LEGGE 18 marzo 1968, n. 238

Nuovi termini per l'emanazione dei provvedimenti di cui all'art. 39 della legge 21 luglio 1965, n. 903, e norme integrative della medesima.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 24/12/1969)
Testo in vigore dal: 25-12-1969
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5.

  Il Governo della Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro
e  la previdenza sociale di concerto con il Ministro per il tesoro e'
delegato  ad  emanare  entro  il  30  aprile  1968, anche con decreti
separati  aventi  forza  di  legge, norme intese a stabilire che, con
decorrenza 1 maggio 1968:
    a)  le pensioni di vecchiaia a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria  per  l'invalidita'  e  la vecchiaia ed i superstiti dei
lavoratori  dipendenti liquidate con decorrenza anteriore al 1 maggio
1968,   nonche'   quelle   a  carico  delle  forme  di  assicurazione
obbligatoria  dei lavoratori autonomi gestiti dall'istituto nazionale
della  previdenza  sociale  non  sono  cumulabili,  per  gli  importi
eccedenti lire 15.600 mensili, con la retribuzione; ((2))
    b)  le  pensioni di anzianita' di cui all'articolo 13 della legge
21 luglio 1965, n. 903, maturate con decorrenza anteriore al 1 maggio
1968 nonche' quelle di vecchiaia a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria  dei  lavoratori  dipendenti  liquidate  con  decorrenza
successiva   al   30   aprile   1968,  non  sono  cumulabili  con  la
retribuzione; ((2))
    c)  le pensioni di invalidita', qualunque sia la loro decorrenza,
a  carico  dell'assicurazione  generale  obbligatoria  dei lavoratori
dipendenti   ed  autonomi  gestita  dall'INPS,  fatta  eccezione  per
l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie
professionali,  sono  ridotte  di una quota pari ad un terzo del loro
ammontare,   quando  i  titolari  delle  pensioni  medesime  prestino
attivita'  lavorativa  alle  dipendenze  di terzi. Per le pensioni di
invalidita'  dell'assicurazione  generale obbligatoria dei lavoratori
dipendenti  liquidate  anteriormente  al  1 maggio 1968 e', comunque,
fatto  salvo dalla riduzione l'importo mensile di lire 15.600, a meno
che la pensione sia di misura inferiore a tale somma nel qual caso si
conserva per intero;
    d) le norme sulla non cumulabilita' e la riduzione della pensione
di  cui  alle  precedenti  lettere  a),  b),  c)  non si applicano ai
titolari  di  pensione  i  quali  svolgono  attivita'  in qualita' di
lavoratori agricoli subordinati comunque denominati;
    e)  le  maggiorazioni  per  carichi  di famiglia delle pensioni a
carico   dell'assicurazione   generale  obbligatoria  dei  lavoratori
dipendenti  ed autonomi gestita dall'INPS non sono cumulabili con gli
assegni  familiari  e  con  le  altre  equivalenti integrazioni della
retribuzione  e,  in  caso  di  trattamenti  plurimi di pensione, non
possono percepirsi che una sola volta per ciascun familiare;
    f)  i  proventi  derivanti  dalle  trattenute  sulla retribuzione
percepita  dai  pensionati  che  prestano  attivita'  lavorativa alle
dipendenze di terzi e in applicazione delle precedenti lettere a), b)
e  c),  sono  devoluti  al  fondo sociale, al fondo per l'adeguamento
delle pensioni ed alle altre gestioni interessate in proporzione alle
quote di pensione rispettivamente erogate.
  I  proventi  derivanti  dalle  trattenute,  in  applicazione  della
precedente lettera e), sono devoluti al fondo sociale;
    g)  la  contribuzione  volontaria non puo' essere autorizzata per
classi  di contribuzione superiori a quella corrispondente alla media
delle  retribuzioni percepite nelle ultime 156 settimane di attivita'
lavorativa   e   l'eventuale   mutamento  della  classe  puo'  essere
effettuato  operando  la  scelta  esclusivamente  fra  le  classi  di
contribuzione  comprese  nel  gruppo  inferiore  rispetto a quello in
atto;  non  si  applica ai contributi volontari la riduzione prevista
dall'articolo 7 della legge 4 aprile 1952, n. 218;
    h) sono abrogati gli articoli 10 e 13 della legge 21 luglio 1965,
n. 903, nonche' le disposizioni contrarie od incompatibili con quelle
della presente legge.
COMMA ABROGATO DALLA L. 30 APRILE 1969, N. 153.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  Corte  Costituzionale  con sentenza 11-22 dicembre 1969, n. 155
(in  G.U. 1a s.s. 24/12/1969, n. 324) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 5 della legge 18 marzo 1968, n. 238, lett. a
e  b,  e  dell'art. 20, lett. a e b, del decreto del Presidente della
Repubblica  27 aprile 1968, n. 488, nella parte in cui dispongono che
le  pensioni  di  vecchiaia  non sono cumulabili con la retribuzione,
nonche'  l'illegittimita'  costituzionale  degli  artt. 21 e 23 dello
stesso  decreto  nelle  parti  in cui si riferiscono alla pensione di
vecchiaia".