  di consentire il differimento d'imposta anche se
calcolate  in sede di destinazione dell'utile; nel caso di incapienza
dell'imponibile  della  societa' cui si riferiscono, previsione della
deducibilita'  delle  predette componenti negative di reddito in sede
di  destinazione  dell'utile  di  altra societa' inclusa nella stessa
tassazione  di  gruppo;  previsione  dei  necessari meccanismi per il
recupero delle imposte differite;
   l)  riformulazione della disciplina del credito per imposte pagate
all'estero  di  cui all'articolo 15 del testo unico delle imposte sui
redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917,  al  fine  di renderla coerente con i nuovi
istituti   introdotti  dalla  disciplina  recata  dalla  riforma,  in
particolare   prevedendone   il   calcolo  relativamente  a  ciascuna
controllata   estera   ed   a   ciascuna   stabile  organizzazione  o
alternativamente, solo per queste ultime, mantenendo il riferimento a
tutte  quelle  operanti nello stesso Paese; previsione del riporto in
avanti  ed  all'indietro  del  credito  per imposte pagate all'estero
inutilizzato per un periodo eventualmente differenziato non inferiore
a otto esercizi;
   m)   abolizione   dell'imposta   sostitutiva  di  cui  al  decreto
legislativo  8  ottobre  1997,  n. 358, e successive modificazioni, e
della  possibilita'  dallo  stesso  decreto  prevista  di ottenere il
riconoscimento  fiscale  dei  maggiori  valori  iscritti  per effetto
dell'imputazione   dei  disavanzi  da  annullamento  e  da  concambio
derivanti  da  operazioni  di  fusione  e  scissione;  mantenimento e
razionalizzazione   dei   regimi   di   neutralita'   fiscale   e  di
determinazione  del  reddito imponibile previsti dallo stesso decreto
legislativo  e  dal  decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 544, al
fine  di renderli coerenti alle logiche della disciplina recata dalla
riforma;
   n)  opzione  e  relativi  termini  e modalita' di esercizio per la
determinazione forfetaria dell'imposta relativa al reddito ovvero del
reddito    derivante    dall'utilizzazione    delle   navi   indicate
nell'articolo  8-bis,  primo  comma,  lettera  a),  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  26  ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni,  ed  eventualmente  anche  a  quello  derivante  dalle
attivita'  commerciali complementari od accessorie al fine di rendere
il  prelievo  equivalente  a quello di un'imposta sul tonnellaggio; a
tale scopo: 1) l'identificazione delle attivita' ammesse al regime di
determinazione  forfetaria avverra' con riferimento ai criteri di cui
alla comunicazione recante "Nuovi orientamenti comunitari sugli aiuti
di   Stato   al   trasporto   marittimo"  COM(96)81  approvata  dalla
Commissione europea in data 24 giugno 1997, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale  delle  Comunita' europee C. 205 del 5 luglio 1997, ed alle
modalita'  di  attuazione  degli  analoghi  regimi  negli altri Stati
membri  dell'Unione  europea;  2)  la tassa ovvero il reddito saranno
commisurati  in  cifra  fissa per ogni tonnellata di stazza netta con
l'individuazione  di  diverse  fasce  di  tonnellaggio  di  modo  che
l'importo  unitario  per  tonnellata  diminuisca  con l'aumentare del
tonnellaggio della nave con riferimento a quanto previsto negli altri
Stati membri dell'Unione europea; irrevocabilita' dell'opzione per un
periodo  almeno  quinquennale; alle cessioni di beni e servizi fra le
societa',  il  cui  reddito si determina in modo forfetario secondo i
criteri  predetti,  e  le  altre  imprese si applica, ricorrendone le
altre   condizioni,   la   disciplina  del  valore  normale  prevista
dall'articolo 76, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi,
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n.  917,  e successive modificazioni, anche se avvengono tra soggetti
residenti nel territorio dello Stato;
   o)  riformulazione  dell'articolo  127-bis  del  testo unico delle
imposte   sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917, e successive modificazioni,
concernente  l'imputazione  ai soci residenti del reddito prodotto da
