LEGGE 11 marzo 1953, n. 87

Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/11/2014)
vigente al 24/10/2020
  • Allegati
Testo in vigore dal: 15-3-1953
attiva riferimenti normativi
                              Art. 23.

  Nel  corso  di un giudizio dinanzi ad una autorita' giurisdizionale
una  delle  parti o il pubblico ministero possono sollevare questione
di legittimita' costituzionale mediante apposita istanza, indicando:
    a)  le disposizioni della legge o dell'atto avente forza di legge
dello   Stato   o   di   una   Regione,   viziate  da  illegittimita'
costituzionale;
    b)   le   disposizioni   della   Costituzione   o   delle   leggi
costituzionali, che si assumono violate.
  L'autorita'  giurisdizionale,  qualora il giudizio non possa essere
definito  indipendentemente  dalla  risoluzione  della  questione  di
legittimita'  costituzionale o non ritenga che la questione sollevata
sia manifestamente infondata, emette ordinanza con la quale, riferiti
i  termini  ed  i  motivi  della  istanza  con  cui  fu  sollevata la
questione,  dispone  l'immediata  trasmissione  degli atti alla Corte
costituzionale e sospende il giudizio in corso.
  La  questione di legittimita' costituzionale puo' essere sollevata,
di  ufficio,  dall'autorita' giurisdizionale davanti alla quale verte
il  giudizio  con  ordinanza  contenente le indicazioni previste alle
lettere  a)  e  b)  del primo comma e le disposizioni di cui al comma
precedente.
  L'autorita'  giurisdizionale  ordina  che  a cura della cancelleria
l'ordinanza  di trasmissione degli atti alla Corte costituzionale sia
notificata,   quando   non  se  ne  sia  data  lettura  nel  pubblico
dibattimento,  alle parti in causa ed al pubblico ministero quando il
suo  intervento sia obbligatorio, nonche' al Presidente del Consiglio
dei  Ministri  ed  al Presidente della Giunta regionale a seconda che
sia  in  questione  una  legge  o un atto avente forza di legge dello
Stato o di una Regione.
  L'ordinanza  viene  comunicata  dal cancelliere anche ai Presidenti
delle  due  Camere  del  Parlamento  o  al  Presidente  del Consiglio
regionale interessato.