LEGGE 23 ottobre 1992, n. 421

Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanita', di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale.

note: Entrata in vigore della legge: 15-11-1992 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 17/03/1997)
Testo in vigore dal: 15-11-1992
al: 31-3-1997
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                               Art. 2. 
                         (Pubblico impiego). 
1. Il Governo della Repubblica e' delegato a  emanare  entro  novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  legge  uno  o
piu'   decreti   legislativi,   diretti   al    contenimento,    alla
razionalizzazione e al controllo  della  spesa  per  il  settore  del
pubblico  impiego,   al   miglioramento   dell'efficienza   e   della
produttivita', nonche' alla  sua  riorganizzazione;  a  tal  fine  e'
autorizzato a: 
a) prevedere, con uno o piu' decreti, salvi  i  limiti  collegati  al
perseguimento  degli  interessi  generali  cui   l'organizzazione   e
l'azione delle pubbliche  amministrazioni  sono  indirizzate,  che  i
rapporti di lavoro e di impiego dei dipendenti delle  amministrazioni
dello Stato e degli altri enti di cui agli articoli 1, primo comma, e
26, primo comma, della legge 29 marzo 1983, n. 93,  siano  ricondotti
sotto la disciplina del diritto  civile  e  siano  regolati  mediante
contratti  individuali  e  collettivi;   prevedere   una   disciplina
transitoria idonea ad assicurare la graduale sostituzione del  regime
attualmente in vigore nel settore pubblico con  quello  stabilito  in
base al presente articolo; prevedere nuove  forme  di  partecipazione
delle rappresentanze del personale ai  fini  dell'organizzazione  del
lavoro nelle amministrazioni; 
b) prevedere  criteri  di  rappresentativita'  ai  fini  dei  diritti
sindacali  e  della   contrattazione   compatibili   con   le   norme
costituzionali; prevedere strumenti per la  rappresentanza  negoziale
della parte pubblica, autonoma ed obbligatoria, mediante un  apposito
organismo tecnico, dotato di personalita' giuridica, sottoposto  alla
vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri ed operante  in
conformita' alle direttive impartite dal presidente del Consiglio dei
ministri; stabilire che l'ipotesi di contratto collettivo,  corredata
dai  necessari  documenti  indicativi  degli  oneri  finanziari,  sia
trasmessa dall'organismo tecnico, ai  fini  dell'autorizzazione  alla
sottoscrizione, al Governo che dovra' pronunciarsi in senso  positivo
o negativo entro un termine non superiore a quindici giorni,  decorso
il quale l'autorizzazione si intende  rilasciata;  prevedere  che  la
legittimita'  e  la  compatibilita'   economica   dell'autorizzazione
governativa siano sottoposte al controllo della Corte dei conti,  che
dovra' pronunciarsi entro un  termine  certo,  decorso  il  quale  il
controllo si intende effettuato senza rilievi; 
c) prevedere l'affidamento delle controversie di lavoro riguardanti i
pubblici dipendenti, cui si applica la disciplina di cui al  presente
articolo, escluse le controversie riguardanti  il  personale  di  cui
alla lettera e) e le materie di cui  ai  numeri  da  1)  a  7)  della
presente lettera, alla giurisdizione del giudice ordinario secondo le
disposizioni che regolano il processo del lavoro, a partire dal terzo
anno successivo alla emanazione del decreto  legislativo  e  comunque
non prima del compimento della fase transitoria di cui  alla  lettera
a); la procedibilita' del ricorso giurisdizionale  resta  subordinata
all'esperimento di un tentativo di conciliazione,  che,  in  caso  di
esito positivo, si  definisce  mediante  verbale  costituente  titolo
esecutivo. Sono regolate con legge, ovvero, sulla base della legge  o
nell'ambito dei principi dalla stessa posti,  con  atti  normativi  o
amministrativi, le seguenti materie: 
1) le  responsabilita'  giuridiche  attinenti  ai  singoli  operatori
nell'espletamento di procedure amministrative; 
2) gli organi, gli uffici, i modi di conferimento  della  titolarita'
dei medesimi; 
3) i principi fondamentali di organizzazione degli uffici; 
4)  i  procedimenti  di  selezione  per  l'accesso  al  lavoro  e  di
avviamento al lavoro; 
5) i ruoli e le  dotazioni  organiche  nonche'  la  loro  consistenza
complessiva. Le dotazioni complessive di ciascuna qualifica sono def-
inite previa informazione alle organizzazioni  sindacali  interessate
maggiormente rappresentative sul piano nazionale; 
6)  la  garanzia  della  liberta'  di  insegnamento   e   l'autonomia
professionale nello svolgimento dell'attivita' didattica, scientifica
e di ricerca; 
7) la disciplina della responsabilita' e delle  incompatibilita'  tra
l'impiego pubblico ed altre attivita' e i casi di divieto  di  cumulo
di impieghi e incarichi pubblici; 
d) prevedere che le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici  di
cui alla lettera a) garantiscano  ai  propri  dipendenti  parita'  di
trattamenti contrattuali  e  comunque  trattamenti  non  inferiori  a
quelli prescritti dai contratti collettivi; 
e)  mantenere  la  normativa   vigente,   prevista   dai   rispettivi
ordinamenti,  per   quanto   attiene   ai   magistrati   ordinari   e
amministrativi, agli avvocati e procuratori dello Stato, al personale
militare  e  delle  forze  di  polizia,  ai  dirigenti  generali   ed
equiparati, al personale delle carriere diplomatica e prefettizia; 
f)  prevedere  la  definizione  di  criteri  di  unicita'  di   ruolo
dirigenziale, fatti salvi i distinti ruoli delle carriere diplomatica
e prefettizia e le relative modalita' di accesso;  prevedere  criteri
generali per la nomina dei dirigenti di piu' elevato livello, con  la
garanzia di specifiche obiettive capacita'  professionali;  prevedere
una disciplina uniforme per i procedimenti di accesso alle qualifiche
dirigenziali di primo livello anche mediante norme di riordino  della
Scuola superiore della pubblica amministrazione, anche  in  relazione
alla funzione  di  accesso,  senza  oneri  aggiuntivi  a  carico  del
bilancio dello Stato,  prevedendo  figure  di  vertice  con  distinte
responsabilita' didattico-scientifiche e gestionali-organizzative; 
g) prevedere: 
1) la separazione tra i compiti di direzione  politica  e  quelli  di
direzione amministrativa; l'affidamento ai  dirigenti  -  nell'ambito
delle scelte di programma degli obiettivi e delle  direttive  fissate
dal titolare dell'organo  -  di  autonomi  poteri  di  direzione,  di
vigilanza e di controllo,  in  particolare  la  gestione  di  risorse
finanziarie attraverso l'adozione di idonee tecniche di bilancio,  la
gestione delle risorse umane e la gestione  di  risorse  strumentali;
cio' al fine di assicurare economicita', speditezza e rispondenza  al
pubblico interesse dell'attivita' degli uffici dipendenti; 
2) la verifica dei risultati mediante appositi nuclei di  valutazione
composti da  dirigenti  generali  e  da  esperti,  ovvero  attraverso
convenzioni  con  organismi  pubblici   o   privati   particolarmente
qualificati nel controllo di gestione; 
