LEGGE 8 agosto 1996, n. 431

Interventi urgenti per l'edilizia scolastica.

note: Entrata in vigore della legge: 7/9/1997
Testo in vigore dal: 7-9-1996
attiva riferimenti normativi
                               Art. 2.
                    Accelerazione delle procedure
        per la realizzazione di opere di edilizia scolastica
 1.  I  sindaci,  i  presidenti delle amministrazioni provinciali e i
commissari  ad  acta  eventualmente nominati ai sensi dell'articolo 1
della  legge  23  dicembre  1991,  n.  430,  e  dell'articolo  5  del
decreto-legge  5 ottobre 1993, n. 398, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  4  dicembre  1993,  n.  493,  al  fine di accelerare la
progettazione   e  la  realizzazione  degli  interventi  di  edilizia
scolastica,   convocano  apposite  conferenze  di  servizi  ai  sensi
dell'articolo  14,  commi 1 e 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive  modificazioni.  Qualora nella conferenza non si raggiunga
l'unanimita',  ove  prescritta,  anche  in  conseguenza della mancata
comunicazione, da parte delle amministrazioni regolarmente convocate,
delle   proprie   valutazioni   entro   il   termine   fissato  nella
convocazione,  le relative determinazioni sono assunte dal presidente
della  regione,  previa  deliberazione  del  consiglio  regionale, su
proposta  del sindaco, del presidente dell'amministrazioneprovinciale
o  del  commissario  ad  acta,  anche agli effetti di cui al medesimo
articolo 14, comma 2-bis.
 2. I commissari ad acta possono altresi':
    a)  convocare  e  presiedere le conferenze di servizi finalizzate
all'espletamento    dei   compiti   loro   assegnati,   ivi   incluso
l'affidamento delle progettazioni;
    b)   espletare  procedure  concorsuali  per  l'affidamento  degli
incarichi  di  progettazione  per  opere  che  comportino  una  spesa
superiore   a   500  milioni  di  lire,  in  conformita'  alle  norme
comunitarie, anche a valere sull'importo del mutuo concesso.
  3.  L'approvazione  dei progetti di massima ed esecutivi equivale a
dichiarazione  di  pubblica utilita' e di urgenza ed indifferibilita'
delle opere, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1 della legge 3
gennaio 1978, n. 1, e successive modificazioni.
  4.  La  Cassa depositi e prestiti e' autorizzata a concedere mutui,
per  un  importo  non  superiore  a  200 miliardi di lire, a comuni e
province  per  interventi  di edilizia scolastica da realizzare nelle
aree  depresse  del  territorio  nazionale, di cui all'obiettivo n. 1
richiamato  nell'allegato  I  al  regolamento  (CEE)  n.  2081/93 del
Consiglio  del  20  luglio  1993,  con  requisiti  di necessita' e di
urgenza,   di   celere  esecuzione  o  di  completamento  funzionale,
individuati  con  apposito  programma  predisposto dal Ministro della
pubblica  istruzione, sentite le regioni interessate, e approvato dal
Comitato  interministeriale per la programmazione economica. I pareri
delle  regioni  sono  espressi  entro  venti  giorni dalla richiesta;
decorso   inutilmente   tale  termine  si  intendono  resi  in  senso
favorevole.  Gli  oneri  di  ammortamento dei mutui vengono assunti a
carico  del  bilancio  dello  Stato, mediante parziale utilizzo delle
risorse  di  cui all'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 23 giugno
1995,  n.  244,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 agosto
1995,  n.  341. In caso di mancato affidamento dei lavori nel termine
di  centoventi  giorni  dalla  data  della  concessione del mutuo, ai
relativi  adempimenti  provvede un commissario ad acta nominato dalla
regione;  ove  questa  non  provveda nel termine di trenta giorni, il
commissario ad acta e' nominato dal commissario di Governo.
