LEGGE 15 gennaio 1991, n. 14

Forfetizzazione e rivalutazione dei diritti spettanti agli ufficiali giudiziari, aiutanti ufficiali giudiziari e coadiutori giudiziari, nonche' erogazione al personale appartenente alle predette categorie di un compenso mensile non pensionabile.

note: Entrata in vigore della legge: 1/2/1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 09/05/2001)
Testo in vigore dal: 1-2-1991
attiva riferimenti normativi
                               Art. 8.
  1.  Il  secondo  comma  dell'articolo  142  dell'ordinamento  degli
ufficiali giudiziari e degli aiutanti ufficiali giudiziari, approvato
con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 15 dicembre 1959, n.
1229, e successive modificazioni, e' sostituito dai seguenti:
  "I  diritti  spettanti  all'ufficiale giudiziario in materia penale
sono compresi tra le spese di giustizia e  sono  ripetibili  soltanto
nella liquidazione finale.
  Con  decreto  del Ministro delle finanze emanato di concerto con il
Ministro di grazia e giustizia e' determinata  la  quota-parte  delle
spese  di  giustizia prevedute in misura fissa ai sensi dell'articolo
199 delle norme di attuazione, di  coordinamento  e  transitorie  del
codice  di  procedura  penale,  approvate  con decreto legislativo 28
luglio  1989,  n.  271,  spettante   forfettariamente   all'ufficiale
giudiziario ed aiutante ufficiale giudiziario, per diritti.
  Nell'ipotesi  in  cui  le  notificazioni  sono poste a carico della
parte che ne ha fatto  richiesta,  questa  e'  tenuta  ad  anticipare
all'ufficiale    giudiziario   i   diritti   conteggiati   ai   sensi
dell'articolo 128, con l'eventuale indennita' di trasferta".
          Nota all'art. 8:
             -  Il  testo dell'art. 142 del D.P.R. n. 1229/1959, come
          da ultimo sostituito dall'art. 3 della legge n. 407/1984  e
          come  ulteriormente  modificato dalla presente legge, e' il
          seguente:
             "Art.  142.  -  Le  spese  relative alle notificazioni e
          comunicazioni che in materia penale sono eseguite per mezzo
          del   servizio   postale   sono   anticipate   dallo  Stato
          all'ufficiale giudiziario. L'ufficiale giudiziario  preleva
          le  somme  necessarie  dal fondo spese di ufficio che viene
          bimestralmente reintegrato mediante  mandato  di  pagamento
          (modello 12).
            I  diritti spettanti all'ufficiale giudiziario in materia
          penale sono compresi tra  le  spese  di  giustizia  e  sono
          ripetibili soltanto nella liquidazione finale.
             Con  decreto  del  Ministro  delle  finanze  emanato  di
          concerto  con  il  Ministro  di  grazia  e   giustizia   e'
          determinata   la   quota-parte  delle  spese  di  giustizia
          prevedute in misura fissa  ai  sensi  dell'art.  199  delle
          norme  di  attuazione,  di  coordinamento e transitorie del
          codice  di  procedura   penale,   approvate   con   decreto
          legislativo    28    luglio   1989,   n.   271,   spettante
          forfettariamente  all'ufficiale  giudiziario  ed   aiutante
          ufficiale giudiziario, per diritti.
             Nell'ipotesi in cui le notificazioni sono poste a carico
          della parte che ne ha fatto richiesta, questa e' tenuta  ad
          anticipare  all'ufficiale giudiziario i diritti conteggiati
          ai sensi dell'art.   128,  con  l'eventuale  indennita'  di
          trasferta.
             Le indennita' di trasferta in materia penale, recuperate
          con le spese  di  giustizia  e  trasmesse  all'ufficio  del
          registro  ai  sensi  dell'art.  138,  sono da detto ufficio
          versate in conto entrate eventuali del Tesoro.
             L'ufficiale  giudiziario, a titolo di rimborso spese per
          le trasferte eseguite in materia  penale,  percepisce,  per
          gli  atti  ritualmente  compiuti  fuori  dell'edificio  ove
          l'ufficio giudiziario ha sede,  l'indennita'  di  trasferta
          prevista  dall'art. 133. Questa e' corrisposta dallo Stato,
          forfettariamente, per ciascun atto nella misura di L.  400,
          compresa la maggiorazione per l'urgenza.
             Se  la  trasferta  supera,  fra  andata  e  ritorno,  la
          distanza  di  dieci  chilometri  o  di  venti   chilometri,
          l'indennita'  e'  corrisposta dallo Stato, rispettivamente,
          nella misura di L. 1.000 e di L. 1.500.
             Quando   la   trasferta   viene  eseguita  per  atti  di
          notificazione relativi allo stesso processo,  se  i  luoghi
          dove  la  notificazione deve essere eseguita distano fra di
          loro meno di 500 metri,  spetta  all'ufficiale  giudiziario
          una sola indennita'.
             L'importo complessivo delle indennita' forfettarie viene
          corrisposto mensilmente dall'ufficio del registro e, a cura
          dell'ufficiale  giudiziario  dirigente,  e' ripartito tra i
          pubblici ufficiali che  hanno  eseguito  le  trasferte,  in
          proporzione  del  numero  di  atti  eseguiti da ciascuno di
          essi.
             L'ufficio del registro esercita sui mandati un controllo
          esclusivamente estrinseco e formale.
             Nei  mesi  di  giugno  e di dicembre di ciascun anno, il
          capo  dell'ufficio  giudiziario  indica,  sulla   base   di
          segnalazioni  semestrali  delle  cancellerie, quali singole
          decurtazioni devono operarsi in  conseguenza  di  atti  non
          ritualmente seguiti".