3)  la  mobilita',  anche  temporanea,  dei  dirigenti,  nonche'   la
rimozione dalle funzioni e il collocamento a disposizione in caso  di
mancato conseguimento degli obiettivi prestabiliti della gestione; 
4)  i  tempi  e  i  modi  per  l'individuazione,  in  ogni   pubblica
amministrazione,  degli  organi  e  degli  uffici   dirigenziali   in
relazione alla  rilevanza  e  complessita'  delle  funzioni  e  della
quantita' delle risorse umane,  finanziarie,  strumentali  assegnate;
tale individuazione dovra' comportare  anche  eventuali  accorpamenti
degli uffici  esistenti;  dovranno  essere  previsti  i  criteri  per
l'impiego e  la  graduale  riduzione  del  numero  dei  dirigenti  in
servizio che risultino in eccesso rispetto agli uffici individuati ai
sensi della presente norma; 
5) una apposita, separata area di  contrattazione  per  il  personale
dirigenziale non  compreso  nella  lettera  e),  cui  partecipano  le
confederazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative  sul   piano
nazionale e le organizzazioni  sindacali  del  personale  interessato
maggiormente rappresentative  sul  piano  nazionale,  assicurando  un
adeguato riconoscimento delle specifiche tipologie professionali;  la
definizione  delle   qualifiche   dirigenziali   e   delle   relative
attribuzioni; l'istituzione  di  un'area  di  contrattazione  per  la
dirigenza medica, stabilendo che la  relativa  delegazione  sindacale
sia composta da rappresentanti  delle  organizzazioni  sindacali  del
personale medico maggiormente rappresentative sul piano nazionale; 
h) prevedere  procedure  di  contenimento  e  controllo  della  spesa
globale per i dipendenti pubblici, entro limiti massimi globali,  per
ciascun comparto e per ciascuna amministrazione  o  ente;  prevedere,
nel bilancio dello Stato e nei bilanci delle altre amministrazioni ed
enti, l'evidenziazione della spesa complessiva per  il  personale,  a
preventivo e a  consuntivo;  prevedere  la  revisione  dei  controlli
amministrativi dello Stato sulle regioni, concentrandoli  sugli  atti
fondamentali  della   gestione   ed   assicurando   l'audizione   dei
rappresentanti   dell'ente   controllato,   adeguando   altresi'   la
composizione degli organi di controllo anche  al  fine  di  garantire
l'uniformita' dei criteri di esercizio del controllo stesso; 
i) prevedere che nei limiti di cui alla lettera h) la  contrattazione
sia nazionale e decentrata; 
l) definire procedure e sistemi di controllo sul conseguimento  degli
obiettivi  stabiliti  per  le  azioni  amminstrative,   nonche'   sul
contenimento dei costi contrattuali entro i limiti predeterminati dal
Governo e dalla  normativa  di  bilancio,  prevedendo  negli  accordi
contrattuali dei pubblici dipendenti  la  possibilita'  di  prorogare
l'efficacia  temporale   del   contratto,   ovvero   di   sospenderne
l'esecuzione parziale o totale in caso di accertata  esorbitanza  dai
limiti di spesa; a tali fini, prevedere che il Nucleo di  valutazione
della  spesa  relativa  al  pubblico  impiego  istituito  presso   il
Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro dall'articolo 10 della
legge 30 dicembre 1991, n. 412, operi, su  richiesta  del  Presidente
del  Consiglio  dei  ministri  o  delle   organizzazioni   sindacali,
nell'ambito dell'attuale dotazione finanziaria dell'ente, con compiti
sostitutivi di quelli affidatigli dal citato articolo 10 della  legge
30 dicembre 1991, n. 412, di controllo e certificazione dei costi del
lavoro  pubblico  sulla  base  delle  rilevazioni  effettuate   dalla
Ragioneria generale dello  Stato,  dal  Dipartimento  della  funzione
pubblica  e  dall'Istituto  nazionale  di  statistica;  per  il  piu'
efficace perseguimento di tali obiettivi,  realizzare  l'integrazione
funzionale del Dipartimento della funzione pubblica con la Ragioneria
generale dello Stato; 
m)  prevedere,  nelle  ipotesi  in  cui  per  effetto  di   decisioni
giurisdizionali l'entita' globale della spesa per il pubblico impiego
ecceda i  limiti  prestabiliti  dal  Governo,  che  il  Ministro  del
bilancio e della programmazione economica ed il Ministro  del  tesoro
presentino, in merito, entro trenta giorni dalla pubblicazione  delle
sentenze esecutive, una relazione al Parlamento impegnando Governo  e
Parlamento a definire con procedura d'urgenza  una  nuova  disciplina
legislativa idonea a ripristinare i limiti della spesa globale; 
n) prevedere che, con riferimento  al  settore  pubblico,  in  deroga
all'articolo  2103  del  codice  civile,  l'esercizio  temporaneo  di
mansioni  superiori  non  attribuisce  il  diritto   all'assegnazione
definitiva  delle  stesse,   che   sia   consentita   la   temporanea
assegnazione con provvedimento motivato del dirigente  alle  mansioni
superiori per un periodo non eccedente tre mesi  o  per  sostituzione
del lavoratore assente  con  diritto  alla  conservazione  del  posto
esclusivamente con  il  riconoscimento  del  diritto  al  trattamento
corrispondente all'attivita' svolta e che  comunque  non  costituisce
assegnazione  alle  mansioni  superiori  l'attribuzione   di   alcuni
soltanto dei compiti propri delle mansioni stesse, definendo altresi'
criteri, procedure e modalita' di detta assegnazione; 
o)  procedere  alla  abrogazione  delle  disposizioni  che  prevedono
automatismi che influenzano il trattamento economico fondamentale  ed
accessorio,  e  di  quelle  che   prevedono   trattamenti   economici
accessori, settoriali, comunque  denominati,  a  favore  di  pubblici
dipendenti  sostituendole   contemporaneamente   con   corrispondenti
disposizioni di accordi  contrattuali  anche  al  fine  di  collegare
direttamente tali trattamenti  alla  produttivita'  individuale  e  a
quella  collettiva   ancorche'   non   generalizzata   ma   correlata
all'apporto   partecipativo,   raggiunte   nel   periodo,   per    la
determinazione  delle  quali  devono  essere  introdotti  sistemi  di
valutazione e  misurazione,  ovvero  allo  svolgimento  effettivo  di
attivita' particolarmente disagiate ovvero obiettivamente  pericolose
per l'incolumita' personale o dannose per la  salute;  prevedere  che
siano comunque fatti salvi i trattamenti  economici  fondamentali  ed
accessori  in  godimento  aventi  natura  retributiva   ordinaria   o
corrisposti con carattere di generalita' per ciascuna amministrazione
o ente; prevedere il principio della  responsabilita'  personale  dei
dirigenti in caso di attribuzione impropria dei trattamenti economici
accessori; 
p) prevedere che  qualunque  tipo  di  incarico  a  dipendenti  della
pubblica amministrazione possa essere conferito in casi rigorosamente
predeterminati; in ogni caso, prevedere che l'amministrazione,  ente,
societa' o persona fisica che hanno conferito al personale dipendente
da una pubblica amministrazione incarichi previsti  dall'articolo  24
della legge 30 dicembre 1991, n. 412, entro sei mesi  dell'emanazione
dei decreti legislativi di cui al presente articolo, siano  tenuti  a
comunicare  alle  amministrazioni  di  appartenenza   del   personale
