LEGGE 30 luglio 1990, n. 218

Disposizioni in materia di ristrutturazione e integrazione patrimoniale degli istituti di credito di diritto pubblico.

note: Entrata in vigore della legge: 21/8/1990 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/05/1999)
Testo in vigore dal: 24-8-1995
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 7. 
                            Norme fiscali 
  1. Per le fusioni, le trasformazioni e i conferimenti effettuati  a
norma dell'articolo 1 le imposte di registro, ipotecarie e  catastali
si applicano nella misura dell'uno per mille e  sino  ad  un  importo
massimo non superiore a cento milioni di lire. Ai  fini  dell'imposta
comunale sull'incremento di valore degli immobili i conferimenti  non
si considerano atti di alienazione e  si  applicano  le  disposizioni
degli articoli 3, secondo comma, secondo periodo, e 6, settimo comma,
del decreto del presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  643,
e successive modificazioni. 
  2. Agli effetti delle imposte sui redditi i conferimenti effettuati
a norma dell'articolo 1 non costituiscono  realizzo  di  plusvalenze,
comprese quelle relative alle rimanenze e il  valore  di  avviamento.
L'eventuale differenza  tra  il  valore  dei  beni  conferiti,  quale
iscritto nel bilancio della societa' conferitaria in  dipendenza  del
conferimento, e l'ultimo valore dei beni stessi riconosciuto ai  fini
delle imposte sui redditi concorre a  formare  il  reddito  dell'ente
conferente nella misura del 15 per cento. La  differenza  tassata  e'
considerata  costo   fiscalmente   riconosciuto   per   la   societa'
conferitaria e puo' essere dalla medesima attribuita in  tutto  o  in
parte all'avviamento, ovvero  proporzionalmente  al  costo  dei  beni
ricevuti. La eventuale differenza tra il valore delle azioni ricevute
e l'ultimo valore dei  beni  conferiti  riconosciuto  ai  fini  delle
predette imposte, maggiorato  della  differenza  tassata  di  cui  al
precedente periodo, non  concorre  a  formare  il  reddito  dell'ente
conferente fino a quando non sia stata realizzata  o  distribuita.  I
beni ricevuti  dalla  societa'  sono  valutati  fiscalmente  in  base
all'ultimo valore riconosciuto ai predetti fini e le  relative  quote
di  ammortamento  sono  ammesse  in  deduzione  fino  a   concorrenza
dell'originario costo non ammortizzato alla  data  del  conferimento,
maggiorato della differenza tassata di cui  al  presente  comma;  non
sono ammesse  in  deduzione  quote  di  ammortamento  del  valore  di
avviamento  iscritto  nell'attivo  del  bilancio  della  societa'  in
dipendenza del conferimento, per la  parte  eccedente  la  differenza
tassata allo stesso attribuita ai sensi del presente  comma.  Ove,  a
seguito dei conferimenti, le aziende o le partecipazioni siano  state
iscritte in bilancio a valori superiori a quelli di  cui  al  periodo
precedente  deve  essere  allegato  alla  dichiarazione  dei  redditi
apposito prospetto di riconciliazione tra i dati esposti nel bilancio
ed i valori fiscalmente riconosciuti; con decreto del Ministro  delle
finanze si provvedera', entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, a stabilire le caratteristiche  di  tale
prospetto. Nel caso di operazioni che nel loro  complesso  soddisfino
le condizioni di cui all'articolo 1, ripartite in piu' fasi ai  sensi
dell'articolo 2, comma 1, lettera a), le  disposizioni  del  presente
comma si applicano anche ai conferimenti ed alle cessioni  di  azioni
rivenienti dai conferimenti di azienda effettuati nell'ambito  di  un
unitario programma approvato a norma dello stesso articolo 1,  per  i
quali permane il regime di sospensione d'imposta. 
  2-bis. L'atto di conferimento puo' stabilire che  gli  effetti  del
conferimento decorrono da una data non anteriore a quella in  cui  si
e' chiuso l'ultimo esercizio dell'ente conferente ovvero  degli  enti
conferenti.  Anche  in  questo  caso,  permangono  gli   effetti   di
neutralita' e di continuita' fiscali di cui ai  commi  precedenti.  I
beni ricevuti dalla societa' conferitaria possono essere iscritti  in
bilancio al lordo delle relative partite rettificative. 
