LEGGE 1 dicembre 1970, n. 898

Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/03/2018)
Testo in vigore dal: 7-2-2014
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
 
  1. La domanda per ottenere lo scioglimento o  la  cessazione  degli
effetti civili del matrimonio  si  propone  al  tribunale  del  luogo
dell'ultima residenza comune dei coniugi  ovvero,  in  mancanza,  del
luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o  domicilio.  Qualora
il coniuge convenuto sia residente all'estero o risulti irreperibile,
la domanda si propone al  tribunale  del  luogo  di  residenza  o  di
domicilio del ricorrente e, se anche questi e' residente  all'estero,
a qualunque tribunale della Repubblica.  La  domanda  congiunta  puo'
essere proposta al tribunale del luogo di residenza  o  di  domicilio
dell'uno o dell'altro coniuge. (6) 
  2.  La  domanda  si  propone  con  ricorso,  che   deve   contenere
l'esposizione dei fatti e degli elementi  di  diritto  sui  quali  la
domanda di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli  effetti
civili dello stesso e' fondata. 
  3. Del ricorso il cancelliere da' comunicazione all'ufficiale dello
stato  civile  del  luogo  dove  il  matrimonio  fu  trascritto   per
l'annotazione in calce all'atto. 
  ((4. Nel ricorso deve  essere  indicata  l'esistenza  di  figli  di
entrambi i coniugi.)) 
  5. Il presidente del tribunale, nei  cinque  giorni  successivi  al
deposito in cancelleria, fissa con decreto la  data  di  comparizione
dei coniugi davanti a se', che deve avvenire entro novanta giorni dal
deposito del ricorso, il termine per la notificazione del  ricorso  e
del decreto ed  il  termine  entro  cui  il  coniuge  convenuto  puo'
depositare memoria difensiva e documenti.  Il  presidente  nomina  un
curatore speciale quando il convenuto e' malato di mente o legalmente
incapace. 
  6. Al ricorso e alla  prima  memoria  difensiva  sono  allegate  le
ultime dichiarazioni dei redditi rispettivamente presentate. 
  7. I coniugi devono comparire davanti al presidente  del  tribunale
personalmente, salvo gravi e comprovati motivi, e con l'assistenza di
un difensore. Se il ricorrente non si presenta o rinuncia, la domanda
non  ha  effetto.  Se  non  si  presenta  il  coniuge  convenuto,  il
presidente  puo'  fissare  un  nuovo  giorno  per  la   comparizione,
ordinando che la notificazione del ricorso  e  del  decreto  gli  sia
rinnovata. All'udienza di comparizione, il presidente deve sentire  i
coniugi  prima  separatamente   poi   congiuntamente,   tentando   di
conciliarli. Se i coniugi si conciliano, il  presidente  fa  redigere
processo verbale della conciliazione. 
  8. Se la conciliazione non riesce, il presidente, sentiti i coniugi
e i rispettivi difensori nonche',  ((disposto  l'ascolto  del  figlio
minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di  eta'  inferiore
ove capace di discernimento)), da', anche d'ufficio, con ordinanza  i
provvedimenti   temporanei   e   urgenti   che    reputa    opportuni
nell'interesse  dei  coniugi  e  della  prole,  nomina   il   giudice
istruttore e fissa l'udienza di comparizione e trattazione dinanzi  a
questo. Nello stesso modo  il  presidente  provvede,  se  il  coniuge
convenuto non compare, sentito il  ricorrente  e  il  suo  difensore.
L'ordinanza del presidente puo'  essere  revocata  o  modificata  dal
giudice istruttore. Si applica l'articolo 189 delle  disposizioni  di
attuazione del codice di procedura civile. 
  9. Tra la data dell'ordinanza, ovvero tra  la  data  entro  cui  la
stessa deve essere notificata al convenuto  non  comparso,  e  quella
dell'udienza di comparizione  e  trattazione  devono  intercorrere  i
termini di cui all'articolo 163-bis del codice  di  procedura  civile
ridotti a meta'. 
  10. Con l'ordinanza di  cui  al  comma  8,  il  presidente  assegna
altresi' termine al ricorrente per  il  deposito  in  cancelleria  di
memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui  all'articolo
163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), del codice di procedura
civile e termine al convenuto per  la  costituzione  in  giudizio  ai
sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma,  dello  stesso
codice nonche' per la proposizione delle eccezioni processuali  e  di
merito che non siano rilevabili d'ufficio. L'ordinanza deve contenere
l'avvertimento al convenuto che la  costituzione  oltre  il  suddetto
termine implica le decadenze di cui all'articolo 167  del  codice  di
procedura civile e che oltre il  termine  stesso  non  potranno  piu'
essere proposte le eccezioni processuali e di merito  non  rilevabili
d'ufficio. 
  11. All'udienza davanti  al  giudice  istruttore  si  applicano  le
disposizioni di cui agli articoli 180 e 183,  commi  primo,  secondo,
quarto, quinto, sesto e settimo, del codice di procedura  civile.  Si
applica altresi' l'articolo 184 del medesimo codice. 
  12.  Nel  caso  in  cui  il  processo  debba  continuare   per   la
determinazione  dell'assegno,  il  tribunale  emette   sentenza   non
definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti
civili del matrimonio. Avverso tale sentenza e' ammesso solo  appello
immediato. Appena formatosi il giudicato, si applica la previsione di
cui all'articolo 10. 
  13. Quando vi sia stata la sentenza non definitiva,  il  tribunale,
emettendo la sentenza che dispone  l'obbligo  della  somministrazione
dell'assegno, puo' disporre che tale obbligo produca effetti fin  dal
momento della domanda. 
  14. Per la parte relativa ai provvedimenti di natura  economica  la
sentenza di primo grado e' provvisoriamente esecutiva. 
  15. L'appello e' deciso in camera di consiglio. 
  16.  La  domanda  congiunta  dei  coniugi  di  scioglimento  o   di
cessazione degli effetti civili  del  matrimonio  che  indichi  anche
compiutamente  le  condizioni  inerenti  alla  prole  e  ai  rapporti
economici,  e'  proposta  con  ricorso  al  tribunale  in  camera  di
consiglio. Il tribunale, sentiti i  coniugi,  verificata  l'esistenza
dei presupposti di legge e valutata la rispondenza  delle  condizioni
all'interesse dei figli, decide con sentenza.  Qualora  il  tribunale
ravvisi che le condizioni relative ai figli sono in contrasto con gli
interessi degli stessi, si applica la procedura di cui al comma 8. 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 19-23 maggio 2008, n. 169 (in
G.U. 28/5/2008 n. 23) ha dichiarato "l'illegittimita'  costituzionale
dell'art.  4,  comma  1,  della  legge  1°  dicembre  1970,  n.   898
(Disciplina dei casi  di  scioglimento  del  matrimonio),  nel  testo
sostituito dall'art. 2, comma 3-bis, del decreto-legge 14 marzo 2005,
n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di  azione  per  lo
sviluppo economico, sociale  e  territoriale)  comma  inserito  dalla
relativa legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80  (Conversione  in
legge, con modificazioni, del decreto legge 14  marzo  2005,  n.  35,
recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione  per  lo
sviluppo economico, sociale e territoriale. Deleghe al Governo per la
modifica del codice di procedura civile in  materia  di  processo  di
cassazione e di arbitrato  nonche'  per  la  riforma  organica  della
disciplina delle procedure concorsuali),  limitatamente  alle  parole
"del luogo  dell'ultima  residenza  comune  dei  coniugi  ovvero,  in
mancanza,".