LEGGE 13 maggio 1985, n. 190

Riconoscimento giuridico dei quadri intermedi.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 24/06/2015)
Testo in vigore dal: 1-6-1985
al: 29-4-1986
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                               Art. 6.

  In  deroga a quanto previsto dal primo comma dell'articolo 2103 del
codice civile, come modificato dall'articolo 13 della legge 20 maggio
1970,  n.  300, l'assegnazione del lavoratore alle mansioni superiori
di  cui  all'articolo  1  della  presente  legge  ovvero  a  mansioni
dirigenziali,  che  non  sia  avvenuta  in sostituzione di lavoratori
assenti  con diritto alla conservazione del posto, diviene definitiva
quando  si  sia  protratta  per  il  periodo di tre mesi o per quello
superiore fissato dai contratti collettivi.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 13 maggio 1985

                               PERTINI

                              CRAXI,  Presidente  del  Consiglio  dei
                                Ministri
                              DE MICHELIS,   Ministro  del  lavoro  e
                                della previdenza sociale

Visto, il Guardasigilli: MARTINAZZOLI

          NOTE

          Nota all'art. 6:
            Il  testo vigente dell'art. 2103, primo comma, del codice
          civile e' il seguente:
            "Art. 2103. (Mansioni del lavoratore). - Il prestatore di
          lavoro  deve  essere  adibito alle mansioni per le quali e'
          stato  assunto  o  a  quelle  corrispondenti alla categoria
          superiore  che  abbia  successivamente  acquisito  ovvero a
          mansioni  equivalenti  alle  ultime  effettivamente svolte,
          senza  alcuna  diminuzione  della retribuzione. Nel caso di
          assegnazione  a mansioni superiori il prestatore ha diritto
          al   trattamento  corrispondente  all'attivita'  svolta,  e
          l'assegnazione  stessa  diviene definitiva, ove la medesima
          non  abbia  avuto  luogo  per  sostituzione  di  lavoratore
          assente  con  diritto alla conservazione del posto, dopo un
          periodo  fissato  dai  contratti collettivi, e comunque non
          superiore  a  tre  mesi. Egli non puo' essere trasferito da
          una  unita'  produttiva  ad  un'altra se non per comprovate
          ragioni tecniche, organizzative, e produttive".