  2-ter. Dalla data in cui ha effetto il  conferimento,  la  societa'
bancaria conferitaria subentra agli effetti fiscali  negli  obblighi,
nei diritti  e  nelle  situazioni  giuridiche  concernenti  l'azienda
conferita a norma dell'articolo  1,  ivi  compresi  gli  obblighi  di
dichiarazione nonche' quelli di versamento degli acconti relativi sia
alle imposte  proprie  che  alle  ritenute  sui  redditi  altrui.  Il
patrimonio netto della societa' conferitaria,  comunque  determinato,
conserva  il  regime  fiscale  di  quello  dell'ente  o  degli   enti
conferenti, anche ai fini  dell'applicazione  dell'articolo  105  del
testo unico delle imposte sui  redditi,  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 
  3. Nella determinazione del reddito  imponibile  delle  aziende  ed
istituti di credito di cui all'articolo 5 del regio decreto-legge  12
marzo 1936, n. 375, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7
marzo 1938,  n.  141,  e  successive  modificazioni  e  integrazioni,
risultanti da operazioni di fusione, nonche'  di  quelli  destinatari
dei  conferimenti,   sempre   che   diano   luogo   a   fenomeni   di
concentrazione,  sono  ammessi   in   deduzione   per   cinque   anni
consecutivi,  a  partire  da  quello  in   cui   viene   perfezionata
l'operazione, gli accantonamenti effettuati ad una  speciale  riserva
denominata con riferimento alla presente legge. Detti  accantonamenti
possono essere effettuati, nell'arco dei cinque anni, entro il limite
massimo complessivo per l'intero quinquennio dell'1,2 per cento della
differenza tra  la  consistenza  complessiva  degli  impieghi  e  dei
depositi con clientela degli enti  creditizi  che  hanno  partecipato
alla fusione ovvero alle operazioni di conferimento,  risultanti  dai
rispettivi  ultimi  bilanci  precedenti  alle  operazioni  stesse,  e
l'analogo aggregato  risultante  dall'ultimo  bilancio  del  maggiore
degli enti creditizi  che  hanno  partecipato  alla  fusione  o  alle
operazioni  di  conferimento.  L'accantonamento  annuale  non  potra'
comunque eccedere un terzo del limite massimo complessivo  consentito
per  l'intero  quinquennio.  L'utilizzo  e  la  distribuzione   della
speciale   riserva   sono   disciplinati   dalle   norme    contenute
nell'articolo 6, ultimo periodo del primo comma, e secondo  comma,  e
nell'articolo 8, secondo e terzo comma, della legge 19 marzo 1983, n.
72. Si applicano le norme di cui all'articolo 11- ter, comma 7, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, come da ultimo modificata dalla legge 23
agosto 1988, n. 362, fermi restando i vincoli di cui ai commi 5  e  6
dell'articolo 11 della stessa legge n. 468 del 1978. 
  4. Alle operazioni di fusione tra gli enti creditizi aventi  natura
societaria, che siano autorizzate dalla  Banca  d'Italia  secondo  le
direttive  del  Comitato  interministeriale  per  il  credito  ed  il
risparmio vigenti all'atto delle deliberazioni, si applicano, per gli
aspetti fiscali, anche le disposizioni di cui al comma 1. 
  5. Alle operazioni di conferimento  effettuate  da  enti  creditizi
aventi natura societaria al fine di costituire un  gruppo  creditizio
ai sensi dell'articolo 5 si applicano le disposizioni di cui ai commi
1 e 2. (1) 
  6. Le disposizioni di cui ai commi  precedenti  si  applicano  agli
atti di fusione, trasformazione e conferimento perfezionati entro due
anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. (5) ((5a)) 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
   Data a Roma, addi' 30 luglio 1990 
                               COSSIGA 
                                  ANDREOTTI, Presidente del Consiglio 
                                  dei Ministri 
                                  CARLI, Ministro del tesoro Visto, 
il Guardasigilli: VASSALLI 
 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.L. 13 maggio 1991,  n.  151,  convertito,  con  modificazioni,
dalla L. 12 luglio 1991, n. 202, ha disposto (con l'art. 10, comma 2)
che "La disposizione di cui all'articolo 7, comma 5, della  legge  30
luglio 1990, n. 218, deve intendersi riferita a tutte  le  operazioni
di  conferimento  effettuate  da   enti   creditizi   aventi   natura
societaria, nonche' dalle societa' da questi controllate, al fine  di
modificare o comunque adeguare la propria struttura organizzativa  in
conformita' allo schema di gruppo creditizio previsto all'articolo 24
del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356." 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  La L. 26 novembre 1993, n. 489, ha disposto (con l'art. 1, comma 1)
che "Il termine di cui all'articolo 7, comma 6, della legge 30 luglio
1990, n.  218,  ai  fini  dell'applicazione  delle  disposizioni  ivi
previste, come modificate dagli articoli  28  e  71  della  legge  30
dicembre 1991, n. 413, e' differito alla data del  31  dicembre  1994
per gli atti di fusione,  scissione,  trasformazione  e  conferimento
perfezionati dal 22 agosto 1992 al 31 dicembre 1994." 
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AGGIORNAMENTO (5a) 
  La L. 26 novembre 1993, n. 489, come modificata, dal D.L. 28 giugno
1995, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla L. 8 agosto  1995,
n. 349 ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che  "Il  termine  di  cui
all'articolo 7, comma 6, della legge 30 luglio 1990, n. 218, ai  fini
dell'applicazione delle disposizioni ivi  previste,  come  modificate
dagli articoli 28 e 71 della legge  30  dicembre  1991,  n.  413,  e'
differito alla data del 31 dicembre 1995 per  gli  atti  di  fusione,
scissione, trasformazione e conferimento perfezionati dal  22  agosto
1992 al 31 dicembre 1995."