  5.  I finanziamenti disposti ai sensi della legge 23 dicembre 1991,
n.  430,  possono  essere  revocati  con  decreto  del Ministro della
pubblica  istruzione  sentita  la  regione competente, che formula il
proprio  motivato parere entro dieci giorni dalla richiesta, qualora,
nel  termine  perentorio  del  31  dicembre  1995,  gli  enti  locali
beneficiari  dei  finanziamenti  medesimi  non  abbiano  attivato  le
formali  procedure  di richiesta dei rispettivi mutui presso la Cassa
depositi  e  prestiti. Le risorse che si siano rese cosi' disponibili
sono riassegnate, con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
su  proposta  della competente regione, per l'attivazione di opere di
edilizia  scolastica  caratterizzate  da  necessita'  ed  urgenza, di
celere esecuzione o di completamento funzionale, da realizzarsi nella
medesima  regione.  In  mancanza  di  proposta  da  formularsi  entro
apposito  termine  indicato  nel decreto di revoca, le stesse risorse
possono  essere  riassegnate a regione diversa, sentita la Conferenza
permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano.
  6. Fermo restando quanto previsto nel comma 5 del presente articolo
e  nell'articolo  4  della  legge  8 agosto 1994, n. 496, puo' essere
autorizzata,  nel  termine  del  31  dicembre  1996,  con le medesime
procedure  e  modalita'  previste  dalla  legge  di  riferimento, una
diversa   destinazione   dei   mutui   di  cui  all'articolo  11  del
decreto-legge  1  luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  9  agosto 1986, n. 488, o all'articolo 1 della legge 23
dicembre  1991,  n.  430.  Nello stesso termine le competenti regioni
possono,  con  provvedimento motivato, proporre che un finanziamento,
gia'  concesso  per  la  realizzazione di un'opera con mutuo a carico
dello  Stato,  venga  destinato  al  compimento  parziale  dell'opera
stessa, purche' funzionalmente idonea.
  7.  Il termine di cui all'articolo 3, comma 7, della legge 8 agosto
1994,  n.  496,  relativo  ai  mutui  concessi  e  non utilizzati, e'
differito   al   31  gennaio  1995,  ai  fini  dell'attuazione  degli
interventi indicati nei commi 5 e 6 del medesimo articolo 3.
          Note all'art. 2:
             - L'art. 1 della legge 23  dicembre  1991,  n.  430,  e'
          cosi' formulato:
             "Art.   1   (Finanziamento   per   opere   di   edilizia
          scolastica). - 1. In attesa di  un'organica  disciplina  da
          definire  con  una  legge-quadro, per interventi urgenti di
          opere  di  edilizia  scolastica  si  provvede  secondo   le
          disposizioni del presente articolo.
             2. La Cassa depositi e prestiti, secondo quanto disposto
          dall'articolo  14 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151,
          come sostituito dalla legge di conversione 12 luglio  1991,
          n.  202,  e'  autorizzata  a  concedere mutui ventennali ai
          comuni,  alle  province  ed  alle  istituzioni  scolastiche
          dotate  di  personalita'  giuridica, che siano proprietarie
          degli  immobili  in  cui  hanno  sede,  per  un   ammontare
          complessivo  di lire 1.500 miliardi per le finalita' di cui
          al comma 4. L'onere di ammortamento dei mutui e'  a  carico
          dello Stato.
             3.  Le  quote  dei  finanziamenti di cui all'art. 11 del
          decreto-legge  1  luglio  1986,  n.  318,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge  9 agosto 1986, n. 488, ancora
          disponibili alla data di entrata in vigore  della  presente
          legge,  possono  essere concesse, fino al 31 dicembre 1992,
          in applicazione dei criteri definiti al  comma  7.  Con  le
          stesse  procedure  e  modalita'  puo'  essere  autorizzata,
          nell'ambito dei mutui concessi,  una  diversa  destinazione
          dei fondi.
