LEGGE 23 giugno 2000, n. 178

Istituzione del Centro nazionale di informazione e documentazione europea.

note: Entrata in vigore della legge: 18-7-2000 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 26/03/2002)
Testo in vigore dal: 10-4-2002
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga
                         la seguente legge:

                               Art. 1

  1.   Il  Governo  e'  autorizzato  a  stipulare  un'intesa  con  la
Commissione delle Comunita' europee per istituire il Centro nazionale
di  informazione  e documentazione europea, costituito nella forma di
Gruppo   europeo   di   interesse  economico  (GEIE),  ai  sensi  del
regolamento  (CEE)  n.  2137/85, del Consiglio, del 25 luglio 1985, e
del decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240.
  2.  Il  Centro  sara'  finanziato dalla Commissione delle Comunita'
europee  e dallo Stato italiano quali soci fondatori del GEIE e sara'
disciplinato  mediante  l'intesa  di  cui al comma 1, con la quale si
provvedera' in particolare:
a) a  prevedere  la  possibilita'  dell'ingresso, in qualita' di soci
   ordinari,  di  persone fisiche, persone giuridiche private ed enti
   pubblici;
b) a  stabilire  il  quadro  delle fonti di finanziamento in aggiunta
   alle quote dei soci fondatori;
c) a  definire  forme  congiunte  di  indirizzo  e  vigilanza,  ferme
   restando le competenze degli organismi di controllo previste dalle
   norme statali e comunitarie vigenti.
  3.  Il  Centro  opera  in  conformita'  alla  trasparenza  che deve
informare  le  attivita'  delle  istituzioni dell'Unione europea, con
l'obiettivo:
a) di  realizzare,  anche  attraverso  le  possibilita' offerte dalle
   nuove  tecnologie  della  comunicazione,  programmi sistematici di
   diffusione  dell'informazione  e documentazione europea destinati,
   sia   direttamente,   sia   attraverso  sportelli  decentrati,  ai
   cittadini e a determinate categorie di utenti;
b) di  formare  il  personale  per  la  diffusione  e  gestione della
   documentazione comunitaria;
c) di  coordinare  e  razionalizzare  le attivita' di documentazione,
   elaborazione  e  studio  gia'  esistenti  attraverso  una serie di
   convenzioni  con  altri centri di studio e documentazione con sede
   in Italia o negli altri Stati membri dell'Unione europea.
  4. In favore del Centro trovano applicazione le disposizioni di cui
all'art. 1 della legge 11 luglio 1986, n. 390.
  5. Le commissioni parlamentari competenti per gli affari comunitari
esprimono il parere sullo schema dell'intesa di cui al comma 1, sulle
successive  modificazioni della stessa, sull'ingresso, in qualita' di
soci  ordinari,  dei  soggetti di cui al comma 2, lettera a), e sulla
designazione  dei  componenti  degli  organi  direttivi del Centro da
parte  del Governo. Il Ministro per le politiche comunitarie presenta
annualmente  alle  predette  commissioni una relazione sull'attivita'
svolta, sul bilancio e sul programma di attivita' del Centro.
  5-bis. Al fine di facilitare un processo multiforme di integrazione
europea  e'  istituito  ((per l'anno 2000)) un fondo straordinario di
lire  500  milioni,  per  iniziative,  anche  visive  e  su  supporti
magnetici  ed  informatici,  di  informazione, comunicazione, studio,
ricerca,  documentazione  e  cultura,  compresa  quella  musicale. Le
iniziative,  che  possono  avvalersi dei cofinanziamenti previsti dai
programmi  comunitari  e, in particolare, dai programmi PHARE e TACIS
di cui ai regolamenti (CEE) n. 3906/89 del Consiglio, del 18 dicembre
1989  e  (CE)  n.  1279/96  del  Consiglio,  del  25  giugno  1996, e
successive  modificazioni,  debbono  avere  per  oggetto  o quadro di
riferimento  organismi  o  iniziative  europee cui partecipino, oltre
all'Italia,  almeno  altri tre Stati europei di cui almeno uno membro
dell'Unione  europea.  Esse sono promosse dal Centro, previo parere o
proposta  della delegazione parlamentare presso gli organismi europei
interessati.
  6.  All'onere  derivante  dalle  disposizioni  di  cui  al presente
articolo,  nel  limite  massimo  annuo di ((2.000 milioni di lire per
l'anno  2000 e di 1.500 milioni di lire a decorrere dall'anno 2001)),
si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione  dello stanziamento
iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale  2000-2002, nell'ambito
dell'unita'  previsionale  di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello  stato  di  previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della  programmazione  economica  per  l'anno  finanziario 2000, allo
scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
degli affari esteri.
  7.  Il  Ministro  del  tesoro,  del bilancio e della programmazione
economica  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le
occorrenti variazioni di bilancio.
  La  presente  legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
    Data a Roma, addi' 23 giugno 2000
                               CIAMPI
                              Amato,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri
                              Dini, Ministro degli affari esteri
                              Mattioli,  Ministro  per  le  politiche
                              comunitarie
Visto, il Guardasigilli: Fassino

                              LAVORI PREPARATORI
          Senato della Repubblica (atto n. 1280):
Presentato dal  Ministro  degli affari esteri (Dini), il 17 settembre
          1996.
Assegnato alla  3a  commissione (Affari esteri), in sede deliberante,
          il  27 settembre 1996 con pareri delle commissioni 1a, 5a e
          Giunta affari comunita' europee.
Esaminato dalla  3a  commissione il 16 settembre 1997; il 10, 11 e 25
          novembre 1998 e approvato il 19 gennaio 1999.
          Camera dei deputati (atto n. 5580):
Assegnato alla  XIV  commissione (Politiche dell'Unione europea ), in
          sede referente, il 25 febbraio con pareri delle commissioni
          I, III e V.
Esaminato dalla  XIV commissione il 14, 21 e 28 aprile 1999; il 5, 20
          e 26 maggio 1999.
Relazione scritta  annunciata  il  1o  giugno  1999 (atto n. 5580/A),
          relatore on. Ruberti.
Nuovamente assegnata  alla  XIV  commissione  in sede redigente, il 9
          novembre 1999 con parere delle commissioni I, III e V.
Esaminato dalla  XIV  commissione,  in  sede  redigente,  l'11  e  16
          novembre 1999; il 15 marzo 2000.
Presentazione  del  testo degli articoli annunciata il 15 marzo 2000,
          (atto n. 5580/Red), relatore on. Ruberti.
Esaminato in aula ed approvato con modificazioni il 5 aprile 2000.
          Senato della Repubblica (atto n. 1280/B):
Assegnato alla  3a  commissione (Affari esteri), in sede deliberante,
          il 12 aprile 2000, con parere della commissione V.
Esaminato dalla 3a commissione in sede deliberante il 9 maggio 2000.
Nuovamente assegnato  alla  3a  commissione,  in sede referente, il 9
          maggio 2000.
Esaminato dalla  3a  commissione, in sede referente, il 9 e 24 maggio
          2000.
Relazione scritta  annunciata  il  2  giugno  2000  (atto n. 1280/C),
          relatore sen. Tana De Zulueta.
              Esaminato in aula e approvato il 6 giugno 2000.