LEGGE 31 dicembre 1991, n. 415

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1992).

note: Entrata in vigore della legge: 31/12/1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 11/07/1992)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 31-12-1991
                               Art. 4. 
  1. Per l'anno 1992, il fondo nazionale per il ripiano dei disavanzi
di esercizio delle aziende di trasporto  pubbliche  e  private  nelle
regioni a statuto ordinario e' stabilito in lire 4.764 miliardi,  ivi
compresa la variazione da determinarsi ai sensi dell'articolo 9 della
legge 10 aprile 1981, n. 151, modificato dall'articolo 27-quater  del
decreto-legge   22   dicembre   1981,   n.   786,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1982, n. 51. 
  2. L'importo di  lire  4.764  miliardi,  di  cui  al  comma  1,  e'
finanziato per lire 531.771.982.000 mediante riduzione del  fondo  di
cui all'articolo 8 della legge 16  maggio  1970,  n.  281,  ai  sensi
dell'articolo 9 della legge 10 aprile 1981, n. 151. 
  3. Per l'anno 1992, l'apporto statale in favore dell'Ente  ferrovie
dello Stato, ai sensi e per gli effetti  delle  disposizioni  di  cui
alle lettere b) e c) del quarto comma dell'articolo 17 della legge 17
maggio 1985, n. 210, e' cosi' determinato: 
    a) quanto alla lettera b), oneri di infrastrutture successivi  al
31 dicembre 1991, lire 1.500 miliardi; 
    b) quanto alla lettera  c),  oneri  per  capitale  ed  interessi,
valutati in lire 650 miliardi per ciascuno degli anni  1993  e  1994,
derivanti dall'ammortamento  dei  mutui  garantiti  dallo  Stato  che
l'Ente e' autorizzato a contrarre nel secondo semestre dell'anno 1992
fino all'ammontare di lire 5.000 miliardi, di cui lire 2.000 miliardi
per finanziamento degli oneri per  rinnovi  e  miglioramenti  e  lire
3.000 miliardi quale quota per l'anno medesimo per  l'attuazione  del
programma  poliennale  di  investimenti,  predisposto  in  attuazione
dell'articolo 3, numero 3), della stessa legge  17  maggio  1985,  n.
210, fatto salvo quanto gia' disposto dall'articolo 1 della legge  15
dicembre 1990, n. 385. Ai mutui  di  cui  alla  presente  lettera  si
applicano le norme di cui agli articoli 3 e 4 della  legge  2  maggio
1969, n. 280, e successive modificazioni. 
  4. Per l'anno 1992, sono determinate  in  lire  1.850  miliardi  le
compensazioni spettanti all'Ente ferrovie dello Stato a copertura del
disavanzo del fondo  pensioni,  ai  sensi  dell'articolo  21,  ultimo
comma, della legge 17 maggio 1985,  n.  210.  L'Ente  ferrovie  dello
Stato e'  autorizzato  a  procedere  a  compensazioni  tra  le  poste
debitorie verso lo Stato per trattamenti pensionistici e crediti IVA,
nei limiti che saranno  accertati  con  decreti  del  Ministro  delle
finanze, di concerto con i Ministri dei trasporti e del tesoro. 
  5. Con riferimento agli  obiettivi  di  risanamento  e  progressiva
riduzione dei trasferimenti dello Stato a favore  dell'Ente  ferrovie
dello Stato, di cui al contratto di programma stipulato  in  data  23
gennaio 1991, l'Ente  stesso  provvede,  ai  sensi  dell'articolo  2,
lettera m), della legge 17 maggio 1985, n.  210,  al  reperimento  di
mezzi finanziari occorrenti per  il  ripianamento  delle  perdite  di
esercizio  e  di  gestione  e  fondi  speciali  relative  al  periodo
1988-1992, in ragione di lire 3.000 miliardi nel secondo semestre  di
ciascuno degli  anni  1992,  1993  e  1994.  Corrispondentemente,  e'
concesso all'Ente ferrovie dello  Stato  un  concorso  a  carico  del
bilancio dello Stato, pari a lire 420 miliardi per il  1993,  a  lire
840 miliardi per il 1994 e a lire  1.260  miliardi  a  decorrere  dal
1995. 