             4.  Il finanziamento per l'edilizia scolastica di cui al
          comma 2 e' finalizzato:
               a) per non meno di due terzi del suo  ammontare,  alla
          realizzazione  delle  opere  occorrenti  per  l'adeguamento
          degli edifici scolastici alle norme di sicurezza, igiene ed
          agibilita', necessarie e indilazionabili in relazione  alla
          situazione  di  pericolosita'  derivante  dallo stato degli
          edifici stessi;
               b) per la parte residua, al completamento di opere  di
          edilizia scolastica e alla riconversione di edifici edibiti
          a   tipi   di   scuole   diverse,  sentito  il  parere  del
          provveditore.
             5. La ripartizione dei finanziamenti per gli  interventi
          di  cui  al  comma 4 si attua con le modalita' previste nei
          commi da 6 a 14.
             6. Le regioni, entro trenta giorni dalla data di entrata
          in vigore della presente  legge,  trasmettono  al  Ministro
          della  pubblica istruzione analitiche richieste relative al
          fabbisogno finanziario per la realizzazione degli inteventi
          di cui al comma 4, ivi compresi quelli inerenti ad immobili
          destinati ad  uso  dei  licei  artistici,  conservatori  di
          musica ed accademie di belle arti statali.
             7.  Il  Ministro  della  pubblica istruzione, sentita la
          Conferenza permanente per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le
          regioni  e le province autonome, con proprio decreto, sulla
          base delle richieste di  cui  al  comma  6,  provvede,  nei
          successivi  trenta  giorni,  a  ripartire  tra le regioni i
          relativi finanziamenti, ferma restando la  riserva  del  40
          per cento a favore di quelle meridionali ai sensi del primo
          comma  dell'art.  107 del testo unico approvato con decreto
          del Presidente della Repubblica 6 marzo  1978,  n.  218,  e
          successive modificazioni.
             8.  Le  regioni,  entro  trenta  giorni  dalla  data  di
          pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale  del  decreto  del
          Ministro,   formulano,  nei  limiti  delle  somme  ad  esse
          assegnate, il piano  di  finanziamento,  con  l'indicazione
          degli enti locali destinatari dei mutui e la determinazione
          delle  opere  da  realizzare  con  le  rispettive  quote di
          finanziamento, accompagnato  dalle  eventuali  osservazioni
          degli   enti   locali   interessati  e  dei  sovrintendenti
          scolastici.
             9. Decorsi trenta giorni dalla  trasmissione  dei  piani
          regionali,  in  assenza  di  osservazioni del Ministro, gli
          enti interessati inoltrano immediatamente la  richiesta  di
          finanziamento  del  progetto esecutivo approvato alla Cassa
          depositi e prestiti,  che  provvede  alla  concessione  dei
          mutui.
             10.  Gli  enti  locali devono provvedere all'affidamento
          delle opere entro sessanta giorni dalla comunicazione della
          concessione del mutuo.
             11. Decorso inutilmente il termine di cui  al  comma  6,
          nei  successivi  trenta  giorni il commissario del Governo,
          sentiti il sovrintendente scolastico regionale e  gli  enti
          locali interessati, provvede a formulare e a trasmettere al
          Ministro della pubblica istruzione le richieste relative al
          fabbisogno  finanziario.  Analogamente, decorso inutilmente
          il termine di cui al comma 8,  relativamente  al  piano  di
          finanziamento  provvede,  nei  trenta giorni successivi, il
          commissario del Governo.
             12. Decorsi inutilmente i termini di cui ai  commi  9  e
          10,   rispettivamente  per  l'inoltro  della  richiesta  di
          finanziamento e per l'affidamento delle opere, ai  relativi
          adempimenti  provvede un commissario ad acta nominato dalla
          regione; ove la regione non provveda nel termine di  trenta
          giorni,  il commissario ad acta e' nominato dal commissario
          del Governo.
             13. Per gli interventi di cui al  comma  4  inerenti  ad
          immobili destinati ad uso dei licei artistici, conservatori
          di  musica  ed  accademie  di  belle arti statali, la Cassa
          depositi e prestiti e' autorizzata a concedere i  mutui  di
          cui al comma 2 alle province che ne facciano richiesta.
