LEGGE 4 marzo 1952, n. 137

Assistenza a favore dei profughi.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2000)
Testo in vigore dal: 28-8-1970
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3.

  Alle  persone appartenenti alle categorie indicate all'art. 1 e che
rimpatriano  dopo  l'entrata  in  vigore  della presente legge, delle
quali  sia  stato  accertato  lo  stato  di  bisogno,  e' concesso un
sussidio   temporaneo  mensile  stabilito  nella  misura  giornaliera
identica,  per  il  capo  famiglia,  a  quella prevista dalle vigenti
disposizioni  circa  l'indennita'  ordinaria  di  disoccupazione. Per
ciascun  componente  a  carico il sussidio integrativo e' di lire 100
giornaliere.
  L'anzidetto   sussidio   e'  integrato  con  la  maggiorazione  del
trattamento  assistenziale  di cui all'art. 2 della legge 30 novembre
1950, n. 997.
  Il  sussidio  di  cui  al  presente  articolo non e' cumulabile con
quello  di  disoccupazione  ne'  con  altri  di carattere ordinario o
continuativo,  ma  e'  ammesso  il conguaglio quando i sussidi aventi
diverso titolo risultino nel loro complesso di misura inferiore.
  Qualora  il  capo  famiglia non sia presente nel nucleo familiare a
carico,  perche' rimasto nei territori indicati ai numeri 1), 2) e 3)
dell'art.  1, potra' essere considerata tale la moglie o il congiunto
a lui prossimo e di eta' maggiore.
  Se  tra  i  coniugi  entrambi profughi, sia intervenuta sentenza di
separazione   legale,  ciascun  coniuge  viene  assistito  come  capo
famiglia a se' stante, tenendo conto dei figli affidati a ciascuno di
essi dalla sentenza.
  Ove  la separazione sia soltanto di fatto, il sussidio spettante ai
figli minori verra' corrisposto al coniuge col quale essi convivono.
  Se  il  profugo  e'  soltanto uno dei coniugi separati, il sussidio
spetta unicamente al coniuge profugo ed ai figli a suo carico.
  I  sussidi  previsti  dal presente articolo possono essere concessi
non  oltre il 30 giugno 1955, fatta eccezione per i casi di effettivo
e  comprovato  bisogno, quando il profugo abbia raggiunto il 65° anno
di  eta'  o  sia  del  tutto  inabile  a proficuo lavoro e non abbia,
nell'una  e  nell'altre  ipotesi,  congiunti  tenuti per legge al suo
mantenimento.
  Le  disposizioni  contenute  nel presente articolo sono applicabili
anche  a  favore  dei  profughi  che  in  atto fruiscano del sussidio
mensile. (7) ((8))
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AGGIORNAMENTO (7)
  La L. 10 novembre 1964, n. 1225 ha disposto (con l'art. 1, comma 1)
che  l'assistenza  in favore dei profughi e dei rimpatriati dai Paesi
africani,  prevista  dal  presente  articolo, e' prorogata fino al 31
dicembre 1967.
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AGGIORNAMENTO (8)
  Il  D.L. 28 agosto 1970, n. 622, convertito con modificazioni dalla
L.  19  ottobre 1970, n. 744, ha disposto (con l'art. 3, comma 1) che
"Ai  profughi e rimpatriati che fruiscono del sussidio mensile di cui
all'art.   3   della  legge  4  marzo  1952,  n.  137,  e  successive
modificazioni,  nonche'  agli  anziani  ed  inabili che fruiscono del
sussidio  giornaliero  di  cui all'articolo 2 della legge 10 novembre
1964,  n.  1225,  e'  concessa,  in  luogo  dei  detti  sussidi,  una
indennita' di sistemazione di lire 300.000 pro-capite".