LEGGE 22 febbraio 2001, n. 36

Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

note: Entrata in vigore della legge: 22-3-2001 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/07/2020)
Testo in vigore dal: 28-9-2004
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9
                        Piani di risanamento

  1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui  all'articolo  4,  comma  2,  lettera  a),  la regione adotta, su
proposta  dei  soggetti  gestori  e  sentiti i comuni interessati, un
piano  di  risanamento  al  fine  di  adeguare,  in  modo graduale, e
comunque   entro  il  termine  di  ventiquattro  mesi,  gli  impianti
radioelettrici  gia' esistenti ai limiti di esposizione, ai valori di
attenzione  ed  agli obiettivi di qualita' stabiliti secondo le norme
della  presente legge. Trascorsi dodici mesi dalla data di entrata in
vigore  del  decreto  di  cui all'articolo 4, comma 2, lettera a), in
caso  di  inerzia o inadempienza dei gestori, il piano di risanamento
e'  adottato  dalle regioni, sentiti i comuni e gli enti interessati,
entro  i  successivi  tre  mesi.  Il  piano,  la cui realizzazione e'
controllata  dalle  regioni, puo' prevedere anche la delocalizzazione
degli   impianti   di   radiodiffusione   in   siti   conformi   alla
pianificazione  in  materia, e degli impianti di diversa tipologia in
siti  idonei.  Il  risanamento  e'  effettuato con onere a carico dei
titolari degli impianti.
  2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui  all'articolo 4, comma 4, i gestori degli elettrodotti presentano
una proposta di piano di risanamento, al fine di assicurare la tutela
della salute e dell'ambiente. I proprietari di porzioni della rete di
trasmissione   nazionale   o   coloro  che  comunque  ne  abbiano  la
disponibilita' sono tenuti a fornire tempestivamente al gestore della
rete  di trasmissione nazionale, entro sei mesi dalla data di entrata
in  vigore dei decreto di cui all'articolo 4, comma 2, lettera a), le
proposte  degli  interventi di risanamento delle linee di competenza,
nonche'  tutte le informazioni necessarie ai fini della presentazione
della  proposta  di  piano  di risanamento. Il piano deve prevedere i
progetti  che  si intendono attuare allo scopo di rispettare i limiti
di  esposizione  e i valori di attenzione, nonche' di raggiungere gli
obiettivi  di  qualita'  stabiliti dal decreto di cui all'articolo 4,
comma  2,  lettera a). Esso deve indicare il programma cronologico di
attuazione,  adeguandosi alle priorita' stabilite dal citato decreto,
considerando  comunque  come  prioritarie  le situazioni sottoposte a
piu' elevati livelli di inquinamento elettromagnetico, in prossimita'
di  destinazioni  residenziali, scolastiche, sanitarie, o comunque di
edifici  adibiti  a  permanenze  non  inferiori  a  quattro  ore, con
particolare  riferimento  alla  tutela  della  popolazione infantile.
Trascorsi  dodici  mesi dalla data di entrata in vigore del ((decreto
di  cui  all'articolo 4, comma 4)), in caso di inerzia o inadempienza
dei  gestori,  il  piano  di  risanamento di cui al primo periodo del
comma 3 e' proposto dalla regione entro i successivi tre mesi.
  3.  Per  gli  elettrodotti  con  tensione  superiore  a  150 kV, la
proposta   di   piano  di  risanamento  e'  presentata  al  Ministero
dell'ambiente.  Il  piano  e'  approvato,  con  eventuali  modifiche,
integrazioni  e  prescrizioni,  entro  sessanta  giorni, dal Ministro
dell'ambiente,   di  concerto  con  i  Ministri  dell'industria,  del
commercio  e  dell'artigianato  e  dei  lavori  pubblici,  sentiti il
Ministro  della sanita' e le regioni ed i comuni interessati. Per gli
elettrodotti  con  tensione  non  superiore  a 150 kV, la proposta di
piano  di  risanamento  e'  presentata  alla  regione, che approva il
piano,  con  eventuali  modifiche, integrazioni e prescrizioni, entro
sessanta  giorni, sentiti i comuni interessati. Trascorsi dodici mesi
dalla  data  di  entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 4,
comma  2,  lettera a), in caso di inerzia o inadempienza dei gestori,
il  piano  di  risanamento  per  gli  elettrodotti  con  tensione non
superiore  a  150 kV e' adottato dalla regione, nei termini di cui al
terzo periodo del presente comma.
  4.  Il  risanamento degli elettrodotti deve essere completato entro
