DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 ottobre 1996, n. 613

Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti pediatri di libera scelta.

note: Entrata in vigore del decreto: 20/12/1996
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Testo in vigore dal: 20-12-1996
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ACCORDO  COLLETTIVO  NAZIONALE  PER  LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I
MEDICI DI PEDIATRIA DI LIBERA SCELTA, AI SENSI DELL'ART. 4, COMMA  9,
DELLA  LEGGE  N.  412/1991  E  DELL'ART. 8 DEL DECRETO LEGISLATIVO N.
502/1992  COME  MODIFICATO  DAL  DECRETO  LEGISLATIVO  N.   517/1993,
SOTTOSCRITTO IL 18 APRILE 1996.
                      DICHIARAZIONE PRELIMINARE
   Il  riordino del Servizio Sanitario nazionale, avviato dai decreti
legislativi 30 dicembre 1992,  n.  502,  e  7  dicembre  93  n.  517,
comporta  una  riorganizzazione  del Servizio Sanitario Nazionale con
riflessi  anche  sull'area  della   pediatria   di   libera   scelta,
accentuando   il   ruolo   delle   Regioni,  delle  Aziende  e  delle
organizzazioni   sindacali   nelle   loro    diverse    articolazioni
territoriali,  stimola la crescita di una dinamica innovativa tesa al
miglioramento della qualita' dell'assistenza e allo sviluppo  di  una
cultura  e  di una prassi per un ricorso appropriato alle prestazioni
sanitarie.
   Il  pediatra  di  famiglia  e'  parte  integrante  ed   essenziale
dell'organizzazione  sanitaria  complessiva  e opera funzionalmente a
livello distrettuale per l'erogazione delle prestazioni  demandategli
dal   Piano  sanitario  nazionale,  come  livelli  di  assistenza  da
assicurare in modo uniforme a tutti i cittadini, in eta'  pediatrica,
dalla  programmazione regionale, dal presente accordo e dagli accordi
regionali da stipulare ai sensi dell'art. 8,  comma  1,  del  decreto
legislativo n. 502/92.
   La  sua valorizzazione e il suo responsabile impegno costituiscono
strumenti  fondamentali  da  utilizzare  per  la   realizzazione   di
obiettivi tesi a coniugare qualita' e compatibilita' economica.
   Il  presente  accordo regola, oltre che l'assistenza pediatrica in
un contesto di continuita' e globalita', anche  aspetti  relativi  al
coinvolgimento del pediatra nella organizzazione distrettuale ed alla
sua partecipazione nelle attivita' delle Aziende Sanitarie, anche per
il  perseguimento  dei progetti-obiettivo attraverso l'individuazione
di idonei livelli di rappresentativita' nei momenti  programmatori  e
gestionali  riguardanti l'area pediatrica al fine di pervenire ad una
piu' appropriata definizione dell'intervento sanitario, aperto  anche
alle  sollecitazioni  provenienti  da  settori  sempre  piu'  ampi di
popolazione  coinvolti  in  problematiche  emergenti,  nei  quali  la
sanita'  interagisce  con  altri settori di intervento della pubblica
amministrazione.
   E'  quindi  necessario  uno  strumento  che   abbia   una   doppia
caratterizzazione  nel  senso che da una parte garantisca certezza di
tutela  sanitaria,  dall'altra  sia  flessibile  ed  adattabile  alle
esigenze mutevoli della collettivita'.
   In  tale  contesto  e'  esaltato e sollecitato il ruolo innovativo
delle Regioni, cui vengono affidati, attraverso  la  possibilita'  di
promuovere  e  stipulare appositi accordi, ampi ed esclusivi spazi di
contrattazione in merito a:
- forme e modalita' di organizzazione  del  lavoro  e  di  erogazione
  delle  prestazioni,  quali  l'associazionismo medico, l'attivazione
  della pediatria di gruppo, processi  assistenziali  per  protocolli
  correlati  alle  patologie  sociali,  interventi  specifici  per la
  popolazione pediatrica da rendere nel contesto  familiare  o  nelle
  comunita',   assistenza   sanitaria   aggiuntiva   e   diversamente
  strutturata, anche in rapporto alla  attivazione  del  dipartimento
  materno-infantile.  A  queste possibilita' si aggiungono quelle per
  le procedure di verifica della  qualita'  dell'assistenza,  per  lo
  svolgimento   dell'attivita'   di   ricerca   epidemiologica,   per
  l'acquisizione di dati sanitari, per l'attivazione  di  un  sistema
  informativo  integrato  tra medici pediatri e presidi delle Aziende
  Sanitarie anche attraverso il collegamento tra studi  professionali
  e centri unificati di prenotazione;
-  definizione di ulteriori possibilita' per garantire la continuita'
assistenziale, anche mediante iniziative di  associazionismo  medico,
come indicato dai decreti legislativi n. 502/92 e n. 517/93, comunque
in un contesto collegato con lo specifico servizio, ove gia' presente
a livello territoriale.