          Note all'art. 4:
             -   Il  testo  dell'art.  9  della  legge  n.  151/1981,
          concernente   "Legge   quadro   per    l'ordinamento,    la
          ristrutturazione ed il potenziamento dei trasporti pubblici
          locali.  Istituzione del Fondo nazionale per il ripiano dei
          disavanzi di esercizio e per gli investimenti nel settore",
          come modificato dall'art. 27-quater del D.L.  n.  786/1981,
          aggiunto dalla legge di conversione, e' il seguente:
             "Art.  9.  -  E'  istituito,  a  partire  dall'esercizio
          finanziario 1982, presso  il  Ministero  dei  trasporti  un
          Fondo  nazionale  per il ripiano dei disavanzi di esercizio
          delle  aziende  di  trasporto  pubbliche  e   private   che
          esercitano i servizi di cui al primo comma dell'art. 1.
             Il  fondo  viene dotato per il 1982 di un importo pari a
          quello corrisposto a qualsiasi titolo per l'anno 1981 dalle
          regioni,  dalle  province  e  dai  comuni,  direttamente  o
          indirettamente,  in  favore  delle  aziende di cui al primo
          comma e per le finalita' ivi considerate.
            Per il 1983 e per gli anni successivi la  variazione  del
          fondo  sara'  determinata,  con  apposita norma da inserire
          nella legge finanziaria, anche in relazione  all'incremento
          della  componente  prezzi  nella  variazione  del  prodotto
          interno lordo ai prezzi di mercato, verificatosi  nell'anno
          precedente  e  risultante  nella  relazione  generale sulla
          situazione economica del Paese.
             A partire  dall'anno  1982  le  erogazioni  spettanti  a
          ciascuna  regione ai sensi degli articoli 8 e 9 della legge
          16 maggio 1970, n.  281, sono ridotte di un importo pari  a
          quello che ogni singola regione ha corrisposto agli effetti
          del secondo comma.
             Agli  effetti  di quanto previsto dal secondo comma, gli
          enti  locali  dovranno  evidenziare   i   loro   interventi
          finanziari  nella  certificazione  da produrre al Ministero
          dell'interno ai sensi della legge 21 dicembre 1978, n.  843
          (legge finanziaria).
             Le  regioni  comunicheranno  al Ministero dei trasporti,
          entro il 31  ottobre  1981,  l'importo  degli  stanziamenti
          previsti  nei  bilanci  di previsione dell'anno finanziario
          1981 per le finalita' di cui al primo comma.
             Il Ministro  dei  trasporti,  con  proprio  decreto,  di
          concerto  con  il  Ministro  del  tesoro  e d'intesa con la
          commissione consultiva interregionale di  cui  all'art.  13
          della legge 16 maggio 1970, n. 281, stabilisce i criteri di
          ripartizione  del  fondo  tra le regioni, comprese quelle a
          statuto speciale, sulla base della dimensione  dei  servizi
          effettuati  e delle caratteristiche del territorio su cui i
          servizi  stessi  si  svolgono,  nonche'   del   progressivo
          conseguimento delle condizioni economiche di bilancio delle
          aziende   come   previsto  dall'art.  6.  Il  Ministro  dei
          trasporti provvede altresi' alla  effettiva  corresponsione
          del fondo cosi' ripartito alle regioni.
             Le   regioni   a   loro  volta  assegnano  i  rispettivi
          finanziamenti agli enti o alle  aziende  di  trasporto  con
          riferimento a quanto disposto dall'art. 6.
