LEGGE 29 dicembre 1990, n. 405

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1991).

note: Entrata in vigore della legge: 1/1/1991 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/12/1995)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 15-12-1995
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6. 
 
  1. Il primo comma dell'articolo 27 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 663, e' sostituito dal seguente: 
    "Entro  il  giorno  20  di  ciascun  mese  il  contribuente  deve
calcolare in apposita sezione del registro di cui all'articolo  23  o
del registro di cui all'articolo 24,  sulla  base  delle  annotazioni
eseguite nel registro stesso durante il  mese  precedente  e  con  le
modalita' stabilite  con  decreto  del  Ministro  delle  finanze,  la
differenza tra l'ammontare  complessivo  dell'imposta  relativa  alle
operazioni  imponibili   e   l'ammontare   complessivo   dell'imposta
detraibile ai sensi  dell'articolo  19,  tenendo  conto  anche  delle
variazioni di cui all'articolo 26". 
  2. A  decorrere  dall'anno  1991  i  contribuenti  sottoposti  agli
obblighi di liquidazione e versamento previsti dall'articolo  27  del
decreto del Presidente della Repubblica  27  ottobre  1972,  n.  633,
devono versare entro il giorno 27 del mese di dicembre, a  titolo  di
acconto del versamento relativo al mese stesso, un importo pari al 65
per cento, elevato al 70 per cento per i  contribuenti  che  si  sono
avvalsi della disposizione di cui al secondo periodo del primo  comma
del predetto articolo 27, del versamento effettuato o  che  avrebbero
dovuto effettuare per il mese di dicembre dell'anno precedente, o  se
inferiore, di quello da effettuare per lo stesso  mese  dell'anno  in
corso. Dell'acconto versato si tiene conto in  sede  di  liquidazione
relativa al mese di dicembre. Entro lo stesso giorno, i  contribuenti
di cui all'articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972,  n.  633  devono  versare,  a  titolo  di  acconto  del
versamento da effettuare in sede di dichiarazione annuale, un importo
pari al 65 per cento,  del  versamento  effettuato  o  che  avrebbero
dovuto effettuare con la dichiarazione annuale  dell'anno  precedente
o, se inferiore, di quello da effettuare  in  sede  di  dichiarazione
relativa all'anno in corso; per i contribuenti  di  cui  all'articolo
74,  quarto  comma,  del  predetto  decreto  del   Presidente   della
Repubblica n. 633 del 1972, per il calcolo del  relativo  importo  si
assumono  gli  ammontari  relativi  al  quarto   trimestre.   PERIODO
SOPPRESSO  DAL  D.L.  28  GIUGNO  1995,  N.   250,   CONVERTITO   CON
MODIFICAZIONI DALLA L.8 AGOSTO 1995, N. 349. (3) (7) 
  3. Se, in conseguenza  della  variazione,  del  volume  di  affari,
mutano  rispetto  all'anno  precedente  le  cadenze  dei   versamenti
dell'imposta, il parametro di commisurazione dell'acconto riferito  a
tale anno e' costituito: se la cadenza e' stata  trimestrale,  da  un
terzo dell'imposta versata in sede di dichiarazione annuale ai  sensi
dell'articolo 33 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, da un terzo dell'ammontare versato, nell'ultimo
trimestre a  norma  dell'articolo  74,  quarto  comma,  del  medesimo
decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972,  ovvero,  se
la cadenza e' stata  mensile,  dall'ammontare  dei  versamenti  degli
ultimi tre mesi dell'anno. (7) 
  3-bis.  In  alternativa  alle  disposizioni  di  cui  al  comma  2,
l'obbligo relativo all'acconto puo' essere adempiuto  anche  mediante
il versamento di un importo determinato  tenendo  conto  dell'imposta
