MINISTERO DELL'INTERNO
DECRETO 24 marzo 1994, n. 371

Regolamento di attuazione dell'art. 7, commi 2 e 3, della legge 21 febbraio 1990, n. 36, concernente la individuazione delle categorie di persone che, a causa della esposizione a rischio dipendente dall'attivita' svolta nell'ambito delle Amministrazioni della giustizia o della difesa, o nell'esercizio di compiti di pubblica sicurezza, sono esonerate dall'obbligo del pagamento della tassa di concessione governativa prevista per il rilascio della licenza di porto d'armi.

note: Entrata in vigore del decreto: 29/06/1994
vigente al 29/09/2020
Testo in vigore dal: 29-6-1994
attiva riferimenti normativi
                      IL MINISTRO DELL'INTERNO
                           DI CONCERTO CON
I MINISTRI DI GRAZIA E GIUSTIZIA, DELLA DIFESA, DEL
  TESORO E DELLE FINANZE
  Visto l'art. 7, commi 2 e 3, della legge 21 febbraio 1990,  n.  36,
recante  "Nuove  norme  sulla detenzione delle armi, delle munizioni,
degli esplosivi e dei congegni assimilati";
  Visti l'art. 42 del testo unico delle leggi di pubblica  sicurezza,
approvato  con  regio  decreto 18 giugno 1931, n. 773, e gli articoli
73, 74 e 75 del regio decreto 6  maggio  1940,  n.  635,  recante  il
regolamento di esecuzione del citato testo unico;
  Vista  la legge 7 marzo 1986, n. 65: "Legge-quadro sull'ordinamento
della polizia municipale";
  Visto il decreto del Ministro dell'interno 4 marzo  1987,  n.  145,
recante   "Norme  concernenti  l'armamento  degli  appartenenti  alla
polizia municipale ai quali e' conferita la  qualita'  di  agente  di
pubblica sicurezza";
  Visto l'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Udito il parere del Consiglio di Stato, reso nell'adunanza generale
del 24 febbraio 1994;
  Vista  la  comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
effettuata con nota del 9 aprile 1994;
                             A D O T T A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
  1. La licenza per il porto di armi prevista dall'art. 42 del  testo
unico  delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto
18 giugno 1931,  n.  773,  puo'  essere  concessa  in  esenzione  dal
pagamento   della  tassa  di  concessione  governativa  alle  persone
appartenenti ad  una  delle  categorie  sottoindicate  che  risultino
esposte   a   grave  rischio  per  l'incolumita'  personale  a  causa
dell'attivita' di servizio prestata, sempre che sussistano gli  altri
requisiti e presupposti richiesti dalla legge:
   a)   personale  dipendente  dall'Amministrazione  della  giustizia
addetto agli uffici del pubblico ministero, alle cancellerie civili e
penali ed alle  segreterie  di  sicurezza;  conducenti  di  automezzi
speciali; personale dipendente dell'Amministrazione della giustizia e
dell'amministrazione   penitenziaria  delegato  alla  riscossione  di
somme;
   b) medici,  professionisti  esperti  in  psicologia,  in  servizio
sociale,   in  pedagogia,  in  psichiatria  e  criminologia  clinica,
personale insegnante, educatori e assistenti sociali, che svolgono  a
qualsiasi   titolo  la  loro  attivita'  nell'ambito  degli  istituti
penitenziari;
   d) personale appartenente agli organismi previsti  dagli  articoli
3, 4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n. 801;
   e)  personale dell'Amministrazione civile dell'interno in servizio
presso il Dipartimento della pubblica sicurezza o  uffici  dipendenti
dalle autorita' nazionali e provinciali di pubblica sicurezza;
   f)  personale,  anche  estraneo alla pubblica amministrazione, non
appartenente alle Forze di polizia, che  presta  servizio  o  esplica
compiti  scientifici  e tecnici presso il Dipartimento della pubblica
sicurezza, ovvero appartenente ai nuclei operativi di cui all'art. 75
del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;
   g) personale dell'Amministrazione dell'agricoltura e delle foreste
avente compiti di direzione o comando del Corpo forestale dello Stato
o di sue unita' organizzative, non appartenente al Corpo stesso;
   h) responsabili dei servizi di certificazione  C.I.T.E.S.  per  il
controllo  sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora
selvatiche in via di estinzione e sui loro prodotti, non appartenenti
al Corpo forestale dello Stato;
   i) personale delle Forze armate, compreso quello del  Corpo  delle
capitanerie  di porto, addetto a servizi che comportano esposizione a
rischio, giusta attestazione del sottocapo di  stato  maggiore  della
difesa  o  di  forza armata, del capo ufficio del segretario generale
della difesa, del comandante della regione militare, del dipartimento
militare marittimo o della regione aerea competente per territorio;
   l) personale civile dell'Amministrazione della difesa con  profilo
professionale di "addetto ai servizi di vigilanza" o di "capo addetto
ai  servizi  di  vigilanza  e  custodia" inquadrato, rispettivamente,
nella quarta e quinta qualifica funzionale, con l'incarico di guardia
giurata o di agente di pubblica sicurezza";
   m) appartenenti ai corpi o servizi di polizia municipale ai  quali
e' assegnata l'arma in via continuativa a norma dell'art. 6, comma 1,
lettera  a),  del  decreto del Ministro dell'interno 4 marzo 1987, n.
