DECRETO-LEGGE 28 gennaio 2019, n. 4

Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. (19G00008)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/01/2019.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 (in G.U. 29/03/2019, n. 75).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/07/2022)
Testo in vigore dal: 16-7-2022
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4 
 
        Patto per il lavoro e Patto per l'inclusione sociale 
 
  1. L'erogazione del beneficio e' condizionata alla dichiarazione di
immediata disponibilita' al lavoro da parte dei componenti il  nucleo
familiare maggiorenni, nelle modalita' di cui al  presente  articolo,
nonche' all'adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento
all'inserimento  lavorativo  e  all'inclusione  sociale  che  prevede
attivita'  al   servizio   della   comunita',   di   riqualificazione
professionale, di completamento degli studi,  nonche'  altri  impegni
individuati dai servizi competenti  finalizzati  all'inserimento  nel
mercato del lavoro e all'inclusione sociale. 
  2. Sono tenuti agli obblighi di cui al presente  articolo  tutti  i
componenti il  nucleo  familiare  che  siano  maggiorenni,  non  gia'
occupati e  non  frequentanti  un  regolare  corso  di  studi,  ferma
restando  per  il   componente   con   disabilita'   interessato   la
possibilita' di richiedere  la  volontaria  adesione  a  un  percorso
personalizzato  di  accompagnamento  all'inserimento   lavorativo   e
all'inclusione sociale, secondo quanto previsto al comma  1,  essendo
inteso che  tale  percorso  deve  tenere  conto  delle  condizioni  e
necessita' specifiche dell'interessato.  Sono  esclusi  dai  medesimi
obblighi i  beneficiari  della  Pensione  di  cittadinanza  ovvero  i
beneficiari del Rdc titolari di pensione diretta o comunque  di  eta'
pari o superiore a 65 anni, nonche'  i  componenti  con  disabilita',
come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68, fatta  salva
ogni iniziativa di collocamento mirato e i  conseguenti  obblighi  ai
sensi della medesima disciplina. I componenti con disabilita' possono
manifestare la loro disponibilita' al lavoro ed essere destinatari di
offerte di lavoro alle condizioni, con le percentuali e con le tutele
previste dalla legge 12 marzo 1999, n. 68. 
  3. Possono altresi' essere esonerati dagli obblighi  connessi  alla
fruizione del Rdc, i componenti con carichi  di  cura,  valutati  con
riferimento alla presenza di soggetti minori  di  tre  anni  di  eta'
ovvero di componenti il nucleo familiare con disabilita' grave o  non
autosufficienza, come definiti a fini ISEE, nonche' i  lavoratori  di
cui al comma 15-quater e coloro che frequentano corsi di  formazione,
oltre a ulteriori fattispecie  identificate  in  sede  di  Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281. Al fine di assicurare omogeneita' di trattamento,  sono
definiti, con accordo in sede di  Conferenza  Unificata,  principi  e
criteri generali da adottarsi da parte dei servizi competenti in sede
di  valutazione  degli  esoneri  di  cui  al  presente  comma,  anche
all'esito del primo periodo di applicazione del Rdc. I componenti con
i predetti carichi di cura sono comunque esclusi  dagli  obblighi  di
cui al comma 15. 
  4. La domanda di Rdc resa dall'interessato all'INPS per se' e tutti
i componenti maggiorenni del nucleo, come  definito  dall'articolo  3
del decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  5  dicembre
2013, n. 159, tenuti agli obblighi connessi alla fruizione del Rdc ai
sensi  del  comma  2,   equivale   a   dichiarazione   di   immediata
disponibilita' al  lavoro,  ed  e'  trasmessa  dall'INPS  all'Agenzia
nazionale per  le  politiche  attive  del  lavoro  (ANPAL),  ai  fini
dell'inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche del
lavoro. La domanda di  Rdc  che  non  contiene  le  dichiarazioni  di
immediata disponibilita' al  lavoro  di  cui  al  presente  comma  e'
improcedibile. 
