LEGGE 13 marzo 1958, n. 250

Previdenze a favore dei pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/10/2020)
Testo in vigore dal: 21-5-1988
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 11

  Agli  oneri  relativi alle assicurazioni di invalidita', vecchiaia,
tubercolosi e malattie di cui alla presente legge si fara' fronte con
le seguenti contribuzioni:
    a)  a  carico delle cooperative, delle compagnie e dei lavoratori
autonomi  nella  misura  indicata, dalle rispettive norme vigenti, ad
eccezione  di  quelle per la assistenza malattia che sono determinate
nella misura mensile di lire 600 per ciascun pescatore;
    b) a carico dello Stato nella misura di lire 600 milioni annui in
favore   dell'Istituto  nazionale  per  le  assicurazioni  contro  le
malattie,  ad integrazione dell'onere contributivo posto a carico dei
pescatori,  e  di  lire  150  milioni  annui  in favore dell'Istituto
nazionale  della previdenza sociale, in attuazione dell'art. 16 della
legge  4  aprile 1952, n. 218. Le rate del contributo dello Stato per
l'esercizio  finanziario  1957-58 maturate sino all'entrata in vigore
della  presente  legge  sono  attribuite  per  intero  al  fondo  per
l'adeguamento delle pensioni. (3) ((4))
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  L.  21  luglio 1965, n. 903 ha disposto (con l'art. 7, comma 1,
numero  5))  che dalla data del 1 gennaio 1965 e' abrogata la lettera
b)  del presente articolo, limitatamente al contributo dello Stato di
lire  150  milioni annui all'adeguamento delle pensioni dei pescatori
della piccola pesca marittima e delle acque interne.
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AGGIORNAMENTO (4)
  Il D.L. 21 marzo 1988, n. 86, convertito con modificazioni dalla L.
20  maggio  1988,  n. 160, ha disposto (con l'art. 2, comma 3) che "A
partire dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 1988 le misure dei
contributi  per  prestazioni  del Servizio sanitario nazionale di cui
all'articolo  6, primo comma, lettera a), della legge 28 luglio 1967,
n.  669,  all'articolo  22  della  legge  19  gennaio  1955, n. 25, e
all'articolo  11, lettera a), della legge 13 marzo 1958, n. 250, sono
rispettivamente  elevate  a L. 60.000 annue, a L. 120 settimanali e a
L.  1.200  mensili  per  l'anno  1988,  a  L.  90.000 annue, a L. 180
settimanali  e  a  L.  1.800  mensili  per l'anno 1989 e a L. 120.000
annue, a L. 240 settimanali e a L. 2.400 mensili per l'anno 1990".