LEGGE 2 agosto 1990, n. 233

Riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi.

note: Entrata in vigore della legge: 28-8-1990 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 25/07/2018)
Testo in vigore dal: 26-7-2018
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5. 
 (Pensione degli artigiani e degli esercenti attivita' commerciali) 
  1. La misura  dei  trattamenti  pernsionistici  da  liquidare,  con
effetto dal 1 luglio 1990, in favore degli iscritti alle gestioni  di
cui  all'articolo  1  e'  pari,  per  ogni  anno  di   iscrizione   e
contribuzione alle rispettive gestioni, al 2 per  cento  del  reddito
annuo d'impresa determinato,  per  ciascun  soggetto  assicurato,  ai
sensi dell'articolo 1, quale risulta dalla media dei redditi relativi
agli ultimi dieci anni coperti da contribuzione o al minor numero  di
essi, anteriori alla decorrenza della pensione. ((8)) 
  2. La misura massima  della  percentuale  di  commisurazione  della
pensione al reddito di cui al comma 1 e' stabilita nell'80 per cento.
Le misure intermedie della percentuale prevista sono  pari  a  quelle
determinate nella tabella C annessa alla legge  30  aprile  1969,  n.
153. 
  3.  Le  disposizioni  sul  calcolo   delle   pensioni,   introdotte
dell'articolo 6, commi 8 e 9, del decreto- legge 12  settembre  1983,
n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre  1983,
n. 638, sono abrogate. 
  4. Per la determinazione della misura delle pensioni  nel  casi  in
cui il reddito imponibile ecceda il limite  massimo  pensionabile  di
cui al comma 4 dell'articolo 1 si applicano, sulla parte eccedente  e
fino a concorrenza dell'importo preso in considerazione ai  fini  del
versamento dei contributi, le disposizioni di  cui  all'articolo  21,
comma 6, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni
ed   integrazioni,   secondo   le   corrispondenti   percentuali   di
commisurazione ivi previste. 
  5. La pensione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 6  del
decreto-legge  12   settembre   1983,   n.   463,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e degli articoli
1 e 2  della  legge  12  guigno  1984,  n.  222,  e'  integrabile  al
trattamento minimo. 
  6. Il reddito annuo di impresa di cui all'articolo 1 e'  rivalutato
in misura corrispondente alla variazione dell'indice annuo del  costo
della vita, calcolato dell'Istat ai fini  della  scala  mobile  delle
retribuzioni dei lavoratori dell'industria, tra l'anno solare cui  il
reddito  si  riferisce  e  quello  precedente  la  decorrenza   della
pensione. 
  7. Il reddito preso a base per i familiari coadiuvanti e coadiutori
e' rappresentato dalla quota di reddito denunciata  per  ciascuno  di
essi ai sensi dell'articolo 1. 
  8. In assenza di reddito d'impresa imponibile ai  fini  dell'Irpef,
ovvero  in  presenza  di  un  reddito  inferiore  al  livello  minimo
imponibile  di  cui  al  comma  3  dell'articolo  1,  e'   preso   in
considerazione per ciascun anno  un  reddito  di  ammontare  pari  al
predetto livello. 
  9. I periodi di contribuzione accreditati  alle  gerstioni  di  cui
all'articolo 1 in epoca anteriore al 1 gennaio 1982 vengono computati
ai  fini   della   valutazione   della   retribuzione   pensionabile,
considerando coperti i periodi stessi, per  ciascuno  degli  anni  di
iscrizione alle gestioni, con un reddito, da attribuire  al  titolare
di impresa ed a ciascuno dei familiari collaboratori, pari  a  quello
indicato  nelle  tabelle  BN  e  C  allegate  alla  presente   legge,
rispettivamente, per gli artigiani  e  per  gli  esercenti  attivita'
commerciali. 
  10. Per il periodo compreso tra il 1 gennaio 1982 e  il  30  giugno
1990, il reddito  da  attribuire  ai  soggetti  di  cui  al  comma  1
dell'articolo 1, ripartito con i criteri  previsti  al  comma  5  del
medesimo articolo, e' quello corrispondente alla quota di  imponibile
che si ricava considerando versato in base alla aliquota del  12  per
cento il contributo in cifra  fissa  e  in  percentuale  dovuito  per
l'assicurazione per la invalidita' la vecchiaia e  i  superstiti  per
ciascuno degli anni predetti. Con effetto  dal  1  luglio  1990  sono
riliquidate secondo le disposizioni della  presente  legge,  se  piu'
favorevoli, le pensioni con decorrenza tra il 1 gennaio 1982 e il  30
giugno 1990. 
  11. Per le pensioni aventi decorrenza compresa tra il 1 luglio 1990
ed il 31 dicembre 1995 e' fatto salvo se  piu'  favorevole  l'importo
risultante  dal  calcolo  effettuato   secondo   le   norme   vigenti
anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge. 
 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 4 - 23 luglio  2018,  n.  173
(in G.U. 1ª s.s. 25/7/2018, n. 30)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 5, comma 1, della legge 2  agosto  1990,  n.
233 (Riforma dei trattamenti pensionistici dei  lavoratori  autonomi)
[...]  nella  parte  in  cui,  ai  fini  della  determinazione  delle
rispettive  quote  di  trattamento   pensionistico,   nel   caso   di
prosecuzione della contribuzione da parte dell'assicurato  lavoratore
autonomo  che  abbia  gia'  conseguito   la   prescritta   anzianita'
contributiva minima, non prevedono  l'esclusione  dal  computo  della
contribuzione successiva ove comporti  un  trattamento  pensionistico
meno favorevole".