LEGGE 23 dicembre 1993, n. 548

Disposizioni per la prevenzione e la cura della fibrosi cistica.

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-1994 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2014)
Testo in vigore dal: 1-1-1994
                               Art. 3.
                      (Obblighi delle regioni)
1.  Le  regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tramite
le unita' sanitarie locali  provvedono  a  fornire  gratuitamente  il
materiale    medico,    tecnico   e   farmaceutico   necessario   per
l'aerosolterapia      anche      ultrasonica,      l'ossigenoterapia,
l'antibioticoterapia,  la fisiochinesiterapia e la riabilitazione, la
terapia nutrizionale enterale e parenterale e quanto  altro  ritenuto
essenziale  per la cura e la riabilitazione a domicilio dei malati di
fibrosi cistica. I farmaci, i  supplementi  nutrizionali,  i  presidi
sanitari  e  le  apparecchiature  di  terapia  e  riabilitazione sono
forniti ai pazienti direttamente dalle  unita'  sanitarie  locali  di
residenza su prescrizione di un centro di cui al comma 2.
2. Le regioni istituiscono, a livello ospedaliero o universitario, un
centro   regionale  specializzato  di  riferimento  con  funzioni  di
prevenzione, di diagnosi, di cura e di riabilitazione dei malati,  di
orientamento  e  coordinamento  delle  attivita'  sanitarie, sociali,
formative ed informative e, dove ne esistano le condizioni  adeguate,
di   ricerca   sulla   fibrosi  cistica,  per  le  finalita'  di  cui
all'articolo 1. Le regioni con popolazione inferiore a un  milione  e
cinquecentomila  abitanti,  per ragioni di efficienza, qualificazione
ed economia di risorse, possono costituire un consorzio  con  regioni
limitrofe per l'istituzione del centro specializzato di riferimento.
3.  Le  regioni predispongono interventi per l'istituzione del centro
di cui al comma 2, con riferimento agli indirizzi del piano sanitario
nazionale, nell'ambito della programmazione sanitaria regionale.
4. Le regioni assicurano al centro  di  cui  al  comma  2  strutture,
personale  e  attrezzature  adeguati  alla  consistenza  numerica dei
pazienti assistiti e  della  popolazione  residente,  sulla  base  di
valutazioni epidemiologiche e delle funzioni di cui al medesimo comma
2.
5.   Il   centro  di  cui  al  comma  2  puo'  valersi  del  supporto
assistenziale  di  servizi  ospedalieri  o   territoriali   da   esso
individuati  nell'ambito  della  regione o delle regioni consorziate;
esso coordina le funzioni e le  attivita'  dei  servizi  di  supporto
inerenti  l'assistenza  ai  malati  di  fibrosi cistica sulla base di
piani e protocolli unitari.
6. Al centro di cui  al  comma  2  competono  anche  le  funzioni  di
diagnosi,   cura   e   assistenza   nonche'   le   funzioni  previste
dall'articolo 5 della legge 16 marzo 1987, n. 115, per  i  malati  di
fibrosi cistica e diabete.
7.  Le  regioni predispongono specifici stanziamenti per promuovere e
sostenere le attivita' di ricerca rivolte  alla  prevenzione  e  alla
cura  della  fibrosi  cistica,  laddove  esistano centri o condizioni
adeguati per lo svolgimento di tale tipo di ricerca.
8. Le regioni  assicurano  l'eventuale  trapianto  di  organi  ed  il
servizio  di  trasporto  immediato,  anche aereo, per tale trapianto,
senza  alcun  onere  per  il  paziente  e  per   la   sua   famiglia,
indipendentemente dal reddito.
          Nota all'art. 3:
             -   Il   testo  dell'art.  5  della  legge  n.  115/1987
          (Disposizioni per la prevenzione  e  la  cura  del  diabete
          mellito), e' il seguente:
             "Art.  5.  - 1. Con riferimento agli indirizzi del Piano
          sanitario nazionale, nell'ambito della loro  programmazione
          sanitaria, le regioni predispongono interventi per:
                a)    l'istituzione    di    servizi    specialistici
          diabetologici, secondo parametri che  tengano  conto  della
          densita'    della    popolazione,   delle   caratteristiche
          geomorfologiche e socio-economiche delle zone di  utenza  e
          dell'incidenza   della   malattia   diabetica   nell'ambito
          regionale;
               b) l'istituzione di servizi di diabetologia pediatrica
          in numero pari ad uno per ogni regione, salvo condizioni di
          maggiore necessita' per le regioni a piu' alta popolazione.
          La  direzione  di  tali  servizi  e'  affidata  a  pediatri
          diabetologici;
               c)  l'istituzione di servizi di diabetologia a livello
          ospedaliero  nell'ambito  di  un   sistema   dipartimentale
          interdisciplinare e polispecialistico.
             2. Criteri di uniformita' validi per tutto il territorio
          nazionale    relativamente    a   strutture   e   parametri
          organizzativi dei servizi diabetologici, metodi di indagine
          clinica, criteri di diagnosi e terapia,  anche  in  armonia
          con   i  suggerimenti  dell'Organizzazione  mondiale  della
          sanita', sono stabiliti ai sensi dell'art. 5 della legge 23
          dicembre 1978, n. 833.
             3. I servizi di diabetologia svolgono in  particolare  i
          seguenti compiti:
               a)  prevenzione  primaria  e  secondaria  del  diabete
          mellito;
               b) prevenzione delle sue complicanze;
               c) terapia in  situazioni  di  particolare  necessita'
          clinica;
               d) consulenza diabetologica con il medico di base e le
          altre strutture ove siano assistiti cittadini diabetici;
               e)  consulenza  con divisioni e servizi ospedalieri in
          occasione dei ricoveri di cittadini diabetici;
               f) addestramento, istruzione, educazione del cittadino
          diabetico;
               g) collaborazione con le unita' sanitarie  locali  per
          tutti  i  problemi  di  politica  sanitaria  riguardanti il
          diabete.