LEGGE 29 dicembre 1990, n. 408

Disposizioni tributarie in materia di rivalutazione di beni delle imprese e di smobilizzo di riserve e fondi in sospensione di imposta, nonche' disposizioni di razionalizzazione e semplificazione. Deleghe al Governo per la revisione del trattamento tributario della famiglia e delle rendite finanziarie e per la revisione delle agevolazioni tributarie.

note: Entrata in vigore della legge: 1/01/1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 25/03/1998)
Testo in vigore dal: 1-1-1991
                               Art. 14.
  1. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 9 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
  "  La dichiarazione, diversa da quella di cui al quarto comma, puo'
comunque  essere  integrata,  salvo  il  disposto  del  quinto  comma
del'articolo   54,   per   correggere  errori  o  omissioni  mediante
successiva dichiarazione, redatta su stampati approvati ai sensi  del
primo  comma  dell'articolo  8, da presentare entro il termine per la
presentazione della dichiarazione per il secondo periodo  di  imposta
successivo,  sempreche'  non  siano  iniziati  accessi,  ispezioni  e
verifiche o la violazione non sia stata  comunque  constatata  ovvero
non  siano  stati  notificati  gli  inviti  e  le  richieste  di  cui
all'articolo 32";
  b)  all'articolo 54, dopo il quarto comma, e' aggiunto il seguente:
  "In  caso di presentazione della dichiarazione integrativa entro il
termine per la presentazione della dichiarazione per  il  periodo  di
imposta  successivo,  in luogo delle sanzioni previste negli articoli
46 e 49 si applica la soprattassa del 30  per  cento  della  maggiore
imposta  che  risulta dovuta. Se il versamento della maggiore imposta
che  risultera'  dalla  suddetta  dichiarazione   integrativa   viene
effettuato   prima  della  presentazione  della  stessa  nei  termini
previsti per i versamenti di acconto, la soprattassa e' ridotta al 15
per  cento.  La  soprattassa  e'  aumentata  al  60  per  cento se la
dichiarazione integrativa e' presentata  entro  il  termine  relativo
alla dichiarazione per il secondo periodo di imposta successivo".
  2.  All'articolo  20 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, dopo il terzo comma, e aggiunto il  seguente:
  "Gli  interessi  di  cui ai commi precedenti non si applicano sulle
maggiori imposte dovute in relazione alle  dichiarazioni  integrative
di  cui  all'ultimo  comma dell'articolo 9 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600".
  3. Al primo comma dell'articolo 48 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  633,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni:
  a)  nel  primo  periodo,  dopo le parole: "nella quale l'operazione
doveva  essere  computata;",  sono  aggiunte  le  seguenti:  "se   la
regolarizzazione  avviene  entro  il  termine  di presentazione della
dichiarazione per l'anno successivo la soprattassa e' elevata  al  40
per cento;";
  b) nel penultimo periodo, dopo le parole: "termine di presentazione
della dichiarazione  annuale",  sono  aggiunte  le  seguenti:  ";  se
risultano  regolarizzati  entro  il  termine  di  presentazione della
dichiarazione per l'anno successivo le sanzioni sono  ridotte  a  due
terzi.".
  4.  Con  decreto  del  Ministro  delle finanze, da pubblicare nella
Gazzetta Ufficiale saranno stabilite le modalita'  per  i  versamenti
delle  imposte  dovute  in  sede  di dichiarazioni integrativa di cui
all'ultimo comma dell'articolo 9 del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e delle relative soprattasse.
  5.   La   presentazione  delle  dichiarazioni  integrative  di  cui
all'ultimo comma dell'articolo 9 del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600 e la regolarizzazione degli
adempimenti ai sensi del primo comma dell'articolo 48 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nei limiti delle
integrazioni  e  delle  regolarizzazioni  effettuate,  escludendo  la
punibilita' per i reati previsti dal decreto-legge 10 luglio 1982, n.
429, convertito, con modificazioni della legge 7 agosto 1982, n. 516.
