LEGGE 5 febbraio 1992, n. 104

Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.

note: Entrata in vigore della legge: 18-2-1992 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/05/2020)
Testo in vigore dal: 19-5-2020
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                              Art. 33. 
                            Agevolazioni 
 
  1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 MARZO 2001, N. 151. 
  2. I soggetti di cui al comma  1  possono  chiedere  ai  rispettivi
datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a
tre anni del  periodo  di  astensione  facoltativa,  di  due  ore  di
permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno  di
vita del bambino. 
  3. A condizione che la persona handicappata non  sia  ricoverata  a
tempo pieno,  il  lavoratore  dipendente,  pubblico  o  privato,  che
assiste persona con handicap  in  situazione  di  gravita',  coniuge,
parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo  grado
qualora i genitori  o  il  coniuge  della  persona  con  handicap  in
situazione di gravita' abbiano compiuto i sessantacinque anni di eta'
oppure siano anche essi affetti  da  patologie  invalidanti  o  siano
deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre  giorni  di  permesso
mensile retribuito coperto  da  contribuzione  figurativa,  anche  in
maniera  continuativa.  Il   predetto   diritto   non   puo'   essere
riconosciuto a piu' di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla
stessa  persona  con  handicap  in  situazione   di   gravita'.   Per
l'assistenza  allo  stesso  figlio  con  handicap  in  situazione  di
gravita', il diritto e' riconosciuto ad entrambi  i  genitori,  anche
adottivi, che possono  fruirne  alternativamente.  Il  dipendente  ha
diritto di prestare assistenza  nei  confronti  di  piu'  persone  in
situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del  coniuge
o di un parente o affine entro il primo  grado  o  entro  il  secondo
grado qualora i genitori o il coniuge della persona con  handicap  in
situazione di gravita' abbiano compiuto i  65  anni  di  eta'  oppure
siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano  deceduti  o
mancanti. (21) (26) ((27)) 
  3-bis. Il lavoratore che usufruisce dei permessi di cui al comma  3
per assistere persona in situazione di handicap grave,  residente  in
comune  situato  a  distanza  stradale  superiore  a  150  chilometri
rispetto a quello di residenza del lavoratore, attesta con titolo  di
viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento  del  luogo
di residenza dell'assistito. 
  4. Ai permessi di cui ai commi 2 e 3, che si  cumulano  con  quelli
previsti all'articolo 7 della citata  legge  n.  1204  del  1971,  si
applicano le  disposizioni  di  cui  all'ultimo  comma  del  medesimo
articolo 7 della legge n. 1204 del  1971,  nonche'  quelle  contenute
negli articoli 7 e 8 della legge 9 dicembre 1977, n. 903. 
  5. Il lavoratore di cui al comma 3  ha  diritto  a  scegliere,  ove
possibile, la sede di lavoro piu' vicina al domicilio  della  persona
da assistere e non puo' essere trasferito senza il  suo  consenso  ad
altra sede. 
  6. La persona handicappata maggiorenne in  situazione  di  gravita'
puo' usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2  e  3,
ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro piu'  vicina
al proprio domicilio e non puo'  essere  trasferita  in  altra  sede,
senza il suo consenso. 
  7. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3,  4  e  5  si  applicano
anche agli  affidatari  di  persone  handicappate  in  situazione  di
gravita'.(11) 
  7-bis.   Ferma   restando   la   verifica   dei   presupposti   per
l'accertamento della responsabilita' disciplinare, il  lavoratore  di
cui al comma 3 decade  dai  diritti  di  cui  al  presente  articolo,
qualora il datore di lavoro o l'INPS  accerti  l'insussistenza  o  il
venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione  dei
medesimi  diritti.  Dall'attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al
presente comma non devono derivare nuovi o maggiori  oneri  a  carico
della finanza pubblica. 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.L. 27 agosto 1993, n. 324, convertito con modificazioni  dalla
L. 27 ottobre 1993, n. 423 ha disposto (con l'art.  2,  comma  3-ter)