societa'  estere  controllate  residenti  in  Paesi  a regime fiscale
privilegiato  al  fine  di  estenderne l'ambito di applicazione anche
alle  societa'  estere  collegate  residenti  negli  stessi Paesi. In
assenza  del  requisito  del  controllo  invece  della determinazione
dell'imponibile   secondo   le   norme   nazionali,   sara'  prevista
l'imputazione  del  maggiore  tra  l'utile  di  bilancio  prima delle
imposte  ed  un  utile  forfetariamente  determinato  sulla  base  di
coefficienti di rendimento differenziati per le categorie di beni che
compongono l'attivo patrimoniale;
   p) mantenimento della soglia di fatturato per l'applicazione degli
studi di settore;
   q) abrogazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 466, e successive modificazioni;
   r)  per  i costi e le spese aventi limitata deducibilita' fiscale,
previsione   di  criteri  di  effettiva  semplificazione,  anche  con
l'introduzione di meccanismi di forfetizzazione in rapporto ai ricavi
dichiarati,  e  coordinamento con i criteri di valorizzazione di tali
costi  ai  fini  di  altre  imposte,  senza  oneri  aggiuntivi per il
bilancio dello Stato;
   s)  introduzione  di  un  sistema  agevolativo  permanente, la cui
entita'   e'  stabilita  annualmente  sulla  base  del  finanziamento
disposto  in  legge  finanziaria,  teso  a  ridurre il carico fiscale
complessivo   gravante   sulle  societa'  che  sostengono  spese  per
l'innovazine tecnologica, la ricerca e la formazione.
   2.  Sull'imponibile  determinato  ai  sensi  del  comma  1 insiste
un'aliquota unica del 33 per cento.
          Note all'art. 4:
              -  Il testo vigente dell'art. 2359 del codice civile e'
          il seguente:
              "Art. 2359 (Societa' controllate e societa' collegate).
          - Sono considerate societa' controllate:
                1) le societa' in cui un'altra societa' dispone della
          maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;
                2)  le  societa'  in cui un'altra societa' dispone di
          voti  sufficienti  per  esercitare  un'influenza  dominante
          nell'assemblea ordinaria;
                3)  le societa' che sono sotto influenza dominante di
          un'altra   societa'   in   virtu'  di  particolari  vincoli
          contrattuali con essa.
              Ai  fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del primo
          comma  si  computano  anche  i  voti  spettanti  a societa'
          controllate,  a societa' fiduciarie e a persona interposta;
          non si computano i voti spettanti per conto di terzi.
              Sono  considerate  collegate  le  societa'  sulle quali
          un'altra    societa'    esercita   un'influenza   notevole.
          L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'
          essere  esercitato  almeno  un  quinto  dei  voti ovvero un
          decimo se la societa' ha azioni quotate in borsa.".
              -  Il  testo  vigente dell'art. 127-bis del testo unico
          delle  imposte  sui  redditi,  approvato  con  decreto  del
          Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' il
          seguente:
              "Art.  127-bis  (Disposizioni  in  materia  di  imprese
          estere  partecipate).  -  1.  Se  un  soggetto residente in
          Italia   detiene,   direttamente  o  indirettamente,  anche
          tramite  societa'  fiduciarie  o per interposta persona, il
          controllo  di una impresa, di una societa' o di altro ente,
          residente  o  localizzato  in  Stati o territori con regime
          fiscale  privilegiato,  i  redditi  conseguiti dal soggetto
          estero   partecipato   sono  imputati,  a  decorrere  dalla
          chiusura  dell'esercizio o periodo di gestione del soggetto
          estero  partecipato,  ai  soggetti residenti in proporzione
          alle  partecipazioni da essi detenute. Tali disposizioni si
          applicano  anche  per  le  partecipazioni  in  soggetti non
          residenti   relativamente  ai  redditi  derivanti  da  loro
          stabili  organizzazioni  assoggettati  ai  predetti  regimi
          fiscali privilegiati.
