LEGGE 5 febbraio 1992, n. 122

Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attivita' di autoriparazione.

note: Entrata in vigore della legge: 05/03/1992 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/12/2012)
Testo in vigore dal: 7-4-2012
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                               Art. 7. 
                        Responsabile tecnico 
 1. Il responsabile tecnico di  cui  alla  lettera  c)  del  comma  1
dell'articolo 3 deve possedere i seguenti requisiti personali: 
   a) essere  cittadino  italiano  o  di  altro  Stato  membro  della
Comunita' europea, ovvero di uno Stato, anche non  appartenente  alla
Comunita'  europea,  con  cui   sia   operante   la   condizione   di
reciprocita'; 
   b) non avere riportato  condanne  definitive  per  reati  commessi
nell'esecuzione degli interventi  di  sostituzione,  modificazione  e
ripristino di veicoli a motore di cui all'articolo 1, comma 2, per  i
quali e' prevista una pena detentiva. 
   c) ((LETTERA ABROGATA DAL D.L. 9 FEBBRAIO 2012, N.  5,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 4 APRILE 2012, N. 35)). 
  2. Il responsabile tecnico deve inoltre possedere  almeno  uno  dei
seguenti requisiti tecnico-professionali: 
   a)  avere  esercitato   l'attivita'   di   autoriparazione,   alle
dipendenze di imprese operanti nel  settore  nell'arco  degli  ultimi
cinque anni, come operaio  qualificato  per  almeno  tre  anni;  tale
ultimo periodo e' ridotto ad  un  anno  qualora  l'interessato  abbia
conseguito un titolo  di  studio  a  carattere  tecnico-professionale
attinente all'attivita' diverso da quelli di cui alla lettera c)  del
presente comma; 
   b) avere  frequentato,  con  esito  positivo,  un  apposito  corso
regionale teorico-pratico di qualificazione,  seguito  da  almeno  un
anno di esercizio dell'attivita'  di  autoriparazione,  come  operaio
qualificato,  alle  dipendenze  di  imprese  operanti   nel   settore
nell'arco degli ultimi cinque anni; 
   c) avere conseguito, in materia tecnica  attinente  all'attivita',
un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o un diploma  di
laurea. 
  3. I programmi e le modalita' di svolgimento dei corsi di cui  alla
lettera b) del comma 2 sono  ispirati  a  criteri  di  uniformita'  a
livello  nazionale  e  sono  definiti  dalle  regioni,   sentite   le
organizzazioni sindacali di categoria  maggiormente  rappresentative,
in conformita' ai principi della legge 21 dicembre 1978, n. 845.