LEGGE 23 dicembre 1992, n. 498

Interventi urgenti in materia di finanza pubblica.

note: Entrata in vigore della legge: 13/1/1993 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/02/2011)
Testo in vigore dal: 3-2-1994
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2. 
 
  1. Ai fini della ottimale e razionale utilizzazione  delle  risorse
naturali, anche per  conseguire  obiettivi  di  risparmio  e  di  uso
qualificato dei beni naturali da parte del sistema produttivo  e  dei
cittadini, nonche' per realizzare il principio che  chiunque  arrechi
pregiudizio all'ambiente  e'  tenuto  a  ripristinare  la  situazione
precedente,  nonche'  a  corrispondere  un  indennizzo  adeguato,  il
Governo,  sentite  le  competenti  commissioni  parlamentari   e   la
Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano, e'  delegato  ad  adottare,
entro centottanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, uno o piu' decreti legislativi con  l'osservanza  dei
seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) riordinare la materia della concessione delle acque  pubbliche
e disciplinare l'importo dei canoni in  ragione  delle  utilizzazioni
previste, della quantita' della domanda  esistente  per  l'uso  della
risorsa idrica nel bacino idrografico e, per quanto riguarda gli  usi
industriali e irrigui, in  ragione  delle  tecnologie  impiegate  per
l'utilizzo e la distribuzione delle acque; disciplinare l'importo dei
canoni per l'estrazione di materiali dall'alveo dei corsi d'acqua, in
funzione della granulometria e della natura del  materiale  estratto;
disciplinare l'importo dei  canoni  per  la  concessione  di  spiagge
lacuali, sulla base dell'estensione dell'area concessa  e  delle  sue
caratteristiche ambientali;  prevedere  che  i  nuovi  importi  siano
stabiliti con decreti del Ministro delle finanze, di concerto  con  i
Ministri   dell'ambiente,    dell'industria,    del    commercio    e
dell'artigianato, dell'agricoltura  e  delle  foreste  e  dei  lavori
pubblici, entro limiti di maggiorazione non eccedenti il 10 per cento
degli importi in essere per gli usi irrigui e il  30  per  cento  per
tutti gli altri  casi;  prevedere  l'effettuazione  del  monitoraggio
delle acque pubbliche utilizzate a fini  irrigui  e  delle  acque  di
fognatura; 
    b)  prevedere  l'adeguamento  delle  tariffe  per  i  servizi  di
acquedotto, di fognatura e di depurazione, anche nei casi in  cui  la
rete fognaria e' sfornita di impianto centralizzato  di  depurazione,
fatta  salva  una  diversa  tariffa  per  le  utenze  che  provvedono
direttamente alla depurazione. Le tariffe  sono  determinate  tenendo
conto della qualita' del servizio idrico fornito, delle opere e degli
adeguamenti necessari, in modo che  sia  assicurata  gradualmente  la
copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio; 
    c) disciplinare le tariffe in materia di tassa per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani,  in  modo  che  vi  sia  correlazione  fra
entita' della tariffa, quantita' e qualita' dei  rifiuti  e  relativi
costi di smaltimento, tenendo conto dell'organizzazione  dei  servizi
di raccolta differenziata ed in modo che sia assicurata  gradualmente
la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio; 
    d) disciplinare i vincoli e gli  oneri  ai  quali  e'  sottoposta
l'attivita'  di  cava  in  sede   di   rilascio   dell'autorizzazione
all'esercizio dell'attivita', commisurando l'onere alla quantita' dei
materiali estratti, alla qualita' degli stessi, alle  caratteristiche
delle aree interessate e fissando, altresi', modalita'  e  condizioni
per la conservazione e la manutenzione degli alvei fluviali  e  delle
difese spondali nonche' disciplinando l'eventuale  utilizzazione  del
materiale di risulta in modo che i proventi entrino a far parte delle
risorse di cui al comma 2. (2) 
  2. (( . . . )) Le risorse di cui  alla  lettera  b)  del  comma  1,
previa definizione degli ambiti  ottimali,  di  cui  all'articolo  35
della legge 18 maggio  1989,  n.  183,  ed  in  vista  della  riforma
organica del settore delle risorse idriche, nonche' le risorse di cui
alla lettera c) del medesimo comma 1,  sono  vincolate  nel  rispetto
delle finalita' di cui alle medesime lettere,  alla  copertura  degli
oneri di gestione ed a  programmi  di  investimento  approvati  dalle
regioni  d'intesa  con  il   Ministro   dell'ambiente,   che   vigila
sull'attuazione dei  programmi  medesimi.  Le  risorse  di  cui  alla
lettera d) del comma 1 sono destinate ad interventi di bonifica e  di
salvaguardia ambientale secondo  programmi  approvati  dalle  regioni
d'intesa con il Ministro dell'ambiente.  Qualora  entro  due  anni  i
soggetti rispettivamente competenti  non  conseguano  l'utilizzazione
stabilita, le risorse affluiscono al  bilancio  dello  Stato  e  sono
impiegate dal Ministro dell'ambiente per le medesime finalita'. 
  3. I nuovi importi dei canoni, delle tariffe e degli oneri previsti
dal presente articolo si applicano a decorrere dal 1 gennaio 1994. 
  4. Il Governo e' autorizzato ad emanare le necessarie  disposizioni
di raccordo tra le norme recate dal presente articolo,  dall'articolo
12  della  presente  legge  e  dai   decreti   legislativi   previsti
dall'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421. 
  5. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a), b), c) e  d),  si
applicano anche alle regioni  a  statuto  speciale  e  alle  province
autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto  dei  limiti  consentiti
dagli statuti speciali e dalle relative norme di attuazione. 
    
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AGGIORNAMENTO (2) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 11 giugno-9 luglio  1993,  n.
308  (in   G.U.   1a   s.s.   14/7/1993,   n.   29)   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 2, comma primo,  lett.  d)
della legge 23 dicembre 1992, n. 498 (recante "Interventi urgenti  in
materia di finanza pubblica")".