  5. I componenti dei nuclei familiari beneficiari, tra quelli tenuti
agli obblighi ai sensi del comma 2, sono individuati e resi  noti  ai
centri per l'impiego per il tramite della piattaforma digitale di cui
all'articolo 6, comma  2,  affinche'  siano  convocati  entro  trenta
giorni dal riconoscimento del beneficio, se in possesso di uno o piu'
dei seguenti requisiti al momento della richiesta del Rdc: 
    a) assenza di occupazione da non piu' di due anni; 
    b) essere beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore
sociale per la disoccupazione  involontaria  o  averne  terminato  la
fruizione da non piu' di un anno; 
    c) aver sottoscritto negli ultimi due anni un patto  di  servizio
attivo presso i centri per l'impiego ai sensi  dell'articolo  20  del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150; 
    d) non aver sottoscritto  un  progetto  personalizzato  ai  sensi
dell'articolo 6 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147. 
  5-bis.  Per  il  tramite  della   piattaforma   digitale   di   cui
all'articolo 6, comma 2,  sono  altresi'  resi  noti  ai  centri  per
l'impiego i  beneficiari  del  Rdc  maggiorenni  e  di  eta'  pari  o
inferiore a 29 anni, indipendentemente dal possesso dei requisiti  di
cui al comma 5 del presente articolo e dall'eventuale presa in carico
del nucleo familiare di appartenenza ai sensi del comma 12, affinche'
siano convocati entro trenta giorni dal riconoscimento del beneficio. 
  5-ter. La piattaforma digitale di  cui  all'articolo  6,  comma  2,
oltre ai soggetti di cui ai commi 5 e 5-bis  del  presente  articolo,
rende noto ai centri per l'impiego anche l'elenco dei beneficiari del
Rdc che siano componenti dei  nuclei  familiari  dei  soggetti  nelle
condizioni di cui al comma 5 e  che  abbiano  reso  dichiarazione  di
immediata disponibilita' al lavoro ai sensi  del  comma  4  affinche'
siano convocati nei termini previsti dalla legislazione vigente. 
  5-quater. Nel caso in cui  l'operatore  del  centro  per  l'impiego
ravvisi che nel nucleo familiare dei beneficiari nelle condizioni  di
cui al comma 5 siano presenti  particolari  criticita'  in  relazione
alle quali sia difficoltoso l'avvio di un percorso di inserimento  al
lavoro, per il tramite della piattaforma digitale di cui all'articolo
6, comma 2, invia il richiedente ai servizi comunali  competenti  per
il contrasto della poverta', che si coordinano a  livello  di  ambito
territoriale, per la valutazione multidimensionale di  cui  al  comma
11. L'invio del richiedente deve essere corredato  delle  motivazioni
che l'hanno determinato in esito agli incontri presso il  centro  per
l'impiego. Al fine di assicurare  omogeneita'  di  trattamento,  sono
definiti con il medesimo accordo in sede di Conferenza  unificata  di
cui al comma 3 i principi e i criteri generali da adottare in sede di
valutazione per l'identificazione  delle  condizioni  di  particolare
criticita' di cui al presente comma. 
  6. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 30 DICEMBRE 2021, N. 234. In sede  di
primo incontro  presso  il  centro  per  l'impiego  sono  individuati
eventuali componenti del nucleo familiare esonerati dagli obblighi ai
sensi del comma 3, fatta salva la valutazione di  bisogni  sociali  o
socio-sanitari connessi ai compiti di cura. 
  7. I beneficiari di cui ai commi 5, 5-bis e 5-ter,  non  esclusi  o
esonerati dagli obblighi, stipulano presso  i  centri  per  l'impiego
ovvero,  laddove  previsto  da  provvedimenti  regionali,  presso   i
soggetti  accreditati  ai  sensi   dell'articolo   12   del   decreto
legislativo n. 150 del 2015, un Patto per il lavoro, che equivale  al
patto di servizio personalizzato di cui all'articolo 20 del  medesimo
decreto legislativo n. 150 del 2015. Il  Patto  per  il  lavoro  deve
contenere gli obblighi e gli impegni previsti dal  comma  8,  lettera
b). Ai fini del Rdc e ad ogni altro fine, il patto di servizio assume
la denominazione di Patto per il lavoro. Con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, sentita l'Agenzia nazionale per  le
politiche attive del lavoro  (ANPAL)  e  previa  intesa  in  sede  di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  Regioni  e  le
Province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,  sono  definiti  appositi
indirizzi e modelli nazionali per  la  redazione  del  Patto  per  il
lavoro, anche in esito al primo periodo di applicazione del Rdc. 