medesimo  gli  emolumenti  corrisposti  in  relazione   ai   predetti
incarichi,  allo   scopo   di   favorire   la   completa   attuazione
dell'anagrafe delle prestazioni prevista dallo stesso articolo 24; 
q)  al  fine  del  contenimento  e  della   razionalizzazione   delle
aspettative e dei permessi sindacali nel settore pubblico,  prevedere
l'abrogazione delle  disposizioni  che  regolano  la  gestione  e  la
fruizione di dette  prerogative,  stabilendo  che  contemporaneamente
l'intera materia venga disciplinata nell'ambito della  contrattazione
collettiva, determinando i limiti massimi  delle  aspettative  e  dei
permessi sindacali in un apposito accordo stipulato tra il Presidente
del Consiglio dei ministri o un  suo  delegato  e  le  confederazioni
sindacali  maggiormente  rappresentative  sul  piano  nazionale,   da
recepire con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previa
deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri;  tali  limiti   massimi
dovranno essere determinati tenendo conto della diversa dimensione  e
articolazione organizzativa delle amministrazioni, della  consistenza
numerica  del  personale  nel   suo   complesso   e   del   personale
sindacalizzato,  prevedendo  il  divieto  di  cumulare   i   permessi
sindacali  giornalieri;  prevedere  che   alla   ripartizione   delle
aspettative sindacali  tra  le  confederazioni  e  le  organizzazioni
sindacali    aventi    titolo    provveda,    in    relazione    alla
rappresentativita' delle medesime accertata ai sensi della  normativa
vigente  nel  settore  pubblico,  la  Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri  -  Dipartimento  della  funzione   pubblica,   sentite   le
confederazioni ed organizzazioni sindacali interessate; prevedere che
le  amministrazioni  pubbliche  forniscano  al   Dipartimento   della
funzione  pubblica  il  numero  complessivo  ed  i   nominativi   dei
beneficiari dei permessi  sindacali;  inoltre  prevedere,  secondo  i
tempi definiti dall'accordo di cui sopra,  che  ai  dipendenti  delle
pubbliche amministrazioni si applichino, in materia di aspettative  e
permessi sindacali, le disposizioni della legge 20  maggio  1970,  n.
300,  e  successive  modificazioni;  prevedere  che,  oltre  ai  dati
relativi ai permessi sindacali, le pubbliche amministrazioni  debbano
annualmente fornire alla Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  -
Dipartimento  della  funzione  pubblica   gli   elenchi   nominativi,
suddivisi  per  qualifica,  del  personale  dipendente  collocato  in
aspettativa, in quanto chiamato a  ricoprire  una  funzione  pubblica
elettiva ovvero per motivi  sindacali.  I  dati  riepilogativi  degli
elenchi  sono  pubblicati  in  allegato  alla  relazione  annuale  da
presentare al Parlamento ai sensi dell'articolo  16  della  legge  29
marzo 1983, n. 93; 
r) prevedere, al fine di assicurare  la  migliore  distribuzione  del
personale nelle sedi di servizio sul  territorio  nazionale,  che  le
amministrazioni e gli enti pubblici non  possano  procedere  a  nuove
assunzioni, ivi comprese quelle riguardanti le categorie protette, in
caso di mancata rideterminazione delle piante  organiche  secondo  il
disposto dell'articolo 6 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, ed  in
caso  di  accertata  possibilita'  di  copertura  dei  posti  vacanti
mediante mobilita' volontaria, ancorche' realizzabile a seguito della
copertura del fabbisogno di  personale  nella  sede  di  provenienza;
prevedere norme dirette ad impedire la violazione e l'elusione  degli
obblighi temporanei di permanenza dei dipendenti pubblici in determi-
nate sedi, stabilendo in sette anni il relativo periodo di  effettiva
permanenza nella sede di  prima  destinazione,  escludendo  anche  la
possibilita' di disporre in tali periodi comandi o  distacchi  presso
sedi con dotazioni organiche complete; prevedere che i  trasferimenti
mediante mobilita' volontaria, compresi quelli  di  cui  al  comma  2
dell'articolo 4 della legge 29 dicembre 1988, n. 554, siano  adottati
con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  e  che  il
personale eccedente, che non accetti  la  mobilita'  volontaria,  sia
sottoposto a  mobilita'  d'ufficio  e,  qualora  non  ottemperi,  sia
collocato in disponibilita' ai sensi dell'articolo 72 del testo unico
delle disposizioni concernenti  lo  statuto  degli  impiegati  civili
dello Stato approvato con decreto del Presidente della Repubblica  10
gennaio 1957, n. 3; 
s) prevedere che, fatte salve le disposizioni di leggi  speciali,  la
disciplina del trasferimento di azienda di cui all'articolo 2112  del
codice civile si applica anche nel caso di  transito  dei  dipendenti
degli enti pubblici e delle aziende municipalizzate  o  consortili  a
societa' private per effetto di norme  di  legge,  di  regolamento  o
convenzione, che  attribuiscano  alle  stesse  societa'  le  funzioni
esercitate dai citati enti pubblici ed aziende; 
t) prevedere una organica regolamentazione delle modalita' di accesso
all'impiego presso le pubbliche amministrazioni, espletando,  a  cura
della Presidenza del  Consiglio  dei  ministri,  concorsi  unici  per
profilo professionale  abilitanti  all'impiego  presso  le  pubbliche
amministrazioni, ad eccezione delle regioni, degli enti locali e loro
consorzi, previa individuazione dei profili professionali, delle pro-
cedure e tempi di svolgimento dei concorsi, nonche'  delle  modalita'
di accesso alle graduatorie di idonei da parte delle  amministrazioni
pubbliche, prevedendo altresi' la possibilita', in determinati  casi,
di provvedere attraverso concorsi per soli titoli o di selezionare  i
candidati   mediante   svolgimento   di   prove    psico-attitudinali
avvalendosi  di  sistemi   automatizzati;   prevedere   altresi'   il
decentramento delle sedi di svolgimento dei concorsi; 
u) prevedere per le categorie protette di cui al titolo I della legge
2 aprile 1968, n. 482, l'assunzione,  da  parte  dello  Stato,  delle
aziende e degli enti pubblici, per chiamata numerica  degli  iscritti
nelle liste di collocamento sulla base  delle  graduatorie  stabilite
dagli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione; 
v) al fine di assicurare una migliore efficienza degli uffici e delle
strutture  delle  amministrazioni   pubbliche   in   relazione   alle
rispettive  inderogabili  esigenze  funzionali,  prevedere   che   il
personale  appartenente  alle  qualifiche  funzionali  possa   essere
utilizzato, occasionalmente e con criteri di  flessibilita',  per  lo
svolgimento di mansioni relative a profili professionali di qualifica
funzionale immediatamente inferiore; 
z) prevedere, con riferimento al titolo di  studio,  l'utilizzazione,
anche d'ufficio, del personale docente soprannumerario  delle  scuole
di ogni ordine e grado di posti  e  classi  di  concorso  diversi  da
quelli di titolarita', anche per ordini e gradi di scuola diversi; il
passaggio di ruolo del predetto personale docente soprannumerario  e'
consentito   purche'   in   possesso   di   idonea   abilitazione   e