145.
          AVVERTENZA:
             Il testo delle note qui pubblicato e' stato  redatto  ai
          sensi   dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle quali e'  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Nota al titolo:
             -   La   legge  n.  36/1990  reca:  "Nuove  norme  sulla
          detenzione delle armi, delle munizioni, degli  esplosivi  e
          dei congegni assimilati". Si trascrive il testo dei commi 2
          e 3 del relativo art. 7:
             "2.  Con  decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi
          di concerto con i Ministri di  grazia  e  giustizia,  della
          difesa,  del  tesoro  e  delle finanze, sono individuate le
          categorie di persone  che,  a  causa  della  esposizione  a
          rischio  dipendente dall'attivita' svolta nell'ambito delle
          Amministrazioni  della  giustizia   o   della   difesa,   o
          nell'esercizio  di  compiti  di  pubblica  sicurezza,  sono
          esonerate  dell'obbligo  del  pagamento  della   tassa   di
          concessione  governativa  prevista  per  il  rilascio della
          licenza di porto d'armi. Sono fatte salve  le  disposizioni
          vigenti  in  materia  di  dotazione  e  porto delle armi in
          servizio nonche' di concessione gratuita della licenza.
             3. Il decreto di cui al comma 2 stabilisce  altresi'  le
          condizioni  di  applicabilita' della medesima disciplina al
          personale cessato dal servizio".
          Note alle premesse:
             - Per il testo dei commi 2 e 3 dell'art. 7  della  legge
          n. 36/1990 si veda in nota al titolo.
             -  L'art.  42  del  testo  unico delle leggi di pubblica
          sicurezza,  approvato  con  R.D.  n.  773/1931,  e'   cosi'
          formulato:
             "Art.  42. - Il questore ha facolta' di dare licenza per
          porto d'armi lunghe da fuoco e il prefetto ha  facolta'  di
          concedere,  in  caso  di  dimostrato  bisogno,  licenza  di
          portare rivoltelle o pistole di qualunque misura o  bastoni
          animati  la  cui  lama  non abbia una lunghezza inferiore a
          centimetri 65".
             - Gli articoli 73, 74 e 75 del regolamento di esecuzione
          del  testo  unico  delle  leggi  di   pubblica   sicurezza,
          approvato con R.D. n.  635/1940, sono cosi' formulati:
             "Art.  73.  -  Il  capo  della  polizia,  i  prefetti, i
          vice-prefetti, gli  ispettori  provinciali  amministrativi,
          gli   ufficiali  di  pubblica  sicurezza,  i  pretori  e  i
          magistrati addetti al pubblico ministero o  all'ufficio  di
          istruzione,  sono  autorizzati  a  portare senza licenza le
          armi di cui all'art. 42 della legge.
             Gli agenti  di  pubblica  sicurezza,  contemplati  dagli
          articoli  17  e  18  della  legge  31  agosto 1907, n. 690,
          portano, senza licenza, le  armi  di  cui  sono  muniti,  a
          termini dei rispettivi regolamenti.
             Gli  agenti  di pubblica sicurezza, riconosciuti a norma
          dell'art.  43 della legge 31 agosto  1907,  n.  690,  o  di
          disposizioni  speciali,  possono portare, senza licenza, le
          armi di cui al capoverso precedente,  soltanto  durante  il
          servizio  o  per recarsi al luogo ove esercitano le proprie
          mansioni  e  farne  ritorno,  sempre  quando   non   ostino
          disposizioni di legge.