  Gli  accordi  regionali potranno promuovere sperimentazioni diverse
da confrontare e misurare in termini di validita'  assistenziale,  in
un coerente rapporto tra costi e benefici. La inderogabile necessita'
di  salvaguardare  in ogni caso la continuita' assistenziale nelle 24
ore e' stata affrontata prevedendo una normativa  transitoria,  della
quale  le Regioni potranno avvalersi in attesa di realizzare le nuove
forme di organizzazione assistenziale o alla quale potranno attingere
per dare contenuto alle intese regionali;
- economicita' della spesa. Nell'ambito dei principi ispiratori della
piu'  recente  e  fondamentale  produzione   giuridica   in   materia
sanitaria,  a  partire  dal riordino del Servizio sanitario nazionale
una particolare attenzione e' dedicata alla previsione  di  modalita'
per  concordare  livelli di spesa programmati e per responsabilizzare
il medico al loro rispetto.
Gli accordi regionali inoltre potranno tendere alla razionalizzazione
ed al coordinamento degli interventi nell'area pediatrica e delineare
le  condizioni  per  disciplinarla  in  una  visione   funzionalmente
unitaria.
In  questo  momento  di  profondo cambiamento dell'assetto della area
pediatrica e di accentuazione del  ruolo  delle  Regioni  in  stretta
intesa   con  le  organizzazioni  sindacali  mediche,  l'esigenza  di
realizzare il monitoraggio delle iniziative e la loro valutazione, su
tutto il territorio nazionale, e' stata soddisfatta con la previsione
di un "Osservatorio nazionale" presso il Ministero della Sanita'  nel
quale  tutti  i  soggetti  coinvolti  possano  trovare  oltreche'  un
riferimento chiarificatore di problematiche applicative, che  saranno
certamente  presenti per la novita' di tanti istituti, anche una sede
ove possa svilupparsi il confronto tra i vari soggetti interessati  e
l'osservazione delle attivita'.
                              PREMESSA
1)      In   base   alla   Convenzione   internazionale  sui  Diritti
    dell'Infanzia, recepita dal  Parlamento  con  la  legge  176  del
    27.05.91,  lo  Stato riconosce l'infanzia come un bene sociale da
    salvaguardare e sul quale investire e riconferma  che  la  tutela
    sanitaria   dell'infanzia   e   dell'adolescenza  e'  un  diritto
    fondamentale  ed  e'  uno  degli  Obiettivi  specifici   proposti
    dell'O.M.S.
2)     Nell'ambito  della  tutela  costituzionale  della  salute  del
    cittadino intesa  quale  fondamentale  diritto  dell'individuo  e
    interesse  della  collettivita',  il  S.S.N.  demanda  al  medico
    convenzionato  per  la  pediatria  di  famiglia  i   compiti   di
    prevenzione   individuale,   diagnosi,  cura,  riabilitazione  ed
    educazione  sanitaria,   intesi   come   un   insieme   unitario,
    qualificante l'atto professionale.
3)   La tutela sanitaria dell'infanzia si attua all'interno dell'Area
    Pediatrica, definita come complesso di spazi e  servizi  adattati
    alle  esigenze psico-affettive del bambino e della sua famiglia e
    come complesso di prestazioni  fornite  da  operatori,  medici  e
    diplomati,  specificatamente  formati  e preparati per soddisfare
    bisogni sanitari specifici.
4)  In conseguenza dei punti precedenti,  al  medico  iscritto  negli
    elenchi  della  pediatria  di  famiglia  -  che  e' parte attiva,
    qualificante e integrata del S.S.N., nel rispetto  del  principio
    della  libera scelta e del rapporto di fiducia - sono affidati in
    una visione promozionale nei confronti della salute, compiti di:
    a) Assistenza primaria,  anche  nell'ambito  familiare,  mediante
       l'impostazione di programmi per un equilibrato sviluppo psico-
       fisico   del   bambino   assicurando  interventi  diagnostici,
       terapeutici ed eventualmente riabilitativi.