specializzazione,  ove  richiesta,  secondo  la  normativa   vigente;
prevedere il passaggio del personale docente in  soprannumero  e  del
personale amministrativo, tecnico ed ausiliario utilizzato presso gli
uffici  scolastici  regionali  e  provinciali,   a   domanda,   nelle
qualifiche funzionali, nei profili professionali  e  nelle  sedi  che
presentino  disponibilita'  di  posti,  nei  limiti  delle  dotazioni
organiche    dei    ruoli     dell'amministrazione     centrale     e
dell'amministrazione  scolastica  periferica  del   Ministero   della
pubblica istruzione previste cumulativamente  dalle  tabelle  A  e  B
allegate al decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  27
luglio 1987,  pubblicato  nel  Supplemento  ordinario  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 1991, e successive modificazioni; 
aa) prevedere per il personale  docente  di  ruolo  l'istituzione  di
corsi di riconversione professionale,  con  verifica  finale,  aventi
valore abilitante, l'accesso ai quali avvenga sulla base  dei  titoli
di studio  posseduti  al  fine  di  rendere  possibile  una  maggiore
mobilita' professionale all'interno del comparto scuola in  relazione
ai  fenomeni  di  diminuzione  della  popolazione  scolastica  e   ai
cambiamenti  degli  ordinamenti  e  dei  programmi  di  insegnamento;
prevedere nell'ambito delle trattative  contrattuali  l'equiparazione
della mobilita' professionale (passaggi di cattedra  e  di  ruolo)  a
quella territoriale ed il superamento dell'attuale ripartizione tra i
posti riservati alla mobilita' e quelli riservati alle immissioni  in
ruolo nel senso di rendere disponibili per  le  immissioni  in  ruolo
solo i posti che residuano dopo le operazioni di mobilita' in ciascun
anno scolastico; 
bb) prevedere norme dirette alla riduzione graduale  delle  dotazioni
organiche aggiuntive per le scuole  materne  e  per  gli  istituti  e
scuole d'istruzione secondaria ed artistica, fino  al  raggiungimento
del 3 per cento della consistenza  organica,  a  modifica  di  quanto
previsto dall'articolo 13, primo comma, della legge 20  maggio  1982,
n. 270, e successive modificazioni e  integrazioni;  sopprimere,  con
decorrenza dall'anno scolastico 1993-94, i commi decimo e  undicesimo
dell'articolo 14 della  citata  legge  20  maggio  1982,  n.  270,  e
prevedere norme dirette alla  progressiva  abolizione  delle  attuali
disposizioni che autorizzano l'impiego del personale della scuola  in
funzioni diverse  da  quelle  di  istituto;  conseguentemente  dovra'
essere prevista una nuova  regolamentazione  di  tutte  le  forme  di
utilizzazione del personale della scuola  per  garantirne  l'impiego,
anche attraverso forme di reclutamento per concorso, in attivita'  di
particolare utilita' strettamente attinenti al  settore  educativo  e
per fini di istituto anche culturali previsti  da  leggi  in  vigore.
Tale  nuova  regolamentazione  potra'  consentire  una  utilizzazione
complessiva di personale non superiore alle mille unita'; 
cc)  prevedere  che  le  dotazioni  dell'organico  aggiuntivo   siano
destinate prevalentemente alla  copertura  delle  supplenze  annuali.
Cio' nell'ambito delle quote attualmente  stabilite  per  le  diverse
attivita' di cui all'articolo 14 della legge 20 maggio 1982, n.  270,
e successive modificazioni; 
dd) procedere alla revisione delle norme concernenti il  conferimento
delle supplenze  annuali  e  temporanee  per  il  personale  docente,
amministrativo, tecnico ed ausiliario prevedendo la  possibilita'  di
fare ricorso alle supplenze annuali solo per la copertura  dei  posti
effettivamente vacanti e disponibili ed ai  quali  non  sia  comunque
assegnato personale ad altro titolo  per  l'intero  anno  scolastico,
stabilendo la limitazione delle supplenze temporanee al solo  periodo
di effettiva permanenza delle esigenze di  servizio;  procedere  alla
revisione della disciplina che regola l'utilizzazione  del  personale
docente che riprende servizio dopo l'aspettativa per infermita' o per
motivi di famiglia; nelle sole classi terminali dei cicli  di  studio
ove il docente riprenda servizio dopo il 30 aprile ed a seguito di un
periodo di assenza non inferiore a novanta giorni,  viene  confermato
il supplente a garanzia della continuita' didattica e  i  docenti  di
ruolo che non riprendano servizio nella propria classe sono impiegati
per supplenze o per lo svolgimento di altri compiti; 
ee) procedere alla revisione, nell'ambito dell'attuale disciplina del
reclutamento  del  personale  docente  di  ruolo,  dei   criteri   di
costituzione e funzionamento delle commissioni giudicatrici, al  fine
di realizzare obiettivi di accelerazione, efficienza  e  contenimento
complessivo della spesa nello svolgimento delle procedure di concorso
mediante un piu' razionale accorpamento delle classi di  concorso  ed
il maggior decentramento possibile delle sedi di  esame,  nonche'  un
piu' frequente ricorso alla scelta dei componenti  delle  commissioni
fra il personale docente e direttivo in quiescenza,  anche  ai  sensi
del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 giugno 1986,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 1986, e suc-
cessive  modificazioni,  ed  assicurando  un  adeguato  compenso   ai
componenti delle commissioni stesse nei casi in cui essi  non  optino
per l'esonero dal servizio di  insegnamento.  La  corresponsione  dei
citati compensi deve comunque comportare  una  adeguata  economia  di
spesa  rispetto  agli  oneri  eventualmente  da  sostenere   per   la
sostituzione del personale esonerato dal servizio di insegnamento; 
ff) procedere alla revisione, nell'ambito dell'attuale disciplina del
reclutamento del personale docente di ruolo, delle relative procedure
di concorso, al fine di subordinarne l'indizione alla  previsione  di
effettiva disponibilita'  di  cattedre  e  di  posti  e,  per  quanto
riguarda  le  accademie  ed  i  conservatori,  di   subordinarne   lo
svolgimento ad una previa selezione per soli titoli; 
gg) prevedere l'individuazione di parametri di efficacia della  spesa
per la pubblica istruzione  in  rapporto  ai  risultati  del  sistema
scolastico con particolare  riguardo  alla  effettiva  fruizione  del
diritto allo studio ed in rapporto anche alla mortalita'  scolastica,
agli  abbandoni  e  al  non  adempimento  dell'obbligo,  individuando
strumenti efficaci per il loro superamento; 
hh) prevedere criteri e progetti per  assicurare  l'attuazione  della
legge 10 aprile 1991,  n.  125,  in  tutti  i  settori  del  pubblico
impiego; 
ii) prevedere l'adeguamento degli uffici e della loro  organizzazione
al fine di garantire l'effettivo esercizio dei diritti dei  cittadini
in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso  ai
documenti amministrativi, ai sensi della legge 7 agosto 1990, 241; 
ll) i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento
nazionale, al  Parlamento  europeo  e  nei  consigli  regionali  sono
collocati in aspettativa senza assegni per  la  durata  del  mandato.
