LEGGE 29 novembre 1995, n. 520

Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI).

note: Entrata in vigore della legge: 22/12/1995
Testo in vigore dal: 22-12-1995
                              Art. 27.
                      (Ripartizione della quota
                       del gettito dell'IRPEF)
   1. A decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata
in vigore della presente legge, la CELI concorre con lo Stato, con  i
soggetti  di cui agli articoli 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222,
30 della legge 22 novembre 1988, n. 516, e 23 della legge 22 novembre
1988, n. 517, e con i soggetti  che  stipuleranno  analoghi  accordi,
alla  ripartizione  della  quota  pari all'otto per mille dell'IRPEF,
liquidata dagli uffici sulla base  delle  dichiarazioni  annuali.  La
CELI  utilizzera'  le  somme  devolute a tale titolo dai contribuenti
oltre che ai fini di cui all'articolo 26, anche  per  gli  interventi
sociali,  assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero
e  cio'  sia  direttamente  sia  attraverso  le  Comunita'  ad   essa
collegate.
   2.  L'attribuzione  delle somme di cui al comma 1 viene effettuata
sulla  base  delle  scelte  espresse  dai  contribuenti  in  sede  di
dichiarazione  annuale  dei  redditi,  nel  cui  modulo  le Comunita'
rappresentate dalla CELI   verranno  indicate  con  la  denominazione
"Chiesa  Evangelica  Luterana  in  Italia".  In  caso  di  scelte non
espresse, l'attribuzione viene effettuata in proporzione alle  scelte
espresse.
   3.  A decorrere dal terzo anno successivo a quello di cui ai commi
1 e 2, lo Stato corrispondera' annualmente, entro il mese di  giugno,
alla   CELI  la  somma  risultante  dall'applicazione  del  comma  1,
calcolata dagli uffici  finanziari  sulla  base  delle  dichiarazioni
annuali relative al terzo periodo di imposta precedente.
          Note all'art. 27:
             -  Il  testo dell'art. 47 della legge 20 maggio 1985, n.
          222 (Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia
          e per il sostentamento  del  clero  cattolico  in  servizio
          nelle diocesi), e' il seguente:
             "Art.  47  - Le somme da corrispondere a far tempo dal 1
          gennaio 1987  e  sino  a  tutto  il  1989  alla  Conferenza
          episcopale  italiana  e  al Fondo edifici di culto in forza
          delle presenti norme sono  iscritte  in  appositi  capitoli
          dello  stato  di previsione del Ministero del tesoro, verso
          contestuale soppressione del capitolo n. 4493 del  medesimo
          stato  di  previsione,  dei  capitoli n. 2001, n.  2002, n.
          2031 e n. 2071 dello  stato  di  previsione  del  Ministero
          dell'interno,  nonche'  del capitolo n. 7871 dello stato di
          previsione del Ministero dei lavori pubblici.
             A decorrere dall'anno finanziario 1990  una  quota  pari
          all'otto  per  mille dell'imposta sul reddito delle persone
          fisiche,  liquidata   dagli   uffici   sulla   base   delle
          dichiarazioni  annuali,  e' destinata, in parte, a scopi di
          interesse sociale  o  di  carattere  umanitario  a  diretta
          gestione   statale  e,  in  parte,  a  scopi  di  carattere
          religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica.
             Le destinazioni  di  cui  al  comma  precedente  vengono
          stabilite sulla base delle scelte espresse dai contribuenti
          in  sede  di  dichiarazione annuale dei redditi. In caso di
          scelte  non  espresse  da  parte   dei   contribuenti,   la
          destinazione  si  stabilisce  in  proporzione  alle  scelte
          espresse.
             Per  gli  anni  finanziari  1990,  1991  e 1992 lo Stato
          corrisponde, entro il mese di marzo di ciascun  anno,  alla
          Conferenza  episcopale  italiana,  a  titolo  di anticipo e
          salvo conguaglio complessivo entro il mese di giugno  1996,
          una  somma  pari  al  contributo  alla  stessa  corrisposto
          nell'anno 1989, a norma dell'art. 50.