             La   facolta'  di  portare  le  armi  senza  licenza  e'
          attribuita soltanto ai fini della difesa personale".
             "Art.  74.  -  Fuori  dei  casi  indicati  nell'articolo
          precedente,    qualora    nei   regolamenti   generali   di
          amministrazione sia preveduto che, nell'interesse pubblico,
          talune   categorie   di   personale   civile,    dipendente
          direttamente  dallo  Stato  e addetto permanentemente ad un
          determinato   servizio,   vadano   armate,   la    relativa
          autorizzazione  viene rilasciata, senza pagamento di tassa,
          dal  prefetto  della  provincia,  sulla  motivata  proposta
          dell'amministrazione interessata.
             Il  rilascio ha luogo previo accertamento che la persona
          di cui si tratta non si  trovi  nelle  condizioni  previste
          negli articoli 11 e 43 della legge.
             L'autorizzazione  e' data su tessera conforme al modello
          annesso   al   presente   regolamento   ed    abilita    il
          concessionario  a  portare le armi di cui all'art. 42 della
          legge, soltanto per difesa personale, durante il servizio e
          per  recarsi  al  luogo  ove esercita le proprie mansioni e
          farne ritorno".
             "Art. 75. - Gli ufficiali, i capi squadra  ed  i  militi
          della  M.V.S.N. possono essere autorizzati a portare, anche
          fuori servizio, la rivoltella  o  pistola  di  ordinanza  o
          comunque di forma consentita dalla legge.
             La  relativa  autorizzazione personale viene rilasciata,
          senza pagamento di tassa,  dal  prefetto  della  provincia,
          sulla motivata proposta del comando di zona interessato.
             Il   rilascio   ha  luogo  previo  accertamento  che  il
          richiedente non si trovi nelle  condizioni  previste  negli
          articoli 11 e 43 della legge.
             Agli  ufficiali in servizio attivo prmanente delle forze
          armate dello Stato che  ne  facciano  domanda  puo'  essere
          concessa licenza gratuita di porto, di rivoltella o pistola
          quando  vestano  l'abito  civile. La domanda, su competente
          foglio bollato, deve essere corredata da un certificato del
          comandante del corpo o del  capo  dell'ufficio  da  cui  il
          richiedente  dipende,  attestante che il richiedente stesso
          e' in servizio attivo permanente".
             -  Il  testo  dell'art.  17  della  legge  n.   400/1988
          (Disciplina  dell'attivita'  di Governo e ordinamento della
          Presidenza del Consiglio  dei  Ministri),  come  modificato
          dall'art.  74  del  D.Lgs.  3  febbraio  1993, n. 29, e' il
          seguente:
             "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del  Presidente
          della  Repubblica,  previa  deliberazione del Consiglio dei
          Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
          pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta,  possono
          essere emanati regolamenti per disciplinare:
              a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
              b)  l'attuazione  e  l'integrazione  delle  leggi e dei
          decreti legislativi recanti  norme  di  principio,  esclusi
          quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
          regionale;
              c) le materie in cui manchi la disciplina da  parte  di
          leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
              d)   l'organizzazione   ed   il   funzionamento   delle
          amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
          dalla legge;
             e) (soppressa).
             2. Con decreto del Presidente della  Repubblica,  previa
          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il
          Consiglio di Stato,  sono  emanati  i  regolamenti  per  la
          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della Repubblica, autorizzando l'esercizio  della  potesta'
          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali
          regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione  delle
          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle
          norme regolamentari.
             3.  Con  decreto  ministeriale  possono  essere adottati
          regolamenti nelle materie di competenza del Ministro  o  di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere.    Tali  regolamenti,
          per  materie di competenza di piu' Ministri, possono essere
          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
             4.  I  regolamenti  di  cui  al comma 1 ed i regolamenti
          ministeriali ed interministeriali,  che  devono  recare  la
          denominazione di 'regolamento', sono adottati previo parere
          del  Consiglio  di  Stato,  sottoposti  al  visto  ed  alla
          registrazione della Corte  dei  conti  e  pubblicati  nella
          Gazzetta Ufficiale".
          Note all'art. 1:
             -  Per il testo dell'art. 42 del testo unico delle leggi
          di pubblica sicurezza, approvato con R.D. n.  773/1931,  si
          veda in nota alle premesse.
