LEGGE 23 dicembre 1999, n. 488

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2000).

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-2000 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/07/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2001
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 30.
                   (Patto di stabilita' interno).

  1.  A  titolo  di  concorso agli obiettivi di stabilizzazione della
finanza  pubblica,  le regioni, le province autonome, le province e i
comuni  riducono  per l'anno 2000 il disavanzo definito dall'articolo
28,  comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in misura pari ad
almeno  un ulteriore 0,1 punti percentuali del prodotto interno lordo
(PIL)  previsto dal Documento di programmazione economico-finanziaria
e  suoi  aggiornamenti (( . . . )). Gli enti che non hanno raggiunto,
in tutto o in parte, l'obbiettivo fissato per l'anno 1999 sono tenuti
a recuperare il differenziale nell'anno 2000.
  2.  Il  secondo periodo del comma 1 dell'articolo 28 della legge 23
dicembre  1998,  n. 448, e' sostituito dai seguenti: "Il disavanzo e'
calcolato  quale  differenza  tra  le  entrate  finali effettivamente
riscosse  e  le  uscite  di parte corrente, al netto degli interessi,
effettivamente   pagate.  Tra  le  entrate  non  sono  considerati  i
trasferimenti,  sia  di  parte  corrente che in conto capitale, dallo
Stato,  dall'Unione  europea e dagli enti che partecipano al patto di
stabilita'  interno,  nonche'  quelle  derivanti  dai  proventi della
dismissione di beni immobiliari e finanziari. Tra le spese non devono
essere  considerate  quelle sostenute sulla base di trasferimenti con
vincolo di destinazione dallo Stato, dall'Unione europea e dagli enti
che  partecipano  al patto di stabilita' interno. Tra le entrate e le
spese,  inoltre,  non  devono  essere considerate quelle che per loro
natura   rivestono   il   carattere  dell'eccezionalita'.  Agli  enti
partecipanti  al  patto di stabilita' interno e' consentito calcolare
il  disavanzo  anche  per l'anno 1999 sulla base dei criteri indicati
nel  presente  comma.  Gli  stessi enti hanno facolta' di valutare la
propria  conformita'  al  patto  di stabilita' interno sulla base del
disavanzo  calcolato  con  le  nuove  regole  cumulativamente  per il
biennio   1999-2000;  in  tale  caso  la  riduzione  programmata  del
disavanzo,  o  l'aumento  dell'avanzo,  dovranno  essere computati in
corrispondenza ad un valore di riduzione del disavanzo aggregato pari
allo 0,2 per cento del PIL per il 1999".
  3.  Gli enti tenuti a fornire informazioni al Ministero del tesoro,
del  bilancio e della programmazione economica ai sensi dell'articolo
28,  comma  5,  della  legge  23 dicembre 1998, n. 448, sono tenuti a
trasmettere altresi' una relazione illustrativa delle misure adottate
o  che  si  intendono  adottare  per conseguire l'obiettivo di cui al
comma  1  e  dei  riflessi  delle  misure  stesse sulle previsioni di
competenza  del  bilancio.  La  relazione predisposta dalle regioni e
dalle province autonome deve fare particolare riferimento alle azioni
poste  in  essere per garantire il contributo degli enti del Servizio
sanitario nazionale al perseguimento dell'obiettivo.
  4.  Le giunte regionali e provinciali nonche' quelle dei comuni con
popolazione  superiore  a  15.000  abitanti  riferiscono  entro il 30
giugno  ai  rispettivi  consigli sul perseguimento dell'obiettivo del
comma  1,  proponendo,  ove  necessario,  le  opportune variazioni di
bilancio. Agli stessi fini previsti dal comma 3, presentano, inoltre,
una  relazione  al  consiglio  allegata al bilancio di assestamento e
rendono  conto  dei risultati acquisiti con una relazione allegata al
bilancio consuntivo.
