LEGGE 11 marzo 1988, n. 67

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1988).

note: Entrata in vigore della legge: 14-3-1988 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 2-3-1989
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 7. 
 
  1. (( COMMA SOPPRESSO DAL D.L. 2 MARZO 1989, N. 69, CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 27 APRILE 1989, N. 154 )). 
  2. L'aliquota di cui al secondo comma dell'articolo 18 del  decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e  succes-
sive modificazioni ed  integrazioni,  attualmente  determinata  nella
misura dello 0,75 per cento, e' ridotta allo 0,25 per  cento  per  le
operazioni  di  credito  agrario  di  esercizio,  di  cui  al  n.   2
dell'articolo  16  del  predetto   decreto   del   Presidente   della
Repubblica, aventi durata sino a dodici medi ed  erogate  in  base  a
contratti conclusi a decorrere dal 1 gennaio 1988. 
  3. Gli interessi per la riscossione o per il rimborso  di  imposte,
previsti dagli articoli 9, 20, 21, 39 e 44 del decreto del Presidente
della  Repubblica  29  settembre   1973,   n.   602,   e   successive
modificazioni, nella misura del 12 per cento annuo e del 6 per  cento
semestrale,  sono  dovuti,  a   decorrere   dal   1   gennaio   1988,
rispettivamente, nelle misure del 9 e del 4,5 per cento. 
  4. Gli interessi previsti dalla legge 26 gennaio  1961,  n.  29,  e
successive modificazioni, nella misura semestrale del  6  per  cento,
sono dovuti, a decorrere dal 1 gennaio 1988, nella misura del 4,5 per
cento. Dalla stessa data gli interessi previsti in materia di imposta
sul valore aggiunto nella misura del 12 per cento annuo  sono  dovuti
nella misura del 9 per cento. 
  5. Nell'articolo 81, comma 1, del testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, approvato con decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, la lettera c) e' sostituita, con effetto dalla
data di entrata in vigore dello stesso testo unico, dalla seguente: 
    "c) le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo  oneroso
di partecipazioni sociali, escluse quelle acquisite per successione o
donazione, superiori al 2, al 5 o al 15 per cento del capitale  della
societa' secondo che si tratti di azioni  ammesse  alla  borsa  o  al
mercato ristretto, di altre azioni o di partecipazioni non azionarie,
se il periodo di tempo intercorso tra la data dell'ultimo acquisto  a
titolo oneroso, o dell'ultima sottoscrizione per ammontare  superiore
a quello spettante in virtu' del diritto di opzione, e la data  della
cessione o della prima cessione non e' superiore a  cinque  anni.  La
percentuale di partecipazione e' determinata tenendo conto  di  tutte
le cessioni  effettuate  nel  corso  di  dodici  mesi  ancorche'  nei
confronti  di  soggetti  diversi;  si  considerano  cedute  le  prime
partecipazioni acquisite in data piu' recente;". 
  6. All'articolo 123 del testo  unico  delle  imposte  sui  redditi,
approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre
1986, n. 917, al comma 2, le parole da: "ne' delle plusvalenze"  fino
alla fine  del  comma,  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "e  delle
plusvalenze  iscritte  in  bilancio  non  si  tiene  conto   fino   a
concorrenza della differenza tra il costo delle azioni o quote  delle
societa' incorporate annullate per effetto della fusione e il  valore
del patrimonio netto delle societa' stesse risultante dalle scritture
contabili". La disposizione di cui al presente comma ha effetto dalla
data di entrata in vigore del citato testo  unico  approvato  con  il
decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. 
  7. Il comma 5 dell'articolo 123 del testo unico delle  imposte  sui
redditi, approvato con decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e'  sostituito,  con  effetto  dalla  data  di
entrata in vigore dello stesso testo unico, dal seguente: 
    "5. Le perdite  della  societa'  che  partecipano  alla  fusione,
compresa  la  societa'  incorporante,  possono  essere   portate   in
diminuzione del reddito della societa'  risultante  dalla  fusione  o
incorporante  per  la  parte  del  loro  ammontare  che  non   eccede
l'ammontare del  rispettivo  patrimonio  netto  quale  risulta  dalla
situazione patrimoniale di cui all'articolo 2502 del  codice  civile,
senza tener conto dei conferimenti e versamenti  fatti  negli  ultimi
ventiquattro mesi anteriori alla data cui si riferisce la  situazione
stessa, e sempre che dal conto dei profitti  e  delle  perdite  della
societa' le cui  perdite  sono  riportabili,  relativo  all'esercizio
precedente a quello in cui la fusione e' stata deliberata, risulti un
ammontare di ricavi, di cui all'articolo 2425-bis, parte prima, n. 1,
del codice civile, e un ammontare  delle  spese  per  prestazioni  di
lavoro  subordinato  e  relativi  contributi,  di  cui   all'articolo
2425-bis, parte seconda, n. 3, del codice civile, superiore al 40 per
cento di quello risultante dalla  media  degli  ultimi  due  esercizi
anteriori". 
  8. Sino al riordinamento del regime fiscale dei redditi da capitale
e comunque non oltre tre anni dall'entrata in vigore  della  presente
legge, la  ritenuta  sugli  interessi,  premi  ed  altri  frutti  dei
depositi e conti correnti bancari e postali di cui al  secondo  comma
dell'articolo 26  del  decreto  el  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, e successive  modificazioni,  maturati  dalla
data di entrata in vigore della presente legge, e' elevata al 30  per
cento salvo quanto disposto dal successivo comma 10. 
  9. E' altresi' elevata al 30 per  cento  la  ritenuta  operata,  ai
sensi del terzo comma dell'articolo 26  del  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  29  settembre   1973,   n.   600,   e   successive
modificazioni, da  soggetti  residenti  nel  territorio  dello  Stato
incaricati del pagamento, sugli  interessi,  premi  ed  altri  frutti
indicati  nel  comma  8  dovuti  da  soggetti   non   residenti.   La
disposizione si applica alle ritenute  operate  successivamente  alla
data di entrata in vigore della presente legge. 
  10. Resta ferma al 25 per cento la ritenuta sugli interessi,  premi
ed altri frutti sui certificati di depositi nominativi raccolti dalle
aziende di credito e vincolati a non meno di tre  mesi,  nonche'  sui
depositi a risparmio postale. Il presente comma  non  si  applica  ai
depositi estinti prima della scadenza del vincolo. 
  11. Sono fatti salvi gli  effetti  prodotti  dai  decreti-legge  29
dicembre 1987, n. 533, e 13 gennaio 1988, n.  3,  nei  confronti  dei
certificati di deposito e dei depositi estinti nel periodo di vigenza
dei predetti decreti-legge. 
  12. Nell'anno 1988 il versamento di acconto di cui all'articolo  35
del  decreto-legge  18   marzo   1976,   n.   46,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 10  maggio  1976,  n.  249,  e  successive
modificazioni, e' elevato, con esclusione  dei  depositi  di  cui  al
comma 10, al 60 per cento per ciascuna delle due scadenze  stabilite.
Per gli anni 1989 e 1990 il suddetto versamento di acconto e' fissato
al 50 per cento per ciascuna delle due scadenze stabilite.