LEGGE 23 luglio 1991, n. 223

Norme in materia di cassa integrazione, mobilita', trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunita' europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro.

note: Entrata in vigore delle legge: 11-8-1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/04/2022)
vigente al 01/03/2016
  • Articoli
  • NORME IN MATERIA DI INTEGRAZIONE SALARIALE E DI
    ECCEDENZE DI PERSONALE
    Capo I
    NORME IN MATERIA DI INTEGRAZIONE SALARIALE
  • 1
  • 2
  • 3
  • NORME IN MATERIA DI INTEGRAZIONE SALARIALE E DI ECCEDENZE DI
    PERSONALE
    Capo II
    NORME IN MATERIA DI MOBILITA'
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • NORME IN MATERIA DI INTEGRAZIONE SALARIALE E DI
    ECCEDENZE DI PERSONALE
    Capo III
    NORME IN MATERIA DI CASSA INTEGRAZIONE E TRATTAMENTI DI
    DISOCCUPAZIONE PER I LAVORATORI DEL SETTORE DELL'EDILIZIA
  • 10
  • 11
  • NORME IN MATERIA DI INTEGRAZIONE SALARIALE E DI ECCEDENZE DI
    PERSONALE
    Capo IV
    NORME FINALI E TRANSITORIE
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • DISPOSIZIONI VARIE IN MATERIA DI MERCATO DEL LAVORO
    Capo I
    Riforma delle procedure di avviamento
  • 25
  • DISPOSIZIONI VARIE IN MATERIA DI MERCATO DEL LAVORO
    Capo II
    Disposizioni diverse
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • 31
Testo in vigore dal: 18-7-2012
al: 31-12-2016
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5. 
 (Criteri di scelta dei lavoratori ed oneri a carico delle imprese) 
1. L'individuazione dei lavoratori da ((licenziare)) deve avvenire in
relazione alle  esigenze  tecnico-produttive,  ed  organizzative  del
complesso aziendale, nel rispetto dei criteri previsti  da  contratti
collettivi stipulati con i sindacati di cui all'articolo 4, comma  2,
ovvero in mancanza di questi  contratti  nel  rispetto  dei  seguenti
criteri in concorso tra loro; 
   a) carichi di famiglia; 
   b) anzianita'; 
   c) esigenze tecnico produttive ed organizzative. 
2. Nell'operare la scelta dei lavoratori da ((licenziare))  l'impresa
e' tenuta al rispetto dell'articolo 9 ultimo comma, del decreto-legge
29 gennaio 1983, n. 17, convertito, con modificazioni, della legge 25
marzo 1983, n. 79. L'impresa  non  puo'  altresi  ((licenziare))  una
percentuale di manodopera femminile  superiore  alla  percentuale  di
manodopera femminile occupata con riguardo  alle  mansioni  prese  in
considerazione. (4) 
((3. Qualora il licenziamento sia intimato senza  l'osservanza  della
forma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cui all'articolo
18, primo comma, della legge 20 maggio 1970,  n.  300,  e  successive
modificazioni. In  caso  di  violazione  delle  procedure  richiamate
all'articolo 4, comma 12, si  applica  il  regime  di  cui  al  terzo
periodo del settimo comma  del  predetto  articolo  18.  In  caso  di
violazione dei criteri di scelta previsti dal comma 1, si applica  il
regime di cui al quarto comma  del  medesimo  articolo  18.  Ai  fini
dell'impugnazione del licenziamento si applicano le  disposizioni  di
cui all'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604,  e  successive
modificazioni)). 
4. Per ciscun lavoratore posto in mobilita'  l'impresa  e'  tenuta  a
versare alla gestione degli interventi assistenziali  e  di  sostegno
alle gestioni previdenziali, di cui all'articolo  37  della  legge  9
marzo 1989, n. 88, in trenta rate mensili, una somma pari a sei volte
il trattamento mensile iniziale di mobilita' spettante al lavoratore.
Tale somma e' ridotta alla meta' quando la dichiarazione di eccedenza
del personale di cui all'articolo 4, comma 9, abbia  formato  oggetto
di accordo sindacale. (4) (5) 
5. L'impresa che, secondo le procedure determinate dalla  Commissione
regionale  per  l'impiego,  procuri  offerte  di   lavoro   a   tempo
indeterminato aventi le caratteristiche di cui all'articolo  9  comma
1, lettera b), non  e'  tenuta  al  pagamento  delle  rimanenti  rate
relativamente ai lavoratori che perdano il diritto al trattamento  di
mobilita' in conseguenza del rifiuto di tali offerte ovvero per tutto
il periodo in cui essi accettando le offerte procurate dalla  impresa
abbiano prestato lavoro. Il predetto  beneficio  e'  escluso  per  le
imprese che  si  trovano,  nei  confronti  dell'impresa  disposta  ad
assumere, nei rapporti di cui all'articolo 8, comma 4-bis. 
6. Qualora il lavoratore venga messo in mobilita' dopo  la  fine  del
dodicesimo mese successivo a quello di emanazione del decreto di  cui
all'articolo 2, comma 1, e la fine del dodicesimo mese  successivo  a
quello del completamento del programma di cui all'articolo  1,  comma
2, nell'unita' produttiva in cui il lavoratore era occupato la  somma
che l'impresa e' tenuta a versare la somma 4 del presente articolo e'
aumentata di cinque punti percentuali  per  ogni  periodo  di  trenta
giorni intercorrente tra l'inizio del tredicesimo mese e la  data  di
completamento del programma. 
Nel medesimo caso non trova applicazione quanto previsto dal  secondo
comma dell'articolo 2 della legge 8 agosto 1972, n. 464. 
    
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.L. 20 maggio 1993,  n.  148,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 19 luglio 1993, n. 236, ha disposto (con l'art. 8, comma  8)
che "Le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 4 ed al comma  4
dell'articolo 5 della legge 23 luglio 1991, n. 223,  si  interpretano
nel senso che il mancato versamento delle  mensilita'  alla  gestione
degli  interventi  assistenziali  e   di   sostegno   alle   gestioni
previdenziali, di cui all'articolo 37 della legge 9  marzo  1989,  n.
88, non comporta la sospensione della procedura di mobilita'  di  cui
al medesimo  articolo  4  e  la  perdita,  da  parte  dei  lavoratori
interessati, del diritto a percepire l'indennita' di mobilita' di cui
all'articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 11, comma 1) che  "Le  disposizioni
del presente decreto hanno effetto dall'11 maggio 1993". 
    
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AGGIORNAMENTO (5) 
  Il D.L. 16 maggio 1994,  n.  299,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 19 luglio 1994, n. 451, ha disposto (con l'art. 5, comma  8)
che "La somma dovuta ai sensi dell'articolo 5, comma 4,  della  legge
23 luglio 1991, n. 223, e' aumentata di  un  importo  pari  a  quello
della contribuzione addizionale prevista dall'articolo  8,  comma  1,
del decretolegge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni,
dalla legge 20 maggio  1988,  n.  160,  e  successive  modificazioni,
calcolata con riferimento al predetto residuo periodo".