LEGGE 6 agosto 1984, n. 425

Disposizioni relative al trattamento economico dei magistrati.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2000)
Testo in vigore dal: 1-1-1994
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 10.

  I  giudizi pendenti in qualsiasi stato e grado alla data di entrata
in  vigore  della  presente  legge, originati o conseguenti a domanda
fondata   sull'applicazione   delle   disposizioni  richiamate  negli
articoli  8 e 9 della legge stessa, sono dichiarati estinti d'ufficio
con   compensazione   delle  spese  fra  le  parti.  I  provvedimenti
giudiziali  non ancora passati in giudicato restano privi di effetti.
(1)
  Gli  importi  a  qualsiasi titolo erogati o da erogare al personale
previsto  dall'articolo  3  della  presente  legge  in  esecuzione di
provvedimenti  giudiziali passati in giudicato, che hanno pronunciato
su  domande  fondate sull'applicazione dell'articolo 3 della legge 19
febbraio  1981,  n.  27,  nonche' sulle disposizioni richiamate negli
articoli  8  e  9 della presente legge, rimangono attribuiti a titolo
personale  e sono riassorbiti con la normale progressione economica e
nelle  funzioni,  ed  inoltre, se necessario, operando le conseguenti
detrazioni a conguaglio a carico dell'indennita' di buonuscita.((2))
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AGGIORNAMENTO (1)
  La Corte Costituzionale, con sentenza 7- 10 aprile 1987, n. 123 (in
G.U. 15/04/1987, n. 16) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale
dell'art. 10, primo comma, della legge 6 agosto 1984, n. 425.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  L.  24  dicembre  1993  n.  537  ha disposto (con l'art. 3) che
"l'articolo  10, secondo comma, della legge 6 agosto 1984, n. 425, si
interpreta  nel  senso  che  esso  si  applica anche ai provvedimenti
giudiziali  passati  in  giudicato  in  data  successiva  a quella di
entrata  in  vigore  della  stessa legge 6 agosto 1984, n. 425, e nei
confronti  di  tutto  il  personale interessato ancorche' collocato a
riposo  in  data  anteriore al 1 luglio 1983. Il riassorbimento degli
importi  erogati  o  da  erogare  ai  sensi dell'articolo 10, secondo
comma,  della  legge  6  agosto  1984,  n.  425,  e'  effettuato,  se
necessario,  anche  sui  miglioramenti  dovuti a qualsiasi titolo sul
trattamento di quiescenza".