LEGGE 26 aprile 1982, n. 181

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1982).

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 11/03/1998)
Testo in vigore dal: 17-7-1986
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 13.

  Le  regioni,  per il tramite dei propri uffici ed avvalendosi anche
di  un  apposito  servizio  ispettivo,  sanitario e finanziario, sono
tenute   a   verificare,  in  relazione  ai  rendiconti  trimestrali,
l'andamento  delle attivita' assistenziali e della gestione dei fondi
assegnati a ciascuna unita' sanitaria locale.
  Qualora    le    regioni    riscontrino,   direttamente   o   dalla
rendicontazione  trimestrale,  il  maturare  di  un  disavanzo  della
gestione  di  competenza  dell'unita'  sanitaria  locale  ed i comuni
singoli o associati e le comunita' montane non adottino, entro trenta
giorni   dall'invito  della  regione,  i  provvedimenti  necessari  a
riportare  in  equilibrio  il conto di gestione dell'unita' sanitaria
locale stessa ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 50 della legge
23  dicembre  1978,  n.  833,  le  regioni  medesime  sono  tenute  a
sostituirsi  agli  organi  degli  enti  predetti  per  l'adozione dei
provvedimenti stessi.
  Per  le  esigenze  di  controllo  le  regioni  possono  utilizzare,
mediante comando, personale delle unita' sanitarie locali.
  In  caso  di  inerzia  o  di  ingiustificato  ritardo  delle unita'
sanitarie locali nella cura degli adempimenti previsti dagli articoli
1, secondo comma, 3, 5, secondo comma, e 7 della legge 7 agosto 1982,
n.  526,  e  dall'articolo  11,  commi  8  e  9, del decreto-legge 12
settembre  1983, n. 463, nonche' in ogni altro caso di ingiustificata
inottemperanza   ad   obblighi   imposti   da  atti  normativi  e  da
disposizioni   regionali   derivanti   da  atti  di  indirizzo  e  di
coordinamento  emanati  ai  sensi  dell'articolo  5  della  legge  23
dicembre  1978, n. 833, le regioni e le province autonome di Trento e
di  Bolzano,  previa  diffida,  adottano  i  provvedimenti  omessi  o
comunque necessari, anche mediante l'invio di appositi commissari.
  Lo stesso potere e con le modalita' indicate al comma precedente e'
attribuito al Ministro della sanita', su segnalazione del commissario
del   Governo,   quando  la  regione  o  provincia  autonoma  non  vi
provveda.((4))
  Per  gli  stessi scopi, il primo comma dell'articolo 49 della legge
23 dicembre 1978, n. 833, e' sostituito dai seguenti:
  "Il   controllo   sugli  atti  delle  unita'  sanitarie  locali  e'
esercitato, in unica sede, dai comitati regionali di controllo di cui
all'articolo  55 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, integrati da un
esperto  in  materia sanitaria designato dal Consiglio regionale e da
un  rappresentante  del  Ministero  del  tesoro, nelle forme previste
dagli articoli 59 e seguenti della medesima legge.
  Gli  atti  di cui al comma precedente non possono essere dichiarati
immediatamente esecutivi e sono nulli di diritto se la relativa spesa
non trova idonea copertura".
  Analogamente  il  secondo  comma  dell'articolo  15  della legge 23
dicembre 1978, n. 833, e' sostituito dai seguenti:
  "Organi della unita' sanitaria locale sono:
    1) l'assemblea generale;
    2) il comitato di gestione e il suo presidente;
    3)  il  collegio  dei  revisori,  composto di tre membri, uno dei
quali designato dal Ministro del tesoro e uno dalla regione.
    La  legge  regionale  disciplina  i  compiti  e  le  modalita' di
funzionamento del collegio.
    Il  collegio  dei revisori e' tenuto a sottoscrivere i rendiconti
di  cui  all'articolo  50,  secondo comma, e a redigere una relazione
trimestrale  sulla  gestione  amministrativo-contabile  delle  unita'
sanitarie  locali  da  trasmettere  alla regione e ai Ministeri della
sanita' e del tesoro".
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AGGIORNAMENTO (4)
La Corte Costituzionale con sentenza 27 giugno-7 luglio 1986, n.177 (
in  G.U.  1a  s.s. 16/7/1986, n.34) ha dichiarato" costituzionalmente
illegittimo  nei  confronti  delle Province di Trento e di Bolzano il
comma  quinto  aggiunto,  all'art.  13 della legge 26 aprile 1982, n.
181,  dall'art.  11,  comma  decimo, del decreto - legge 12 settembre
1983,  n.  463  (decreto convertito in legge con modificazioni con la
legge 11 novembre 1983, n. 638) nella parte in cui, nel richiamare il
comma  precedente,  comma  quarto aggiunto all'art. 13 della legge n.
181  del  1982 dall'art. 11, comma decimo, del decreto - legge n. 463
del  1983 (come sopra convertito), comprende il riferimento fatto dal
detto  comma  precedente  agli  artt.  3,  comma  secondo, e 5, comma
secondo,  della  legge  7  agosto  1982, n. 526; dichiara non fondate
sotto  ogni  altro  aspetto  le  questioni  di legittimita' del comma
quinto aggiunto all'art. 13 della legge n. 181 del 1982 dall'art. 11,
comma  decimo,  del  decreto  -  legge  n.  463  del 1983 (come sopra
convertito),  sollevate,  in riferimento agli artt. 5, 9, n. 1O, 16 e
54,  n. 5, dello Statuto speciale del Trentino - Alto Adige approvato
con  d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, dalle Province autonome di Trento
e di Bolzano con i rispettivi ricorsi."