             14.  Il 5 per cento dell'ammontare complessivo di cui al
          comma 2 e' destinato agli interventi  di  cui  al  comma  4
          inerenti   ad  immobili  di  proprieta'  delle  istituzioni
          scolastiche dotate di personalita'  giuridica.  I  relativi
          piani  di  finanziamento  sono formulati dai sovrintendenti
          scolastici regionali. Alle richieste  di  finanziamento  ed
          all'affidamento  delle  opere  provvedono  direttamente  le
          stesse istituzioni scolastiche.
             15.  Per  l'applicazione  del   presente   articolo   e'
          autorizzata la spesa di lire 200 miliardi per l'anno 1993 e
          di  lire  165  miliardi  annui  a decorrere dall'anno 1994.
          All'onere di lire 200 miliardi per l'anno 1993 si  provvede
          mediante   corrispondente   riduzione   dello  stanziamento
          iscritto, ai fini  del  bilancio  triennale  1991-1993,  al
          capitolo  9001  dello stato di previsione del Ministero del
          tesoro per l'anno 1991, all'uopo  parzialmente  utilizzando
          la  proiezione  per  il  medesimo  anno dell'accantonamento
          'Concorso statale per mutui contratti dalle  province,  dai
          comuni   e   dalle   comunita'  montane  per  finalita'  di
          investimento di  preminente  interesse  (rate  ammortamento
          mutui)'".
             -  L'art.  5  del  decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 698,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993,
          n. 493, e' cosi' formulato:
             "Art.  5  (Finanziamento   delle   opere   di   edilizia
          scolastica). - 1.  Il termine del 31 dicembre 1992 previsto
          dall'art. 1, comma 3, della legge 23 dicembre 1991, n. 430,
          e' differito al 31 dicembre 1994.
             2.  Qualora  l'ente locale non provveda entro il termine
          di cui all'art. 11, comma 10, del  decreto-legge  1  luglio
          1986,  n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
          agosto 1986, n. 488, alla richiesta di mutuo,  ovvero  alla
          presentazione  della  documentazione relativa alla predetta
          richiesta entro il termine stabilito dalla Cassa depositi e
          prestiti nell'atto di adesione  al  finanziamento,  ovveero
          all'affidamento  delle  opere  entro  novanta  giorni dalla
          comunicazione  della  concessione  di  mutuo,  ai  relativi
          adempimenti  provvede un commissario ad acta nominato dalla
          regione; ove la regione non provveda nel termine di  trenta
          giorni,  il commissario ad acta e' nominato dal commissario
          del Governo.
             2-bis. Nel termine di cui al comma 1 le regioni possono,
          con provvedimento motivato, proporre che un  finanziamento,
          gia'  concesso per la realizzazione di un'opera di edilizia
          scolastica con mutuo a carico dello Stato, venga  destinato
          al   compimento   parziale   dell'opera   stessa,   purche'
          funzionalmente idonea".
             - L'art. 14  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
          successive modificazioni, e' cosi' formulato:
             "Art.  14.  -  Qualora sia opportuno effettuare un esame
          contestuale di vari  interessi  pubblici  coinvolti  in  un
          procedimento  amministrativo,  l'amministrazione procedente
          indi'ce di regola una conferenza di servizi.
             2. La conferenza stessa puo' essere indetta anche quando
          l'amministrazione  procedente   debba   acquisire   intese,
          concerti,  nullaosta o assensi comunque denominati di altre
          amministrazioni pubbliche. In tal caso,  le  determinazioni
          concordate  nella  conferenza  sostituiscono  a  tutti  gli
          effetti i concerti, le intese, i nullaosta  e  gli  assensi
          richiesti.
             2-bis.    Qualora    nella   conferenza   sia   prevista
          l'unanimita' per la decisione e questa non venga raggiunta,
          le  relative  determinazioni  possono  essere  assunte  dal
          Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione
          del  Consiglio  dei  Ministri. Tali determinazioni hanno il
          medesimo effetto giuridico dell'approvazione all'unanimita'
          in sede di conferenza di servizi.