relativa alle operazioni  annotate  o  che  avrebbero  dovuto  essere
annotate nei registri di cui agli articoli 23 e 24  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per  il  periodo
dal 1 al 20  dicembre,  ovvero  dal  1  ottobre  al  20  dicembre  se
obbligati  all'adempimento  sono  contribuenti  che   effettuano   le
liquidazioni con cadenza trimestrale, nonche'  dell'imposta  relativa
alle operazioni effettuate nel periodo dal 1 novembre al 20 dicembre,
ma non ancora annotate non essendo decorsi  i  termini  di  emissione
della fattura o di registrazione; in diminuzione del suddetto importo
puo' tenersi conto dell'imposta detraibile relativa agli  acquisti  e
alle importazioni annotati nel registro di cui  all'articolo  25  del
citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, dal 1
al  20  dicembre,  ovvero  dal  1  ottobre  al  20  dicembre  per   i
contribuenti trimestrali,  e,  per  le  operazioni  intracomunitarie,
dell'imposta detraibile relativa alle operazioni computate a debito a
norma del presente comma nel calcolo dell'importo stesso; per  l'anno
1994 puo' altresi' tenersi conto, in diminuzione, di un importo  pari
a  due  terzi  ovvero  a  otto  noni,  se  trattasi  di  contribuenti
trimestrali,  dell'ammontare  dell'imposta  relativa  agli   acquisti
intracomunitari annotati nel registro  di  cui  all'articolo  25  del
citato  decreto  n.  633  del  1972  nell'ultimo  periodo  del  1993,
computabile in detrazione nell'ultima liquidazione periodica relativa
all'anno  1994,  ai  sensi  del  comma   3   dell'articolo   15   del
decreto-legge 22 maggio 1993, n. 155, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 243. I  contribuenti  che  affidano  a
terzi la  tenuta  della  contabilita',  avvalendosi,  ai  fini  delle
liquidazioni, dell'opzione di cui al primo comma dell'articolo 27 del
citato decreto n.  633  del  1972,  possono  determinare  l'ammontare
dell'acconto nella misura di due terzi dell'imposta  dovuta  in  base
alla liquidazione per il mese di dicembre. Il calcolo dell'importo da
versare deve essere eseguito anche per i titolari  di  conto  fiscale
entro il termine del 27  dicembre,  stabilito  dal  comma  2  per  il
versamento, con l'osservanza delle modalita' di cui all'articolo  27,
primo comma, del citato decreto n. 633  del  1972,  e  tenendo  conto
dell'eccedenza  detraibile  di  cui  al  terzo  comma  dello   stesso
articolo. 
  4. L'acconto non deve essere versato se di  ammontare  inferiore  a
lire 200.000. 
  5. Chi non esegue in tutto o in parte i versamenti di cui al  comma
2 e' soggetto alla soprattassa del  20  per  cento  delle  somme  non
versate o versate in meno. Tuttavia, se l'acconto e' stato  calcolato
con riferimento, rispettivamente,alle liquidazioni  per  il  mese  di
dicembre o per l'ultimo  trimestre  o  all'imposta  risultante  dalla
dichiarazione annuale relativa all'anno in corso, la  soprattassa  si
applica solo se l'importo versato e' inferiore  all'ammontare  dovuto
di oltre il 5 per cento di quest'ultimo. 
  5-bis. Per la riscossione dei versamenti  di  cui  al  comma  2  si
applicano le disposizioni  di  cui  al  decreto  del  Ministro  delle
finanze 22 novembre 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  279
del 28 novembre 1991, e al decreto del Presidente della Repubblica 28
gennaio  1988,  n.  43;  ((le  banche  delegate  al  pagamento  e   i
concessionari devono versare negli ordinari termini  e  comunque  non
oltre il 31 dicembre le somme riscosse entro il 27 dicembre e  quelle
che il concessionario ha ricevuto dalla banca entro il 30 dicembre)). 
