LEGGE 18 marzo 1958, n. 349

Norme sullo stato giuridico ed economico degli assistenti universitari.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/07/1980)
Testo in vigore dal: 1-8-1980
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 19.

  Per  ciascun  anno  accademico  le  Universita'  e  gli Istituti di
istruzione  universitaria  possono,  con deliberazione dei rispettivi
Consigli  di  amministrazione e con il nulla osta del Ministro per la
pubblica    istruzione,   conferire   le   funzioni   di   assistente
straordinario a laureati che siano prescelti dal professore ufficiale
della  materia,  purche' abbiano gia' coperto l'ufficio di assistente
straordinario nell'anno accademico 1961-62.
  All'assistente  straordinario  spetta  un  compenso mensile di lire
60.000,  ridotto  a meta' qualora l'interessato ricopra altro ufficio
con  retribuzione a carico dello Stato, di ente pubblico o privato, o
comunque fruisca di reddito di lavoro subordinato.
  La,  retribuzione  dell'assistente  straordinario  in misura pari a
quella  di cui al secondo comma del presente articolo, puo' anche far
carico sui fondi a disposizione dell'Istituto o Clinica.
  Ove  la  situazione delle singole cattedre non consenta di affidare
in  tutto o in parte le funzioni inerenti alle esercitazioni pratiche
degli studenti agli assistenti ordinari, incaricati, straordinari e a
coloro   che   fruiscono   di  borse  di  addestramento  didattico  e
scientifico,   le  funzioni  medesime  possono  essere  affidate  dal
Consiglio   di   amministrazione   dell'Universita'  o  dell'Istituto
d'istruzione  universitaria,  su  proposta delle competenti Facolta',
sino  all'anno  accademico  1974-75,  agli  assistenti  volontari  in
servizio.
  Ove  ancora  il  personale  sopra  indicato  non  sia sufficiente a
sopperire  alle  esigenze  delle  esercitazioni,  le  funzioni stesse
possono essere affidate a laureati.
  Agli   assistenti   volontari  ed  ai  laureati  di  cui  ai  commi
precedenti,  che  non  abbiano rapporto d'impiego con l'Universita' o
con l'Istituto, e' corrisposto un compenso non inferiore a lire 2.000
per ogni esercitazione fatta durante il periodo delle lezioni.
  Le  somme  per  i  compensi  per  le  esercitazioni di cui ai commi
precedenti  sono  tratte  da  un  fondo  unico  per  ogni Universita'
costituito da:
    a) quote dei proventi per prestazioni in conto terzi;
    b)   quote  dei  proventi  per  contributi  di  biblioteca  e  di
laboratorio;
    c)  eventuali  contribuzioni  destinate  a  tale  scopo  da  Enti
pubblici o organismi privati.
  ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 11 LUGLIO 1980, N. 382)).
  COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 11 LUGLIO 1980, N. 382)). .(1)
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AGGIORNAMENTO (1)
  La  L.  26  gennaio 1962, n. 16 ha disposto (con l'art. 24 comma 1)
che "La presente legge ha effetto dal 1 novembre 1961".