          Note all'art. 14.
             -  Si  trascrive  il  testo  dell'art.  9  del D.P.R. 29
          settembre 1973, n. 600 cosi' come  integrato  dal  presente
          art. 14, comma 1, lettera a):
             "Art.    9   (Termini   per   la   presentazione   delle
          dichiarazioni). -  Le  persone  fisiche  e  le  societa'  o
          associazioni   di  cui  all'art.  6  devono  presentare  la
          dichiarazione tra il 1› e il 31 maggio di ciascun anno  per
          i redditi dell'anno solare precedente.
             I   soggetti   all'imposta  sul  reddito  delle  persone
          giuridiche  tenuti  all'approvazione  del  bilancio  o  del
          rendiconto   entro  un  termine  stabilito  dalla  legge  o
          dall'atto costitutivo devono  presentare  la  dichiarazione
          entro  un mese dall'approvazione del bilancio o rendiconto.
          Se il bilancio non e' stato approvato nel termine stabilito
          la dichiarazione deve essere presentata entro un mese dalla
          scadenza del termine stesso.
             Gli altri soggetti all'imposta sul reddito delle persone
          giuridiche devono presentare la dichiarazione entro quattro
          mesi dalla fine del periodo d'imposta.
             I sostituti d'imposta, anche se soggetti all'imposta sul
          reddito delle  persone  giuridiche,  devono  presentare  la
          dichiarazione  prescritta  dall'art.  7  tra  il 1› e il 31
          maggio di ciascun anno  per  i  pagamenti  fatti  nell'anno
          solare  precedente  ovvero, nell'ipotesi indicata nel sesto
          comma dello stesso articolo, per gli utili di cui e'  stata
          deliberata la distribuzione nell'anno solare precedente.
             Nell'ipotesi  di  cui  al  quinto  comma  dell'art. 7 la
          dichiarazione deve essere presentata  contestualmente  alla
          dichiarazione dei redditi propri.
             Le dichiarazioni presentate entro un mese dalla scadenza
          del termine sono valide salvo il disposto del  sesto  comma
          dell'art.  46.   Le  dichiarazioni  presentate  con ritardo
          superiore al mese si considerano omesse a tutti gli effetti
          ma  costituiscono  titolo  per la riscossione delle imposte
          dovute in base agli imponibili in  esse  indicati  e  delle
          ritenute indicate dai sostituti d'imposta.
            La  dichiarazione,  diversa  da  quella  di cui al quarto
          comma, puo' comunque essere integrata,  salvo  il  disposto
          del  quinto comma dell'articolo 54, per correggere errori o
          omissioni mediante  successiva  dichiarazione,  redatta  su
          stampati  approvati  ai sensi del primo comma dell'articolo
          8, da presentare entro  il  termine  per  la  presentazione
          della  dichiarazione  per  il  secondo  periodo  di imposta
          successivo,  sempreche'   non   siano   iniziati   accessi,
          ispezioni  e  verifiche  o  la  violazione  non  sia  stata
          comunque constatata ovvero non siano stati  notificati  gli
          inviti e le richieste di cui all'art.  32".
            Il  testo  dell'art.  54 del D.P.R. 29 settembre 1973, n.
          600, come integrato dall'art.  14,  comma  1,  lettera  b),
          della presente legge e' riportato alla nota predisposta per
          detto ultimo articolo.
             Si  trascrive  il  testo  dell'art.  32  del  D.P.R.  29
          settembre 1973, n. 600:
             "Art. 32. (Poteri degli uffici). - Per l'adempimento dei
          loro compiti gli uffici delle imposte possono:
              1)  procedere  all'esecuzione  di  accessi, ispezioni e
          verifiche a norma del successivo art. 33;
              2)  invitare  i  contribuenti, indicandone il motivo, a
          comparire di persona o  per  mezzo  di  rappresentanti  per
          fornire  dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento
          nei loro confronti  anche  relativamente  ai  rapporti  con
          altri  soggetti,  che  hanno  dato  luogo  alle  operazioni
          annotate nei conti, la cui  copia  sia  stata  acquisita  a
          norma  del  successivo n. 7), o rilevante a norma dell'art.