             3. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione
          la quale, regolarmente  convocata,  non  abbia  partecipato
          alla    conferenza   o   vi   abbia   partecipato   tramite
          rappresentanti  privi   della   competenza   ad   esprimere
          definitivamente  la  volonta', salvo che essa non comunichi
          all'amministrazione procedente il proprio motivato dissenso
          entro venti giorni dalla  conferenza  stessa  ovvero  dalla
          data    di    ricevimento    della    comunicazione   delle
          determinazioni  adottate,  qualora  queste  ultime  abbiano
          contenuto sostanzialmente diverso da quelle originariamente
          previste.
             4.  Le  disposizioni  di cui al comma 3 non si applicano
          alle  amministrazioni  preposte  alla  tutela   ambientale,
          paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini".
             -  L'art.  1  della  legge  3  gennaio  1978,  n.  1,  e
          successive modificazioni, e' cosi' formulato:
             "Art.  1 (Dichiarazione d'urgenza). - L'approvazione dei
          progetti di opere pubbliche da parte dei competenti  organi
          statali,  regionali,  delle  province  autonome di Trento e
          Bolzano  e  degli  altri  enti  territoriali   equivale   a
          dichiarazione   di   pubblica  utilita'  e  di  urgenza  ed
          indifferibilita' delle opere stesse.
             Rimangono  ferme  le  disposizioni  contenute  in  leggi
          speciali regolanti la stessa materia.
             Gli  effetti  della dichiarazione di pubblica utilita' e
          di urgenza ed indifferibilita'  cessano  se  le  opere  non
          hanno avuto inizio nel triennio successivo all'approvazione
          del progetto.
             Nei   casi  in  cui  lo  strumento  urbanistico  vigente
          contenga   destinazioni   specifiche   di   aree   per   la
          realizzazione   di   servizi   pubblici  l'approvazione  di
          progetti  di  opere  pubbliche  da  parte   del   consiglio
          comunale,   anche   se   non   conformi   alle   specifiche
          destinazioni di piano, non comporta necessita' di  varianti
          allo strumento urbanistico medesimo.
             Nel  caso  in  cui  le  opere ricadano su aree che negli
          strumenti  urbanistici  approvati  non  sono  destinate   a
          pubblici  servizi,  la deliberazione del consiglio comunale
          di  approvazione  del  progetto  costituisce  adozione   di
          variante   degli   strumenti   stessi,   non  necessita  di
          autorizzazione regionale preventiva e viene  approvata  con
          le  modalita'  previste  dagli  articoli 6 e seguenti della
          legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni ed
          integrazioni.
             La  regione  emana  il  decreto  di  approvazione  entro
          sessanta giorni dal ricevimento degli atti".
             -  Il  regolamento  CEE  n. 2081/93 del Consiglio del 20
          luglio 1993 modifica il regolamento CEE n. 2052/88 relativo
          alle missioni dei fondi a finalita' strutturali, alla  loro
          efficacia  ed  al  coordinamento  dei  loro interventi e di
          quelli della Banca europea per  gli  investimenti  e  degli
          altri  strumenti finanziari esistenti. Si riportano, qui di
          seguito, l'art. 1 e l'allegato 1 del  predetto  regolamento
          CEE n. 2081/93:
             "Art.  1.  -  Il  testo  degli  articoli  da  1 a 19 del
          regolamento  CEE  n.  2052/88  e'  sostituito   dal   testo
          seguente:
          Note all'art. 2:
                 I. OBIETTIVI E MISSIONI DEI FONDI STRUTTURALI
                                    Art. 1.
