LEGGE 8 marzo 1968, n. 152

Nuove norme in materia previdenziale per il personale degli Enti locali.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/07/1997)
Testo in vigore dal: 24-7-1997
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3.
        (Indennita' premio di servizio nella forma indiretta)

  A  partire  dalla  data  da  cui  ha  effetto la presente legge, il
diritto  all'indennita'  premio  di  servizio  spetta, nell'ordine di
precedenza  specificato  dalle  lettere  a) e b) del comma che segue,
alle   categorie   -   in   detto  comma  indicate  -  di  superstiti
dell'iscritto  che  muoia  in  attivita'  di servizio ovvero entro il
triennio  dalla  cessazione  senza  aver  conseguito, in quest'ultimo
caso,  l'indennita'  premio  nella  forma diretta, purche' l'iscritto
stesso,  in  entrambe  le  ipotesi,  abbia maturato una anzianita' di
almeno  15 anni utili ai fini della pensione indiretta a carico degli
istituti di previdenza gestiti dal Ministero del tesoro ed un periodo
di   iscrizione,   agli   effetti   del   trattamento  di  previdenza
dell'INADEL, non inferiore a due anni completi.
  Le  categorie di superstiti aventi diritto, ai sensi del precedente
comma, alla indennita' premio di servizio nella forma indiretta sono:
    a)  la  vedova  non  separata  legalmente per sentenza passata in
giudicato  e  pronunciata per di lei colpa, oppure, nel caso di morte
di iscritta che abbia contratto il matrimonio prima del cinquantesimo
anno  di eta', il vedovo non separato legalmente per sentenza passata
in  giudicato  e  pronunciata  per di lui colpa purche', alla data di
morte  della  moglie,  risulti  a  carico  di  questa e sia inabile a
proficuo lavoro ovvero abbia compiuto il 65° anno di eta';
    b)  la  prole  minorenne  ed,  in  concorso  con questa, la prole
maggiorenne  permanentemente  inabile a lavoro proficuo, nullatenente
ed  a carico dell'iscritto alla data del decesso del medesimo; per le
orfane  e',  inoltre, richiesta la condizione dello stato di nubile o
di vedova. (5) (6) (7) (10) ((13))
  I limiti minimi di 15 anni di servizio e di due anni di iscrizione,
di  cui  al  primo  comma  del  presente articolo, non sono richiesti
qualora i superstiti conseguano il diritto alla pensione indiretta di
privilegio.
  Nel  caso  in  cui  l'iscritto,  cessato  dal  servizio  senza aver
maturato  il  diritto a pensione, deceda entro il triennio dalla data
di  cessazione, i superstiti, indicati nel secondo comma, che abbiano
ottenuto  per  tale  motivo  la concessione della pensione indiretta,
conseguono il diritto all'indennita' premio di servizio.
  L'eventuale  assegno vitalizio nel frattempo concesso e' revocato e
le   relative   rate   corrisposte   vengono   imputate  sull'importo
dell'indennita' premio di servizio.
  Ai  fini dell'applicazione del presente articolo sono equiparati ai
figli  legittimi  i  legittimati  per  matrimonio  o  per decreto del
Presidente   della  Repubblica  sempre  che'  la  legittimazione  sia
anteriore  alla  cessazione  dal  servizio,  nonche' i figli naturali
volontariamente     riconosciuti    o    giudizialmente    dichiarati
anteriormente  alla  data di cessazione dal servizio, gli affiliati e
gli  adottivi sempreche' il decreto di affiliazione o di adozione sia
anteriore  alla  data  di cessazione dal servizio dell'iscritto. (1a)
(2) (3)
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AGGIORNAMENTO (1a)
  La  L.  7  febbraio  1979, n. 29 ha disposto (con l'art. 9) che "In
deroga  alla  disciplina  di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge 8
marzo  1968,  n.  152,  a  coloro  che si avvalgono della facolta' di
ricongiungere  presso  le  gestioni  di cui agli articoli 1 e 2 della
presente legge periodi di assicurazione presso la Cassa di previdenza
per  i dipendenti degli enti locali (CPDEL) che non abbiano gia' dato
luogo  a  pensione,  e'  dovuta  l'indennita' premio di fine servizio
erogata  dall'INADEL  in  misura corrispondente agli anni di servizio
prestati e valutabili ai fini della misura di detta indennita'."
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AGGIORNAMENTO (2)
  La Corte Costituzionale con sentenza del 25 luglio-6 agosto 1979 n.
