LEGGE 26 luglio 1975, n. 354

Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della liberta'.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/8/1975. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2020)
Testo in vigore dal: 10-11-2018
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                              Art. 11. 
                      (( (Servizio sanitario). 
 
  1.  Il  servizio   sanitario   nazionale   opera   negli   istituti
penitenziari e negli istituti penali per minorenni nel rispetto della
disciplina sul riordino della medicina penitenziaria. 
  2. Garantisce a ogni istituto  un  servizio  sanitario  rispondente
alle esigenze profilattiche e di cura della  salute  dei  detenuti  e
degli internati. 
  3. La carta dei servizi sanitari di cui al decreto  legislativo  22
giugno 1999, n. 230, per i detenuti e gli internati, adottata da ogni
azienda sanitaria locale  nel  cui  ambito  e'  ubicato  un  istituto
penitenziario, e' messa a disposizione dei detenuti e degli internati
con idonei mezzi di pubblicita'. 
  4. Ove siano  necessarie  cure  o  accertamenti  sanitari  che  non
possono essere apprestati dai servizi sanitari presso  gli  istituti,
gli imputati  sono  trasferiti  in  strutture  sanitarie  esterne  di
diagnosi o di cura, con provvedimento del giudice che procede. Se  il
giudice e' in composizione collegiale, il provvedimento  e'  adottato
dal presidente. Prima dell'esercizio dell'azione penale  provvede  il
giudice per le indagini preliminari; provvede il  pubblico  ministero
in  caso  di  giudizio  direttissimo  e   fino   alla   presentazione
dell'imputato in udienza per la contestuale convalida dell'arresto in
flagranza. Se e' proposto ricorso per cassazione, provvede il giudice
che ha emesso il provvedimento impugnato.  Per  i  condannati  e  gli
internati provvede il magistrato di  sorveglianza.  Il  provvedimento
puo' essere modificato per sopravvenute ragioni di  sicurezza  ed  e'
revocato appena vengono meno le ragioni che lo hanno determinato. 
  5. Quando non vi sia pericolo di fuga, i detenuti e  gli  internati
trasferiti in strutture sanitarie  esterne  di  diagnosi  e  di  cura
possono non essere sottoposti a  piantonamento  durante  la  degenza,
salvo che sia necessario per la tutela  della  incolumita'  personale
loro o altrui. 
  6. Il detenuto o l'internato che si allontana dal luogo di diagnosi
o di cura senza giustificato motivo e' punibile  a  norma  del  primo
comma dell'articolo 385 del codice penale. 
  7. All'atto dell'ingresso nell'istituto il detenuto  e  l'internato
sono sottoposti a  visita  medica  generale  e  ricevono  dal  medico
informazioni complete sul proprio stato  di  salute.  Nella  cartella
clinica il medico annota immediatamente ogni informazione relativa  a
segni o indici che facciano apparire che la persona possa aver subito
violenze o maltrattamenti e,  fermo  l'obbligo  di  referto,  ne  da'
comunicazione  al  direttore  dell'istituto  e   al   magistrato   di
sorveglianza. I detenuti e gli internati hanno  diritto  altresi'  di
ricevere informazioni complete sul proprio stato di salute durante il
periodo di  detenzione  e  all'atto  della  rimessione  in  liberta'.
Durante  la  permanenza  nell'istituto,  l'assistenza  sanitaria   e'
prestata con periodici riscontri, effettuati con cadenza allineata ai
bisogni di salute del detenuto, e si uniforma ai principi  di  metodo
proattivo, di globalita' dell'intervento sulle cause  di  pregiudizio
della  salute,  di  unitarieta'  dei  servizi  e  delle  prestazioni,
d'integrazione dell'assistenza sociale  e  sanitaria  e  di  garanzia
della continuita' terapeutica. 
  8. Il medico del servizio sanitario garantisce  quotidianamente  la
visita dei detenuti ammalati e  di  quelli  che  ne  fanno  richiesta
quando  risulta  necessaria  in  base  a  criteri  di  appropriatezza
clinica.  L'Amministrazione  penitenziaria   assicura   il   completo
espletamento delle attivita' sanitarie  senza  limiti  orari  che  ne
impediscono l'effettuazione. Il medico  competente  che  effettua  la
sorveglianza sanitaria  della  struttura  penitenziaria,  secondo  le
disposizioni attuative del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.  81,
controlla l'idoneita' dei soggetti ai lavori  cui  sono  addetti.  In
ogni istituto  penitenziario  per  donne  sono  in  funzione  servizi
speciali per l'assistenza sanitaria alle gestanti e alle puerpere. 
  9. Quando i detenuti  e  gli  internati  sono  trasferiti  e'  loro
garantita  la  necessaria  continuita'  con  il   piano   terapeutico
individuale in corso. 
  10. Ai detenuti e agli internati che,  al  momento  della  custodia
cautelare in carcere o dell'esecuzione dell'ordine  di  carcerazione,
abbiano in corso un programma terapeutico ai fini di cui  alla  legge
14 aprile 1982, n. 164, sono assicurati la prosecuzione del programma
e il necessario supporto psicologico. 
  11. Nel caso di diagnosi anche sospetta di malattia contagiosa sono
messi  in  atto  tutti  gli  interventi  di  controllo  per   evitare
insorgenza di casi secondari,  compreso  l'isolamento.  Il  direttore
dell'istituto e' immediatamente informato dell'isolamento  e  ne  da'
comunicazione al magistrato di sorveglianza. 
  12. I detenuti  e  gli  internati,  possono  richiedere  di  essere
visitati a proprie spese da un esercente di una professione sanitaria
di loro fiducia.  L'autorizzazione  per  gli  imputati  e'  data  dal
giudice che procede, e per  gli  imputati  dopo  la  pronuncia  della
sentenza di primo grado, per i condannati e gli internati e' data dal
direttore  dell'istituto.  Con  le  medesime  forme  possono   essere
autorizzati  trattamenti  medici,   chirurgici   e   terapeutici   da
effettuarsi a spese degli interessati da parte di sanitari e  tecnici
di fiducia nelle  infermerie  o  nei  reparti  clinici  e  chirurgici
all'interno degli istituti, previ  accordi  con  l'azienda  sanitaria
competente e nel rispetto  delle  indicazioni  organizzative  fornite
dalla stessa. 
  13. Il direttore generale dell'azienda unita' sanitaria dispone  la
visita almeno due volte l'anno degli istituti  di  prevenzione  e  di
pena, allo scopo  di  accertare,  anche  in  base  alle  segnalazioni
ricevute, l'adeguatezza delle misure di profilassi contro le malattie
infettive e le condizioni igieniche e sanitarie degli istituti. 
  14. Il direttore generale dell'azienda unita'  sanitaria  riferisce
al Ministero della salute e al Ministero della giustizia sulle visite
compiute e sui  provvedimenti  da  adottare,  informando  altresi'  i
competenti  uffici   regionali,   comunali   e   il   magistrato   di
sorveglianza. ))