          33, secondo comma. I singoli dati  ed  elementi  risultanti
          dai  conti  sono  posti  a  base  delle  rettifiche e degli
          accertamenti previsti dagli artt. 38, 39, 40  e  41  se  il
          contribuente  non  dimostra  che  ne ha tenuto conto per la
          determinazione del reddito soggetto ad imposta  o  che  non
          hanno  rilevanza  allo  stesso fine; alle stesse condizioni
          sono  altresi'  posti  come  ricavi  a  base  delle  stesse
          rettifiche  ed  accertamenti,  se  il  contribuente  non ne
          indica il soggetto beneficiario,  i  prelevamenti  annotati
          negli   stessi  conti  e  non  risultanti  dalla  scritture
          contabili. Le richieste fatte e le risposte ricevute devono
          risultare  da verbale sottoscritto anche dal contribuente o
          dal suo rappresentante; in mancanza deve essere indicato il
          motivo  della  mancata  sottoscrizione.  Il contribuente ha
          diritto ad avere copia del verbale.
              3)  invitare  i  contribuenti, indicandone il motivo, a
          esibire o trasmettere atti e documenti  rilevanti  ai  fini
          dell'accertamento  nei loro confronti, compresi i documenti
          di cui al successivo art. 34. Ai  soggetti  obbligati  alla
          tenuta  di  scritture contabili secondo le disposizioni del
          titolo III puo' essere richiesta anche  l'esibizione  o  la
          trasmissione  dei  bilanci  o  rendiconti  e  dei  registri
          indicati negli artt. 16, 17, 18 e 19;
              4)  inviare ai contribuenti questionari relativi a dati
          e  notizie  di  carattere  specifico  rilevanti   ai   fini
          dell'accertamento   nei   loro   confronti,  con  invito  a
          restituirli compilati e firmati;
              5) richiedere alle pubbliche amministrazioni, agli enti
          pubblici, alle societa' ed enti  di  assicurazione  e  agli
          enti    e   societa'   che   effettuano   istituzionalmente
          riscossioni  e   pagamenti   per   conto   di   terzi,   la
          comunicazione,  anche  in  deroga  a contrarie disposizioni
          legislative, statutarie o regolamentari, di dati e  notizie
          relativi a soggetti indicati singolarmente e per categorie.
          Alle societa' ed enti di assicurazione, per quanto riguarda
          i rapporti con gli assicurati del ramo vita, possono essere
          richiesti dati  e  notizie  attinenti  esclusivamente  alla
          durata  del  contratto  di assicurazione, all'ammontare del
          premio  e  all'individuazione   del   soggetto   tenuto   a
          corrisponderlo.  Le  informazioni  sulla  categoria  devono
          essere forniti, a seconda della richiesta,  cumulativamente
          o  specificamente per ogni soggetto che ne fa parte. Questa
          disposizione  non  si  applica  all'Istituto  centrale   di
          statistica, agli ispettorati del lavoro per quanto riguarda
          le rilevazioni loro  commesse  dalla  legge,  e,  salvo  il
          disposto  del  numero 7), all'Amministrazione postale, alle
          aziende  e  istituti  di  credito  per  quanto  riguarda  i
          rapporti con i clienti inerenti o connessi all'attivita' di
          raccolta  del  risparmio  e   all'esercizio   del   credito
          effettuati ai sensi della legge 7 marzo 1938, n. 141;
              6)  richiedere  copie  o  estratti  degli  atti  e  dei
          documenti depositati presso  i  notai,  i  procuratori  del
          registro,  i  conservatori  dei  registri immobiliari e gli
          altri pubblici ufficiali. Le  copie  e  gli  estratti,  con
          l'attestazione  di conformita' all'originale, devono essere
          rilasciate gratuitamente;
              7)  richiedere,  nei  soli  casi  di  deroga al segreto
          bancario indicati dall'art. 35 e con le modalita' previste,