115   (in   G.U.   1a   s.s.   8/8/1979,   n.   217)   ha  dichiarato
"l'illegittimita'  costituzionale  dell'art.  3  della  legge 8 marzo
1968,  n.  152 (Nuove norme in materia previdenziale per il personale
degli enti locali), nella parte in cui non comprende tra le categorie
dei superstiti aventi diritto all'indennita' premio di servizio nella
forma  indiretta,  rispettando l'ordine di precedenza ivi indicato, i
collaterali  inabili  permanentemente  a  qualsiasi  proficuo lavoro,
nullatenenti e conviventi a carico dell'iscritto."
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AGGIORNAMENTO (3)
  La Corte Costituzionale con sentenza del 7 maggio-25 giugno 1981 n.
110   (in   G.U.   1a   s.s.   1/7/1981,   n.   179)   ha  dichiarato
"l'illegittimita'  costituzionale  dell'art.  3  della  legge 8 marzo
1968,  n.  152 (Nuove norme in materia previdenziale per il personale
degli enti locali), nella parte in cui non comprende tra le categorie
dei superstiti aventi diritto all'indennita' premio di servizio nella
forma   indiretta,   rispettando   l'ordine  di  precedenza  indicato
dall'art.  7  della  legge  22  novembre  1962,  n.  1646, i genitori
ultrasessantenni o inabili a proficuo lavoro, nullatenenti e a carico
dell'iscritto."
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AGGIORNAMENTO (5)
  La  Corte Costituzionale con sentenza del 4 - 14 luglio 1988 n. 821
(in  G.U.  1a  s.s. 20/7/1988, n. 29) ha dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  3  della legge 8 marzo 1968, n. 152 (Nuove
norme  in  materia previdenziale per il personale degli enti locali),
nella parte in cui subordina il diritto dei collaterali dell'iscritto
all'INADEL  all'erogazione  dell'indennita'  premio di servizio nella
forma  indiretta  alle  condizioni  della  loro inabilita' a proficuo
lavoro,  della nullatenenza e della convivenza a carico dell'iscritto
stesso."
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AGGIORNAMENTO (6)
  La Corte Costituzionale con sentenza del 19 - 31 luglio 1989 n. 471
(in  G.U.  1a  s.s. 9/8/1989, n. 32) ha dichiarato "la illegittimita'
costituzionale  dell'art. 3, secondo comma, della legge 8 marzo 1968,
n.  152  (Nuove norme in materia previdenziale per il personale degli
enti  locali)  e  successive  modificazioni,  nella  parte in cui non
prevede  la  possibilita'  di disporre per testamento dell'indennita'
premio  di servizio, qualora manchino le persone indicate nella norma
stessa."
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AGGIORNAMENTO (7)
  La  Corte Costituzionale con sentenza del 8 - 10 luglio 1991 n. 319
(in  G.U.  1a s.s. 17/7/1991, n. 28) ha dichiarato "la illegittimita'
costituzionale  dell'art. 3, secondo comma, della legge 8 marzo 1968,
n.  152  (Nuove norme in materia previdenziale per il personale degli
enti  locali), nella parte in cui non prevede la possibilita', per la
indennita'  premio  di  servizio,  della successione ex lege, qualora
manchino le persone indicate nella stessa norma."
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AGGIORNAMENTO (10)
  La Corte Costituzionale con sentenza del 5 - 24 febbraio 1992 n. 63
(in  G.U.  1a  s.s. 4/3/1992, n. 10) ha dichiarato "la illegittimita'
costituzionale  dell'art.  3,  secondo comma, lett. b), della legge 8
marzo  1968,  n.  152  (Nuove  norme  in materia previdenziale per il
personale degli Enti locali), nella parte in cui subordina il diritto
della  prole  maggiorenne  dell'iscritto all'I.N.A.D.E.L. deceduto in
attivita'  di  servizio  alla  erogazione nella forma indiretta della
indennita'   premio   di   servizio   alla   condizione   di   essere
permanentemente  inabile  a  lavoro proficuo, nullatenente e a carico
dell'iscritto  alla  data  del  decesso del medesimo; e per le orfane
all'ulteriore condizione dello stato di nubile o di vedova."
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AGGIORNAMENTO (13)
  La  Corte Costituzionale con sentenza del 18 luglio 1997 n. 243 (in
G.U.  1a  s.s.  23/7/1997,  n.  30)  ha  dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art. 3, secondo comma, della legge 8 marzo 1968,
n.  152  (Nuove norme in materia previdenziale per il personale degli
Enti  locali),  nella  parte  in  cui prevede che, nell'assenza delle
persone ivi indicate, i collaterali non viventi a carico del de cuius
siano  preferiti  agli  eredi  testamentari e, in mancanza di questi,
agli eredi legittimi".