  5.  Il  Ministero  del  tesoro, del bilancio e della programmazione
economica  riferisce trimestralmente alla Conferenza permanente per i
rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di  Bolzano,  alla  Conferenza  Stato-citta'  ed  autonomie locali e,
successivamente,  alle  competenti Commissioni Parlamentari in ordine
al rispetto degli obiettivi del patto di stabilita' interno.
  6.  ((Qualora  nell'anno  2000  l'obiettivo di cui al comma 1 venga
distintamente  raggiunto per il complesso delle regioni, il complesso
delle province e il complesso dei comuni, ai singoli enti e' concessa
a  partire dall'anno 2001 una riduzione)) minima di 50 punti base sul
tasso d'interesse nominale applicato sui mutui della Cassa depositi e
prestiti,  in  ammortamento al 31 dicembre 1998 ovvero concessi entro
il  31  dicembre  1997, con oneri a carico delle regioni e degli enti
locali,  e  il  cui  tasso di interesse risulti superiore al tasso di
interesse  nominale  praticato  dalla  Cassa  depositi e prestiti sui
mutui  decennali  a  tasso fisso alla data di entrata in vigore della
presente  legge.  La riduzione comunque non puo' eccedere per ciascun
mutuo  la  misura  necessaria  a  ricondurre  il tasso di interesse a
quello  di  cui  al periodo precedente, con esclusione dei contributi
regionali  di cui all'articolo 7 del decreto del Ministro del tesoro,
del  bilancio  e  della  programmazione  economica  7  gennaio  1998,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  18 del 23 gennaio 1998, e
precedenti norme di accesso al credito ordinario della Cassa depositi
e prestiti. Qualora l'obiettivo non venga complessivamente conseguito
la   riduzione   e'  concessa  esclusivamente  agli  enti  che  hanno
conseguito   l'obiettivo.   Agli   enti  che  nel  biennio  1999-2000
conseguano  una riduzione del disavanzo, computato con i criteri 1999
o  con  i  criteri  2000,  superiore  allo  0,3 per cento del PIL, la
riduzione  del  tasso  di interesse sugli stessi mutui e' aumentata a
100  punti  base. Le modalita' tecniche di computo del disavanzo sono
definite  con  decreto  del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione  economica  d'intesa  con  il  Ministro  dell'interno,
sentita  la  Conferenza  unificata  di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro il 30 aprile 2000.
  7.  Ai  fini  dell'applicazione  del comma 6 gli enti sono tenuti a
presentare   apposita   certificazione  firmata  rispettivamente  dai
presidenti  della  regione  e  della  provincia  o  dal sindaco e dal
responsabile  del  servizio  finanziario dell'ente. Tempi e modalita'
della  certificazione  sono  stabiliti  con  decreto del Ministro del
tesoro  del  bilancio  e della programmazione economica, sentito, per
quanto di competenza, il Ministro dell'interno.
