LEGGE 1 dicembre 1970, n. 898

Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/03/2018)
Testo in vigore dal: 29-12-2005
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9. 
 
  1. Qualora sopravvengano giustificati motivi dopo la  sentenza  che
pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli  effetti  civili  del
matrimonio,  il  tribunale,  in  camera  di  consiglio   e,   per   i
provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione  del  pubblico
ministero, puo', su istanza di parte,  disporre  la  revisione  delle
disposizioni concernenti l'affidamento dei figli e di quelle relative
alla misura e alle modalita' dei contributi da corrispondere ai sensi
degli articoli 5 e 6. 
  2. In caso di morte dell'ex coniuge e  in  assenza  di  un  coniuge
superstite avente i requisiti per la pensione di  reversibilita',  il
coniuge  rispetto  al  quale  e'  stata   pronunciata   sentenza   di
scioglimento o di cessazione degli effetti civili del  matrimonio  ha
diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che  sia  titolare  di
assegno ai sensi dell'articolo 5, alla  pensione  di  reversibilita',
sempre  che  il  rapporto  da  cui  trae   origine   il   trattamento
pensionistico sia anteriore alla sentenza. ((5)) 
  3. Qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti  per  la
pensione di reversibilita', una quota della pensione  e  degli  altri
assegni a questi spettanti e' attribuita dal tribunale, tenendo conto
della durata del rapporto, al coniuge  rispetto  al  quale  e'  stata
pronunciata la sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti
civili del matrimonio e che sia titolare  dell'assegno  di  cui  allo
articolo 5. Se  in  tale  condizione  si  trovano  piu'  persone,  il
tribunale provvede a ripartire fra tutti  la  pensione  e  gli  altri
assegni, nonche' a ripartire tra i restanti le quote attribuite a chi
sia successivamente morto o passato a nuove nozze. ((5)) 
  4. Restano fermi, nei limiti stabiliti dalla legislazione  vigente,
i diritti spettanti a figli, genitori  o  collaterali  in  merito  al
trattamento di reversibilita'. 
  5. Alle domande giudiziali dirette al conseguimento della  pensione
di reversibilita' o di parte di essa deve  essere  allegato  un  atto
notorio, ai sensi della legge  4  gennaio  1968,  n.  15,  dal  quale
risultino tutti gli aventi diritto. In ogni  caso,  la  sentenza  che
accoglie la domanda non  pregiudica  la  tutela,  nei  confronti  dei
beneficiari,  degli  aventi  diritto  pretermessi,   salva   comunque
l'applicabilita' delle sanzioni penali per le dichiarazioni mendaci. 
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AGGIORNAMENTO (1a) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 27 giugno-10 luglio  1975,  n.
202  (in  G.U.  1a   s.s.   16/07/1975,   n.   188)   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 9,  comma  secondo,  della
legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei  casi  di  scioglimento
del matrimonio), nella  parte  in  -  cui  non  consente  il  normale
esercizio di facolta' di prova". 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  La L. 28 dicembre 2005, n. 263 ha disposto (con  l'art.  5)che  "Le
disposizioni di cui ai commi 2 e 3  dell'articolo  9  della  legge  1
dicembre 1970, n. 898, e successive  modificazioni,  si  interpretano
nel senso che per titolarita' dell'assegno ai sensi  dell'articolo  5
deve intendersi l'avvenuto riconoscimento  dell'assegno  medesimo  da
parte del tribunale ai sensi del predetto  articolo  5  della  citata
legge n. 898 del 1970".