              2.  Le  disposizioni  del  comma  1  si  applicano alle
          persone  fisiche  residenti  e  ai  soggetti  di  cui  agli
          articoli 5 e 87, comma 1, lettere a), b) e c).
              3.   Ai   fini  della  determinazione  del  limite  del
          controllo  di  cui  al  comma 1, si applica l'art. 2359 del
          codice   civile,  in  materia  di  societa'  controllate  e
          societa' collegate.
              4.  Si  considerano  privilegiati  i  regimi fiscali di
          Stati  o  territori  individuati,  con decreti del Ministro
          delle  finanze  da  pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, in
          ragione del livello di tassazione sensibilmente inferiore a
          quello  applicato  in Italia, della mancanza di un adeguato
          scambio   di   informazioni   ovvero   di   altri   criteri
          equivalenti.
              5.  Le  disposizioni del comma 1 non si applicano se il
          soggetto  residente  dimostra  che la societa' o altro ente
          non  residente  svolga un'effettiva attivita' industriale o
          commerciale,  come  sua principale attivita', nello Stato o
          nel  territorio  nel quale ha sede; o dimostra altresi' che
          dalle  partecipazioni non consegue l'effetto di localizzare
          i  redditi  in  Stati  o territori in cui sono sottoposti a
          regimi  fiscali  privilegiati di cui al comma 4. Per i fini
          di cui al presente comma, il contribuente deve interpellare
          preventivamente  l'amministrazione  finanziaria,  ai  sensi
          dell'art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante lo
          statuto dei diritti del contribuente.
              6.  I  redditi  del soggetto non residente, imputati ai
          sensi  del comma 1, sono assoggettati a tassazione separata
          con  l'aliquota media applicata sul reddito complessivo del
          soggetto  residente  e,  comunque,  non inferiore al 27 per
          cento. I redditi sono determinati in base alle disposizioni
          del  titolo  I, capo VI, nonche' degli articoli 96, 96-bis,
          102,  103, 103-bis; non si applicano le disposizioni di cui
          agli  articoli 54,  comma  4,  e  67, comma 3. Dall'imposta
          cosi'  determinata  sono  ammesse  in  detrazione, ai sensi
          dell'art.   15,  le  imposte  pagate  all'estero  a  titolo
          definitivo.
              7.  Gli  utili  distribuiti,  in  qualsiasi  forma, dai
          soggetti  non  residenti  di  cui al comma 1 non concorrono
          alla  formazione  del  reddito  dei soggetti residenti fino
          all'ammontare  del  reddito  assoggettato  a tassazione, ai
          sensi   del   medesimo   comma   1,  anche  negli  esercizi
          precedenti.  Le  imposte pagate all'estero, sugli utili che
          non  concorrono  alla  formazione  del reddito ai sensi del
          primo   periodo   del   presente  comma,  sono  ammesse  in
          detrazione, ai sensi dell'art. 15, fino a concorrenza delle
          imposte  applicate  ai  sensi  del comma 6, diminuite degli
          importi ammessi in detrazione per effetto del terzo periodo
          del predetto comma.
              8.  Con  decreto del Ministro delle finanze, da emanare
          ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
          n.  400,  sono  stabilite  le  disposizioni  attuative  del
          presente articolo.".
              -  Il  testo vigente dell'art. 63 del testo unico delle
          imposte  sui  redditi, approvato con decreto del Presidente
          della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' il seguente:
              "Art.  63  (Interessi  passivi).  -  1.  Gli  interessi
          passivi  sono  deducibili  per  la  parte corrispondente al
          rapporto  tra l'ammontare dei ricavi e degli altri proventi
          che   concorrono   a   formare  il  reddito  e  l'ammontare
          complessivo di tutti i ricavi e proventi.