  8. I beneficiari di cui al comma 7 sono tenuti a: 
    a) collaborare alla definizione del Patto per il lavoro; 
    b) accettare espressamente gli obblighi e rispettare gli  impegni
previsti nel Patto per il lavoro e, in particolare: 
      1)  registrarsi  sull'apposita  piattaforma  digitale  di   cui
all'articolo 6, comma 1, anche per il tramite di  portali  regionali,
se presenti,  e  consultarla  quotidianamente  quale  supporto  nella
ricerca attiva del lavoro; 
      2) svolgere ricerca attiva del lavoro, verificando la  presenza
di nuove offerte di lavoro, secondo le ulteriori  modalita'  definite
nel Patto per il lavoro, che, comunque,  individua  il  diario  delle
attivita' che devono essere svolte settimanalmente; la ricerca attiva
del lavoro e' verificata presso il centro per l'impiego  in  presenza
con frequenza almeno mensile; in caso di mancata presentazione  senza
comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio; 
      3) accettare di essere avviato alle attivita'  individuate  nel
Patto per il lavoro; 
      4) sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali  prove
di selezione finalizzate all'assunzione, su indicazione  dei  servizi
competenti e in attinenza alle competenze certificate; 
      5) accettare almeno una di due offerte di  lavoro  congrue,  ai
sensi dell'articolo 25 del decreto legislativo n. 150 del 2015,  come
integrato al comma 9; in caso  di  rinnovo  del  beneficio  ai  sensi
dell'articolo 3, comma 6, deve essere accettata, a pena di  decadenza
dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua ai sensi  del
comma 9. 
  9. La congruita' dell'offerta di  lavoro  di  cui  al  comma  8  e'
definita anche con riferimento al numero  di  offerte  rifiutate.  In
particolare, e' definita  congrua  un'offerta  dalle  caratteristiche
seguenti: 
    a) entro ottanta  chilometri  di  distanza  dalla  residenza  del
beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di
cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima
offerta, ovvero, fermo  quanto  previsto  alla  lettera  d),  ovunque
collocata nel territorio italiano se si tratta di seconda offerta; 
    b) in caso di rapporto di lavoro a tempo determinato  o  a  tempo
parziale, con le caratteristiche di cui all'articolo 25  del  decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 150, quando il luogo di lavoro  non
dista piu' di ottanta chilometri  di  distanza  dalla  residenza  del
beneficiario o e' comunque raggiungibile nel limite temporale massimo
di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici,  in  caso  sia  di
prima sia di seconda offerta; 
    c) in caso di rinnovo del beneficio  ai  sensi  dell'articolo  3,
comma 6, fermo quanto previsto alla lettera d), e' congrua un'offerta
ovunque sia collocata nel  territorio  italiano  anche  nel  caso  si
tratti di prima offerta; 
    d) esclusivamente nel caso in  cui  nel  nucleo  familiare  siano
presenti componenti con disabilita', come definita ai fini dell'ISEE,
non operano le previsioni di cui alle lettere b) e c)  e,  in  deroga
alle  previsioni  di  cui  alla  lettera  a)  relative  alle  offerte
successive alla prima, indipendentemente dal periodo di fruizione del
beneficio, l'offerta e' congrua se non eccede la  distanza  di  cento
chilometri dalla residenza del beneficiario. 
    d-bis) esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare  siano
presenti figli minori, anche  qualora  i  genitori  siano  legalmente
separati, non operano le previsioni di cui  alla  lettera  c)  e,  in
deroga alle previsioni di cui alle lettere a)  e  b),  con  esclusivo
riferimento alla terza offerta, l'offerta e' congrua se non eccede la
distanza  di  duecentocinquanta  chilometri   dalla   residenza   del
beneficiario. Le previsioni di  cui  alla  presente  lettera  operano
esclusivamente  nei  primi  ventiquattro   mesi   dall'inizio   della
fruizione del beneficio, anche in caso di rinnovo dello stesso. 
  9-bis.  All'articolo  25,  comma  1,  lettera   d),   del   decreto
legislativo n. 150 del 2015  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti
parole: ", ovvero, per i  beneficiari  di  Reddito  di  cittadinanza,
superiore di almeno il 10 per cento  rispetto  al  beneficio  massimo
fruibile  da  un  solo  individuo,  inclusivo  della  componente   ad
integrazione del  reddito  dei  nuclei  residenti  in  abitazione  in
locazione". 