             Sara'  sentito,  altresi',  il  parere della commissione
          consultiva interregionale di cui all'art. 13 della legge 16
          maggio 1970, n. 281, sui programmi  annuali  di  attuazione
          dei  piani  di risanamento tecnico-economico delle ferrovie
          in concessione previsti dalla legge 8 giugno 1978, n.  297.
          Il parere sara' vincolante sulla utilizzazione dei capitoli
          di   bilancio  relativi  agli  interventi  a  favore  delle
          ferrovie in concessione per le quali, ai sensi della stessa
          legge, sia  intervenuta  la  delega  alle  regioni  di  cui
          all'art.  86 del decreto del Presidente della Repubblica 24
          luglio 1977, n. 616".
             -  Il  testo  dell'art.  8  della  legge  n.   281/1970,
          concernente   "Provvedimenti  finanziari  per  l'attuazione
          delle regioni a statuto ordinario", e' il seguente:
             "Art. 8 (Partecipazione a gettito di imposte  erariali).
          -  Nello  stato di previsione della spesa del Ministero del
          tesoro  e'  istituito  un  fondo  il   cui   ammontare   e'
          commisurato   al   gettito  annuale  dei  seguenti  tributi
          erariali nelle quote sotto indicate:
               a) il 15 per cento dell'imposta di fabbricazione sugli
          oli minerali, loro derivati e prodotti analoghi (per l'anno
          1992 la quota e' ridotta all'11,678 per cento dall'art.  5,
          comma 2, della legge qui pubblicata, n.d.r.);
               b) il 75 per cento dell'imposta di fabbricazione e dei
          diritti erariali sugli spiriti;
               c) il 75 per cento dell'imposta di fabbricazione sulla
          birra;
               d)  il  75  per  cento  delle imposte di fabbricazione
          sullo zucchero; sul glucosio, maltosio e  analoghe  materie
          zuccherine;
               e)  il  75 per cento dell'imposta di fabbricazione sui
          gas incondensabili di prodotti petroliferi e sui  gas  resi
          liquidi con la compressione;
               f)  il  25 per cento dell'imposta erariale sul consumo
          dei tabacchi.
             Le  quote  suindicate  sono  commisurate   all'ammontare
          complessivo  dei  versamenti in conto competenza e residui,
          relativi al territorio delle regioni a statuto ordinario ed
          affluiti alle sezioni di tesoreria provinciale dello  Stato
          nel  penultimo  anno  finanziario  antecedente  a quello di
          devoluzione, al netto  dei  rimborsi  per  qualsiasi  causa
          effettuati nel medesimo anno.
             Sono   riservati  allo  Stato  i  proventi  derivati  da
          maggiorazioni di aliquote o altre modificazioni dei tributi
          di cui  sopra,  che  siano  disposte  successivamente  alla
          entrata  in  vigore  della  presente  legge,  quando  siano
          destinati per legge alla  copertura  di  nuove  o  maggiori
          spese a carico del bilancio statale.
             La  percentuale  del  gettito  complessivo  del tributo,
          attribuibile alle modificazioni e maggiorazioni di aliquote
          previste dal precedente comma, e' determinata con la  legge
          di bilancio.