dieci  anni  dalla  data  di  entrata in vigore della presente legge.
Entro  il  31 dicembre 2004 ed entro il 31 dicembre 2008, deve essere
comunque   completato  il  risanamento  degli  elettrodotti  che  non
risultano  conformi, rispettivamente, ai limiti di cui all'articolo 4
ed  alle  condizioni di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente
del  Consiglio dei ministri 23 aprile 1992, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  n.  104  del  6  maggio  1992, al fine dell'adeguamento ai
limiti  di  esposizione,  ai valori di attenzione e agli obiettivi di
qualita'  stabiliti  ai  sensi  dell'articolo 4, comma 2, lettera a),
della presente legge. Il risanamento e' effettuato con onere a carico
dei  proprietari  degli  elettrodotti,  come  definiti  ai  sensi del
decreto  legislativo  16 marzo 1999, n. 79. L'Autorita' per l'energia
elettrica  ed il gas, ai sensi dell'articolo 2, comma 12, della legge
14   novembre   1995,   n.  481,  determina,  entro  sessanta  giorni
dall'approvazione  del piano di risanamento, la valutazione dei costi
strettamente  connessi all'attuazione degli interventi di risanamento
nonche' i criteri, le modalita' e le condizioni per il loro eventuale
recupero.
  5.  Ai  fini  della  concessione  di  contributi  alle  regioni per
l'elaborazione dei piani di risanamento, la realizzazione dei catasti
regionali   e   l'esercizio   delle   attivita'  di  controllo  e  di
monitoraggio,  e'  autorizzata la spesa massima di lire 2.000 milioni
annue    a    decorrere    dall'anno   2001.   Le   somme   derivanti
dall'applicazione  delle  sanzioni previste dall'articolo 15, versate
all'entrata  del  bilancio dello Stato, sono riassegnate nella misura
del  100 per cento, con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio
e  della programmazione economica, ad apposite unita' previsionali di
base  dello  stato  di  previsione  del Ministero dell'ambiente; tali
somme  sono  destinate,  sulla  base  di  criteri  determinati  dalla
Conferenza unificata, alla concessione di contributi alle regioni, ad
integrazione  delle  risorse  ad  esse  assegnate  ai sensi del primo
periodo  del  presente  comma, ai fini dell'elaborazione dei piani di
risanamento,    della   realizzazione   dei   catasti   regionali   e
dell'esercizio delle attivita' di controllo e di monitoraggio.
  6.  Il mancato risanamento degli elettrodotti, delle stazioni e dei
sistemi  radioelettrici,  degli impianti per telefonia mobile e degli
impianti  per  radiodiffusione,  secondo  le  prescrizioni del piano,
dovuto ad inerzia o inadempienza dei proprietari degli elettrodotti o
di  coloro  che ne abbiano comunque la disponibilita', fermo restando
quanto  previsto dall'articolo 15, comporta il mancato riconoscimento
da  parte del gestore della rete di trasmissione nazionale del canone
di  utilizzo relativo alla linea non risanata e la disattivazione dei
suddetti impianti per un periodo fino a sei mesi, garantendo comunque
i  diritti  degli  utenti  all'erogazione  del  servizio  di pubblica
utilita'. La disattivazione e' disposta:
   a)  con  provvedimento del Ministro dell'ambiente, di concerto con
il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti
il  Ministro  della  sanita'  e del lavoro e della previdenza sociale
nonche'  le regioni interessate, per quanto riguarda gli elettrodotti
con tensione superiore a 150 kV;
   b)  con  provvedimento  del  presidente della giunta regionale per
quanto riguarda gli elettrodotti con tensione inferiore a 150 kV ed i
sistemi  radioelettrici,  con esclusione degli impianti per telefonia
mobile  e  per  radiodiffusione  e degli impianti per telefonia fissa
nonche'  delle  stazioni radioelettriche per trasmissione di dati, la
cui  disattivazione  e' disposta con provvedimento del Ministro delle
comunicazioni  che  assicura l'uniforme applicazione della disciplina
sul territorio nazionale.
  7.  Entro  centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente  legge,  su ciascuna struttura di cui alle lettere e), h) ed
l)  del  comma  1 dell'articolo 3 deve essere applicata una etichetta
informativa  ben  visibile, riportante la tensione prodotta, i valori
di  esposizione  rintracciabili nella documentazione autorizzativa, i
limiti  di  esposizione  ed  i  valori di attenzione prescritti dalle
leggi nazionali e regionali e le distanze di rispetto.