          alle  aziende  e  istituti di credito per quanto riguarda i
          rapporti con i clienti e  all'Amministrazione  postale  per
          quanto attiene ai dati relativi ai servizi o conti correnti
          postali, ai  libretti  di  deposito  ed  ai  buoni  postali
          fruttiferi,   copia   dei   conti   intrattenuti   con   il
          contribuente con la  specificazione  di  tutti  i  rapporti
          inerenti  o  connessi  a  tali  conti, comprese le garanzie
          prestate da terzi; ulteriori dati e  notizie  di  carattere
          specifico relativi agli stessi conti possono essere chiesti
          - negli stessi casi e  con  le  medesime  modalita'  -  con
          l'invio    alle   aziende   e   istituti   di   credito   e
          all'Amministrazione  postale  di  questionari  redatti  con
          modello   conforme  a  quello  approvato  con  decreto  del
          Ministro delle finanze, di concerto  con  il  Ministro  del
          tesoro;
              8)   richiedere  alle  societa',  enti  e  imprenditori
          commerciali indicati nel primo comma dell'art.  13  dati  e
          notizie   relativi   alle   vendite,  agli  acquisti,  alle
          forniture e alle corresponsioni  a  titolo  di  compenso  e
          rimborso  spese  verificatisi  in  un  determinato  periodo
          d'imposta con  clienti,  fornitori,  prestatori  di  lavoro
          autonomo nominativamente indicati.
             Gli  inviti  e  le richieste di cui al presente articolo
          devono essere notificati ai sensi dell'art. 60. Dalla  data
          di  notifica  decorre  il  termine fissato dall'ufficio per
          l'adempimento, che non puo'  essere  inferiore  a  quindici
          giorni  ovvero  per  il  caso  di  cui  al n. 7) a sessanta
          giorni. Il termine puo' essere prorogato per un periodo  di
          trenta   giorni  su  istanza  dell'azienda  o  istituto  di
          credito, per giustificati motivi, dal competente  ispettore
          compartimentale".
             -  Si  trascrive  il  testo  dell'art.  54 del D.P.R. 29
          settembre 1973, n. 600, cosi' come integrato  dal  presente
          articolo:
             "Art. 54 (Determinazione delle pene pecuniarie). - Nella
          determinazione della misura della pena pecuniaria  si  deve
          tenere  conto  della  gravita' del danno o del pericolo per
          l'erario e della personalita' dell'autore della  violazione
          desunta  dai suoi precedenti e dalle sue condizioni di vita
          individuale, familiare e sociale.
             La  pena  puo'  essere  aumentata  fino  alla  meta' nei
          confronti di chi nei tre anni  precedenti  sia  incorso  in
          un'altra  violazione  della stessa indole, per la quale sia
          stata  inflitta  la  pena  pecuniaria.   Sono   considerate
          violazioni  della  stessa  indole  non  soltanto quelle che
          violano una stessa disposizione  del  presente  decreto  ma
          anche   quelle   che,   pur   essendo   prevedute  in  piu'
          disposizioni, presentano in concreto,  per  la  natura  dei
          fatti che le costituiscono o dei motivi che le determinano,
          carattere fondamentale comune.
             Le  pene pecuniarie sono ridotte ad un quarto qualora la
          violazione  consista  nell'inosservanza  di  un  termine  e
          l'obbligo   venga   adempiuto  entro  trenta  giorni  dalla
          scadenza di esso, a meno che la  violazione  non  sia  gia'
          stata constatata formalmente.
             Quando   il   reddito  netto  e'  definito  per  mancata
          impugnazione dell'accertamento dell'ufficio o per  rinuncia
          al  proposto gravame prima che sia intervenuta la decisione
          della  commissione  tributaria  di  primo  grado,  le  pene
          pecuniarie  applicabili  ai sensi degli articoli da 46 a 50
          sono ridotte alla meta'.
