LEGGE 16 aprile 1973, n. 171

Interventi per la salvaguardia di Venezia.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 27/12/2003)
Testo in vigore dal: 30-12-1979
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9.

  La   regione   Veneto  e  il  Magistrato  alle  acque  di  Venezia,
nell'ambito  delle  rispettive  competenze,  adottano i provvedimenti
necessari  ad  assicurare la tutela del territorio dagli inquinamenti
delle acque.	
  E'   fatto  obbligo  ai  privati,  imprese  ed  enti  pubblici  che
scarichino  rifiuti  nelle fognature o nelle acque della laguna o nei
corsi  d'acqua  che comunque si immettano nella laguna, di costruire,
entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, mantenere
e gestire impianti di depurazione. (2) ((4))
  Il Governo della Repubblica e' delegato ad emanare entro 120 giorni
dall'entrata  in vigore della presente legge, sentita una Commissione
parlamentare composta di dieci senatori e dieci deputati nominati dai
Presidenti  delle  rispettive Assemblee, norme aventi valore di legge
secondo i seguenti criteri direttivi:
    a)   determinazione   delle  caratteristiche  degli  impianti  di
depurazione e dei requisiti delle acque scaricate;
    b) adeguamento dell'organico del Magistrato alle acque di Venezia
ed  istituzione di una sezione composta di personale specializzato in
materia di inquinamento e di vigilanti lagunari;
    c)  concessione di contributi ad enti pubblici, imprese o privati
per  la  realizzazione  di  opere  di difesa dagli inquinamenti delle
acque  da  graduare  in  relazione  alla  natura  dell'opera  e  alla
situazione economica degli enti pubblici, delle imprese o dei privati
interessati,  nel  limite massimo, per le imprese e i privati, del 40
per cento della spesa ritenuta ammissibile;
    d)  statuizione  del  potere  da  parte  della  regione Veneto di
surrogarsi ai privati che non abbiano adempiuto all'obbligo di cui al
secondo comma.
  La  regione  Veneto  costituira', con la partecipazione degli altri
enti locali, consorzi di imprese, singole imprese interessate, enti e
proprietari  di  abitazioni  private,  consorzi  per  la costruzione,
manutenzione  e  gestione  di  impianti  ad  uso  consortile  per  la
depurazione delle acque.
  I  consorzi  usufruiranno  dei  contributi  previsti dalla presente
legge.
  In  deroga  a  quanto previsto dall'articolo 26 della legge 5 marzo
1963,  n.  366,  chiunque  apra,  mantenga  o comunque effettui nella
laguna  uno scarico senza aver richiesto la prescritta autorizzazione
ovvero  continui  ad  effettuare  o  mantenere  lo  scarico  dopo che
l'autorizzazione sia stata negata o revocata, e' punito con l'arresto
da  due  mesi  a  due anni o con l'ammenda da lire 500 mila a lire 10
milioni. In caso di recidiva specifica, e' consentita l'emissione del
mandato  di  cattura. Se lo scarico supera i limiti di accettabilita'
di  cui  alla  tabella  allegata  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  20  settembre  1973,  n.  962,  si applica sempre la pena
dell'arresto.
  Chiunque  effettua  o  mantiene  uno  scarico  senza  osservare  le
prescrizioni  indicate  nel provvedimento di autorizzazione e' punito
con l'arresto fino a due anni o con l'ammenda fino a lire 10 milioni.
((4))
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  L.  10  maggio  1976, n.319, come modificata dal D.L. 10 agosto
1976,  n.  544, convertito con modificazioni dalla L. 8 ottobre 1976,
n.690, ha disposto (con l'art. 26, comma 3) che "Il termine di cui al
secondo  comma dell'articolo 9 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e'
prorogato di tre anni".
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AGGIORNAMENTO (4)
  La  L. 24 dicembre 1979, n.650 ha disposto (con l'art. 1, comma 3),
che  "il  termine di cui al secondo comma dell'articolo 9 della legge
16   aprile   1973,   n.  171,  modificato  dall'articolo  1-ter  del
decreto-legge  10  agosto  1976,  n.  544,  convertito  in legge, con
modificazioni,  dalla  legge  8 ottobre 1976, n. 690, sono riaperti a
decorrere  dalle  rispettive  date di scadenza e prorogati al 1 marzo
1980".