    b)  Assistenza  programmata  a  domicilio,  o  presso   strutture
       territoriali   ivi   comprese  le  collettivita'  al  fine  di
       affrontare i  problemi  sanitari  di  bambini  disabili  e  di
       pazienti  dimessi  dagli  ambienti  di ricovero, coordinandone
       l'assistenza domiciliare;
    c) Continuita' assistenziale,  onde  garantire  il  completamento
       della  assistenza  primaria  da  gestire  con  medici  adibiti
       espressamente alla funzione ovvero in associazione  con  altri
       medici   convenzionati,   nonche'   con   gli   altri  servizi
       territoriali ed ospedalieri.
    d) Educazione sanitaria e assistenza preventiva individuale,  che
       hanno  come  obiettivi  il  controllo  della crescita mediante
       periodici  bilanci  di   salute,   la   diagnosi   precoce   e
       l'identificazione  dei  fattori  di  rischio  modificabili che
       permettono  l'attuazione  della  prevenzione  secondaria.   Al
       medico  pediatra,  possono  essere  affidati  anche compiti di
       profilassi  primaria  individuale  da  espletare  nel  proprio
       ambulatorio   ovvero,   secondo  orari  predeterminati,  anche
       nell'ambito dei servizi e presidi direttamente  gestiti  dalla
       Azienda, come previsto all'art. 47;
    e) Ricerca, sia in campo clinico che epidemiologico, e didattica,
       sia  nei  confronti  del personale che dei colleghi in fase di
       formazione;
5)   Il pediatra di famiglia partecipa  alle  procedure  di  verifica
    della  qualita'  delle  prestazioni,  alla  individuazione  e  al
    perseguimento degli obiettivi del distretto e  alla  elaborazione
    di  linee  guida  volte  anche  all'ottimizzazione dell'uso delle
    risorse.
6)  Le parti individuano, secondo la "Carta dei servizi sanitari", in
    sede regionale modalita' aziendali di raccordo con i  servizi  di
    pubbliche  relazioni  delle  Aziende,  allo  scopo  di migliorare
    l'accessibilita' ai servizi sanitari e i rapporti con i cittadini
    utenti e le loro organizzazioni.
                               ART. 1
                        CAMPO DI APPLICAZIONE
1)   I medici specialisti in pediatria, iscritti negli elenchi di cui
    all'art.  20  del  presente  accordo,   sono   parte   attiva   e
    qualificante  del  Servizio  Sanitario  Nazionale  per il settore
    preposto alla tutela dell'infanzia e dell'eta' evolutiva da  0  a
    14  anni, nei suoi momenti di prevenzione, cura, riabilitazione e
    raggiungimento di uno stato di  maturita'  psico-fisica,  in  una
    visione globale di servizio per il cittadino nel quadro dei piani
    sanitari nazionali e regionali.
2)    La presente convenzione nazionale regola, ai sensi dell'art. 8,
    comma  1,  del  decreto  legislativo  30.12.92,  n.   502,   come
    modificato  dal  decreto legislativo 7.12.93, n. 517, il rapporto
    di lavoro autonomo, continuativo e coordinato,  che  si  instaura
    fra   le   Unita'   sanitarie  locali  quali  Aziende  dotate  di
    personalita' giuridica pubblica e di seguito nominate Aziende, ed
    i   medici   pediatri   per   l'erogazione   in   forma   diretta
    dell'assistenza  specialistica  pediatrica  ai  minori  di cui al
    comma precedente mediante:
    a) assistenza primaria di pediatria;
    b) continuita' assistenziale;
    c) attivita' programmata per i servizi territoriali; in un quadro
       normativo  di  coinvolgimento  complessivo  del  pediatra   di
       fiducia per la tutela della salute degli assistiti affidatigli
       mediante la scelta.
3)    La  presente  convenzione  individua,  inoltre,  gli  ambiti di
    contrattazione rimessi alla trattativa regionale.
                               NOTE ALL'ACCORDO
          Note alla dichiarazione preliminare:
             - Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, reca:
          "Riordino della disciplina in materia  sanitaria,  a  norma
          dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421".
             -  Il decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, reca:
          "Modificazioni al decreto legislativo 30 dicembre 1992,  n.
          502,  recante  il  riordino  della  disciplina  in  materia
          sanitaria, a norma dell'art.  1  della  legge  23  dicembre
          1992, n. 421".
             -  Per il comma 1 dell'art. 8 del decreto legislativo n.
          402/1992 vedi note al dispositivo del decreto.
          Nota alla premessa:
             - La legge n. 176 del 27 maggio 1991  reca  "Convenzione
          nazionale sui diritti dell'infanzia".