            In  caso di presentazione della dichiarazione integrativa
          entro il termine per la presentazione  della  dichiarazione
          per  il  periodo  di  imposta  successivo,  in  luogo delle
          sanzioni previste negli articoli 46  e  49  si  applica  la
          soprattassa  del  30  per  cento della maggiore imposta che
          risulta dovuta. Se il versamento della maggiore imposta che
          risultera'  dalla  suddetta dichiarazione integrativa viene
          effettuato  prima  della  presentazione  della  stessa  nei
          termini   previsti   per   i   versamenti  di  acconto,  la
          soprattassa e' ridotta al 15 per cento. La  soprattassa  e'
          aumentata  al  60 per cento se la dichiarazione integrativa
          e' presentata entro il termine relativo alla  dichiarazione
          per il secondo periodo di imposta successivo".
            - Si trascrive il testo degli articoli 46 e 49 del D.P.R.
          29 settembre 1973, n. 600. Al riguardo si fa  presente  che
          per  effetto dell'articolo 8 del D.L. 30 settembre 1989, n.
          332, convertito in legge 27 novembre 1989, n. 384, le  pene
          pecuniarie  stabilite in misura fissa dal predetto articolo
          46 sono sestuplicate (n.d.r.):
             "Art.  46  (Omissione,  incompletezza e infedelta' della
          dichiarazione). - Nel caso di  omessa  presentazione  della
          dichiarazione  di  cui  agli  articoli da 1 a 6, 10 e 11 si
          applica  la  pena  pecuniaria  da  due  a   quattro   volte
          l'ammontare delle imposte dovute e comunque non inferiore a
          lire cinquantamila. Se non sono  dovute  imposte,  la  pena
          pecuniaria  si  applica nella misura di lire cinquantamila,
          elevabile fino a lire  cinquecentomila  nei  confronti  dei
          soggetti  obbligati  alla tenuta di scritture contabili; la
          pena pecuniaria puo' essere ridotta fino a  lire  diecimila
          nei confronti dei lavoratori dipendenti di cui alla lettera
          d) del terzo comma dell'art. 1 che non hanno presentato  il
          certificato ivi previsto.
             Se  nella  dichiarazione  presentata  non  sono compresi
          tutti i singoli  redditi  posseduti,  si  applica  la  pena
          pecuniaria da due a quattro volte l'ammontare delle imposte
          e delle maggiori imposte dovute in relazione ai redditi non
          dichiarati.
             Se le omissioni previste nei precedenti commi riguardano
          anche redditi prodotti all'estero  la  pena  pecuniaria  e'
          aumentata di un terzo.
             Se  nella dichiarazione, al di fuori dell'ipotesi di cui
          al secondo comma, e' indicato ai fini delle singole imposte
          un reddito netto inferiore a quello accertato si applica la
          pena pecuniaria  da  una  a  due  volte  l'ammontare  della
          maggiore  imposta o delle maggiori imposte dovute, anche se
          la  differenza  dipenda  dalla  indeducibilita'  di  spese,
          passivita'  e  oneri.  La  pena  pecuniaria,  per  la parte
          relativa, a ciascuna imposta, e' aumentata di un  terzo  se
          la  differenza tra il reddito accertato e quello dichiarato
          riguarda anche i redditi prodotti  all'estero,  e'  ridotta
          alla  meta' se la maggiore imposta e' inferiore a un quarto
          di quella accertata e non si  applica  quando  la  maggiore
          imposta  accertata non e' superiore a lire diecimila (comma
          cosi' sostituito dall'art. 2, D.P.R. 24 dicembre  1976,  n.
          920).
             Per  maggiore  imposta  si  intende  la  differenza  tra
          l'imposta  liquidata  in  base  all'accertamento  e  quella
           liquidata in base alla dichiarazione ai sensi dell'art. 36
         bis  ovvero  ai  sensi  dell'art.   36-ter   (comma   cosi'
         sostituito dall'art. 1, D.P.R. 14 aprile 1982, n.  309).