              2. Ai fini del rapporto di cui al comma 1:
                a) non  si  tiene conto delle sopravvenienze attive e
          degli   interessi   di   mora  accantonati  a  norma  degli
          articoli 55  e  71,  dei  proventi soggetti a ritenuta alla
          fonte  a  titolo  di imposta o ad imposta sostitutiva e dei
          saldi  di  rivalutazione  monetaria che per disposizione di
          legge speciale non concorrono a formare il reddito;
                b) i  ricavi  derivanti  da  cessioni  di titoli e di
          valute  estere  si computano per la sola parte che eccede i
          relativi costi e senza tenere conto delle rimanenze;
                c) le   plusvalenze   realizzate   si  computano  per
          l'ammontare  che a norma dell'art. 54 concorre a formare il
          reddito dell'esercizio;
                d) i  dividendi e gli interessi di provenienza estera
          si   computano   per   l'intero   ammontare  anche  se  per
          convenzione  internazionale o per disposizione di legge non
          concorrono in tutto o in parte a formare il reddito;
                e) i  proventi  immobiliari  di  cui  all'art.  57 si
          computano nella misura ivi stabilita;
                f) le  rimanenze  di  cui  agli  articoli 59  e 60 si
          computano    nei    limiti    degli    incrementi   formati
          nell'esercizio;
                g) i  proventi  dell'allevamento  di  animali, di cui
          all'art.  78,  si  computano  nell'ammontare ivi stabilito,
          salvo il disposto del comma 4 dello stesso articolo.
              3.  Se nell'esercizio sono stati conseguiti interessi o
          altri  proventi esenti da imposta derivanti da obbligazioni
          pubbliche  o private sottoscritte, acquistate o ricevute in
          usufrutto  o  pegno  a  decorrere dal 28 novembre 1984 o da
          cedole  acquistate  separatamente  dai  titoli  a decorrere
          dalla  stessa  data, gli interessi passivi non sono ammessi
          in  deduzione fino a concorrenza dell'ammontare complessivo
          degli  interessi  o  proventi esenti. Gli interessi passivi
          che  eccedono  tale  ammontare  sono deducibili a norma dei
          commi 1 e 2 ma senza tenere conto, ai fini del rapporto ivi
          previsto,  dell'ammontare degli interessi e proventi esenti
          corrispondente a quello degli interessi passivi non ammessi
          in deduzione.
              4.   Gli   interessi   passivi   non   computati  nella
          determinazione  del  reddito  a norma del presente articolo
          non  danno  diritto  alla deduzione dal reddito complessivo
          prevista alle lettere c) e d) del comma 1 dell'art. 10.".
              -  Il testo vigente dell'art. 2554 del codice civile e'
          il seguente:
              "Art.  2554 (Partecipazione agli utili e alle perdite).
          -  Le  disposizioni degli articoli 2551 e 2552 si applicano
          anche  al  contratto  di  cointeressenza  agli utili di una
          impresa senza partecipazione alle perdite [c.c. 2265], e al
          contratto   con  il  quale  un  contraente  attribuisce  la
          partecipazione agli utili e alle perdite della sua impresa,
          senza il corrispettivo di un determinato apporto.
              Per   le   partecipazioni   agli  utili  attribuite  ai
          prestatori  di lavoro resta salva la disposizione dell'art.
          2102.".
              -  Il testo vigente dell'art. 1 del decreto legislativo
          27 gennaio  1992,  n.  87  (Attuazione  della  direttiva n.
          86/635/CEE,   relativa   ai   conti  annuali  ed  ai  conti
          consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari,
          e  della direttiva n. 89/117/CEE, relativa agli obblighi in
          materia   di  pubblicita'  dei  documenti  contabili  delle
          succursali,   stabilite   in  uno  Stato  membro,  di  enti
          creditizi  ed istituti finanziari con sede sociale fuori di
          tale Stato membro) e' il seguente:
              "Art.  1  (Ambito d'applicazione). - 1. Le disposizioni
          del presente decreto si applicano:
                a) alle banche;
                b) alle  societa'  di  gestione  previste dalla legge
          23 marzo 1983, n. 77;
                c) alle  societa'  finanziarie  capogruppo dei gruppi
          bancari iscritti nell'albo;
                d) alle societa' previste dalla legge 2 gennaio 1991,
          n. 1;
                e) ai   soggetti  operanti  nel  settore  finanziario
          previsti  dal  titolo V  del  testo  unico  delle  leggi in
          materia  bancaria  e  creditizia emanato ai sensi dell'art.