             Il  fondo  comune  e' ripartito fra le regioni a statuto
          ordinario  con  decreto  del  Ministro  per  il  tesoro  di
          concerto con quello per le finanze nel modo seguente:
               A)  per  i  sei  decimi,  in  proporzione diretta alla
          popolazione residente in ciascuna  regione,  quale  risulta
          dai  dati  ufficiali  dell'Istituto  centrale di statistica
          relativi al  penultimo  anno  antecedente  a  quello  della
          devoluzione;
               B)   per   un   decimo  in  proporzione  diretta  alla
          superficie di ciascuna  regione,  quale  risulta  dai  dati
          ufficiali  dell'Istituto centrale di statistica relativi al
          penultimo anno antecedente a quello della devoluzione;
               C) per i  tre  decimi,  fra  le  regioni  in  base  ai
          seguenti requisiti:
                a)  tasso  di  emigrazione al di fuori del territorio
          regionale, relativo al penultimo anno antecedente a  quello
          della   devoluzione,   quale  risulta  dai  dati  ufficiali
          dell'Istituto centrale di statistica;
                b) grado di  disoccupazione,  relativo  al  penultimo
          anno  antecedente a quello della devoluzione, quale risulta
          dal numero  degli  iscritti  nelle  liste  di  collocamento
          appartenenti  alla  prima  e seconda classe, secondo i dati
          ufficiali  rilevati  dal  Ministero  del  lavoro  e   della
          previdenza sociale;
                c)   carico  pro  capite  dell'imposta  complementare
          progressiva sul reddito complessivo  posta  in  riscossione
          mediante  ruoli  nel  penultimo  anno  antecedente a quello
          della  devoluzione,  quale  risulta  dai   dati   ufficiali
          pubblicati  dal  Ministero  delle finanze. Con l'entrata in
          vigore  dei  provvedimenti  di  attuazione  della   riforma
          tributaria,  il  carico  pro capite sara' riferito ad altra
          imposta corrispondente.
             La determinazione delle somme spettanti alle regioni sui
          tre decimi del fondo e'  fatta  in  ragione  diretta  della
          popolazione  residente,  quale  risulta  dai dati ufficiali
          dell'Istituto centrale di statistica, relativa al penultimo
          anno antecedente a quello della  ripartizione,  nonche'  in
          base  alla somma dei punteggi assegnati a ciascun requisito
          nella tabella annessa alla presente legge.
             Al pagamento delle  somme  spettanti  alle  regioni,  il
          Ministero  del  tesoro  provvede bimestralmente con mandati
          diretti intestati a ciascuna regione.
             Con successiva legge, da emanarsi non appena  l'Istituto
          centrale  di statistica abbia elaborato e pubblicato i dati
          relativi alla distribuzione regionale del reddito nazionale
          e comunque non oltre due anni, saranno riveduti  i  criteri
          di ripartizione del fondo comune di cui alla lettera C) del
          quinto comma del presente articolo, osservando il principio
          di  una  perequazione in ragione inversamente proporzionale
          al reddito medio pro capite di ciascuna regione".
             - Il testo dell'art. 17, quarto comma, lettere b) e  c),
          della legge n. 210/1985, concernente "Istituzione dell'Ente
          ferrovie dello Stato", e' il seguente:
             "All'attivo   del   bilancio  aziendale  affluiscono  il
          gettito tariffario, le altre entrate eventuali nonche'  gli
          apporti statali relativi alle seguenti voci:
              a) (omissis);
               b)  contributi  ed aiuti, ai sensi del regolamento CEE
          n.  1107/1970, e successive modificazioni,  riguardanti  la
          ricerca  e  lo  sviluppo del settore ferroviario, nonche' i
          costi per manutenzione, funzionamento e  rinnovo  ed  altri
          oneri   di  infrastruttura  successivi  alla  data  di  cui
          all'ultimo comma dell'art. 26;
               c)  contributi  finanziari  diretti,  ai  sensi  della
          decisione   del   Consiglio   CEE   n.   327/1975,  per  la
          realizzazione  di  nuovi  investimenti  e  relative  scorte
          nonche'  per gli oneri di mancato rinnovo, per la parte non
          coperta dagli utili netti dell'ente e  dai  mezzi  ricavati
          dalla   contrazione   di   mutui   e   dalla  emissione  di
          obbligazioni,   da   definire,   con   appositi   programmi
          predisposti  dall'ente distintamente per nuovi investimenti
          e rinnovi, nell'ambito del piano nazionale dei trasporti".
             - Il testo dell'art. 3, n. 3),  della  stessa  legge  n.