             -  Il  testo vigente degli articoli 3, 4 e 6 della legge
          n. 801/1977 (Istituzione e ordinamento dei servizi  per  le
          informazioni  e  la  sicurezza  e disciplina del segreto di
          Stato) e' il seguente:
             "Art. 3. - E' istituito,  alla  diretta  dipendenza  del
          Presidente   del   Consiglio   dei  Ministri,  il  Comitato
          esecutivo per i servizi  di  informazione  e  di  sicurezza
          (CESIS).
             E'  compito  del  Comitato  fornire  al  Presidente  del
          Consiglio dei Ministri, ai fini del  concreto  espletamento
          delle  funzioni  a  lui  attribuite  dall'art. 1, tutti gli
          elementi necessari per il coordinamento dell'attivita'  dei
          Servizi  previsti  dai successivi articoli 4 e 6; l'analisi
          degli   elementi   comunicati   dai    suddetti    Servizi;
          l'elaborazione   delle  relative  situazioni.  E'  altresi'
          compito del Comitato il coordinamento dei  rapporti  con  i
          servizi di informazione e di sicurezza degli altri Stati.
             Il  Comitato  e' presieduto dal Presidente del Consiglio
          dei Ministri o, per sua delega, da  un  Sottosegretario  di
          Stato.
             La  segreteria  generale  del Comitato e' affidata ad un
          funzionario  dell'amministrazione  dello  Stato  avente  la
          qualifica  di  dirigente  generale,  la cui nomina e revoca
          spettano al Presidente del Consiglio dei Ministri,  sentito
          il Comitato interministeriale di cui all'art.  2.
             Il  Presidente  del  Consiglio dei Ministri determina la
          composizione del Comitato, di cui dovranno essere  chiamati
          a  far  parte  i direttori dei Servizi di cui ai successivi
          articoli 4  e  6,  e  istituisce  gli  uffici  strettamente
          necessari per lo svolgimento della sua attivita'".
             "Art.  4. - E' istituito il Servizio per le informazioni
          e la sicurezza militare (SISMI). Esso  assolve  a  tutti  i
          compiti  informativi e di sicurezza per la difesa sul piano
          militare dell'indipendenza e della integrita'  dello  Stato
          da  ogni  pericolo, minaccia o aggressione. Il SISMI svolge
          inoltre ai fini suddetti compiti di controspionaggio.
             Il  Ministro  per  la  difesa,  dal  quale  il  Servizio
          dipende,  ne stabilisce l'ordinamento e ne cura l'attivita'
          sulla  base  delle  direttive  e  delle  disposizioni   del
          Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art. 1.
             Il   direttore  del  Servizio  e  gli  altri  funzionari
          indicati nelle disposizioni sull'ordinamento sono  nominati
          dal Ministro per la difesa, su parere conforme del Comitato
          interministeriale di cui all'art. 2.
             Il  SISMI  e'  tenuto  a  comunicare  al Ministro per la
          difesa  e  al  Comitato  di  cui  all'art.   3   tutte   le
          informazioni  ricevute  o  comunque  in  suo  possesso,  le
          analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e
          tutto cio' che attiene alla sua attivita'".
             "Art. 6. - E' istitutito il Servizio per le informazioni
          e la sicurezza democratica (SISDE). Esso assolve a tutti  i
          compiti  informativi  e  di  sicurezza  per la difesa dello
          Stato  democratico  e   delle   istituzioni   poste   dalla
          Costituzione  a suo fondamento contro chiunque vi attenti e
          contro ogni forma di eversione.
             Il  Ministro  per  l'interno,  dal  quale  il   Servizio
          dipende,  ne stabilisce l'ordinamento e ne cura l'attivita'
          sulla  base  delle  direttive  e  delle  disposizioni   del
          Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art. 1.
             Il   direttore  del  Servizio  e  gli  altri  funzionari
          indicati nelle disposizioni sull'ordinamento sono  nominati
          dal Ministro per l'interno, su parere conforme del Comitato
          interministeriale di cui all'art. 2.
             Il   SISDE  e'  tenuto  a  comunicare  al  Ministro  per
          l'interno  e  al  Comitato  di  cui  all'art.  3  tutte  le
          informazioni  ricevute  o  comunque  in  suo  possesso,  le
          analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e
          tutto cio' che attiene alla sua attivita'".
