LEGGE 25 marzo 1993, n. 81

Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.

note: Entrata in vigore della legge: 28-3-1993 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/04/2002)
Testo in vigore dal: 2-8-2001
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 29. 
                        Propaganda elettorale 
 
  1.  Dal  trentesimo  giorno  precedente  la  data  fissata  per  le
elezioni, la propaganda elettorale per il voto a liste,  a  candidati
alla carica di sindaco e di presidente della provincia,  nonche'  per
il  voto  di  preferenza  per  singoli  candidati  alla   carica   di
consigliere comunale o provinciale a mezzo  di  manifesti  e  scritti
murali, stampati murali e  giornali  murali  e'  ammessa  nei  limiti
consentiti  dalla  legge  4  aprile  1956,  n.  212,   e   successive
modificazioni; e' invece vietata la propaganda elettorale a mezzo  di
inserzioni pubblicitarie su quotidiani o periodici, spot pubblicitari
e ogni altra forma di trasmissioni pubblicitarie radiotelevisive. 
  2. Non rientrano nel divieto di cui al comma 1: 
    a) gli annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi
o interventi comunque denominati; 
    b) le pubblicazioni di presentazione dei candidati alla carica di
sindaco o di presidente della provincia e  delle  liste  partecipanti
alla consultazione elettorale; 
    c)  la  presentazione  e   illustrazione   dei   loro   programmi
elettorali. 
  3. Tutte le pubblicazioni  di  propaganda  elettorale  a  mezzo  di
scritti, stampa o fotostampa, radio, televisione, incisione magnetica
ed ogni altro mezzo di divulgazione, debbono  indicare  il  nome  del
committente responsabile. 
  4. Le spese sostenute dal comune per la rimozione della  propaganda
abusiva nelle forme di scritti o affissioni murali e di volantinaggio
sono a carico, in solido, dell'esecutore materiale e del  committente
responsabile. 
  5. In caso di inosservanza delle norme di cui al comma  1  e  delle
prescrizioni delle autorita'  di  vigilanza  si  applicano  le  norme
vigenti in materia per le elezioni alla Camera  dei  deputati  ed  al
Senato della Repubblica. Chiunque contravviene alle restanti norme di
cui al presente articolo e' punito con la multa da lire un milione  a
lire cinquanta milioni. ((9)) 
  6. E'  fatto  divieto  a  tutte  le  pubbliche  amministrazioni  di
svolgere attivita'  di  propaganda  di  qualsiasi  genere,  ancorche'
inerente  alla  loro  attivita'  istituzionale,  nei  trenta   giorni
antecedenti l'inizio della campagna elettorale e per tutta la  durata
della stessa. 
  7. I divieti di cui al presente  articolo  non  si  applicano  agli
organi  ufficiali  di  informazione  dei  partiti  e  dei   movimenti
politici, nonche' alle stampe elettorali  di  liste  e  di  candidati
impegnati nella competizione elettorale. 
    
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AGGIORNAMENTO (9) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 12-25 luglio 2001, n. 287 (in
G.U.  1a  s.s.  1/8/2001,  n.  30),  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale del comma 5 del presente art. 29 "nella parte  in  cui
punisce il fatto previsto dal comma 3 con la multa da lire un milione
a lire cinquanta milioni, anziche'  con  la  sanzione  amministrativa
pecuniaria da lire un milione a lire cinquanta milioni".