             A  decorrere  dall'anno  finanziario  1993,   lo   Stato
          corrisponde  annualmente,  entro  il  mese  di giugno, alla
          Conferenza episcopale italiana,  a  titolo  di  anticipo  e
          salvo conguaglio entro il mese di gennaio del terzo periodo
          d'imposta  successivo,  una  somma  calcolata  sull'importo
          liquidato  dagli  uffici  sulla  base  delle  dichiarazioni
          annuali  relative al terzo periodo d'imposta precedente con
          destinazione alla Chiesa cattolica".
             - Il testo dell'art. 30 della legge 22 novembre 1988, n.
          516 (Norme per la regolazione dei rapporti tra lo  Stato  e
          l'Unione  italiana  delle Chiese cristiane avventiste del 7
          giorno), e' il seguente:
             "Art. 30. - 1. A decorrere dall'anno  finanziario  1990,
          l'Unione  delle  Chiese  cristiane avventiste concorre alla
          ripartizione  della   quota   pari   all'otto   per   mille
          dell'imposta  sul  reddito  delle persone fisiche liquidata
          dagli  uffici  sulla  base  delle  dichiarazioni   annuali,
          destinando  le  somme devolute a tale titolo dallo Stato ad
          interventi sociali ed umanitari anche a  favore  dei  Paesi
          del terzo mondo.
             2.  Le  destinazioni di cui al comma 1 vengono stabilite
          sulla base delle scelte espresse dai contribuenti  in  sede
          di dichiarazione annuale dei redditi.
             3.   In  caso  di  scelte  non  espresse  da  parte  dei
          contribuenti, l'Unione dichiara di  rinunciare  alla  quota
          relativa  a  tali  scelte in favore della gestione statale,
          rimanendo tale importo di esclusiva pertinenza dello Stato.
             4. A  decorrere  dall'anno  finanziario  1993  lo  Stato
          corrisponde   annualmente  all'Unione,  entro  il  mese  di
          giugno, la somma di cui al comma  1  calcolata  su  importo
          liquidato  dagli  uffici  sulla  base  delle  dichiarazioni
          annuali relative al terzo periodo di imposta precedente con
          destinazione all'Unione medesima.
             5. La quota di cui al  comma  1  e'  quella  determinata
          nell'art. 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222".
             - Il testo dell'art. 23 della legge 22 novembre 1988, n.
          517  (Norme  per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e
          le Assemblee di Dio in Italia), e' il seguente:
             "Art. 23. - 1. A decorrere dall'anno finanziario 1990 le
          ADI concorrono alla ripartizione della quota, pari all'otto
          per mille dell'imposta sul reddito delle  persone  fisiche,
          liquidata  dagli  uffici  sulla  base  delle  dichiarazioni
          annuali, destinando le somme  devolute  a  tale  titolo  di
          Stato  ad interventi sociali ed umanitari anche a favore di
          Paesi del terzo mondo.
              2.  Le destinazioni di cui al comma 1 vengono stabilite
          sulla base delle scelte espresse dai contribuenti  in  sede
          di dichiarazione annuale dei redditi, in caso di scelte non
          espresse  da  parte  dei contribuenti, le ADI dichiarano di
          rinunciare alla quota relativa  a  tali  scelte  in  favore
          della gestione statale, rimanendo tale importo di esclusiva
          pertinenza dello Stato.
              3.  A  decorrere  dall'anno  finanziario  1993 lo Stato
          corrisponde annualmente, entro il mese di giugno, alle  ADI
          la   somma  di  cui  al  comma  1,  calcolata  sull'importo
          liquidato  dagli  uffici  sulla  base  delle  dichiarazioni
          annuali  relative al terzo periodo d'imposta precedente con
          destinazione alle ADI.
              4. La quota di cui al comma  1  e'  quella  determinata
          nell'art.  47 della legge 20 maggio 1985, n. 222".