                                   Obiettivi
             L'azione  che  la  Comunita'  conduce attraverso i fondi
          strutturali, lo strumento finanziario di orientamento della
          pesca (SFOP), istituito con il regolamento CEE n.  2080/93,
          la  BEI,  lo  strumento  finanziario  di  coesione  e altri
          strumenti  finanziari   esistenti   va   a   sostegno   del
          conseguimento degli obiettivi generali di cui agli articoli
          130  A  e 130 C del trattato. I Fondi strutturali, lo SFOP,
          la  BEI  e  gli  altri   strumenti   finanziari   esistenti
          contribuiscono    ciascuno    in    maniera   adeguata   al
          conseguimento dei seguenti cinque obiettivi prioritari:
              1) promuovere lo sviluppo e  l'adeguamento  strutturale
          delle  regioni  il  cui sviluppo e' in ritardo, in appresso
          denominato 'obiettivo n. 1';
              2) riconvertire le regioni, regioni frontaliere o parti
          di regioni (compresi i bacini d'occupazione e le  comunita'
          urbane)  gravemente  colpite  dal  declino  industriale, in
          appresso denominato 'obiettivo n. 2';
              3) lottare contro la disoccupazione di lunga  durata  e
          facilitare   l'inserimento   professionale  dei  giovani  e
          l'integrazione delle persone minacciate di  esclusione  dal
          mercato  del  lavoro,  in appresso denominato 'obiettivo n.
          3';
              4)  agevolare  l'adattamento  dei  lavoratori  e  delle
          lavoratrici  ai  mutamenti industriali e all'evoluzione dei
          sistemi di produzione, in appresso denominato 'obiettivo n.
          4';
              5) promuovere lo sviluppo rurale:
                a) accelerando l'adeguamento delle strutture agrarie,
          nell'ambito della riforma della politica agricola comune;
                b) agevolando lo sviluppo e l'adeguamento strutturale
          delle zone rurali, in appresso  denominati  rispettivamente
          'obiettivo n. 5a' e 'obiettivo n. 5b)'.
             Nel  quadro  della revisione della politica comune della
          pesca, le misure di adeguamento delle strutture della pesca
          rientrano nell'obiettivo n. 5a)".
                                  "ALLEGATO 1
            Regioni interessate alla realizzazione dell'obiettivo  n.
          1:
          Belgio:
          Hainaut
          Germania:
          Brandenburg,  Mecklenburg-Vorpommern,  Ost-Berlin, Sachsen,
          Sachsen-Annalt, Thuringen
          Grecia:
          L'intero paese
          Spagna:
          Andalucia,    Asturias,   Cantabria,   Castilla   y   Leon,
          Castilla-La Mancha, Ceuta y Melilla, Comunidad  Valenciana,
          Extremadura, Galicia, Islas Canarias, Murcia
          Francia:
          Dipartimenti    francesi    d'oltremare    (DOM),    Corse,
          arrondissements d'Avesnes, Douai e Valenciennes
          Irlanda:
          L'intero paese
          Italia:
          Abruzzi 1994-1996), Basilicata, Calabria, Campania, Molise,
          Puglia, Sardegna, Sicilia
          Paesi Bassi:
          Flevoland
          Portogallo:
          L'intero paese
          Regno Unito:
          Highlands and Islands Enterprise area, Merseyside, Northern
          Ireland".
             - L'art. 4 del decreto-legge 23  giugno  1995,  n.  244,
          convertito,  con  modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995,
          n. 341, e' cosi' formulato:
             "Art. 4 (Interventi per opere infrastrutturali). - 1. Al
          fine di  consentire  la  realizzazione  di  interventi  per
          grandi  opere  infrastrutturali  nelle  aree  depresse  del
          territorio nazionale, il Ministro del tesoro e' autorizzato
          a contrarre mutui, anche con la Cassa depositi e  prestiti,
          con  ammortamento  a  totale carico dello Stato, nei limiti
          delle  risorse  di  cui  al  comma  2  e   subordinatamente
          all'adozione, ai sensi dell'art. 45 della legge 23 dicembre
          1994,  n.    724,  di  provvedimenti  diretti  a consentire
          l'effettivo conseguimento delle risorse stesse.
