LEGGE 28 gennaio 1994, n. 84

Riordino della legislazione in materia portuale.

note: Entrata in vigore della legge: 19-2-1994 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/06/2022)
Testo in vigore dal: 15-9-2016
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
                     (Classificazione dei porti) 
  1. I  porti  marittimi  nazionali  sono  ripartiti  nelle  seguenti
categorie e classi: 
   a) categoria I: porti, o  specifiche  aree  portuali,  finalizzati
alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; 
   b) categoria II, classe I: porti, o specifiche aree  portuali,  di
rilevanza economica internazionale; 
   c) categoria II, classe II: porti, o specifiche aree portuali,  di
rilevanza economica nazionale; 
   d) categoria II, classe III: porti, o specifiche aree portuali, di
rilevanza economica regionale e interregionale. 
  1-bis.  I  porti  sede  di  ((autorita'   di   sistema   portuale))
appartengono comunque ad una delle prime due classi  della  categoria
II. 
  2. Il Ministro  della  difesa,  con  proprio  decreto,  emanato  di
concerto con ((il Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti)),
determina le caratteristiche e procede alla individuazione dei  porti
o delle specifiche aree portuali di cui  alla  categoria  I.  con  lo
stesso provvedimento sono disciplinate  le  attivita'  nei  porti  di
prima categoria e relative baie, rade e golfi. 
  3. I porti, o le specifiche aree portuali di cui alla categoria II,
classi I, II e III, hanno le seguenti funzioni: 
   a) commerciale ((e logistica)); 
   b) industriale e petrolifera; 
   c) di servizio passeggeri ((, ivi compresi i crocieristi)); 
   d) peschereccia; 
   e) turistica e da diporto. 
  4. Le caratteristiche dimensionali, tipologiche  e  funzionali  dei
porti di cui alla categoria II, classi I, II e III, e  l'appartenenza
di ogni scalo alle  classi  medesime  sono  determinate,  sentite  le
((autorita' di  sistema  portuale))  o,  laddove  non  istituite,  le
autorita' marittime, con decreto del Ministro ((delle  infrastrutture
e  dei  trasporti)),  con  particolare  riferimento   all'attuale   e
potenziale bacino di utenza internazionale o nazionale, tenendo conto
dei seguenti criteri: 
   a) entita' del traffico globale e delle rispettive componenti; 
   b) capacita' operativa degli scali derivante dalle caratteristiche
funzionali  e  dalle  condizioni  di  sicurezza  rispetto  ai  rischi
ambientali degli impianti e delle attrezzature, sia per  l'imbarco  e
lo  sbarco  dei  passeggeri  sia  per  il  carico,  lo  scarico,   la
manutenzione e il deposito delle merci nonche' delle  attrezzature  e
dei  servizi  idonei  al  rifornimento,   alla   manutenzione,   alla
riparazione  ed  alla  assistenza  in  genere  delle  navi  e   delle
imbarcazioni; 
   c)  livello  ed  efficienza  dei  servizi  di   collegamento   con
l'entroterra. 
  5. Ai fini di cui al comma 4 il Ministro ((delle  infrastrutture  e
dei trasporti)) predispone,  entro  sessanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, uno schema di decreto, che e'
trasmesso alle regioni, le quali esprimono parere entro i  successivi
novanta giorni. Decorso inutilmente tale termine si  intende  che  il
parere sia reso in senso favorevole. Lo schema  di  decreto,  con  le
eventuali modificazioni apportate a seguito del parere delle regioni,
e' successivamente trasmesso alla Camera dei deputati  ed  al  Senato
della Repubblica per l'espressione del parere, nei  termini  previsti
dai rispettivi regolamenti, da  parte  delle  Commissioni  permanenti
competenti per materia; decorsi i predetti termini  il  Ministro  dei
trasporti e della navigazione adotta il decreto in via definitiva. 
  6. La revisione delle caratteristiche dimensionali,  tipologiche  e
funzionali di cui al  comma  4,  nonche'  della  classificazione  dei
singoli scali, avviene su iniziativa  delle  ((autorita'  di  sistema
portuale)) o, laddove non istituite, delle autorita' marittime, delle
regioni o del Ministro ((delle infrastrutture e dei  trasporti))  con
la procedura di cui al comma 5.