          25,  comma 2, della legge 19 febbraio 1992, n. 142, nonche'
          alle   societa'   esercenti   altre  attivita'  finanziarie
          indicate  nell'art.  59,  comma 1, lettera b), dello stesso
          testo unico.
              2.  Il  Ministro del tesoro con riferimento ai soggetti
          previsti  nel  comma  1,  lettera e), stabilisce criteri di
          esclusione   dall'applicazione  del  presente  decreto  con
          particolare   riguardo   all'incidenza   dell'attivita'  di
          carattere finanziario su quella complessivamente svolta, ai
          soggetti  nei cui confronti l'attivita' e' esercitata, alla
          composizione    finanziaria    o   meno   del   portafoglio
          partecipativo,  all'esigenza  di evitare criteri e tecniche
          di  redazione disomogenei ai fini della predisposizione del
          bilancio consolidato.
              3.   Ai  fini  del  presente  decreto,  l'attivita'  di
          assunzione   di   partecipazioni   al  fine  di  successivi
          smobilizzi   e'   in   ogni   caso   considerata  attivita'
          finanziaria.
              4.  Per  l'applicazione del presente decreto i soggetti
          previsti  dal  comma  1  sono  definiti  enti  creditizi  e
          finanziari.
              5.  Per  le societa' disciplinate dalla legge 2 gennaio
          1991,  n.  1,  le  norme previste dal presente decreto sono
          attuate,  avuto  riguardo alla specialita' della disciplina
          della  legge  stessa,  con disposizioni emanate dalla Banca
          d'Italia sentita la Commissione nazionale per le societa' e
          la borsa (CONSOB).".
              -  Il  testo vigente dell'art. 15 del testo unico delle
          imposte  sui  redditi, approvato con decreto del Presidente
          della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' il seguente:
              "Art.  15  (Credito  di  imposta per i redditi prodotti
          all'estero).   -   1. Se   alla   formazione   del  reddito
          complessivo  concorrono  redditi  prodotti  all'estero,  le
          imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono
          ammesse   in   detrazione   dall'imposta  netta  fino  alla
          concorrenza  della quota di imposta italiana corrispondente
          al  rapporto tra i redditi prodotti all'estero e il reddito
          complessivo al lordo delle perdite di precedenti periodi di
          imposta ammesse in diminuzione.
              2.  Se concorrono redditi prodotti in piu' Stati esteri
          la detrazione si applica separatamente per ciascuno Stato.
              3.  La  detrazione  deve  essere  richiesta,  a pena di
          decadenza,  nella  dichiarazione  dei  redditi  relativa al
          periodo  di  imposta  in  cui  le imposte estere sono state
          pagate  a  titolo definitivo. Se l'imposta dovuta in Italia
          per  il  periodo  di imposta nel quale il reddito estero ha
          concorso  a  formare  la  base  imponibile  e'  stata  gia'
          liquidata,  si  procede  a nuova liquidazione tenendo conto
          anche dell'eventuale maggior reddito estero e la detrazione
          si  opera dall'imposta dovuta per il periodo di imposta cui
          si riferisce la dichiarazione nella quale e' stata chiesta.
          Se  e'  gia'  decorso  il  termine  per  l'accertamento  la
          detrazione  e'  limitata  alla  quota  dell'imposta  estera
          proporzionale all'ammontare del reddito prodotto all'estero
          acquisito a tassazione in Italia.
              4.   La   detrazione  non  spetta  in  caso  di  omessa
          presentazione  della  dichiarazione o di omessa indicazione
          dei   redditi   prodotti   all'estero  nella  dichiarazione
          presentata.
              5.  Per  le  imposte  pagate all'estero dalle societa',
          associazioni  e  imprese indicate nell'art. 5 la detrazione
          spetta  ai  singoli  soci,  associati  o partecipanti nella
          proporzione ivi stabilita.".
              -  Si  trascrive  la  rubrica  del  decreto legislativo
          8 ottobre 1997, n. 358: "Riordino delle imposte sui redditi
          applicabili  alle  operazioni di cessione e conferimento di
          aziende,  fusione, scissione e permuta di partecipazioni.".
          Pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  24 ottobre 1997, n.
          249.
              -  Si  trascrive  la  rubrica  del  decreto legislativo
          30 dicembre  1992,  n. 544: "Attuazione della direttiva del
          Consiglio  90/434/CEE  relativa al regime fiscale comune da
          applicare  alle  fusioni,  alle  scissioni, ai conferimenti
          d'attivo   ed  agli  altri  scambi  di  azioni  concernenti
          societa'   di  Stati  membri  diversi.".  Pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 13 gennaio 1993, n. 9.
              -  Il  testo  vigente  dell'art.  8-bis del decreto del
          Presidente   della   Repubblica  26 ottobre  1972,  n.  633
          (Istituzione   e   disciplina   dell'imposta   sul   valore
          aggiunto), e' il seguente:
              "Art.   8-bis   (Operazioni  assimilate  alle  cessioni
          all'esportazione).   -   Sono   assimilate   alle  cessioni
          all'esportazione, se non comprese nell'art. 8:
                a) le  cessioni  di  navi  destinate all'esercizio di
          attivita'  commerciali  o  della  pesca  o ad operazioni di
          salvataggio   o   di   assistenza   in  mare,  ovvero  alla
          demolizione, escluse le unita' da diporto di cui alla legge
          11 febbraio 1971, n. 50;
                b) le  cessioni  di  navi e di aeromobili, compresi i
          satelliti,  ad  organi  dello  Stato  ancorche'  dotati  di
          personalita' giuridica;
                c) le  cessioni  di aeromobili destinati a imprese di
          navigazione  aerea che effettuano prevalentemente trasporti
          internazionali;
                d) le cessioni di apparati motori e loro componenti e
          di  parti  di  ricambio  degli  stessi e delle navi e degli
          aeromobili  di  cui alle lettere precedenti, le cessioni di
          beni  destinati  a  loro  dotazione di bordo e le forniture
          destinate al loro rifornimento e vettovagliamento, comprese
          le  somministrazioni  di  alimenti  e di bevande a bordo ed
          escluso, per le navi adibite alla pesca costiera locale, il
          vettovagliamento;
                e) le  prestazioni  di  servizi,  compreso  l'uso  di
          bacini    di   carenaggio,   relativi   alla   costruzione,
          manutenzione,  riparazione,  modificazione, trasformazione,
          assiemaggio,   allestimento,   arredamento,   locazione   e
          noleggio   delle  navi  e  degli  aeromobili  di  cui  alle
          lettere a),   b)   e  c),  degli  apparati  motori  e  loro
          componenti e ricambi e delle dotazioni di bordo, nonche' le
          prestazioni di servizi relativi alla demolizione delle navi
          di cui alle lettere a) e b).
              Le  disposizioni dell'ultimo comma dell'art. 7 e quelle
          del  secondo  e  terzo  comma dell'art. 8 si applicano, con
          riferimento  all'ammontare  complessivo  dei  corrispettivi
          delle  operazioni  indicate nel precedente comma, anche per
          gli  acquisti  di beni, diversi dai fabbricati e dalle aree
          edificabili, e di servizi fatti dai soggetti che effettuano
          le  operazioni stesse nell'esercizio dell'attivita' propria
          dell'impresa.".