Tale periodo e' utile ai  fini  dell'anzianita'  di  servizio  e  del
trattamento di quiescenza e di previdenza; 
mm) al fine del completamento del processo di informatizzazione delle
amministrazioni pubbliche e della piu'  razionale  utilizzazione  dei
sistemi informativi automatizzati,  procedere  alla  revisione  della
normativa in materia di acquisizione dei mezzi necessari;  prevedendo
altresi' la definizione  dei  relativi  standard  qualitativi  e  dei
controlli di efficenza e di efficacia; procedere alla revisione delle
relative competenze e attribuire ad un apposito organismo funzioni di
coordinamento delle iniziative e di pianificazione degli investimenti
in   materia   di   automazione,   anche   al   fine   di   garantire
l'interconnessione dei sistemi informatici pubblici. 
2. Le disposizioni del presente articolo e dei decreti legislativi in
esso  previsti   costituiscono   principi   fondamentali   ai   sensi
dell'articolo 117 della Costituzione.  I  principi  desumibili  dalle
disposizioni del presente  articolo  costituiscono  altresi'  per  le
regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e  di
Bolzano  norme  fondamentali  di  riforma   economico-sociale   della
Repubblica. 
3. Restano salve per la Valle d'Aosta  le  competenze  statutarie  in
materia, le norme di attuazione  e  la  disciplina  sul  bilinguismo.
Resta comunque salva,  per  la  provincia  autonoma  di  Bolzano,  la
disciplina vigente sul bilinguismo  e  la  riserva  proporzionale  di
posti nel pubblico impiego. 
4. Entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge il Governo trasmette alla Camera  dei  deputati  e  al
Senato della Repubblica gli schemi dei decreti legislativi di cui  al
comma  1  al  fine  dell'espressione  del  parere  da   parte   delle
Commissioni permanenti competenti per la materia di cui  al  presente
articolo. Le Commissioni si esprimono  entro  quindici  giorni  dalla
data di trasmissione. 
5. Disposizioni correttive, nell'ambito dei decreti di cui  al  comma
1, nel rispetto dei principi  e  criteri  direttivi  determinati  dal
medesimo comma 1 e previo parere delle Commissioni di cui al comma 4,
potranno essere emanate, con uno o piu' decreti legislativi, fino  al
31 dicembre 1993. 
          Note all'art. 2:
             -  Si  riporta,  secondo  l'ordine   progressivo   degli
          articoli,  il  testo  delle  disposizioni  della  legge  n.
          93/1983 (Legge quadro sul pubblico impiego) alle  quali  il
          presente articolo fa rinvio:
             "Art.  1  (Ambito  di  applicazione  della legge), primo
          comma. - Le disposizioni della presente legge costituiscono
          principi   fondamentali  ai  sensi  dell'art.   117   della
          Costituzione.  Le  amministrazioni  dello  Stato,  anche ad
          ordinamento autonomo, delle regioni  a  statuto  ordinario,
          delle province, dei comuni e di tutti gli enti pubblici non
          economici  nazionali,  regionali  e  locali si attengono ad
          esse ciascuna secondo il proprio ordinamento".
             "Art. 16 (Relazione al Parlamento). - Nella relazione al
          Parlamento di cui all'art. 30 della legge 28 ottobre  1970,
          n.   775,  si  riferisce  anche  circa  l'attuazione  degli
          accordi, la produttivita', le  disfunzioni,  i  tempi  e  i
          costi   dell'azione  amministrativa,  il  confronto  con  i
          rapporti di lavoro  nel  settore  privato,  e  si  avanzano
          eventuali proposte.  In ogni caso il Governo riferisce alle
          competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati
          e del Senato della Repubblica sui contenuti di ogni ipotesi
          di    accordo   sindacale   entro   trenta   giorni   dalla
          formulazione.
             La relazione e' allegata alla relazione  previsionale  e
          programmatica di cui all'art. 15 della legge 5 agosto 1978,
          n. 468.
             Nell'anno  antecedente  a  quello  di  entrata in vigore
          della  nuova  normativa,  la   relazione   previsionale   e
          programmatica di cui al comma precedente e' accompagnata da
          un'apposita  relazione programmatica di settore riguardante
          gli accordi in via di stipulazione".
             "Art.  26  (Disposizioni  speciali),  primo  comma. - La
          presente  legge  si  applica  anche  ai  dipendenti   degli
          istituti   autonomi  case  popolari,  della  Cassa  per  il
          Mezzogiorno e delle camere di commercio".
             -  Si  riporta,  secondo  l'ordine   progressivo   degli
          articoli,  il  testo  delle  disposizioni  della  legge  n.
          412/1991 (Disposizioni in materia di finanza pubblica) alle
          quali il presente articolo fa rinvio:
             "Art. 6 (Impiego  di  nuove  tecnologie  nella  pubblica
          amministrazione).   -  1.  Tutte  le  piante  organiche  di
          Ministeri, enti pubblici,  enti  economici  definite  prima
          dell'avvio  del  processo  di  informatizzazione e, in ogni
          caso, tutte le  piante  organiche  definite  prima  del  31
          dicembre  1989  debbono essere riviste in diminuzione sulla
          base dei carichi funzionali  entro  il  30  giugno  1992  e
          sottoposte  all'approvazione  formale  della Presidenza del
          Consiglio dei Ministri.
             2. Salvo che per gli atti aventi  valore  normativo,  le
          comunicazioni tra amministrazioni pubbliche, enti pubblici,
          regioni  ed  enti  locali  che  avvengano  via telefax sono
          valide ai fini del procedimento  amministrativo  una  volta
          che  ne  sia  verificata  la  provenienza.    Qualora dalle
          comunicazioni possano nascere  diritti,  doveri,  legittime
          aspettative   di   terzi,   prima   dell'atto   finale  del
          procedimento dovra' essere acquisito agli atti  l'originale
          della comunicazione".
             Art.  10  (Nucleo di valutazione della spesa relativa al
          pubblico impiego). - 1. Per la valutazione  della  dinamica
          della   spesa   conseguente  ai  trattamenti  giuridici  ed
          economici dei pubblici dipendenti e' istituito un Nucleo di
          valutazione.
