LEGGE COSTITUZIONALE 31 gennaio 2001, n. 2

Disposizioni concernenti l'elezione diretta dei presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Testo in vigore dal: 16-2-2001
attiva riferimenti normativi
                               Art. 5.
                  (Modifiche allo Statuto speciale
                della Regione Friuli-Venezia Giulia).
1.   Allo  Statuto  speciale  della  Regione  Friuli-Venezia  Giulia,
approvato   con  legge  costituzionale  31  gennaio  1963,  n.  1,  e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: "Presidente della Giunta regionale" e "Presidente della
Giunta",   ovunque   ricorrano,   sono   sostituite  dalle  seguenti:
"Presidente della Regione";
b)  all'articolo  4, primo comma, all'alinea, le parole: "ordinamento
giuridico  dello  Stato" sono sostituite dalle seguenti: "ordinamento
giuridico della Repubblica";
c) all'articolo 5, il numero 1) e' abrogato;
d) all'articolo 12, le parole: "ed il suo Presidente" sono sostituite
dalle  seguenti: "e il Presidente della Regione"; e sono aggiunti, in
fine, i seguenti commi:
"In  armonia  con  la  Costituzione  e  i  principi  dell'ordinamento
giuridico  della Repubblica e con l'osservanza di quanto disposto dal
presente   Titolo,   la  legge  regionale,  approvata  dal  Consiglio
regionale  con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, determina
la  forma  di governo della Regione e, specificatamente, le modalita'
di  elezione  del Consiglio regionale, del Presidente della Regione e
degli  assessori,  i  rapporti  tra  gli  organi  della  Regione,  la
presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei
confronti  del  Presidente della Regione, i casi di ineleggibilita' e
di  incompatibilita' con le predette cariche, nonche' l'esercizio del
diritto  di iniziativa popolare delle leggi regionali e la disciplina
del  referendum  regionale  abrogativo,  propositivo e consultivo. Al
fine  di  conseguire  l'equilibrio della rappresentanza dei sessi, la
medesima  legge  promuove  condizioni  di  parita' per l'accesso alle
consultazioni elettorali. Le dimissioni contestuali della maggioranza
dei  componenti il Consiglio regionale comportano lo scioglimento del
Consiglio  stesso  e l'elezione contestuale del nuovo Consiglio e del
Presidente  della Regione se eletto a suffragio universale e diretto.
Nel  caso in cui il Presidente della Regione sia eletto dal Consiglio
regionale,  il  Consiglio  e'  sciolto  quando  non  sia  in grado di
funzionare  per  l'impossibilita'  di  formare  una maggioranza entro
sessanta  giorni  dalle  elezioni  o  dalle dimissioni del Presidente
stesso.
La  legge  regionale  di  cui  al  secondo comma non e' comunicata al
Commissario del Governo ai sensi del primo comma dell'articolo 29. Su
di  essa  il Governo della Repubblica puo' promuovere la questione di
legittimita'  costituzionale  dinanzi alla Corte costituzionale entro
trenta giorni dalla sua pubblicazione.
La legge regionale di cui al secondo comma e' sottoposta a referendum
regionale, la cui disciplina e' prevista da apposita legge regionale,
qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un
cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti
del  Consiglio  regionale.  La  legge  sottoposta a referendum non e'
promulgata se non e' approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Se  la  legge  e'  stata  approvata  a  maggioranza dei due terzi dei
componenti  il Consiglio regionale, si fa luogo a referendum soltanto
se,   entro  tre  mesi  dalla  sua  pubblicazione,  la  richiesta  e'
sottoscritta  da  un  trentesimo  degli  aventi  diritto  al voto per
l'elezione del Consiglio regionale";
e) l'articolo 13 e' sostituito dal seguente:
"Art.  13.  - Il Consiglio regionale e' eletto a suffragio universale
diretto, uguale e segreto.
Il  numero dei consiglieri regionali e' determinato in ragione di uno
ogni  20.000 abitanti o frazioni superiori a 10.000 abitanti, secondo
i dati ufficiali dell'ultimo censimento";
f)  all'articolo  15, terzo comma, sono aggiunte, in fine, le parole:
", ovvero di membro del Parlamento europeo";
g) all'articolo 15, il quarto comma e' abrogato;
h)  all'articolo  22,  secondo comma, le parole: "o quando non sia in
grado di funzionare" sono soppresse;
i) all'articolo 22 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
"Con   decreto   motivato  del  Presidente  della  Repubblica  e  con
l'osservanza  delle  forme  di  cui  al  terzo  comma  e' disposta la
rimozione  del  Presidente  della  Regione,  se  eletto  a  suffragio
universale   e   diretto,  che  abbia  compiuto  atti  contrari  alla
Costituzione  o  reiterate  e gravi violazioni di legge. La rimozione
puo' altresi' essere disposta per ragioni di sicurezza nazionale";
l)  all'articolo 23, le parole: "o il suo Presidente" sono sostituite
dalle seguenti: "o il Presidente della Regione";
m) gli articoli 33, 35, 36, 37, 38, 39, 43 e 46 sono abrogati;
n) l'articolo 34 e' sostituito dal seguente:
"Art.  34.  -  La Giunta regionale e' composta del Presidente e degli
assessori. Un assessore assume le funzioni di Vicepresidente.
L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente
della  Regione  eletto  a  suffragio universale e diretto, nonche' la
rimozione,  l'impedimento  permanente, la morte o le dimissioni dello
stesso  comportano  le  dimissioni della Giunta e lo scioglimento del
Consiglio regionale";
o) all'articolo 63, dopo il primo comma sono inseriti i seguenti:
"L'iniziativa  per  le  modificazioni  appartiene  anche al Consiglio
regionale.