              -  Il  testo vigente dell'art. 76 del testo unico delle
          imposte  sui  redditi, approvato con decreto del Presidente
          della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' il seguente:
              "Art.  76 (Norme generali sulle valutazioni). - 1. Agli
          effetti delle norme del presente capo che fanno riferimento
          al costo dei beni senza disporre diversamente:
                a) il  costo  e'  assunto  al  lordo  delle  quote di
          ammortamento gia' dedotte;
                b) si comprendono nel costo anche gli oneri accessori
          di  diretta imputazione, esclusi gli interessi passivi e le
          spese   generali.   Tuttavia   per   i  beni  materiali  ed
          immateriali  strumentali  per  l'esercizio  dell'impresa si
          comprendono  nel  costo, fino al momento della loro entrata
          in  funzione  e  per la quota ragionevolmente imputabile ai
          beni  medesimi,  gli  interessi  passivi relativi alla loro
          fabbricazione,   interna   o   presso  terzi,  nonche'  gli
          interessi  passivi  sui  prestiti  contratti  per  la  loro
          acquisizione,  a condizione che siano imputati nel bilancio
          ad  incremento del costo stesso. Nel costo di fabbricazione
          si  possono aggiungere con gli stessi criteri anche i costi
          diversi  da quelli direttamente imputabili al prodotto; per
          gli  immobili  alla  cui  produzione e' diretta l'attivita'
          dell'impresa si comprendono nel costo gli interessi passivi
          sui   prestiti   contratti   per   la  loro  costruzione  o
          ristrutturazione;
                c) il  costo  dei  beni  rivalutati  non  si  intende
          comprensivo  delle  plusvalenze  iscritte  ad esclusione di
          quelle  che  per  disposizione  di  legge  non concorrono a
          formare il reddito;
                c-bis)   per   i   titoli   a   reddito   fisso,  che
          costituiscono  immobilizzazioni finanziarie e sono iscritti
          come  tali  in  bilancio, la differenza positiva o negativa
          tra  il costo d'acquisto e il valore di rimborso concorre a
          formare il reddito per la quota maturata nell'esercizio.
              2.  Per la determinazione del valore normale dei beni e
          dei  servizi  e,  con  riferimento  alla  data  in  cui  si
          considerano  conseguiti o sostenuti, per la valutazione dei
          corrispettivi,  proventi,  spese  e  oneri  in  natura o in
          valuta  estera,  si  applicano,  quando non e' diversamente
          disposto,   le   disposizioni   dell'art.   9;  tuttavia  i
          corrispettivi,  i  proventi, le spese e gli oneri in valuta
          estera,   percepiti  o  effettivamente  sostenuti  in  data
          precedente,  si  valutano  con  riferimento a tale data. La
          conversione  in  lire  dei  saldi  di  conto  delle stabili
          organizzazioni  all'estero  si  effettua  secondo il cambio
          alla  data  di  chiusura  dell'esercizio  e  le  differenze
          rispetto  ai  saldi  di conto dell'esercizio precedente non
          concorrono  alla  formazione  del  reddito. La valutazione,
          secondo il cambio alla data di chiusura dell'esercizio, dei
          crediti  e  dei  debiti  in  valuta  estera  risultanti  in
          bilancio,  anche  sotto  forma  di  obbligazioni  o  titoli
          similari,  e'  consentita se effettuata per la totalita' di
          essi.  Si  applica  la disposizione dell'ultimo periodo del
          comma  1 dell'art. 72, qualora i contratti di copertura non
          siano  valutati  in  modo  coerente.  Per  le  imprese  che
          intrattengono in modo sistematico rapporti in valuta estera
          e'  consentita  la tenuta della contabilita' plurimonetaria
          con  l'applicazione  del  cambio di fine esercizio ai saldi
          dei relativi conti.
              3.  I  proventi determinati a norma degli articoli 57 e
          78  e i componenti negativi di cui ai commi 1 e 7 dell'art.
          67,  agli  articoli 69  e  71 e ai commi 1 e 2 dell'art. 73
          sono  ragguagliati  alla durata dell'esercizio se questa e'
          inferiore o superiore a dodici mesi.
              4.  In  caso di mutamento totale o parziale dei criteri
          di   valutazione   adottati   nei  precedenti  esercizi  il
          contribuente  deve  darne  comunicazione  all'ufficio delle
          imposte  nella  dichiarazione  dei  redditi  o  in apposito
          allegato.