          210/1985 e' il seguente:
             "Spetta al Ministro dei trasporti:
              1)-2) (omissis);
              3) approvare, di concerto con il Ministro del tesoro, i
          bilanci,  i  programmi  di  attivita'  annuali e poliennali
          deliberati dal consiglio di amministrazione dell'ente".
             -  Il  testo  dell'art.  1  della  legge   n.   385/1990
          (Disposizioni in materia di trasporti) e' il seguente:
              "Art.  1.  -  1.  Per  la  realizzazione  del programma
          decennale di risanamento e di sviluppo  dell'Ente  ferrovie
          dello  Stato, predisposto in attuazione dell'art. 3, n. 3),
          della legge 17  maggio  1985,  n.  210,  l'ente  stesso  e'
          autorizzato  a  contrarre  mutui,  anche  con  istituti  di
          credito  esteri,  nel  limite  complessivo  di  lire  8.900
          miliardi  nel  triennio 1990-1992, in ragione di lire 1.950
          miliardi nel 1990, di lire 3.600 miliardi  nel  1991  e  di
          lire  3.350  miliardi  nel  1992. Tali somme sono destinate
          all'attuazione del programma  nazionale  di  velocizzazione
          della    rete    ferroviaria,    al   potenziamento   delle
          infrastrutture ferroviarie dell'Italia meridionale  e  alla
          realizzazione  o  al  potenziamento  di  valichi ferroviari
          alpini.  Relativamente agli anni 1991 e  1992,  il  50  per
          cento  dei mutui predetti deve essere contratto nel secondo
          semestre.
             2. L'ammortamento dei mutui di  cui  al  comma  1  e'  a
          carico  del  bilancio dello Stato. Al relativo onere per il
          triennio 1990-1992,  valutato  in  lire  100  miliardi  per
          l'anno 1990, in lire 470 miliardi per l'anno 1991 e in lire
          800   miliardi   per  l'anno  1992,  si  provvede  mediante
          riduzione dello  stanziamento  iscritto  al  capitolo  7843
          dello  stato  di  previsione  del  Ministero del tesoro per
          l'anno  1990  e  corrispondenti  capitoli  per   gli   anni
          successivi,       all'uopo      intendendosi      soppressa
          l'autorizzazione di spesa di cui all'art. 2, comma 6, della
          legge 22 dicembre 1986, n. 910.
             3.  Ai  suddetti mutui si applicano le norme di cui agli
          articoli 3 e 4 della legge 2 maggio 1969, n. 280, e succes-
          sive modificazioni.
             4. Il Ministro del tesoro e' autorizzato  ad  apportare,
          con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
            5.  Alla  realizzazione  del programma di cui al presente
          articolo  si  provvede  altresi'  con   le   risorse   gia'
          autorizzate  per l'attuazione del decreto ministeriale 48-T
          Bis del 5 marzo 1987 (concernente le occorrenze finanziarie
          per il programma integrativo delle  Ferrovie  dello  Stato,
          n.d.r.).
             6.  I programmi di attivita' annuali e poliennali di cui
          all'art.  3, n. 3), della legge 17  maggio  1985,  n.  210,
          costituiscono   strumento   di   attuazione   delle  scelte
          strategiche del piano generale dei trasporti approvato  con
          decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 aprile
          1986,  pubblicato  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta
          Ufficiale n. 111 del 15 maggio 1986, e si  conformano  alle
          seguenti linee di indirizzo:
               a)  integrazione  compiuta  tra  la  rete  ferroviaria
          italiana e  quella  europea,  avendo  particolare  riguardo
          all'alta velocita' e ai valichi;
               b)  ammodernamento strutturale e funzionale della rete
          meridionale e insulare;
               c) adozione delle iniziative necessarie  a  realizzare
          l'intermodalita'    dei    passeggeri,    con   particolare
          riferimento alla integrazione con la rete metropolitana,  e
          delle merci;
               d)    rinnovamento    tecnologico    e   completamento
          infrastrutturale della rete  ferroviaria,  con  particolare
          riguardo agli assi trasversali;
               e) recupero e sviluppo della rete di interesse locale;
               f)  aggiornamento  tecnologico  del  parco  rotabile e
          della rete.