             - L'art. 75 del testo unico delle leggi  in  materia  di
          disciplina   degli   stupefacenti  e  sostanze  psicotrope,
          prevenzione, cura e riabilitazione dei  relativi  stati  di
          tossicodipendenza,  approvato  con  D.P.R.  n. 309/1990, e'
          cosi' formulato:
             "Art. 75 (Sanzioni amministrative). - 1.  Chiunque,  per
          farne  uso  personale,  illecitamente  importa,  acquista o
          comunque detiene sostanze  stupefacenti  o  psicotrope  (in
          dose  non superiore a quella media giornaliera, determinata
          in base ai criteri indicati al comma 1  dell'art.  78),  e'
          sottoposto  alla  sanzione amministrativa della sospensione
          della patente di guida, della licenza di porto d'armi,  del
          passaporto  e  di  ogni  altro documento equipollente o, se
          trattasi di straniero, del permesso di soggiorno per motivi
          di  turismo,  ovvero  del  divieto   di   conseguire   tali
          documenti,  per  un  periodo  da  due a quattro mesi, se si
          tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle
          tabelle I e III previste dall'art. 14, e per un periodo  da
          uno  a  tre  mesi,  se si tratta di sostanze stupefacenti o
          psicotrope  comprese  nelle  tabelle II e IV previste dallo
          stesso art.    14.  Competente  ad  applicare  la  sanzione
          amministrativa  e'  il  prefetto  del  luogo  ove  e' stato
          commesso il fatto.
             2. Se i fatti previsti dal comma 1  riguardano  sostanze
          di  cui  alle  tabelle II e IV e ricorrono elementi tali da
          far presumere che la persona si asterra',  per  il  futuro,
          dal  commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e per
          una sola volta, il prefetto definisce il  procedimento  con
          il  formale  invito  a  non  fare  piu'  uso delle sostanze
          stesse, avvertendo il  soggetto  delle  conseguenze  a  suo
          danno.
             3.  In ogni caso, se si tratta di persona minore di eta'
          e se nei suoi confronti non risulta  utilmente  applicabile
          la  sanzione  di  cui  al comma 1, il prefetto definisce il
          procedimento con il formale invito a non fare piu'  uso  di
          sostanze  stupefacenti o psicotrope, avvertendo il soggetto
          delle conseguenze a suo danno.
             4. Si applicano, in quanto compatibili, le  norme  della
          sezione II del capo I e il secondo comma dell'art. 62 della
          legge  24 novembre 1981, n. 689. Il prefetto provvede anche
          alla segnalazione prevista dal comma 2 dell'art. 121.
             5. Accertati i fatti, gli organi di polizia  giudiziaria
          procedono  alla  contestazione  immediata,  se possibile, e
          senza ritardo ne riferiscono al prefetto.
             6. Entro il termine di cinque giorni dalla  segnalazione
          il  prefetto  convoca dinanzi a se' o ad un suo delegato la
          persona segnalata per accertare, a seguito di colloquio, le
          ragioni  della  violazione,  nonche'  per  individuare  gli
          accorgimenti  utili  per prevenire ulteriori violazioni. In
          tale attivita' il prefetto e' assistito dal personale di un
          nucleo operativo costituito presso ogni prefettura.
             7. Gli organi di polizia giudiziaria possono invitare la
          persona nei cui confronti hanno effettuato la contestazione
          immediata  a  presentarsi  immediatamente,  ove  possibile,
          dinanzi  al prefetto o al suo delegato affinche' si proceda
          al colloquio di cui al comma 6.
             8. Se  l'interessato  e'  persona  minore  di  eta',  il
          prefetto  convoca,  se possibile ed opportuno, i familiari,
          li rende edotti delle  circostanze  di  fatto  e  da'  loro
          notizia   delle   strutture   terapeutiche   e  rieducative
          esistenti  nel  territorio   della   provincia,   favorendo
          l'incontro con tali strutture.
             9.   Il   prefetto,  ove  l'interessato  volontariamente
          richieda  di  sottoporsi   al   programma   terapeutico   e
          socio-riabilitativo  di  cui  all'art.  122 e se ne ravvisi
          l'opportunita', sospende  il  procedimento  e  dispone  che
          l'istante   sia   inviato   al  servizio  pubblico  per  le
          tossicodipendenze per  la  predisposizione  del  programma,
          fissando   un   termine  per  la  presentazione  e  curando
          l'acquisizione  dei  dati  necessari   per   valutarne   il
          comportamento    complessivo   durante   l'esecuzione   del
          programma, fermo restando il segreto professionale previsto
          dalle norme  vigenti  ai  fini  di  ogni  disposizione  del
          presente testo unico.