  8.  All'articolo  28  della legge 23 dicembre 1998, n. 448, dopo il
comma 2, e' inserito il seguente:
    "2-bis.  Tra  le  specifiche  misure  da  adottare in relazione a
quanto  previsto  dal comma 2 gli enti, nella loro autonomia, possono
provvedere in particolare a:
      a)  ridurre  la  spesa  per  il  personale,  ai sensi di quanto
previsto dall'articolo 39, commi 19 e 20-bis, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni;
      b) limitare il ricorso ai contratti stipulati al di fuori della
dotazione   organica   ed   alle  consulenze  esterne,  laddove  tali
iniziative  siano  previste  dai  rispettivi ordinamenti, e procedere
alla   soppressione   degli   organismi   collegiali   non   ritenuti
indispensabili,  ai  sensi  dell'articolo 41, comma 1, della legge 27
dicembre 1997, n. 449;
      c)  sviluppare  le  iniziative  per  la stipula di contratti di
sponsorizzazione,  accordi  e  convenzioni  previsti dall'articolo 43
della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  allo scopo di realizzare
maggiori economie nella gestione;
      d)  ridurre  il  ricorso  all'affidamento  diretto  di  servizi
pubblici  locali  a  societa' controllate o ad aziende speciali ed al
rinnovo   delle   concessioni   di   tali  servizi  senza  il  previo
espletamento di un'apposita gara di evidenza pubblica;
      e) sviluppare iniziative per il ricorso, negli acquisti di beni
e  servizi, alla formula del contratto a risultato, di cui alla norma
UNI  10685, rispondente al Principio di efficienza ed economicita' di
cui  all'articolo  4, comma 3, lettera c), della legge 15 marzo 1997,
n. 59;
      f)  procedere  alla  liberalizzazione  del  mercato dei servizi
pubblici,  rimuovendo  gli  ostacoli  all'accesso  di  nuovi soggetti
privati  e  promuovendo  lo  sviluppo  dei  servizi  pubblici  locali
mediante   l'utilizzo   di  tecniche  di  finanziamento  con  ricorso
esclusivo a capitali privati;
      g) utilizzare a fini di reinvestimento le somme accantonate per
ammortamento  di  beni,  ai sensi delle disposizioni dell'articolo 9,
comma  1,  e  dell'articolo  117, comma 1, del decreto legislativo 25
febbraio  1995,  n.  77,  la  cui  obbligatoria  applicazione decorre
dall'esercizio  finanziario 2001, salva la facolta' degli enti locali
di  anticiparla  fin  dall'esercizio  2000;  restano  fermi  i valori
percentuali   relativi   alla   determinazione  degli  importi  degli
ammortamenti, di cui al citato articolo 117, comma 1".
  9.  I  trasferimenti  erariali per l'anno 2000 di ogni singolo ente
locale   sono   determinati   in   base   alle   disposizioni  recate
dall'articolo  31,  commi  11  e 12, della legge 23 dicembre 1998, n.
448,   ed   alle   successive  disposizioni  in  materia,  in  attesa
dell'entrata  in  funzione  delle  misure  di  riequilibrio di cui al
decreto  legislativo  30  giugno 1997, n. 244, la cui applicazione e'
rinviata  al  1  gennaio  2001,  o  del decreto legislativo che sara'
emanato  in  attuazione  della delega prevista dall'articolo 10 della
legge  13  maggio  1999,  n. 133. La distribuzione dell'incremento di
risorse  pari  al  tasso  di  inflazione  programmato per l'anno 2000
avviene  con  i  criteri e le finalita' di cui all'articolo 31, comma
11, della predetta legge n. 448 del 1998.
  10.  Relativamente  all'imposta  comunale sugli immobili dovuta per
l'anno  1993,  sono  fissati  al  31  dicembre  2000 i termini per la
notifica  degli avvisi di liquidazione sulla base delle dichiarazioni
e  degli avvisi di accertamento in rettifica o d'ufficio. Alla stessa
data sono fissati i termini per la notifica:
    a)  degli  avvisi di liquidazione sulla base delle dichiarazioni,
relativamente all'imposta comunale sugli immobili dovuta per gli anni
1994, 1995, 1996 e 1997;
    b)  degli  avvisi  di  accertamento  in  rettifica, relativamente
all'imposta  comunale sugli immobili dovuta per gli anni 1994, 1995 e
1996;
    c) degli avvisi di accertamento d'ufficio per l'anno 1994;
    d)  degli  atti  di  contestazione delle violazioni non collegate
all'ammontare dell'imposta, commesse negli anni dal 1993 al 1998.