  ((9-ter. Le offerte di lavoro congrue di cui  al  presente  decreto
possono essere proposte ai beneficiari di cui al comma 7 del presente
articolo direttamente  dai  datori  di  lavoro  privati.  L'eventuale
mancata accettazione dell'offerta congrua da parte dei beneficiari di
cui al medesimo comma 7 e' comunicata dal datore di lavoro privato al
centro per l'impiego competente per territorio, anche ai  fini  della
decadenza dal beneficio. Con decreto del Ministro del lavoro e  delle
politiche sociali, da adottare entro sessanta giorni  dalla  data  di
entrata in vigore  della  presente  disposizione,  sono  definite  le
modalita' di comunicazione e di verifica della  mancata  accettazione
dell'offerta congrua)). 
  10. Nel caso in cui  sia  accettata  una  offerta  collocata  oltre
duecentocinquanta  chilometri  di  distanza   dalla   residenza   del
beneficiario, il medesimo continua a percepire il beneficio economico
del Rdc, a titolo di compensazione  per  le  spese  di  trasferimento
sostenute, per i successivi tre mesi dall'inizio del  nuovo  impiego,
incrementati a dodici mesi nel  caso  siano  presenti  componenti  di
minore eta' ovvero componenti con disabilita', come definita  a  fini
ISEE. 
  11. I nuclei familiari beneficiari che non abbiano componenti nelle
condizioni di cui al comma 5 sono individuati e  resi  noti,  per  il
tramite della piattaforma istituita presso il Ministero del lavoro  e
delle politiche sociali ai sensi dell'articolo 6, comma 1, ai comuni,
che si coordinano a livello di ambito territoriale,  affinche'  siano
convocati, entro trenta giorni dal riconoscimento del beneficio,  dai
servizi competenti per il contrasto della poverta'.  Agli  interventi
connessi   al   Rdc,   incluso   il   percorso   di   accompagnamento
all'inserimento lavorativo, il richiedente e il suo nucleo  familiare
accedono  previa   valutazione   multidimensionale   finalizzata   ad
identificare i bisogni del nucleo familiare, ai sensi dell'articolo 5
del decreto legislativo n. 147 del 2017. 
  12. Nel caso in cui,  in  esito  alla  valutazione  preliminare,  i
bisogni  del  nucleo  familiare   e   dei   suoi   componenti   siano
prevalentemente  connessi  alla  situazione  lavorativa,  i   servizi
competenti sono comunque individuati presso i centri per l'impiego  e
i beneficiari sono ad essi resi noti per il tramite delle piattaforme
di cui all'articolo 6 per la  definizione  e  la  sottoscrizione  del
Patto per il lavoro entro i successivi trenta giorni. Nel caso in cui
il  bisogno  sia  complesso  e   multidimensionale,   i   beneficiari
sottoscrivono un Patto  per  l'inclusione  sociale  e  i  servizi  si
coordinano in maniera da fornire risposte unitarie nel Patto, con  il
coinvolgimento, oltre ai centri per l'impiego e ai  servizi  sociali,
degli altri  servizi  territoriali  di  cui  si  rilevi  in  sede  di
valutazione preliminare la competenza. 
  13.  Il  Patto  per  l'inclusione  sociale,  ove  non  diversamente
specificato, assume le caratteristiche del progetto personalizzato di
cui all'articolo 6  del  decreto  legislativo  n.  147  del  2017  e,
conseguentemente, ai fini del Rdc e ad ogni altro fine,  il  progetto
personalizzato medesimo ne assume la  denominazione.  Nel  Patto  per
l'inclusione  sociale  sono  inclusi,  oltre  agli   interventi   per
l'accompagnamento all'inserimento lavorativo, ove opportuni  e  fermo
restando gli obblighi di cui al comma 8, gli interventi e  i  servizi
sociali di contrasto alla poverta' di cui all'articolo 7 del  decreto
legislativo n. 147 del  2017,  che,  conseguentemente,  si  intendono
riferiti al Rdc. Gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla
poverta' sono comunque attivati, ove opportuni e richiesti, anche  in
favore dei beneficiari che sottoscrivono il Patto per il  lavoro.  Il
Patto per l'inclusione sociale prevede  in  ogni  caso  la  frequenza
almeno mensile  in  presenza  presso  i  servizi  di  contrasto  alla
poverta' al  fine  della  verifica  dei  risultati  raggiunti  e  del
rispetto   degli   impegni   assunti   nell'ambito    del    progetto
personalizzato; in caso di  mancata  presentazione  senza  comprovato
giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio. 