             Se  la dichiarazione e' stata presentata con ritardo non
          superiore a un mese, si applicano le pene di cui  al  primo
          comma ridotte a un quarto".
             "Art.  49  (Deduzioni  e  detrazioni  indebite). - Se il
          contribuente  ha  esposto  nella   dichiarazione   indebite
          detrazioni   dall'imposta  ovvero  indebite  deduzioni  dal
          reddito di  cui  agli  articoli  17  e  24  del  D.P.R.  29
          settembre  1973,  n.  598,  e  all'art.  7  del  D.P.R.  29
          settembre 1973, n. 599, si applica la  pena  pecuniaria  da
          due  a  quattro volte la maggiore imposta dovuta. La stessa
          pena si applica se le indebite detrazioni o deduzioni  sono
          state  conseguite  per causa imputabile al contribuente, in
          sede di ritenuta alla fonte. Si  applica  il  quinto  comma
          dell'art. 55".
             -  Si  trascrive  il  testo  dell'art.  20 del D.P.R. 29
          settembre 1973, n. 602, cosi' come integrato  dal  presente
          articolo:
             "Art.  20 (Interessi per ritardata iscrizione a ruolo).
         Decorsoun semestre dalla data di scadenza  del  termine  di
         presentazione  della  dichiarazione si applica a carico del
         contribuente l'interesse del 4,5%  sulle  imposte  o  sulle
         maggiori   imposte   dovute,  in  base  a  rettifica  o  ad
         accertamento d'ufficio, per ogni semestre intero successivo
         fino  alla  data  della consegna all'esattore dei ruoli nei
         quali e' effettuata l'iscrizione.
             L'interesse  calcolato  dall'ufficio  delle  imposte  e'
          riscosso mediante ruolo.
             E'  in  facolta'  del  contribuente  di  richiedere, nel
          ricorso alla commissione di primo grado, che le  imposte  e
          le    maggiori    imposte    risultanti   dall'accertamento
          dell'ufficio siano iscritte provvisoriamente  a  ruolo  nel
          loro  intero  ammontare con l'interesse semestrale del 4,5%
          gia' maturato, ovvero per una parte  dell'ammontare  stesso
          in misura diversa da quella prevista dall'art.  15.
            Gli interessi di cui ai commi precedenti non si applicano
          sulle   maggiori   imposte   dovute   in   relazione   alle
          dichiarazioni   integrative   di   cui   all'ultimo   comma
          dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica
          29 settembre 1973, n. 600".
             -  Il testo dell'art. 9 del D.P.R. 29 settembre 1973, n.
          600, e' riportato un una nota precedente,  sempre  relativa
          all'art. 14.
             -  Si  trascrive  il  testo  dell'art.  48 del D.P.R. 26
          ottobre 1972, n. 633, cosi' come modificato  dall'art.  14,
          comma 3, della presente legge:
             "Art.  48 (Circostanze attenuanti ed esimenti). - Se gli
          adempimenti omessi o irregolarmente eseguiti,  relativi  ad
          operazioni  imponibili,  risultano  regolarizzati  entro  i
          trenta giorni successivi a quello di scadenza  del  termine
          per  la presentazione della dichiarazione annuale, in luogo
          delle  sanzioni  stabilite  negli  articoli  precedenti  si
          applica  la  soprattassa  del  20  per  cento  dell'imposta
          relativa alle operazioni regolarizzate, ridotta  al  5  per
          cento se la regolarizzazionee' eseguita entro trenta giorni
          dalla scadenza del termine relativo  alla  liquidazione  di
          cui  agli  articoli 27 e 33 nella quale l'operazione doveva
          essere computata; se la regolarizzazione avviene  entro  il
          termine  di  presentazione  della  dichiarazione per l'anno
          successivo la soprattassa  e'  elevata  al  40  per  cento,
          l'ammontare   dei   versamenti   eseguiti   a   titolo   di
          soprattassa, con gli estremi delle relative quietanze, deve
          essere annotato nel registro di cui all'art. 23 o 24 ovvero
          in  quello  di  cui  all'art.   39,   secondo   comma.   La
          disposizione   si   applica   anche  alle  regolarizzazioni
          effettuate ai sensi dell'art. 26,  primo  e  quarto  comma,
          relativamente  alle variazioni dell'imposta in aumento. Per
          le  violazioni  che  non  danno  luogo  a  rettifica  o  ad
          accertamenti d'imposta le sanzioni stabilite negli articoli
          precedenti sono ridotte rispettivamente ad un quinto e alla
          meta'  se  gli adempimenti omessi o irregolarmente eseguiti
          risultano regolarizzati entro trenta  giorni  dal  relativo
          termine di scadenza ovvero entro i trenta giorni successivi
          a quello di scadenza del  termine  di  presentazione  della
          dichiarazione  annuale; se risultano regolarizzati entro il
          termine di presentazione  della  dichiarazione  per  l'anno
          successivo le sanzioni sono ridotte a due terzi.