             2. Il Nucleo di  valutazione,  ricevute  le  ipotesi  di
          accordo di cui all'art. 6 della legge 29 marzo 1983, n. 93,
          e successive modificazioni (v. nota precedente, n.d.r.), ne
          valuta  il  contenuto  accertando  l'esatto ammontare degli
          oneri   finanziari   diretti    e    indiretti    derivanti
          dall'applicazione  di  tutte  le  misure  ivi previste, con
          riferimento ad  un  arco  temporale  almeno  triennale,  ed
          emette  un  parere  che  viene  trasmesso  al Consiglio dei
          Ministri.  Il  Nucleo  provvede  altresi'''  al   controllo
          sull'andamento   della  spesa  derivante  dall'applicazione
          degli accordi nell'arco temporale di validita' degli stessi
          e dei provvedimenti legislativi di cui al presente comma.
             3.  Il  Nucleo  di  valutazione  e'  composto  da  sette
          componenti   nominati  con  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica  su  proposta   formulata   congiuntamente   dai
          Presidenti  della  Camera  dei  deputati e del Senato della
          Repubblica entro una rosa di almeno il  doppio  del  numero
          dei    componenti   formulata   dal   Consiglio   nazionale
          dell'economia e del lavoro (CNEL), tra esperti  in  materia
          economica, giuridica e di contabilita' di Stato.
             4.  I  componenti  del  Nucleo  di valutazione durano in
          carica sei anni.
             5.  Per lo svolgimento delle proprie attivita' il Nucleo
          di valutazione si avvale delle strutture  e  del  personale
          del  CNEL  che  puo'  instaurare rapporti convenzionali con
          soggetti estranei alla pubblica amministrazione.
             6. Il Nucleo  di  valutazione  per  lo  svolgimento  dei
          propri compiti ha accesso alle informazioni, ai dati e alle
          elaborazioni  di  tutte  le  pubbliche amministrazioni, ivi
          compresa la Ragioneria generale dello Stato".
             Art. 24 (Anagrafe delle prestazioni). - 1. Ai  fini  del
          contenimento   della   spesa   pubblica   e  per  garantire
          l'efficacia, l'imparzialita' e la  trasparenza  dell'azione
          amministrativa,  e'  istituita presso il Dipartimento della
          funzione pubblica  un'anagrafe  nominativa,  da  aggiornare
          annualmente,  in  cui  dovranno  essere  indicati tutti gli
          incarichi pubblici e privati non  compresi  nei  compiti  e
          doveri  d'ufficio,  con  i  relativi  compensi, ricevuti da
          tutto il personale delle amministrazioni pubbliche compresi
          i magistrati e il personale della Banca d'Italia.
             2. Gli incarichi  di  cui  al  comma  1  riguardano  gli
          arbitrati,  i  collaudi  di  opere pubbliche, i consigli di
          amministrazione, i  collegi  sindacali,  dei  revisori  dei
          conti  in enti vari, universita', scuole, e ogni altro tipo
          di prestazione professionale.
             3. Entro il 30 aprile 1992 il Ministro per  la  funzione
          pubblica  predispone  un  piano pluriennale, da allegare al
          Documento  di  programmazione  economico-finanziaria,   che
          stabilisce  gli  obiettivi  annuali  per  la  riduzione del
          fenomeno degli incarichi".
             - Si trascrive il testo degli articoli 2103 e  2112  del
          codice civile:
             "Art.  2103 (come sostituito dall'art. 13 della legge 20
          maggio 1970, n. 300). - Il prestatore di lavoro deve essere
          adibito alle mansioni per le quali e'  stato  assunto  o  a
          quelle  corrispondenti  alla  categoria superiore che abbia
          successivamente acquisito  ovvero  a  mansioni  equivalenti
          alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione
          della  retribuzione.  Nel  caso  di assegnazione a mansioni
          superiori  il  prestatore   ha   diritto   al   trattamento
          corrispondente   all'attivita'   svolta,  e  l'assegnazione
          stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia  avuto
          luogo  per  sostituzione  di lavoratore assente con diritto
          alla conservazione del posto, dopo un periodo  fissato  dai
          contratti  collettivi, e comunque non superiore a tre mesi.
          Egli non puo' essere trasferito da una unita' produttiva ad
          un'altra  se   non   per   comprovate   ragioni   tecniche,
          organizzative e produttive.
             Ogni patto contrario e' nullo".
             "Art.  2112 (come modificato dall'art. 47 della legge 29
          dicembre 1990, n. 428) (Trasferimento dell'azienda).  -  In
          caso  di  trasferimento  d'azienda,  il  rapporto di lavoro
          continua con l'acquirente ed il lavoratore conserva tutti i
          diritti che ne derivano.
             L'alienante e l'acquirente sono  obbligati,  in  solido,
          per  tutti  i  crediti che il lavoratore aveva al tempo del
          trasferimento. Con le procedure di cui agli articoli 410  e
          411  del  codice  di  procedura  civile  il lavoratore puo'
          consentire la liberazione dell'alienante delle obbligazioni
          derivanti dal rapporto di lavoro.
             L'acquirente   e'  tenuto  ad  applicare  i  trattamenti
          economici e normativi, previsti  dai  contratti  collettivi
          anche  aziendali  vigenti alla data del trasferimento, fino
          alla loro scadenza, salvo che  siano  sostituiti  da  altri
          contratti      collettivi      applicabili      all'impresa
          dell'acquirente.
             Le disposizioni di questo articolo si applicano anche in
          caso di usufrutto o di affitto dell'azienda".
             - La legge n. 300/1970 reca: "Norme sulla  tutela  della
          liberta'   e   dignita'   dei  lavoratori,  della  liberta'
          sindacale e dell'attivita' sindacale nei luoghi di lavoro e
          norme sul collocamento".
             - Il  comma  2  dell'art.  4  della  legge  n.  554/1988
          (Disposizioni  in materia di pubblico impiego) prevede che:
          "Il  personale  dell'Ente  ferrovie  dello  Stato  e  delle
          aziende  di  cui  al  comma  1  (si riferisce alle gestioni
          commissariali governative ed alle  aziende  regionalizzate,
          provincializzate   e   municipalizzate  esercenti  pubblici
          trasporti locali, n.d.r.), risultante in esubero a  seguito
          di   ristrutturazione,  puo'  essere  inquadrato  in  altre
          pubbliche  amministrazioni  che   denunciano   carenze   di
          personale,  secondo  le  modalita' previste dal decreto del
          Presidente del Consiglio dei Ministri  5  agosto  1988,  n.
          325, e successive eventuali modificazioni disposte ai sensi
          dell'art.  1,  comma  4, della presente legge. Il personale
          dell'Ente ferrovie dello Stato delle varie carriere  o  dei
          vari   profili   professionali   puo'   essere   altresi'''
          utilizzato ai sensi dell'art. 19, comma terzo, della  legge
          15 novembre 1973, n. 734".
             Il D.P.C.M. n. 325/1988, sopracitato, concerne procedure
          per  l'attuazione  del  principio  di mobilita' nell'ambito
          delle pubbliche amministrazioni.
