LEGGE 19 marzo 1983, n. 72

Rivalutazione monetaria dei beni e del capitale delle imprese; disposizioni in materia di imposta locale sui redditi concernenti le piccole imprese; norme relative alle banche popolari, alle societa' per azioni ed alle cooperative, nonche' disposizioni in materia di trattamento tributario dei conti interbancari.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 02/10/2003)
Testo in vigore dal: 24-3-1983
                              Art. 11.

  Gli  imprenditori  commerciali, le societa' in nome collettivo e in
accomandita  semplice e quelle ad esse equiparate e gli enti pubblici
e privati diversi dalle societa', che non hanno per oggetto esclusivo
o principale l'esercizio di attivita' commerciali, possono rivalutare
i  beni indicati nell'articolo 1 acquisiti entro il 31 dicembre 1981,
relativi all'attivita' commerciale esercitata, con le modalita' e nei
limiti  stabiliti  dagli  articoli,  2, 4 e 5 della presente legge, e
facendo  riferimento, per quanto riguarda i fabbricati, all'attivita'
esercitata.
  Per  i  soggetti  che  hanno  redatto  il prospetto e la situazione
patrimoniale  di  cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 23
dicembre  1974,  n.  689, l'individuazione dei beni rivalutabili, dei
rispettivi  prezzi di costo o di acquisto e dei relativi ammortamenti
va effettuata con riferimento alle risultanze di tali scritture.
  Per   i   soggetti   che   fruiscono   di  regimi  semplificati  di
contabilita',  la  rivalutazione  e' consentita, per i beni acquisiti
posteriormente  al  31  dicembre  1973,  a  condizione  che risultino
regolarmente    registrati   o   annotati   nei   registri   previsti
dall'articolo  18  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29
settembre  1973,  n.  600,  e che venga redatto un apposito prospetto
bollato  e  vidimato  dal  quale  risultino  i  prezzi  di costo o di
acquisto  dei  beni  da  rivalutare,  l'anno  di  acquisizione  e  le
eventuali   quote   di   ammortamento   annualmente  computate  e  la
rivalutazione  compiuta.  Tale  prospetto dovra' essere allegato alla
dichiarazione  dei  redditi  relativa al periodo di imposta in cui la
rivalutazione viene eseguita; copia di esso dovra' essere allegata al
registro  degli  acquisti  di  cui  all'articolo  25  del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e conservata con
le stesse modalita'.
  Per   i  soggetti  di  cui  all'articolo  72-bis  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  29  settembre 1973, n. 597, che non si
siano  avvalsi  della  facolta'  di cui all'ultimo comma dello stesso
articolo,  le  quote  di  ammortamento  annuale  sono computate nella
misura massima consentita ai fini delle imposte sul reddito.
  I  soggetti  che  si  avvalgono  della  facolta' di cui al presente
articolo,   ad   esclusione   di   quelli  che  fruiscono  di  regimi
semplificati  di contabilita' di cui al secondo comma, sono obbligati
alla  redazione  dell'inventario e alla compilazione del registro dei
cespiti ammortizzabili.
  Le  disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano anche alle
persone  fisiche  non residenti e alle societa' ed enti di ogni tipo,
di  cui  all'articolo 2, lettera d), del decreto del Presidente della
Repubblica  29  settembre  1973,  n.  598,  che  esercitano attivita'
commerciali    nel    territorio   dello   Stato   mediante   stabili
organizzazioni.
  I saldi attivi risultanti dalla rivalutazione eseguita ai sensi dei
commi precedenti non concorrono a formare il reddito imponibile.