che "Al comma 3 dell'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
le parole 'hanno diritto a tre giorni  di  permesso  mensile'  devono
interpretarsi nel senso che il permesso mensile deve essere  comunque
retribuito". 
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AGGIORNAMENTO (3) 
  La L. 24 dicembre 1993, n. 537 ha disposto (con l'art. 3, comma 38)
che "I tre giorni di permesso mensili di cui all'articolo  33,  comma
3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, non sono  computati  al  fine
del raggiungimento del limite fissato dal terzo  comma  dell'articolo
37 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente  della
Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, come sostituito dal  comma  37  del
presente articolo". 
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AGGIORNAMENTO (11) 
  La L. 8 marzo 2000, n. 53, ha disposto (con l'art. 20, comma 1) che
"Le disposizioni dell'articolo 33 della legge  5  febbraio  1992,  n.
104, come  modificato  dall'articolo  19  della  presente  legge,  si
applicano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto nonche'
ai genitori ed  ai  familiari  lavoratori,  con  rapporto  di  lavoro
pubblico o privato, che assistono con continuita' e in via  esclusiva
un parente o un affine entro il terzo grado  portatore  di  handicap,
ancorche' non convivente." 
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AGGIORNAMENTO (12a) 
  Il D.P.R. 4 aprile 2008, n. 105, ha disposto (con l'art.  9,  comma
4) che "Le assenze previste dall'articolo 33, comma 3, della legge  5
febbraio 1992, n. 104, e successive modifiche  ed  integrazioni,  non
sono computate ai fini del  raggiungimento  del  limite  fissato  dai
precedenti commi e non riducono le ferie." 
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AGGIORNAMENTO 15 
  La L. 8 marzo 2000, n. 53, come  modificata  dalla  L.  4  novembre
2010,  n.  183,  ha  disposto  (con  l'art.  20,  comma  1)  che  "Le
disposizioni dell'articolo 33 della legge 5 febbraio  1992,  n.  104,
come modificato dall'articolo 19 della presente legge,  si  applicano
anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto". 
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AGGIORNAMENTO (21) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 5 luglio - 23 settembre 2016,
n.  213  (in  G.U.  1ª  s.s.  28/09/2016   n.   39)   ha   dichiarato
l'illegittimita' costituzionale "dell'art. 33, comma 3, della legge 5
febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza,  l'integrazione
sociale e i diritti  delle  persone  handicappate),  come  modificato
dall'art. 24, comma 1, lettera a), della legge 4  novembre  2010,  n.
183  (Deleghe  al  Governo  in  materia  di   lavori   usuranti,   di
riorganizzazione di enti, di  congedi,  aspettative  e  permessi,  di
ammortizzatori  sociali,  di  servizi  per  l'impiego,  di  incentivi
all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile,  nonche'
misure contro il lavoro sommerso e disposizioni  in  tema  di  lavoro
pubblico e di controversie di lavoro) nella parte in cui non  include
il convivente - nei sensi di cui in  motivazione  -  tra  i  soggetti
legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l'assistenza
alla persona con handicap in situazione di gravita',  in  alternativa
al coniuge, parente o affine entro il secondo grado." 
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AGGIORNAMENTO (26) 
  Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 ha disposto (con l'art. 24,  comma  1)
che  "Il  numero  di  giorni  di  permesso  retribuito   coperto   da
contribuzione figurativa di cui all'articolo 33, comma 3, della legge
5 febbraio 1992, n. 104, e'  incrementato  di  ulteriori  complessive
dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020". 
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AGGIORNAMENTO (27) 
  Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla L.
24 aprile 2020, n. 27, come modificato dal D.L. 19  maggio  2020,  n.
34, ha disposto (con l'art. 24, comma 1) che "Il numero di giorni  di
permesso  retribuito  coperto  da  contribuzione  figurativa  di  cui
all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio  1992,  n.  104,  e'
incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei
mesi di marzo  e  aprile  2020  e  di  ulteriori  complessive  dodici
giornate usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020".