             Il testo del terzo comma dell'art.  19  della  legge  n.
          734/1973   (Concessione   di   un  assegno  perequativo  ai
          dipendenti civili dello Stato e soppressione di  indennita'
          particolari), soprarichiamato, e' il seguente: "Con decreto
          del  Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
          Ministro  competente,  di  concerto  con  i  Ministri   per
          l'organizzazione  della  pubblica  amministrazione e per il
          tesoro, sentito il Consiglio dei Ministri, sono determinati
          gli  uffici  aventi  funzioni  di  diretta   collaborazione
          all'opera  del Ministro e come tali tenuti in via ordinaria
          e continuativa all'osservanza  di  un  orario  di  servizio
          eccedente   quello  d'obbligo  ed  esteso  anche  alle  ore
          pomeridiane,   nonche'   il   contingente   del   personale
          dipendente   dello   Stato   ivi   applicato   con  formale
          provvedimento che, in relazione  alle  esigenze  funzionali
          degli   uffici  stessi,  e'  tenuto  a  tali  straordinarie
          prestazioni di lavoro.  Al  predetto  personale,  anche  in
          deroga   alle  norme  vigenti,  possono  essere  attribuiti
          compensi per lavoro straordinario effettivamente  prestato,
          nella  misura di cui al decreto legislativo 27 giugno 1946,
          n. 19, e successive modificazioni, per  un  numero  mensile
          individuale  di ore non superiori a 80. Per il personale di
          cui all'art. 1, secondo comma, del decreto-legge 10  luglio
          1924,  n.  1100,  e successive modificazioni, ove ricorrano
          circostanze di particolare impegno, il numero delle ore  di
          lavoro straordinario puo' essere maggiorato con decreto del
          Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri in relazione alle
          affettive prestazioni di servizio".
             -  L'art.  72  del  testo   unico   delle   disposizioni
          concernenti  lo statuto degli impiegati civili dello Stato,
          approvato con D.P.R. n.  3/1957, e' cosi' formulato:
             "Art. 72 (Presupposti). - L'impiegato  e'  collocato  in
          disponibilita', per soppressione di ufficio o per riduzione
          di   ruoli   organici,  qualora  non  si  possa  far  luogo
          all'utilizzazione presso altra amministrazione statale.
             Nei casi in cui occorre  procedere  al  collocamento  in
          disponibilita', il consiglio di amministrazione designa, in
          relazione  alle varie qualifiche, gli impiegati da porre in
          tale posizione, tenendo conto dei precedenti di carriera  e
          delle eventuali richieste degli interessati.
             Se  il  collocamento in disponibilita' e' deliberato nei
          confronti di un impiegato che si trovi in  aspettativa  per
          infermita' o per motivi di famiglia, l'aspettativa cessa di
          diritto alla data del collocamento in disponibilita'".
             -  La legge n. 482/1968 reca: "Disciplina generale delle
          assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni
          e le aziende private".  Il titolo I (articoli 1-10)  indica
          i  soggetti  cui  si applica la disciplina delle assunzioni
          obbligatorie e cioe' gli invalidi  di  guerra,  militari  e
          civili, gli invalidi per servizio, gli invalidi del lavoro,
          gli invalidi civili, i ciechi, i sordomuti, gli orfani e le
          vedove  dei  caduti  in guerra o per servizio o sul lavoro,
          gli ex-tubercolotici e i profughi.
             - Il D.P.R. 27 luglio 1987 reca:  "Determinazione  delle
          dotazioni  organiche  e  dei  posti  in  soprannumero delle
          qualifiche  funzionali  e  dei  profili  professionali  del
          personale del Ministero della pubblica istruzione".
             -   Si   riporta,  secondo  l'ordine  pregressivo  degli
          articoli,  il  testo  delle  disposizioni  della  legge  n.
          270/1982  (Revisione  della disciplina del reclutamento del
          personale  docente  della   scuola   materna,   elementare,
          secondaria  ed  artistica, ristrutturazione degli organici,
          adozione di misure  idonee  ad  evitare  la  formazione  di
          precariato e sistemazione del personale precario esistente)
          alle quali il presente articolo fa rinvio:
             "Art.   13   (Determinazione   di  dotazioni  aggiuntive
          all'organico), primo comma. - Le dotazioni organiche deter-
          minate ai sensi del precedente art. 12  sono  aumentate  di
          una dotazione aggiuntiva risultante dall'applicazione di un
          incremento  percentuale  medio  del  5 per cento, calcolato
          sulla  consistenza  complessiva  delle  predette  dotazioni
          organiche, fatta salva la determinazione in cifra assoluta,
          stabilita dal successivo art. 20, per la prima applicazione
          della presente legge".
               "  Art.  14 (come modificato dall'articolo unico della
          legge 7 marzo 1986, n.  66)  (Utilizzazione  del  personale
          docente  di  ruolo).  -  La utilizzazione dei docenti delle
          dotazioni  aggiuntive   deve   contribuire   nella   scuola
          elementare  e  media,  e per quanto compatibile anche nella
          scuola materna, a realizzare una  programmazione  educativa
          secondo  quanto previsto dalla legge 4 agosto 1977, n. 517,
          assicurando peraltro il soddisfacimento in via prioritaria,
          nell'ordine, delle seguenti esigenze:
               a) copertura dei posti di insegnamento che non possono
          concorrere a costituire cattedre o posti orario;
               b)  copertura  dei  posti  di  insegnamento   comunque
          vacanti e disponibili per un periodo non inferiore a cinque
          mesi nell'ambito del distretto o dei distretti viciniori;
               c)  sostituzione  dei  docenti destinati ai compiti di
          cui al successivo sesto comma;
               d)   sostituzione   dei   docenti   impegnati    nella
          realizzazione delle scuole a tempo pieno;
               e)    sostituzione   dei   docenti   impegnati   nello
          svolgimento dei corsi di istruzione per adulti  finalizzati
          al  conseguimento dei titoli di studio e per l'insegnamento
          nei corsi sperimentali di scuola media per lavoratori;
               f) sostituzione dei docenti utilizzati  ai  sensi  del
          nono comma, secondo periodo, del presente articolo.
             A  tal  fine  il  provveditore  agli  studi definisce il
          contingente su  base  distrettuale  ed  assegna  a  ciascun
          circolo   o   scuola,   in   relazione  alle  esigenze,  un
          contingente di docenti della dotazione  aggiuntiva  per  la
          scuola materna, elementare e media.
             In  caso  di  eccedenza  detto  personale  dovra' essere
          utilizzato  prioritariamente  presso  circoli  didattici  o
          scuole   medie  dello  stesso  distretto  o  del  distretto
          vincitore.
             Nelle  scuole  secondarie  superiori  i  docenti   della
          dotazione  aggiuntiva  sono assegnati dal provveditore agli
          studi per coprire le esigenze di cui ai punti a), b), c)  e
          f) del primo comma.
             Il  personale docente della dotazione aggiuntiva dipende
          dal circolo didattico  o  dalle  scuole  in  cui  e'  stato
          assegnato all'inizio dell'anno scolastico.