             Le  disposizioni  di  cui al presente comma si applicano
          sempreche' la violazione non sia gia'  stata  constatata  e
          comunque non siano iniziate le ispezioni e verifiche di cui
          all'art. 52.
             Se  in  relazione  ad  una  stessa operazione sono state
          commesse piu' violazioni punite con la pena  pecuniaria  si
          applica  soltanto  la pena pecuniaria stabilita per la piu'
          grave di esse, aumentata da un terzo alla meta'.
             Le  sanzioni  stabilite negli articoli da 41 a 45 non si
          applicano quando gli obblighi ai quali si  riferiscono  non
          sono  stati  osservati  in relazione al volume d'affari del
          soggetto, secondo  le  disposizioni  degli  articoli  31  e
          seguenti,  a  meno  che  il  volume  d'affari  non  risulti
          superiore  di  oltre  il  cinquanta  per  cento  al  limite
          stabilito per l'applicazione delle disposizioni stesse.
             Le  sanzioni  previste  negli  articoli  43  e 44 non si
          applicano  qualora,   entro   i   termini   rispettivamente
          stabiliti,  la  dichiarazione  sia  stata  presentata  o il
          versamento sia stato  eseguito  a  un  ufficio  diverso  da
          quello indicato nel primo comma dell'art. 40.
             La  sanzione stabilita nella prima parte del terzo comma
          dell'art.  46 non si applica qualora la  differenza  fra  i
          dati  indicati  nella  comunicazione  prevista  nel secondo
          comma dell'art. 8 e quelli accertati non  si  superiore  al
          dieci per cento.
             Nei  casi  in  cui l'imposta deve essere calcolata sulla
          base  del  valore  normale  le  sanzioni  previste  non  si
          applicano  qualora  il valore accertato non supera di oltre
          il dieci per cento quello indicato dal contribuente.
             Gli organi del contenzioso tributario possono dichiarare
          non dovute le  pene  pecuniarie  quando  la  violazione  e'
          giustificata  da  obiettive  condizioni di incertezza sulla
          portata e sull'ambito di  applicazione  delle  disposizioni
          alle quali si riferisce".
             -  Il testo dell'art. 9 del D.P.R. 29 settembre 1973, n.
          600 cosi' come integrato dall'art. 14, comma 1, lettera a),
          della  presente  legge  -  e'  riportato nelle note a detto
          ultimo articolo.
             - Il testo dell'art. 9, comma 5, del D.P.R. 29 settembre
          1973, n.  600, e' riportato nelle note  all'art.  14  della
          presente legge.
             -  Il  testo dell'art. 48 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.
          633, e' riportato nelle note  all'art.  14  della  presente
          legge.
             -  Il  decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito,
          con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516, reca:
          "Norme  per  la  repressione  dell'evasione  in  materia di
          imposte sui redditi e sul valore aggiunto e  per  agevolare
          la definizione delle pendenze in materia tributaria".