LEGGE 14 giugno 1990, n. 158

Norme di delega in materia di autonomia impositiva delle regioni e altre disposizioni concernenti i rapporti finanziari tra lo Stato e le regioni

note: Entrata in vigore della legge: 23/6/1990 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2020)
Testo in vigore dal: 1-1-1995
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3. 
  1. A decorrere dall'anno 1991 il fondo  per  il  finanziamento  dei
programmi regionali di sviluppo di cui all'articolo 9 della legge  16
maggio 1970, n. 281, e' costituito: 
    a) da una quota fissa pari a quella assegnata nell'anno  1990  ai
sensi dell'articolo 9 della legge 16 maggio 1970, n.  281,  al  netto
delle assegnazioni su leggi di settore confluite nel fondo; 
    b) da una quota variabile, determinata con la  legge  finanziaria
su base triennale, comprensiva degli  stanziamenti  annuali  previsti
dalle vigenti leggi di settore. 
  ((2. Alla individuazione delle leggi di settore i cui  stanziamenti
devono costituire la quota variabile di cui al comma 1,  lettera  b),
da destinare esclusivamente al finanziamento dei programmi  regionali
di sviluppo delle  regioni  a  statuto  ordinario,  si  provvede  con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta  del
Ministro per gli  affari  regionali,  di  intesa  con  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano. 
  3. Con delibera del CIPE, su proposta della  Conferenza  permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di
Trento e di Bolzano, sono stabiliti i criteri di ripartizione fra  le
regioni della quota  variabile  nell'ambito  di  comparti  funzionali
individuati con il decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri
di cui al comma 2. 
  4. Le regioni sono tenute a presentare annualmente alla  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di  Trento  e  di  Bolzano  una  relazione  sullo  stato  di
attuazione  dei  programmi  di  sviluppo  finanziati  con  la   quota
variabile)). 
  5. Alle erogazioni in favore delle regioni  previste  dal  presente
articolo provvede il Ministro del  bilancio  e  della  programmazione
economica. 
  6.  I  provvedimenti  statali  che  direttamente  o  indirettamente
comportino nuove funzioni o  ulteriori  compiti  per  le  regioni,  o
modifichino quelli esistenti  aggravandone  gli  oneri  di  gestione,
debbono  indicare  le  risorse  occorrenti  per  la   loro   adeguata
copertura. 
  7. Ulteriori leggi  che  dispongano  interventi  da  affidare  alle
regioni debbono prevedere la confluenza degli stanziamenti nel  fondo
di cui al comma 1, lettera b).