I  progetti  di  modificazione  del  presente  Statuto  di iniziativa
governativa   o   parlamentare  sono  comunicati  dal  Governo  della
Repubblica  al  Consiglio  regionale, che esprime il suo parere entro
due mesi.
Le  modificazioni approvate non sono comunque sottoposte a referendum
nazionale".
2.  Fino  alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  prevista
dall'articolo  12 dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia
Giulia,  come  modificato  dal  comma  1  del  presente  articolo, il
Presidente  della Regione e' eletto a suffragio universale e diretto.
L'elezione  e'  contestuale al rinnovo del Consiglio regionale. Entro
dieci  giorni  dalla  proclamazione  il  Presidente eletto nomina gli
assessori  e  puo'  successivamente  revocarli; attribuisce ad uno di
essi le funzioni di Vicepresidente. Se il Consiglio regionale approva
a  maggioranza  assoluta  dei suoi componenti una mozione motivata di
sfiducia  nei  confronti  del Presidente della Regione, presentata da
almeno  un quinto dei consiglieri e messa in discussione non prima di
tre giorni dalla sua presentazione, entro tre mesi si procede a nuove
elezioni  del  Consiglio  e  del Presidente della Regione. Si procede
parimenti  a  nuove  elezioni  del  Consiglio  e del Presidente della
Regione  in  caso  di  dimissioni, impedimento permanente o morte del
Presidente.  Fermo quanto disposto al comma 3, le disposizioni di cui
al  presente  comma non si applicano al Consiglio regionale in carica
alla  data  di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
Se  non  e'  altrimenti  disposto  dalla legge regionale prevista dal
citato   articolo   12   dello   Statuto   speciale   della   Regione
Friuli-Venezia Giulia, al Consiglio regionale in carica continuano ad
applicarsi le disposizioni statutarie vigenti alla data di entrata in
vigore della presente legge costituzionale.
3.  Qualora  si  debba  procedere ai sensi del comma 2 e alla data di
convocazione  dei  comizi  elettorali  per  il  rinnovo del Consiglio
regionale non siano state approvate le conseguenti modificazioni alla
legge  elettorale  regionale,  ai  sensi del citato articolo 12 dello
Statuto  speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, per l'elezione
del  Consiglio regionale e del Presidente della Regione si osservano,
in  quanto  compatibili, le disposizioni delle leggi della Repubblica
che  disciplinano  l'elezione  dei  Consigli  delle Regioni a statuto
ordinario. Le circoscrizioni elettorali previste da tali disposizioni
sono   rispettivamente   corrispondenti   ai  circondari  attualmente
soggetti alla giurisdizione dei tribunali di Trieste, Gorizia, Udine,
Tolmezzo  e  Pordenone. Il comune di Duino Aurisina e' aggregato alla
circoscrizione di Trieste e i comuni di Erto-Casso e di Cimolais sono
aggregati  alla  circoscrizione  di  Pordenone. Per i consiglieri che
sono  eletti  con sistema maggioritario, la circoscrizione e' formata
dal  territorio  dell'intera  Regione. Sono candidati alla Presidenza
della Regione i capilista delle liste regionali. E' proclamato eletto
Presidente  della Regione il candidato capolista che ha conseguito il
maggior  numero  di  voti  validi  in ambito regionale. Il Presidente
della  Regione  fa  parte del Consiglio regionale. La disposizione di
cui al quattordicesimo comma dell'articolo 15 della legge 17 febbraio
1968,  n.108,  introdotto  dal comma 2 dell'articolo 3 della legge 23
febbraio  1995,  n.43,  e la disposizione di cui al penultimo periodo
del  presente  comma  si  applicano  anche  in  deroga  al numero dei
consiglieri  regionali stabilito dall'articolo 13 dello Statuto, come
sostituito  dal  comma 1 del presente articolo. E' eletto alla carica
di consigliere il candidato capolista alla carica di Presidente della
Regione  che  ha  conseguito  un numero di voti validi immediatamente
inferiore  a  quello  del  candidato  proclamato  eletto  Presidente.
L'Ufficio centrale regionale riserva, a tale fine, l'ultimo dei seggi
eventualmente  spettanti alle liste circoscrizionali collegate con il
capolista   della   lista   regionale,   proclamato  alla  carica  di
consigliere, nell'ipotesi prevista al numero 3) del tredicesimo comma
dell'articolo  15 della legge 17 febbraio 1968, n.108, introdotto dal
comma  2  dell'articolo  3  della  legge  23  febbraio 1995, n. 43; o
altrimenti  il  seggio  attribuito  con  il  resto  o  con  la  cifra
elettorale minore, tra quelli delle stesse liste, in sede di collegio
unico  regionale  per  la  ripartizione  dei  seggi  circoscrizionali
residui.  Qualora  tutti i seggi spettanti alle liste collegate siano
stati  assegnati  con  quoziente  intero  in  sede  circoscrizionale,
l'Ufficio  centrale  regionale  procede all'attribuzione di un seggio
aggiuntivo,  del  quale  si  deve  tenere conto per la determinazione
della  conseguente quota percentuale di seggi spettanti alle liste di
maggioranza  in  seno  al  Consiglio  regionale.  A  questa  elezione
continuano  ad applicarsi, in via suppletiva ed in quanto compatibili
con  le  disposizioni  della  legge  17  febbraio  1968,  n.  108,  e
successive  modificazioni,  e della legge 23 febbraio 1995, n. 43, le
disposizioni  delle  leggi  della  Regione  Friuli-Venezia Giulia per
l'elezione  del  Consiglio  regionale,  limitatamente alla disciplina
dell'organizzazione  amministrativa  del  procedimento  elettorale  e
delle votazioni.