  11.  All'articolo  5,  comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Il termine
per la proposizione del ricorso avverso la nuova determinazione della
rendita  catastale  dei  fabbricati  decorre  dalla  data  in  cui il
contribuente abbia avuto conoscenza piena del relativo avviso. A tale
fine,   gli   uffici   competenti   provvedono   alla   comunicazione
dell'avvenuto  classamento  delle  unita'  immobiliari  a  mezzo  del
servizio   postale  con  modalita'  idonee  a  garantire  l'effettiva
conoscenza  da  parte  del  contribuente,  garantendo altresi' che il
contenuto  della comunicazione non sia conosciuto da soggetti diversi
dal destinatario. Fino alla data dell'avvenuta comunicazione non sono
dovuti  sanzioni  e  interessi per effetto della nuova determinazione
della rendita catastale. Resta fermo quanto stabilito dall'articolo 3
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472".
  12.   ((Fino   all'anno   di   imposta  2000))  compreso,  ai  fini
dell'imposta  comunale  sugli  immobili  l'aliquota  ridotta  di  cui
all'articolo  4,  comma  1,  del decreto-legge 8 agosto 1996, n. 437,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 24 ottobre 1996, n. 556,
si  applica  soltanto agli immobili adibiti ad abitazione principale,
con  esclusione  di  quelli  qualificabili  come pertinenze, ai sensi
dell'articolo 817 del codice civile.
  13.  La disposizione di cui al comma 12 non ha effetto nei riguardi
dei  comuni  che  nel  periodo di cui al medesimo comma, abbiano gia'
applicato   l'aliquota   ridotta   anche   agli  immobili  adibiti  a
pertinenze.
  14. Per l'anno 2000, il termine previsto per deliberare le tariffe,
le  aliquote  d'imposta  per i tributi locali e per i servizi locali,
compresa  l'aliquota dell'addizionale prevista dall'articolo 1, comma
3,  del  decreto  legislativo  28  settembre  1998,  n.  360,  e  per
l'approvazione dei regolamenti e' stabilito contestualmente alla data
di  approvazione  del  bilancio.  Per  gli  anni successivi i termini
predetti  sono  fissati al 31 dicembre. I regolamenti approvati entro
il termine fissato per il bilancio di previsione dell'anno 2000 hanno
effetto dal 1 gennaio 2000.
  15.  Al  monitoraggio  del rispetto del patto di stabilita' interno
provvede il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica,  avvalendosi  anche  del personale di cui all'articolo 47,
comma  10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449; i contratti relativi
agli  esperti  estranei alle amministrazioni pubbliche possono essere
rinnovati sino all'anno 2003.
  16.  Per  la  realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza pubblica
previsti  dal  presente  articolo  nelle regioni a statuto speciale e
nelle  province  autonome  si  provvede  con  le  modalita' stabilite
dall'articolo  48,  comma 2, secondo periodo, della legge 27 dicembre
1997 n. 449.
  17.  All'articolo  11,  comma  10, della legge 27 dicembre 1997, n.
449,  dopo  le  parole: "20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998"
sono  aggiunte  le seguenti: "e fino ad un massimo del 50 per cento a
decorrere  dal  1  gennaio  2000  per le superfici superiori al metro
quadrato,  e  le  frazioni  di  esso  si  arrotondano  al mezzo metro
quadrato".
  18.  L'importo  massimo  della  spesa  per  il  Servizio  sanitario
nazionale ammonta, per l'anno 2000, a lire 117.129 miliardi.
  19.  Alla  riscossione dei ruoli non erariali sottoscritti entro il
30  giugno  2000 non si applicano le disposizioni di cui all'articolo
12, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602. I termini scadenti il 31 dicembre 1999, previsti per la
sottoscrizione  e  la consegna dei ruoli non erariali, sono prorogati
al  29  febbraio  2000 e, limitatamente alla tassa per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani, al 31 dicembre 2000.
  20.  E'  soppressa  l'indennita'  di  lire 2 per ogni chilometro di
percorso  per  i viaggi compiuti gratuitamente con mezzi di trasporto
forniti  dall'amministrazione, ai sensi del terzo comma dell'articolo
14 della legge 18 dicembre 1973, n. 836.