             2. Per le finalita' di cui al comma 1 e' autorizzata  la
          spesa di lire 145 miliardi per il 1996, 200 miliardi per il
          1997,  340  miliardi per il 1998, 515 miliardi per il 1999,
          675 miliardi per l'anno 2000 e di lire 709 miliardi annui a
          decorrere dall'anno 2001, al cui onere si provvede mediante
          corrispondente utilizzo delle  proiezioni  per  i  medesimi
          anni  dello  stanziamento  iscritto  al capitolo 5941 dello
          stato di previsione del Ministero  del  tesoro  per  l'anno
          1995,  intendendosi corrispondentemente ridotte le relative
          dotazioni iscritte ai sensi dell'art.  2,  comma  3,  della
          legge 23 dicembre 1994, n. 725.
             3.  Le  somme derivanti dai mutui contratti ai sensi del
          comma 1 sono versate all'entrata del bilancio  dello  Stato
          per  essere  riassegnate,  con  decreto  del  Ministro  del
          tesoro, al fondo di cui all'art. 19 del decreto legislativo
          3  aprile  1993,  n.  96,  e  successive  modificazioni   e
          integrazioni.   Le   predette   somme   sono  destinate  al
          finanziamento di opere approvate dal CIPE, su proposta  del
          Ministro  del  bilancio  e  della programmazione economica,
          d'intesa con il Ministro dei lavori pubblici e d'intesa con
          le   amministrazioni   interessate,   con   priorita'   per
          interventi  di  completamento  funzionale, per investimenti
          cofinanziati   dall'Unione   europea,   per    investimenti
          cofinanziati  dai privati e per investimenti immediatamente
          eseguibili,  ed  affluiscono,  sulla base delle delibere di
          approvazione del CIPE, con decreto del Ministro del tesoro,
          ad appositi capitoli da istituire negli stati di previsione
          delle amministrazioni interessate".
             - L'art. 4 della legge 8 agosto 1994, n. 496,  e'  cosi'
          formulato:
             "Art.  4 (Razionalizzazione delle modalita' di reimpiego
          di mutui concessi per l'edilizia scolastica).  -  1.  Fermo
          restando   quanto  dispone  l'art.  3  per  le  particolari
          esigenze urgenti di Napoli ed in attesa che  sia  approvata
          dal Parlamento una legge-quadro sull'edilizia scolastica, i
          benefici di cui alle leggi speciali nella predetta materia,
          che  prevedono  l'ammortamento  a totale carico dello Stato
          dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti, possono
          essere revocati  qualora  gli  enti  locali  mutuatari  non
          abbiano  dato  inizio  ai  lavori  entro  un triennio dalla
          concessione  o  abbiano  dichiarato   l'impossibilita'   di
          eseguire l'opera.
             2.  La revoca e' disposta con decreto del Ministro della
          pubblica istruzione di concerto con il Ministro del tesoro,
          sentito il parere del presidente della giunta della regione
          competente per territorio che  dovra'  tenere  conto  delle
          motivazioni   addotte   dall'ente   locale  interessato  ed
          indicare l'eventuale riassegnazione delle risorse entro  il
          termine di sessanta giorni.
             3.  Le  risorse  che  si rendono disponibili per effetto
          delle revoche sono riassegnate per la copertura degli oneri
          di ammortamento dei mutui per opere di edilizia  scolastica
          a  comuni e province nei limiti temporali residui sui mutui
          revocati, previa  restituzione  da  parte  degli  originari
          mutuatari  delle  somme  eventualmente  gia' erogate a loro
          favore.
             4. La  riassegnazione  delle  risorse  e'  disposta  con
          decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto
          con il Ministro del tesoro.
             5.  L'eventuale  riassegnazione  delle  risorse  ad enti
          locali  di  regione  diversa  da   quella   di   originaria
          destinazione  dei finanziamenti e' disposta con decreto del
          Ministro della pubblica istruzione, sentita  la  Conferenza
          permanente  per  i  rapporti  tra lo Stato, le regioni e le
          province autonome di Trento e di Bolzano.
