LEGGE 1 dicembre 1970, n. 898

Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/03/2018)
Testo in vigore dal: 12-3-1987
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 8. 
 
  Il tribunale che pronuncia lo scioglimento o  la  cessazione  degli
effetti civili del matrimonio puo' imporre allo obbligato di prestare
idonea garanzia reale o personale se  esiste  il  pericolo  che  egli
possa sottrarsi all'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 5
e 6. 
  La  sentenza  costituisce  titolo  per  l'iscrizione   dell'ipoteca
giudiziale ai sensi dell'articolo 2818 del codice civile. 
  ((Il coniuge cui spetta la corresponsione  periodica  dell'assegno,
dopo la costituzione in mora  a  mezzo  raccomandata  con  avviso  di
ricevimento del coniuge obbligato e inadempiente per  un  periodo  di
almeno trenta giorni, puo' notificare  il  provvedimento  in  cui  e'
stabilita la misura dell'assegno  ai  terzi  tenuti  a  corrispondere
periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato  con  l'invito  a
versargli direttamente le  somme  dovute,  dandone  comunicazione  al
coniuge inadempiente. 
  Ove il terzo cui sia stato notificato il provvedimento non adempia,
il coniuge creditore ha azione diretta esecutiva nei  suoi  confronti
per il pagamento delle somme dovutegli quale assegno di  mantenimento
ai sensi degli articoli 5 e 6. 
  Qualora il credito del coniuge obbligato nei confronti dei suddetti
terzi sia  stato  gia'  pignorato  al  momento  della  notificazione,
all'assegnazione e alla ripartizione delle somme fra il  coniuge  cui
spetta  la  corresponsione  periodica  dell'assegno,   il   creditore
precedente e i creditori  intervenuti  nell'esecuzione,  provvede  il
giudice dell'esecuzione. 
  Lo Stato e gli altri enti indicati nell'articolo 1 del testo  unico
delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e  la  cessione
degli stipendi, salari e  pensioni  dei  dipendenti  delle  pubbliche
amministrazioni,  approvato  con   decreto   del   Presidente   della
Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, nonche' gli altri enti  datori  di
lavoro cui sia stato notificato il provvedimento in cui e'  stabilita
la misura dell'assegno e l'invito a pagare  direttamente  al  coniuge
cui  spetta  la  corresponsione  periodica,  non  possono  versare  a
quest'ultimo oltre la meta' delle somme dovute al coniuge  obbligato,
comprensive anche degli assegni e degli emolumenti accessori. 
  Per assicurare che siano soddisfatte o conservate  le  ragioni  del
creditore in  ordine  all'adempimento  degli  obblighi  di  cui  agli
articoli 5 e 6, su richiesta dell'avente  diritto,  il  giudice  puo'
disporre il sequestro dei beni del coniuge obbligato a  somministrare
l'assegno.   Le   somme   spettanti   al   coniuge   obbligato   alla
corresponsione dell'assegno di cui al precedente comma sono  soggette
a sequestro e pignoramento fino alla concorrenza della meta'  per  il
soddisfacimento dell'assegno periodico di cui agli articoli 5 e 6)).