  5-ter. Gli  intestatari  di  conto  fiscale  devono  effettuare  il
versamento esclusivamente  presso  gli  sportelli  dei  concessionari
della  riscossione  o  presso  le  aziende  di  credito  con   delega
irrevocabile di  versamento  al  concessionario.  ((Con  decreto  del
Ministro delle finanze, di  concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,
possono essere stabiliti annualmente i  tempi  e  le  modalita',  nei
rapporti tra aziende di credito, concessionari e Banca d'Italia,  per
il riversamento all'erario entro il 31 dicembre delle somme  relative
all'acconto dell'imposta sul valore aggiunto.)) I non intestatari  di
conto fiscale  effettuano  il  versamento  esclusivamente  presso  le
aziende di credito, le quali riversano le somme ricevute direttamente
alla competente sezione di tesoreria provinciale dello Stato. 
  5-quater. Sono considerati validi i versamenti effettuati nel corso
del 1994 dal soggetto titolare di conto fiscale mediante distinte  di
versamento diverse da quelle appositamente previste dal  decreto  del
Ministro  delle  finanze  del  30  dicembre  1993,   pubblicato   nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  5  dell'8  gennaio
1994. Sono considerati altresi' validi i versamenti effettuati  nello
stesso periodo da contribuenti non titolari di conto fiscale mediante
l'impiego delle distinte di versamento sopra citate. 
  5-quinquies. Il comma 11 dell'articolo 14 della legge  24  dicembre
1993, n. 537, e' sostituito dal seguente: 
    '11. Le disposizioni di cui  ai  commi  8  e  9  si  applicano  a
decorrere dal 1 gennaio 1994; le disposizioni di cui al comma 10 sono
applicabili ai soli versamenti relativi  a  contributi  deliberati  e
assegnati in data successiva al 1 gennaio 1994.'. 
  6. Il termine del  31  dicembre  1990  previsto  dall'articolo  19,
secondo comma, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre  1972,  n.  633,  come  sostituito  dall'articolo  22  del
decreto-legge 2 marzo 1989,  n.  69,  convertito  con  modificazioni,
dalla  legge  27  aprile  1989,  n.  154,  concernente  i  limiti  di
detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa  all'acquisto  e
all'importazione di motocicli ed autovetture nonche' alle prestazioni
di manutenzione e riparazione  di  tali  beni,  e'  prorogato  al  31
dicembre 1993. (6) 
  7. Agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte di
registro e ipotecarie i termini fissati dall'articolo 20, commi  1  e
2, della legge 1 dicembre 1986, n. 879 sono  ulteriormente  prorogati
al 31 dicembre 1992. 
    
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AGGIORNAMENTO (3)
Il D.L. 22 novembre 1991,  n.  369,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 22 gennaio 1992, n. 17, ha disposto (con l'art. 4, comma  1)
che nei confronti dei  soggetti  esercenti  attivita'  commerciale  e
artigianale aventi domicilio fiscale  nelle  province  di  Trieste  e
Gorizia e nei comuni della provincia di Udine compresi  nell'allegato
A al citato accordo tra Italia e Jugoslavia di cui alla legge 5 marzo
1985, n. 129 di cui all'art. 3, comma 1 del D.L. 22 novembre 1991, n.
369, e' sospeso, per l'anno 1991, il termine relativo  al  versamento
dell'imposta sul valore aggiunto a titolo di  acconto,  previsto  dal
comma 2 del presente articolo.
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AGGIORNAMENTO (6)
Il D.L. 30 dicembre 1991,  n.  417,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 06 febbraio 1992, n. 66, ha disposto (con l'art. 1, comma 9)
che la disposizione di cui al comma 6  del  presente  articolo  "deve
intendersi concernente tutte le operazioni indicate nell'articolo 19,
secondo  comma,  lettera  c),  del  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633".
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AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.L. 22 maggio 1993, n. 155, convertito con modificazioni  dalla
L. 19 luglio 1993, n. 243, ha disposto (con l'art. 15, comma  1)  che
"La  misura  dei  versamenti  di  acconto  dell'imposta  sul   valore
aggiunto, previsti dall'articolo 6, commi  2  e  3,  della  legge  29
dicembre 1990, n. 405,  modificato  dall'articolo  1,  comma  6,  del
decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 12 luglio 1991,  n.  202,  del  65  e  70  per  cento  e'
unificata ed elevata all'88 per cento".