LEGGE 26 luglio 1965, n. 965

Miglioramenti ai trattamenti di quiescenza delle Casse per le pensioni ai dipendenti degli Enti locali e agli insegnanti, modifiche agli ordinamenti delle Casse pensioni facenti parte degli Istituti di previdenza presso il Ministero del tesoro.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 02/03/1981)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 31-8-1965
attiva riferimenti normativi
                               Art. 3.

  Nei casi di cessazione dal servizio contemplati dall'articolo 1, il
trattamento annuo diretto di quiescenza nella forma della pensione e'
costituito:
    a)  dalla  quota  di  pensione  determinata  sulla parte a) della
retribuzione  annua contributiva riferita alla data di cessazione dal
servizio  e diminuita di lire 50.000 con l'applicazione dell'aliquota
indicata  nell'allegato A della presente legge in corrispondenza agli
anni e mesi utili;
    b)  dall'eventuale  quota  di pensione determinata sulle parti b)
della  retribuzione  annua  contributiva  attribuite all'iscritto per
ogni  anno solare dell'intera carriera di servizio con l'applicazione
delle  norme  in  vigore  alla  data  di pubblicazione della presente
legge.
  Nel   caso   di   periodo  di  continuazione  di  iscrizione  o  di
reiscrizione   non   superiore   a   cinque  anni  influente  per  il
conseguimento  del  diritto  a  pensione, qualora il dipendente abbia
goduto,  per  la  parte  a)  definita all'articolo 1, di retribuzione
inferiore  a  quella goduta alla data della precedente cessazione dal
servizio,  la  determinazione  della  quota  di  pensione di cui alla
lettera  a)  del  comma  primo si effettua prendendo a base, in luogo
della  retribuzione  riferita  alla data della definitiva cessazione,
quella  media  computata  sul  triennio di servizio terminante con la
parte  del  periodo sui detto che abbia determinato il raggiungimento
della anzianita' minima richiesta per il diritto a pensione.
  Ai  fini  della  determinazione  del trattamento previsto dal comma
primo,  le  campagne  di  guerra  sono valutate aumentando l'aliquota
indicata alla lettera a) di 0,02200 per ogni campagna.
  Nel caso di pensione diretta di privilegio:
    l'aliquota  indicata  alla  lettera  a)  e'  considerata  con  la
maggiorazione di un decimo ed, in nessun caso, inferiore a 0,66667;
    la  quota  di pensione prevista dalla lettera 5) e' maggiorata di
un decimo.
  Ai  fini  della  determinazione della quota di pensione di cui alla
lettera    a)    l'aliquota    risultante   dall'applicazione   delle
maggiorazioni  previste  dai commi terzo e quarto in nessun caso puo'
essere considerata superiore ad 1.