             7. I programmi di attivita' annuali e poliennali di  cui
          all'art.    3,  n.  3), della legge 17 maggio 1985, n. 210,
          sono trasmessi dal Ministro dei trasporti  alle  competenti
          Commissioni   parlamentari   entro  quindici  giorni  dalla
          deliberazione da parte dell'Ente ferrovie dello Stato,  per
          l'espressione  di  un  parere  motivato.  Le Commissioni si
          pronunciano nel termine di  trenta  giorni  dalla  data  di
          assegnazione.    Decorso  tale  termine,  i  programmi sono
          comunque approvati ai sensi del citato n.  3,  dell'art.  3
          della legge n. 210 del 1985".
             -  Il testo degli articoli 3 e 4 della legge n. 280/1969
          (Copertura    del    disavanzo    della    gestione    1968
          dell'Amministrazione  delle  ferrovie  dello  Stato)  e' il
          seguente:
             "Art.  3.  -  Le  obbligazioni  da  emettersi  in  forza
          dell'art.  1  della  presente legge sono parificate ad ogni
          effetto alle cartelle di  credito  comunale  e  provinciale
          emesse dalla Cassa depositi e prestiti.
             Le  obbligazioni  medesime  sono ammesse di diritto alla
          quotazione ufficiale delle borse valori, sono comprese  fra
          i titoli sui quali l'istituto di emissione e' autorizzato a
          fare   anticipazioni   e  possono  essere  accettate  quali
          depositi cauzionali presso le pubbliche amministrazioni.
             Gli enti  di  qualsiasi  natura  esercenti  il  credito,
          l'assicurazione  e  la  previdenza, nonche' gli enti morali
          sono autorizzati, anche in deroga a disposizioni di  legge,
          di   regolamento   o  di  statuti,  ad  investire  le  loro
          disponibilita' nelle obbligazioni predette.
             Art. 4. - In attesa  di  poter  procedere  all'emissione
          delle  obbligazioni di cui all'art. 1 della presente legge,
          l'Amministrazione delle ferrovie dello  Stato  puo'  essere
          autorizzata,  con  decreto  del  Ministro per i trasporti e
          l'aviazione civile, di concerto  con  il  Ministro  per  il
          tesoro,  a  ricorrere  ad  aperture di credito bancario, da
          estinguersi con il ricavo delle obbligazioni suddette".
             - Il testo dell'art. 21, ultimo comma, della gia' citata
          legge n.  210/1985 e' il seguente: "Fino a quando non sara'
          disciplinato    l'assetto    generale    del    trattamento
          previdenziale  e  pensionistico  dei lavoratori dipendenti,
          rimane fermo il trattamento in atto all'entrata  in  vigore
          della  presente  legge  trasferendosene  a carico dell'ente
          'Ferrovie dello Stato' l'onere finanziario finora  gravante
          sullo  Stato,  salvo  le  compensazioni dovute in forza dei
          regolamenti comunitari".
             - Il testo dell'art. 2, lettera m), della  stessa  legge
          n. 210/1985 e' il seguente:
             "L'ente  'Ferrovie  dello Stato' provvede con criteri di
          economicita' e di efficienza e nel rispetto  dei  princi'pi
          della normativa comunitaria:
              a)-l) (omissis);
               m)  a  reperire  mezzi  finanziari,  per le necessita'
          dell'impresa,  mediante   la   contrazione   di   mutui   o
          l'assunzione   di  obbligazioni  sul  mercato  nazionale  o
          estero, previa autorizzazione del Ministro  dei  trasporti,
          di  concerto  con  quello  del  tesoro e con garanzia dello
          Stato secondo le disposizioni vigenti".