              5. I componenti del reddito derivanti da operazioni con
          societa'  non  residenti  nel  territorio  dello Stato, che
          direttamente  o  indirettamente,  controllano l'impresa, ne
          sono  controllate  o sono controllate dalla stessa societa'
          che  controlla  l'impresa  sono  valutati in base al valore
          normale  dei beni ceduti, dei servizi prestati e dei beni e
          servizi  ricevuti,  determinato  a norma del comma 2, se ne
          deriva  aumento  del  reddito;  la  stessa  disposizione si
          applica  anche se ne deriva una diminuzione del reddito, ma
          soltanto  in  esecuzione  degli  accordi  conclusi  con  le
          autorita'  competenti  degli  Stati  esteri a seguito delle
          speciali  "procedure amichevoli" previste dalle convenzioni
          internazionali contro le doppie imposizioni sui redditi. La
          presente  disposizione si applica anche per i beni ceduti e
          i servizi prestati da societa' non residenti nel territorio
          dello   Stato  per  conto  delle  quali  l'impresa  esplica
          attivita'  di  vendita  e  collocamento  di materie prime o
          merci o di fabbricazione o lavorazione di prodotti.
              6. La rettifica da parte dell'ufficio delle valutazioni
          fatte dal contribuente in un esercizio ha effetto anche per
          gli esercizi successivi. L'ufficio tiene conto direttamente
          delle  rettifiche operate e deve procedere a rettificare le
          valutazioni relative anche agli esercizi successivi.
              7.  Agli effetti delle norme del presente titolo che vi
          fanno  riferimento il cambio delle valute estere in ciascun
          mese e' accertato, su conforme parere dell'Ufficio italiano
          dei   cambi,   con   decreto  del  Ministro  delle  finanze
          pubblicato   nella   Gazzetta   Ufficiale   entro  il  mese
          successivo.
              7-bis.  Non  sono  ammessi  in deduzione le spese e gli
          altri   componenti   negativi   derivanti   da   operazioni
          intercorse  tra  imprese  residenti  ed imprese domiciliate
          fiscalmente   in   Stati   o   territori  non  appartenenti
          all'Unione  europea  aventi regimi fiscali privilegiati. Si
          considerano  privilegiati  i  regimi  fiscali  di  Stati  o
          territori  individuati,  con  decreto  del  Ministro  delle
          finanze  da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, in ragione
          del  livello di tassazione sensibilmente inferiore a quello
          applicato  in  Italia, ovvero della mancanza di un adeguato
          scambio   di   informazioni,   ovvero   di   altri  criteri
          equivalenti.
              7-ter.  Le  disposizioni  di  cui al comma 7-bis non si
          applicano  quando le imprese residenti in Italia forniscano
          la  prova  che  le  imprese estere svolgono prevalentemente
          un'attivita'   commerciale   effettiva,   ovvero   che   le
          operazioni  poste  in  essere  rispondono  ad  un effettivo
          interesse  economico  e  che le stesse hanno avuto concreta
          esecuzione.    L'Amministrazione,    prima   di   procedere
          all'emissione  dell'avviso  di  accertamento d'imposta o di
          maggiore   imposta,   deve  notificare  all'interessato  un
          apposito  avviso con il quale viene concessa al medesimo la
          possibilita'  di fornire, nel termine di novanta giorni, le
          prove predette. Ove l'Amministrazione non ritenga idonee le
          prove   addotte,   dovra'   darne   specifica   motivazione
          nell'avviso  di  accertamento.  La  deduzione delle spese e
          degli  altri  componenti  negativi di cui al comma 7-bis e'
          comunque   subordinata   alla  separata  indicazione  nella
          dichiarazione dei redditi dei relativi ammontari dedotti.
              7-quater. Le disposizioni di cui ai commi 7-bis e 7-ter
          non  si applicano per le operazioni intercorse con soggetti
          non  residenti  cui  risulti  applicabile  l'art.  127-bis,
          concernente  disposizioni  in  materia  di  imprese  estere
          partecipate.".
              -  Si  trascrive  la  rubrica  del  decreto legislativo
          18 dicembre 1997, n. 466: "Riordino delle imposte personali
          sul  reddito  al fine di favorire la capitalizzazione delle
          imprese,  a  norma  dell'art. 3, comma 162, lettere a), b),
          c),  d)  ed  f),  della  legge  23 dicembre 1996, n. 662.".
          Pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale 5 gennaio 1998, n. 3,
          S.O.