  14. Il Patto per il lavoro e il Patto per l'inclusione sociale e  i
sostegni in essi previsti, nonche' la  valutazione  multidimensionale
che eventualmente li precede, costituiscono livelli essenziali  delle
prestazioni, nei limiti  delle  risorse  disponibili  a  legislazione
vigente. 
  15. In coerenza con le competenze professionali del beneficiario  e
con quelle acquisite in ambito  formale,  non  formale  e  informale,
nonche' in base agli interessi e alle propensioni  emerse  nel  corso
del colloquio sostenuto presso il centro per l'impiego ovvero  presso
i  servizi  dei  comuni,  il  beneficiario  e'  tenuto   ad   offrire
nell'ambito del Patto per il lavoro  e  del  Patto  per  l'inclusione
sociale la propria disponibilita' per la partecipazione a progetti  a
titolarita'  dei  comuni,  utili  alla   collettivita',   in   ambito
culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela  dei
beni comuni, da svolgere presso  il  medesimo  comune  di  residenza,
mettendo a disposizione un numero di ore  compatibile  con  le  altre
attivita' del beneficiario e comunque non inferiore al numero di otto
ore settimanali, aumentabili fino ad un numero massimo di sedici  ore
complessive  settimanali.  Nell'ambito  dei   progetti   utili   alla
collettivita', i comuni sono tenuti ad impiegare almeno un terzo  dei
percettori di Rdc residenti. Lo  svolgimento  di  tali  attivita'  da
parte dei percettori di Rdc e' a titolo gratuito, non e' assimilabile
ad una prestazione di lavoro  subordinato  o  parasubordinato  e  non
comporta,  comunque,  l'instaurazione  di  un  rapporto  di  pubblico
impiego con le amministrazioni pubbliche. Resta fermo quanto previsto
dall'articolo 7, comma 5, lettera d). La partecipazione  ai  progetti
e' facoltativa per le persone non tenute agli  obblighi  connessi  al
Rdc.  Le  forme  e  le  caratteristiche,  nonche'  le  modalita'   di
attuazione dei progetti di cui al presente comma  sono  definite  con
decreto del Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali,  previa
intesa in sede di Conferenza unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  da  adottare  entro  sei
mesi dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione  del
presente decreto. I comuni comunicano le informazioni sui progetti ad
una apposita sezione della piattaforma dedicata al programma del  Rdc
del  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,   di   cui
all'articolo   6,   comma   1.   L'esecuzione   delle   attivita'   e
l'assolvimento degli obblighi del beneficiario  di  cui  al  presente
comma  sono  subordinati  all'attivazione  dei  progetti.  L'avvenuto
assolvimento di tali obblighi viene  attestato  dai  comuni,  tramite
l'aggiornamento della piattaforma dedicata. 
  15-bis. I centri per l'impiego, le agenzie per il lavoro e gli enti
di  formazione  registrano  nelle   piattaforme   digitali   di   cui
all'articolo 6, comma 1, le competenze acquisite dal beneficiario  in
ambito formale, non formale  ed  informale  di  cui  al  decreto  del
Ministro del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  30  giugno  2015,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 166 del 20 luglio 2015. 
  15-ter. All'attuazione delle disposizioni di cui al comma 15-bis si
provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali  disponibili
a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a  carico  della
finanza pubblica. 
  15-quater. Per le finalita' di cui al presente decreto  e  ad  ogni
altro fine,  si  considerano  in  stato  di  disoccupazione  anche  i
lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde
a un'imposta lorda pari o  inferiore  alle  detrazioni  spettanti  ai
sensi dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi,  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917. 
  15-quinquies. La convocazione dei beneficiari da parte  dei  centri
per  l'impiego  e  dei  comuni,  singoli  o  associati,  puo'  essere
effettuata anche con mezzi informali, quali messaggistica  telefonica
o posta elettronica, secondo modalita' definite con accordo  in  sede
di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281. 
  15-sexies. I Patti per il lavoro e i Patti per l'inclusione sociale
prevedono necessariamente la partecipazione periodica dei beneficiari
ad attivita' e colloqui da svolgere in presenza.