LEGGE 15 febbraio 1958, n. 46

Nuove norme sulle pensioni ordinarie a carico dello Stato.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/07/1972)
Testo in vigore dal: 20-7-1972
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 12.

  Hanno  diritto  a  pensione,  purche'  minorenni  e,  se femmine, a
condizione  che  siano  inoltre  nubili,  gli  orfani che siano figli
legittimi  o legittimati per susseguente matrimonio, qualunque sia il
tempo  in  cui  il matrimonio e' stato contratto, i figli legittimati
per  decreto,  gli  adottivi  e  i naturali legalmente riconosciuti o
giudizialmente  dichiarati,  del dipendente civile di ruolo, deceduto
dopo almeno venti anni di servizio effettivo, o del pensionato.
  La  pensione  e' dovuta anche agli orfani maggiorenni e alle orfane
nubili  maggiorenni,  inabili  a proficuo lavoro, conviventi a carico
del  dipendente civile di ruolo o del pensionato e nullatenenti. Sono
equiparate  alle  orfane nubili le orfane vedove che si trovino nelle
condizioni   predette   e  che  risultino  conviventi  a  carico  del
dipendente  civile  di  ruolo  o del pensionato da almeno cinque anni
dopo la morte del marito.(2A)
  Non   si   considerano  nullatenenti  gli  orfani  maggiorenni  che
usufruiscano  di un reddito superiore alle lire 240.000 annue tenendo
conto  di eventuale altra pensione o analogo assegno loro spettante o
appartengano  a  nucleo  familiare  il  cui reddito accertato ai fini
della imposta complementare superi un milione di lire all'anno.((3))
  Agli  effetti  del  presente  articolo sono equiparati ai figli gli
affiliati  qualora  non  vi  siano  figli  legittimi aventi diritto a
pensione di riversibilita'.
  L'atto  legale  di riconoscimento o la domanda per la dichiarazione
giudiziale  di  paternita' dei figli naturali devono essere anteriori
al  decesso del dipendente o del pensionato. Il decreto di adozione o
di affiliazione deve essere anteriore alla data di compimento del 60°
anno di eta' da parte del dipendente o del pensionato.
  Qualora non sopravvivano, ne' il coniuge, ne' figli, aventi diritto
alla   pensione,   la  riversibilita'  spetta,  nella  stessa  misura
stabilita per la vedova, al padre o, in mancanza, alla madre, qualora
abbiano  un'eta'  superiore  ad anni sessanta oppure siano inabili al
lavoro   proficuo,  siano  nullatenenti  e  risultino  a  carico  del
deceduto.  Si  applica per la condizione di nullatenenza, il disposto
del  precedente  terzo comma. In mancanza dei genitori legittimi sono
equiparati  ad  essi  gli adottanti, in mancanza di questi i genitori
naturali, ed in mancanza anche di questi gli affilianti.
  La  pensione  spetta,  in  mancanza  di  altri aventi diritto, alle
sorelle  e  ai  fratelli inabili permanentemente a qualsiasi proficuo
lavoro conviventi a carico dell'impiegato.
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AGGIORNAMENTO (2A)
  La  Corte  Costituzionale  con sentenza 16 - 22 giugno 1971, n. 135
(in  G.U.  1a s.s. 30/06/1971, n. 163) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  "1)  degli artt. 62, commi primo e terzo, e 63, comma
primo,  della  citata  legge  10 agosto 1950, n. 648, degli artt. 50,
commi  primo, terzo e sesto, e 51, comma primo, della citata legge 18
marzo  1968,  n.  313,  e dell'art. 12, comma secondo, della legge 15
febbraio 1958, n. 46 (contenente nuove norme sulle pensioni ordinarie
a  carico  dello  Stato)  nella parte in cui dispongono che le orfane
hanno diritto alla pensione solo se nubili".
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  Corte  Costituzionale con sentenza 3-12 luglio 1972, n. 133 (in
G.U.  1a  s.s.  19/07/1972,  n.  187)  ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  12,  comma  terzo, della legge 15 febbraio
1958,  n.  46,  contenente  "Nuove  norme  sulle pensioni ordinarie a
carico  dello  Stato"  limitatamente  alla  parte  in  cui  considera
nullatenenti  gli  orfani  maggiorenni che usufruiscono di un reddito
non  superiore  alle Lire 240.000 annue anziche' quelli che risultino
non  assoggettabili  per  l'ammontare  del  loro  reddito complessivo
all'imposta complementare ai sensi delle leggi in vigore.