             6.  La  Cassa  depositi  e  prestiti,   fermo   restando
          l'importo  dei finanziamenti originari, procede alla revoca
          ed alla  riassegnazione  dei  relativi  mutui,  secondo  le
          indicazioni dei decreti di cui ai commi 4 e 5.
             7.  Si  applicano le disposizioni di cui all'articolo 5,
          comma  2,  del  decreto-legge  5  ottobre  1993,  n.   398,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993,
          n. 493".
             -  L'art.  11  del  decreto-legge 1 luglio 1986, n. 318,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 9  agosto  1986,
          n.  488,  ha  previsto la concessione di mutui ai comuni ed
          alle province, per interventi di edilizia  scolastica,  per
          un  ammontare  complessivo di 2.000, 1.000 e 1.000 miliardi
          di lire rispettivamente negli anni 1986, 1987 e 1988.
             - Si riporta l'art. 3 della legge 8 agosto 1994, n. 496:
             "Art.  3 (Interventi urgenti per la citta' di Napoli). -
          1. Al  fine  di  consentire  un  regolare  avvio  dell'anno
          scolastico  1994-95,  le  misure  urgenti  previste, per la
          citta' di  Napoli,  dall'art.  1-bis  del  decreto-legge  1
          ottobre  1993, n. 391, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 1 dicembre 1993, n. 484, sono  prorogate  per  l'anno
          1994.  Per  i  relativi interventi e' assegnata la somma di
          lire 15 miliardi.
             2. Al predetto onere si provvede, per l'anno finanziario
          1994, mediante corrispondente riduzione dello  stanziamento
          iscritto  al  capitolo 6856 dello stato di previsione della
          spesa del  Ministero  del  tesoro  per  il  medesimo  anno,
          all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
          al   Ministero   della  pubblica  istruzione.  Il  relativo
          importo, iscritto ad apposito capitolo del Ministero  della
          pubblica  istruzione, e' versato alla contabilita' speciale
          intestata alla prefettura di Napoli.
             3. A fronte delle somme erogate il prefetto  provvedera'
          alla presentazione dei rendiconti con le modalita' previste
          dagli  articoli 60 e seguenti del regio decreto 18 novembre
          1923, n. 2440, e successive modificazioni, e dall'art.  333
          del  regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, come sostituito,
          da ultimo, dall'art. 1 del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica 6 luglio 1993, n. 343.
             4.  Il  Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare,
          con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.
             5. Al fine, inoltre, di provvedere  alle  particolari  e
          straordinarie  esigenze  del  comune e dell'amministrazione
          provinciale  di  Napoli  sono  considerate  di   preminente
          interesse nazionale e di somma urgenza le relative opere di
          edilizia scolastica.
             6. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
          del   Ministro   della   pubblica   istruzione  sentiti  il
          presidente della giunta della regione Campania, il  sindaco
          di  Napoli  e  il  presidente  della  provincia  di Napoli,
          provvede all'attuazione degli interventi di cui al comma  5
          anche  in  deroga  alle  vigenti disposizioni, ivi comprese
          quelle  sulla  contabilita'  generale  dello   Stato,   nel
          rispetto  dei  principi  generali  dell'ordinamento e delle
          norme comunitarie, avvalendosi di commissari  delegati.  Il
          provvedimento  di  delega  deve indicare il contenuto della
          delega dell'incarico,  i  tempi  e  le  modalita'  del  suo
          esercizio.
             7. Per l'attuazione degli interventi di cui ai commi 5 e
          6  si  provvede con le risorse rivenienti da mutui concessi
          al comune e all'amministrazione provinciale  di  Napoli  ai
          sensi  del decreto-legge 1 luglio 1986, n. 318, convertito,
          con modificazioni, dalla legge 9 agosto  1986,  n.  488,  e
          successive  modificazioni,  e della legge 23 dicembre 1991,
          n. 430, e successive  modificazioni,  non  utilizzati  alla
          data di entrata in vigore della presente legge".