             10.  Il prefetto si avvale delle unita' sanitarie locali
          e di ogni altra struttura  con  sede  nella  provincia  che
          svolga  attivita'  di prevenzione e recupero. Puo' assumere
          informazioni,  presso  le  stesse  strutture,  al  fine  di
          valutare l'opportunita' del trattamento.
             11.   Se   risulta   che  l'interessato  ha  attuato  il
          programma, ottemperando alle relative prescrizioni, e lo ha
          concluso, il prefetto dispone l'archiviazione degli atti.
             12.  Se  l'interessato  non  si  presenta  al   servizio
          pubblico per le tossicodipendenze entro il termine indicato
          ovvero  non  inizia  il  programma  secondo le prescrizioni
          stabilite o lo interrompe  senza  giustificato  motivo,  il
          prefetto lo convoca nuovamente dinanzi a se' e lo invita al
          rispetto del programma.
             13.  Degli accertamenti e degli atti di cui ai commi che
          precedono  puo'  essere  fatto   uso   soltanto   ai   fini
          dell'applicazione  delle  misure  e delle sanzioni previste
          nel presente articolo.
             14. L'interessato puo' chiedere di prendere visione e di
          ottenere copia degli atti di cui al presente  articolo  che
          riguardino  esclusivamente  la sua persona. Nel caso in cui
          gli  atti  riguardino  piu'  persone,  l'interessato   puo'
          ottenere  il rilascio di estratti delle parti relative alla
          sua situazione.
             15. In attesa della costituzione dei nuclei operativi il
          prefetto si avvale, anche ai fini del colloquio di  cui  al
          comma  6,  delle  unita'  sanitarie  locali  e  delle altre
          strutture di cui al comma 10.
             16. Per le esigenze connesse ai  compiti  attribuiti  al
          prefetto  il Governo e' delegato ad emanare, nel termine di
          novanta giorni dalla data di entrata in vigore della  legge
          26   giugno  1990,  n.  162,  un  decreto  legislativo  con
          l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi:
               a)   previsione   della    istituzione    nei    ruoli
          dell'Amministrazione  civile  dell'interno  di una apposita
          dotazione organica di assistenti sociali,  complessivamente
          non   superiori   a  duecento  unita',  per  l'espletamento
          nell'ambito delle prefetture degli adempimenti  di  cui  al
          presente   articolo,  e  delle  attivita'  da  svolgere  in
          collaborazione   con   il   servizio   pubblico   per    le
          tossicodipendenze  e  con le altre strutture operanti nella
          provincia;
               b)  previsione  delle  qualifiche  funzionali  e   dei
          relativi profili professionali riferiti al personale di cui
          alla  lettera a) in conformita' ai principi stabiliti dalla
          normativa vigente per i ruoli  dell'Amministrazione  civile
          dell'interno;
               c)  previsione che per la copertura dei posti di nuova
          istituzione  il  Ministro  dell'interno  e'  autorizzato  a
          bandire  pubblici  concorsi  e  a  procedere  alle relative
          assunzioni in servizio  con  l'osservanza  delle  procedure
          previste  dagli articoli 20, ultimo comma, e 13 del decreto
          del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 340;
               d) previsione che il prefetto possa anche avvalersi di
          personale  volontario,  previa  verifica  di una comprovata
          competenza nel campo del recupero delle tossicodipendenze.
             17. L'onere  derivante  dall'attuazione  del  comma  16,
          lettera  a),  e'  determinato in lire 6.050 milioni annui a
          decorrere dal 1991.".
             - Il testo del comma 1 dell'art. 6 del D.M. n.  145/1987
          (Norme  concernenti  l'armamento  degli  appartenenti  alla
          polizia municipale ai quali e'  conferita  la  qualita'  di
          agente di pubblica sicurezza) e' il seguente:
             "1.  Il  regolamento  di  cui  all'art. 2 stabilisce, in
          relazione al tipo di servizio e alle necessita'  di  difesa
          personale,  le  modalita'  dell'assegnazione dell'arma agli
          addetti alla polizia municipale in possesso della  qualita'
          di agente di pubblica sicurezza, determinando altresi':
              a)  i servizi svolti in via continuativa con armi e con
          personale ad essi specificatamente destinato, per  i  quali
          puo'   essere  disposta  l'assegnazione  dell'arma  in  via
          continuativa;
              b) i servizi svolti  con  armi  occasionalmente  o  con
          personale  ad  essi  destinato in materia non continuativa,
          per i quali l'assegnazione dell'arma e' effettuata di volta
          in volta".