             Il  personale  docente  di ruolo, incluso - nel rispetto
          delle priorita'  indicate  nel  primo  comma  del  presente
          articolo  -  quello  delle dotazioni aggiuntive, che sia in
          possesso di specifici  requisiti,  puo'  essere  utilizzato
          anche  per  periodi di tempo determinati, per tutto o parte
          del normale orario di  servizio,  in  attivita'  didattico-
          educative e psico-pedagogiche previste dalla programmazione
          di  ciascun  circolo  didattico o scuola, secondo criteri e
          modalita' da  definirsi  mediante  apposita  ordinanza  del
          Ministro  della  pubblica  istruzione, sentito il Consiglio
          nazionale  della  pubblica  istruzione,   con   particolare
          riferimento  alle  attivita'  di sostegno, di recupero e di
          integrazione degli  alunni  portatori  di  handicaps  e  di
          quelli    che    presentano   specifiche   difficolta'   di
          apprendimento nonche' per insegnamenti speciali e attivita'
          integrative o complementari previsti dalle leggi vigenti.
             E' abrogata la disposizione prevista, per la scuola  me-
          dia,  al  secondo  comma  dell'art.  7 della legge 4 agosto
          1977,   n.   517,   che   stabilisce    la    utilizzazione
          dell'insegnante   di   sostegno   nel  limite  di  sei  ore
          settimanali per ciascuna classe.
             I docenti di ruolo, a domanda o con  il  loro  consenso,
          possono  essere  utilizzati  per  corsi  ed  iniziative  di
          istruzione degli adulti  finalizzati  al  conseguimento  di
          titoli di studio.
             L'utilizzazione  del  personale  docente  secondo quanto
          previsto nei commi sesto e ottavo del presente articolo  e'
          disposta  dal direttore didattico o dal capo dell'istituto,
          nei limiti  numerici  risultanti  dalla  disponibilita'  di
          personale  di  ruolo  assegnato  al  circolo o alla scuola,
          purche'  il  personale   docente   cosi'   utilizzato   sia
          sostituibile  con personale di ruolo assegnato al circolo o
          alla scuola media. Nei limiti delle disponibilita'  di  cui
          al  presente comma, e' possibile concedere esoneri parziali
          o totali dal servizio per i  docenti  di  ruolo  che  siano
          impegnati  in  attivita' di aggiornamento o che frequentino
          regolarmente i corsi per il  conseguimento  dei  titoli  di
          specializzazione  e  di  perfezionamento  attinenti la loro
          utilizzazione e richiesti dalle leggi e  dagli  ordinamenti
          scolastici,  ivi  compresi  i  corsi  di cui all'art. 8 del
          decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n.
          970, purche' organizzati, nell'ambito delle  disponibilita'
          finanziarie  previste dall'apposito capitolo dello stato di
          previsione  della  spesa  del  Ministero   della   pubblica
          istruzione,  o  direttamente  dal  Ministero della pubblica
          istruzione o, sulla base  di  convenzioni  a  tal  fine  da
          questo    stipulate,   da   istituti   universitari.   Alle
          convenzioni con gli istituti universitari si  applicano  le
          disposizioni  di cui all'art. 66 del decreto del Presidente
          della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
             (Il Ministro della pubblica istruzione puo' disporre,  a
          partire  dall'anno scolastico 1983-1984, l'utilizzazione di
          personale ispettivo, direttivo  e  docente  di  ruolo,  che
          abbia superato il periodo di prova, in numero non superiore
          a 1.000 unita' ripartite tra i diversi ordini e gradi della
          scuola,     presso    organi    centrali    e    periferici
          dell'amministrazione    scolastica,     presso     istituti
          universitari,  istituzioni  culturali o di ricerca, nonche'
          presso enti e associazioni  aventi  personalita'  giuridica
          che,  per finalita' statutaria, operino nel campo formativo
          e scolastico.
             L'utilizzazione puo' essere disposta  per  programmi  di
          ricerca  o  per iniziative, nel campo educativo scolastico,
          ritenuti  di  rilevante  interesse  per   la   scuola,   da
          concordarsi  con  l'istituzione  interessata  e  secondo le
          modalita' e criteri stabiliti dal Ministro  della  pubblica
          istruzione,  sentito  il Consiglio nazionale della pubblica
          istruzione).
            Il  periodo  di  utilizzazione  nelle attivita' di cui al
          precedente quartultimo comma non puo' superare un sessennio
          continuativo e l'utilizzazione non puo' essere disposta per
          piu' di due volte nel corso  della  carriera  dello  stesso
          insegnante  per una durata complessiva non superiore a nove
          anni.
             Il personale delle dotazioni aggiuntive delle scuole  di
          ogni   ordine   e   grado,   nonche'   quello  che  risulti
          eventualmente  in  soprannumero,   sara'   in   ogni   caso
          utilizzato,  anche mediante lo svolgimento, ove necessario,
          di supplenze  di  durata  inferiore  a  cinque  mesi  o  di
          attivita'    inerenti   al   funzionamento   degli   organi
          collegiali".
             I  commi  racchiusi  da  parentesi  quadre  sono  quelli
          soppressi, con decorrenza dell'anno scolastico 1993-94, dal
          comma   1,   lettera  bb),  dell'art.  2  della  legge  qui
          pubblicata.
             - Il D.P.C.M. 10 giugno 1986  reca:  "Snellimento  delle
          procedure  dei  concorsi  di ammissione agli impieghi nelle
          amministrazioni statali".
             - La legge n. 125/1991 reca:  "Azioni  positive  per  la
          realizzazione della parita' uomo-donna nel lavoro".
             -  La legge n. 241/1990 reca: "Nuove norme in materia di
          procedimento amministrativo e  di  diritto  di  accesso  ai
          documenti amministrativi".
             - Si riporta l'art. 117 della Costituzione:
             "Art.  117.  -  La regione emana per le seguenti materie
          norme  legislative nei  limiti  dei  principi  fondamentali
          stabiliti  dalle  leggi  dello  Stato,  sempreche' le norme
          stesse non siano in contrasto con l'interesse  nazionale  e
          con quello di altre regioni:
              ordinamento  degli  uffici  e degli enti amministrativi
          dipendenti dalla regione;
              circoscrizioni comunali;
              polizia locale urbana e rurale;
              fiere e mercati;
              beneficienza  pubblica  ed  assistenza   sanitaria   ed
          ospedaliera;
              istruzione   artigiana  e  professionale  e  assistenza
          scolastica;
              musei e biblioteche di enti locali;
              urbanistica;
              turismo e industria alberghiera;
              tranvie   e   linee   automobilistiche   di   interesse
          regionale;
              viabilita',  acquedotti  e lavori pubblici di interesse
          regionale;
              navigazione e porti lacuali;
              acque minerali e termali;
              cave e tobiere;
              caccia;
              pesca nelle acque interne;
              agricoltura e foreste;
              artigianato.
             Altre materie indicate da leggi costituzionali.
             Le leggi della Repubblica possono demandare alla regione
          il potere di emanare norme per la loro attuazione.